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La raffinata sensualità e il creativo dinamismo di Undecided Collection.

Sempre più “indeciso” e sempre più affascinante, l’Undecided Sofa di Manerba evolve in una Undecided Collection. Partendo dall’intuizione di Raffaella Mangiarotti e Ilkka Suppanen è stata infatti sviluppata una famiglia di sedute – poltrone e poltroncine, chaise long e divani – con basamenti diversi e anche con rivestimento fonoassorbente- che hanno come comuni denominatori la possibilità di decidere l’altezza desiderata per lo schienale e di giocare con le sofisticate gamme cromatiche.

Per la presentazione della nuova Undecided Collection è stata scelta una sede inusuale e raffinata in perfetta sintonia con il mood di queste avvolgenti sedute che invitano al relax e alla libertà espressiva, in ufficio come a casa o in ogni altro ambiente.

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Il romantico e rigoglioso spazio del Fioraio Bianchi Caffè di Milano ha rappresentato la cornice perfetta per esaltare il carattere di elegante sensualità e dinamica creatività di Undecided Collection suggerendo ispirazioni per ambienti affascinanti.

Libertà creativa.
Lo schienale regolabile in altezza permette di comporre la combinazione formale e cromatica preferita e di ottenere il livello di privacy desiderato. La collezione si basa su una struttura modulare su cui si infilano morbidi cuscini quadrati da comporre liberamente in infinite variabili: cuscini come tasselli di un “personale e colorato mosaico” in grado di accoglierci e di facilitare il processo creativo e decisionale.

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Performance funzionali. 

Undecided Collection non trascura la funzionalità: la manutenzione e la pulizia sono estremamente semplici (si può sfilare e lavare anche un solo cuscino invece che tutto il divano) la privacy e le prestazioni acustiche del divano e della poltrona con schienale alto (certificati dall’Istituto Giordano ai sensi della Norma Europea UNI EN ISO 354:2003 che indica la misura dell’assorbimento acustico in camera riverberante. Il risultato “ottimo” – espresso con il coefficiente alfa-w e il cui massimo è 1 – è pari a 0,80 e va a classificare Undecided in classe B di fonoassorbimento) possono essere aumentate con l’utilizzo di imbottiture e tessuti di rivestimento fonoassorbenti.

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Snowsound fa il bis di premi al German Design Award.

Il German Design Award 2018 ha conferito due nuovi riconoscimenti a Caimi Brevetti per Snowsound: oltre che al software di calcolo, già premiato a Neocon, è stata assegnata una menzione d’onore anche al sistema di elementi fonoassorbenti Diesis, disegnato da Alessandro e Francesco Mendini.
I premi saranno consegnati a Francoforte in occasione della fiera Ambiente.

Continuano l’impegno e la ricerca di Caimi Brevetti nel mondo della progettazione acustica e continuano i premi per Snowsound, tecnologia coperta da diversi brevetti e frutto di una intensa ricerca in progress, anche in collaborazione con Università ed Istituti di ricerca.
I premi più recenti sono stati assegnati dal German Design Award, autorevole istituzione fondata su iniziativa del Bundestag tedesco nel 1953 con l’obiettivo di selezionare nel mondo i prodotti, i progetti o le persone che hanno saputo anticipare le tendenze del futuro e spiccare per il loro livello di innovazione.


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Il primo premio nella categoria “Excellent Communications Design Interactive User Experience” è stato assegnato al “Software/Application for Specifications”, ovvero il software di calcolo Snowsound sviluppato per una veloce stima del materiale necessario al raggiungimento del livello ottimale di comfort acustico in un ambiente.

 

Ha inoltre meritato la “Menzione d’onore” Diesis, il sistema di elementi fonoassorbenti, nella versione a soffitto o free-standing, che porta la firma di Alessandro Mendini e Francesco Mendini.
Diesis è realizzato con strutture portanti in acciaio e drappi contraddistinti dalla tecnologia Snowsound Fiber, composta da morbide fibre di poliestere, interconnesse, riciclabili e intrinsecamente ignifughe. L’interazione fra le speciali fibre acustiche e la particolare conformazione degli oggetti permette di ridurre il fastidioso riverbero acustico negli ambienti, migliorando la qualità di vita.

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Giuliano Dall’Ò eletto presidente di GBC Italia.

Green Building Council Italia ha eletto il suo nuovo presidente: Giuliano Dall’Ò, già membro del Comitato Tecnico Scientifico di GBC Italia dal 2010. I 20 membri del CdI hanno eletto anche il vicepresidente, Marco Mari, e i componenti del Comitato Esecutivo che saranno in carica per il prossimo triennio. Il focus dei prossimi tre anni sarà il rilancio dell’Associazione, che – grazie al nuovo gruppo dirigente potrà “svolgere un ruolo di stimolo e qualificazione nella rapida trasformazione del comparto dell’edilizia”, come ha commentato il past president Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club.

Professore associato di Fisica Tecnica Ambientale presso il Politecnico di Milano, Giuliano Dall’Ò è uno dei principali esperti italiani ed europei nell’ambito della sostenibilità energetica ed ambientale e della certificazione.

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E’ consulente in diverse aree delle costruzioni, quali l’efficienza e il risparmio energetico, l’uso delle energie rinnovabili, la progettazione di edifici ad energia zero, la certificazione e la diagnosi energetica e la pianificazione sostenibile, è autore di numerose pubblicazioni nazionali e internazionali alcune delle quali riguardano proprio l’applicazione dei protocolli LEED e GBC nel settore dell’edilizia e della pianificazione.
Porta la sua firma il volume Leadership in Green Building, che presenta i principali edifici certificati LEED e Green Building Council in Italia.

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Ha dichiarato il neo-presidente “Essere Presidente di GBC Italia, associazione che fa parte di un network internazionale WGBC (World GBC), tra i più importanti nel settore della sostenibilità non solo rivolta all’edilizia ma più in generale all’ambiente costruito anche alla scala urbane mi onora, ma mi onora soprattutto poter dare un contributo concreto, grazie a GBC, al tema sempre attuale della sostenibilità: uno degli strumenti più efficaci che abbiamo a disposizione per uscire dall’emergenza dei cambiamenti climatici.

Per quanto riguarda le gestione del triennio 2017-2020, il presidente Dall’Ò dichiara:
“Ho la fortuna di poter contare su un patrimonio di strumenti che possono essere promossi e valorizzati, mi riferisco ai protocolli LEED e GBC, sulla rete di relazioni attivate dalla precedente gestione sia a scala nazionale che a scala internazionale ma soprattutto su una squadra efficiente, competente e motivata.
Tra gli obiettivi a breve termine la valorizzazione del contributo dei soci attuali che devono svolgere un ruolo da protagonisti, l’allargamento delle aziende che possono aderire al progetto GBC ed il coinvolgimento dei Chapter regionali e considero elementi essenziali e strategici per valorizzare le collaborazioni con le amministrazioni locali, con le aziende che credono ad un futuro di sostenibilità, con le imprese e con il mondo delle professioni.
Da ultimo, ma non meno importante, un maggiore coinvolgimento delle Università e del mondo della ricerca che già collaborano con GBC nei tavoli tecnici.”

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Il nuovo Comitato Esecutivo è composto da:
Giuliano Dall’Ò, Presidente
Marco Mari ,Vice Presidente
Roberto Cereda
Thomas Messervey
Manuela Ojan
Eleonora Sablone
Mario Zambrini

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Eco-design per le pavimentazioni viniliche LVT.

Dopo avere proposto innumerevoli tipologie di moquette modulari caratterizzate da sostenibilità e alto livello di performance, Interface applica oggi il medesimo approccio di eco-design e orientato alla qualità nella sua prima collezione di rivestimento modulare resiliente per pavimentazioni. Luxury Vinyl Tile (LVT) Level Set è un prodotto igienico e facile da pulire, che emette virtualmente zero VOC, grazie al sistema TacTiles si applica senza colla e garantisce così un’impronta ambientale inferiore fino al 90% rispetto all’installazione tradizionale a colla.

E’ un ingresso alla grande quello di Interface nel mondo della pavimentazione in vinilico, forte infatti di un know how insuperato nel settore delle pavimentazioni tessili, applica nella sua prima collezione Luxury Vinyl Tile (LVT) Level Set i punti di forza che hanno reso l’azienda leader mondiale nel settore delle moquette.

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LVT Level Set è disponibile in numerosi colori e finiture (28 opzioni) ispirati al design biofilico che ripropongono pattern naturali richiamando elementi come il terreno, il legno e la pietra.
La modularità, la geometria (in formato quadrato o doga rettangolare) e lo spessore sono perfettamente compatibili con i rivestimenti tessili, questo permette la massima flessibilità nell’abbinamento delle due tipologie di materiali e originali soluzioni progettuali, sempre all’insegna della sostenibilità.

Le pavimentazioni LVT sono garantite 15 anni e realizzate con materiali riciclati e prevedendo il loro riciclo, come da impegno della Environmental Product Declarations (EPDs).
Level Set offre inedite possibilità per il design di nuovi ambienti, il restyling di ambienti esistenti o per la sostituzione parziale di parti ammalorate. Anche questo è un modus operandi sostenibile poiché evita sprechi e allunga la vita dei prodotti limitando al minimo gli scarti.

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Il comfort ambientale è migliorato grazie allo studio cromatico che ha selezionato gamme di colori che forniscono una riflessione più leggera, ideale per massimizzare i benefici della luce naturale diurna.
Il comfort acustico inoltre è migliorato dal supporto fonoassorbente Sound Choice ora disponibile anche per le collezioni LVT.

 

“In tutto l’ambiente costruito stiamo assistendo a un design sempre più orientato a unire in modo coeso elementi diversi, quindi anche a un aumento della domanda di pavimenti morbidi e duri che si fondano in un sistema di progettazione modulare -ha spiegato Mandy Leeming, Design and Development Manager per Interface EMEA– Level Set risponde al desiderio di un pavimento con l’aspetto dei materiali naturali, ma la funzionalità, la durata, le prestazioni e la convenienza del vinilico”.

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Glam o Wild? Effetti speciali per superfici sostenibili con Collection Futura.

Glam City, Time Out, Treasured Light e Wild Nature. Questi i nomi evocativi dei nuovi temi inseriti nella gamma Collection Futura di Interpon, marchio della divisione vernici in polvere AkzoNobel.
Un percorso emozionale di soluzioni materiche e cromatiche che parte da un’analisi degli ultimi trend internazionali di materiali e design svolta dal Centro di Ricerca AkzoNobel con gli esperti dello studio PeclersParis.
Alle performance sensoriali si aggiungono come sempre alta durabilità e massima sostenibilità 

Uno dei fattori di successo di Collection Futura è la sua constante evoluzione per rispondere al cambiamento dei gusti. Ogni quattro anni infatti, una ricerca sui trend internazionali suggerisce nuovi temi, colori e finiture sostenibili.
“La nostra esperienza in materia di colore e la continua ricerca di finiture sempre più performanti e sostenibili, ha guidato la creazione della nuova Collection Futura.” spiega Jean-Paul Moonen, Powder Coatings Global Architectural Manager, “La nuova collezione offre una gamma di finiture ed effetti speciali idonei per l’applicazione in esterno su substrati metallici in progetti architettonici di alto livello. I prodotti proposti sono innovativi, sostenibili e in linea con le nuove tendenze”. 

Ogni tema proposto per la Collection Futura 2018-2021 si articola in una gamma esclusiva di colori, finiture ed effetti che riflettono il design e le tendenze globali nel contesto sociale contemporaneo. A questo scopo, sono state introdotte due nuove finiture con un effetto tattile e visivo: Silky Texture e Cotton Textile.

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Sono passati 20 anni da quando AkzoNobel ha lanciato la prima Collection Futura e15 anni dall’inizio della proficua collaborazione con PeclersParis.
La Collection Futura da sempre rappresenta il punto più alto nell’innovazione dei rivestimenti dedicati all’architettura; per esempio è stata la prima collezione di vernici in polvere a proporre l’effetto Sablé, ancora oggi la finitura dei rivestimenti in polvere di maggior successo sia nel furniture design che nelle facciate nei progetto architettonico di edifici sempre più espressivi.

Certificazioni di sostenibilità per la bio-edilizia.

Tutti i rivestimenti in polvere Interpon sono certificati Environmental Product Declaration (EPD), una certificazione rilasciata annualmente da un ente terzo che garantisce un’approfondita e continua analisi del ciclo di vita dei prodotti: dall’acquisizione delle materie prime utilizzate, al ciclo produttivo fino alla spedizione, applicazione e smaltimento.
I prodotti AkzoNobel sono formulati per rispettare l’ambiente e la salute dei loro utilizzatori. Inoltre sono riciclabili, poiché l’over-spray può essere recuperato fino al 99%.
“La nuova collezione permetterà di ottenere l’effetto desiderato in qualsiasi ambiente, contribuendo implicitamente al futuro della bio-edilizia e a uno sviluppo sostenibile delle nostre città.” commenta Jean-Paul Moonen.

I nuovi temi di Collection Futura 2018-2021.

Glam City
raccoglie finiture inquinate da influenze moderne e tendenze barocche con toni intensi e scuri nelle nuance del rosso, blu e verde.

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Time Out
si ispira a spazi abitativi rilassanti, offrendo toni leggeri di bianchi caldi e morbidi.

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Treasured Light
propone effetti metallizzati sensuali e raffinati tra cui ottone, oro rosa, rame pallido e argento.

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Wild Nature
esplora i toni più primitivi e selvaggi della natura e si caratterizza di terreni bruni, arancioni bruciati, grigi antracite e neri carbone.

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Humans & Resources 4.0: la rivoluzione è in corso (30 novembre, Milano).

La Camera di Commercio Italo-Germanica organizza una giornata dedicata a un aspetto spesso sottovalutato dell’Industria 4.0. Come si declina questa innovazione tecnologica in un’area ad alto tasso “umano”, come quella Human Resources?
“Humans & Resources 4.0” è l’emblematico titolo del convegno, di cui WOW! è media partner, che si svolge in partnership con Great Place to Work.
Si terrà presso il coworking Talent Garden Calabiana a Milano il 30 novembre (ore 9,30/16) e sarà seguito da un business matching. Clicca qui per registrarti.

Parlando di Industria 4.0 si pensa immediatamente all’automazione, al digitale e alle nuove tecnologie. Le conseguenze e i vantaggi sembrano riguardare esclusivamente l’efficienza dei processi, i tempi di lavorazione ridotti e l’aumento della produttività.
Ora è il momento di soffermarsi anche su un aspetto spesso trascurato, ovvero sull’impatto che questa innovazione ha sulle gestione delle Risorse Umane.

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In una ricca giornata ricca di qualificati contributi, dopo un’apertura dedicata alle nuove tecnologie con gli interventi di Praxi (L’HR Transformation per l’Impresa 4.0) e di Key2People (Digital is here) si dimostrerà che, sebbene il supporto tecnologico non possa sostituire le relazioni fra persone, è altrettanto vero che i nuovi strumenti digitali possono aiutare i professionisti delle risorse umane nella lettura e nell’analisi di metriche e tendenze.

Scopriremo come la rivoluzione 4.0 affianca ed influenza anche l’area delle Risorse Umane grazie all’intervento di Andrea Montuschi, presidente di Great Place To Work (Esseri umani e Intelligenza Artificiale: l’ascolto dei dipendenti nell’era 4.0).
Grazie all’evoluzione 4.0, infatti, il feedback diventa più immediato e la gestione del recruiting più semplice, e anche la gestione dei talenti assume una diversa connotazione puntando sempre più alla soddisfazione delle persone e all’immediatezza dell’interazione.

Saranno poi sul palco i portatori di una cultura 4.0 che racconteranno le proprie esperienze dirette (LinkedIn, Etass e Dual Concept).
Dopo la pausa pranzo saranno affrontati gli aspetti legali.
A conclusione del convegno, Alessandro Zollo di GPTW modererà la presentazione delle Best Practice in termini di innovazione, selezione, formazione e clima aziendale (Mellin, eFM, Hilton).
Sono infine previste due ore di incontri privati business matching.

Camera di Commercio Italo-Germanica

Titolo evento: Humans & Resources 4.0
Organizzatore: DEinternational Italia Srl per Camera di Commercio Italo-Germanica.
Dove: Talent Garden, Via Arcivescovo Calabiana 6, Milano.
Quando: 30 novembre, dalle 9,30 alle 16; business matching fino alle 18
Per informazioni:
Lavinia Lorenzetti,
lorenzetti@deinternational.it; +39 370 3202656

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La corporate identity delle app BTicino nell’ADI Design Index 2017.

Dopo avere ricevuto numerosi premi e riconoscimenti da ADI per i suoi prodotti, BTicino entra nell’ADI Index 2017 e concorre al prossimo Compasso d’Oro nella categoria “Design per la comunicazione” con il suo il manuale di corporate identity per lo sviluppo delle app destinate all’utente finale create per la gestione dei i prodotti di BTicino e Legrand, nato dalla decisione di sviluppare un linguaggio di comunicazione riconoscibile e omogeneo per tutte le applicazioni.

Il “Visual guidelines for end user Apps” è stato sviluppato da BTicino Design, in collaborazione con MMG Interactive Concept+Design, con l’obiettivo di raggruppare linee guida di identità visuale di tutte le applicazioni che gestiscono soluzioni BTicino e Legrand.

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La commissione dell’Osservatorio Permanente di ADI Index (Associazione Disegno Industriale) ha sottolineato come “L’evoluzione tecnologica e culturale del mercato di riferimento ha determinato un pari cambiamento nell’offerta dei prodotti, ma anche un cambio nell’esperienza di fruizione: molti dei prodotti proposti da BTicino e Legrand possono infatti incorporare tecnologie digitali che consentono di fornire servizi a maggiore valore aggiunto”.
Alcuni prodotti offrono una app come funzione addizionale, altri -orientati all’IoT, come per esempio i prodotti della linea ElIiot– sono invece concepiti per essere gestiti tramite app. Scopo delle e linee guida è quello di garantire continuità e coerenza nella comunicazione e permettere di garantire il giusto equilibrio tra l’esperienza digitale e la coerenza con il marchio.

Le app create da BTicino Design hanno un approccio innovativo sia nella gestione operativa, sia proprio nel design dell’interfaccia, che, come i suoi prodotti, ricerca una grande facilità di fruizione. Il manuale ha replicato queste caratteristiche permettendo agli utenti una navigazione semplice grazie all’utilizzo di un linguaggio user-friendly: chiaro, approfondito ed esaustivo e capace di porre l’accento sulle funzioni principali, in modo coerente e ordinato.
Una grafica accattivante ed elegante progettata con la stessa attenzione allo stile e all’ergonomia che BTicino ha da sempre per i suoi prodotti.

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La filosofia che ha guidato BTicino Design nella costruzione del manuale di corporate identity per le app destinate al cliente non professionale si basa sulla decisione di sviluppare un linguaggio di comunicazione riconoscibile e omogeneo per tutte le applicazioni. Un format attraverso cui l’utilizzatore tramite il suo smartphone potesse accrescere la sua esperienza e ottenere un effettivo valore d’uso.

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Kinnarps premiata con quattro German Design Award.

Kinnarps insieme al suoi marchi MartinStoll e Skandiform, ha ricevuto ben quattro premi dal German Design Award 2018, l’autorevole competizione che seleziona i prodotti con maggiore valore pionieristico nel panorama del design internazionale. La famiglia di sedute Collection S, il sistema Space, la poltrona Phaze e il tavolo Matsumoto sono tra i vincitori.
La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 9 febbraio nell’ambito della fiera Ambiente a Francoforte.

Erano oltre 5000 i prodotti partecipanti alla selezione finale per il German Design Award 2018, tra questi la giuria ha premiato, dopo una rigorosa selezione, solo quelli che rappresentano a livello internazionale gli standard più alti in termini di qualità e innovazione.
“German Design Award è un riconoscimento estremamente prestigioso che siamo molto onorati e lieto di ricevere e ringraziamo la giuria per avere riconosciuto i nostri sforzi e il  nostro impegno” ha commentato Elisabeth Slunge Director Global Range & Communications a Kinnarps.

Il meccanismo del German Design Award prevede che si venga selezionati dalla giuria escludendo che ci si possa iscrivere per partecipare, questo ovviamente rende il premio ancora più desiderabile” afferma Maria Lehmann, Sales and Marketing Manager di Skandiform.

Concept di arredi Space di Kinnarps.
Space,
un concept di arredi creato da Stefan Brodbeck (Brodbeck Design) per rispondere alle necessità delle modalità di lavoro “fluido”. Il sistema si basa su un ampio numero di elementi adatti per archiviare, lavoro e riunirsi, collegati e combinati a seconda delle funzionalità e dell’aspetto formale che si desidera.
La flessibilità della gamma consente di creare l’ambiente perfetto per la concentrazione o la discussione; spazi per attività di gruppo e privati.
“Il design crea differenziazione e orientamento. Per questo il sistema di archiviazione Space, ha opzioni interessanti per creare soluzioni funzionali, ma anche emozionali e capaci di fornire ispirazione”, spiega il progettista Stefan Brodbeck.

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Collection S di MartinStoll, brand di Kinnarps Group.
Una famiglia di sedie direzionali disegnata da NOA Intelligent Design con prestazioni di alto livello come da tradizione di MartinStoll, marchio premium del Gruppo Kinnarps.
La giuria ha riconosciuto il valore di saper combinare design e confort in una famiglia di sedute executive che include modelli task chair, poltrone per sale riunioni e aree lounge.” ha commentato Martin Rau, International Product Manager di MartinStoll.
“La famiglia di Collection S si basa su prestazioni sofisticate come funzionalità ergonomica perfetta, alta qualità e durata per adattarsi perfettamente alla moderna vita ufficio avanzata. Rappresenta l’incontro tra il patrimonio e l’abilità artigianale dell’azienda con la leggerezza e l’espressività scultorea. La serie è creata per adattarsi perfettamente alla vita dell’ufficio evoluto” spiegano i designer Michael Lammel e Markus Heller di NOA Intelligent Design.

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Poltrona Phaze di Skandiform, brand di Kinnarps Group.
Una poltrona sensuale che accoglie in modo confortevole e , unita ad altre poltrone forma un divano dalle forme ondulate.
“Pensavo a un design che riflettesse la mia filosofia di sensuale minimalismo e di ripetizione” spiega il designer Karim Rashid.

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Tavolo Matsumoto di Skandiform, brand di Kinnarps Group.
Il tavolo prende il nome dalla città giapponese Matsumoto, dove Claesson Koivisto Rune ha progettato un flagship store con un caffè. E’ caratterizzato da una forma del piano completamente nuova; i bordi dei piani possono infatti essere allineati e, affiancati tra loro formano un lungo tavolo, quasi come fosse il modulo di un sistema. Il piano del tavolo è in frassino bianco o nero, pilastro e base sono laccati.

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Thinline di Ai Weiwei a Amsterdam Light Festival (30/11-21/1).

Torna Amsterdam Light Festival dal 30 novembre 2017 al 21 gennaio 2018: ancora una volta il centro di Amsterdam si trasforma in un grande museo a cielo aperto con opere d’arte che utilizzano la luce come materia. La 6a edizione prevede 35 opere d’arte di rinomati artisti , tra i quali Ai Wewiei che con il site-specific  “thinline” invita a riflettere sul concetto di Frontiera creando una linea di luce lunga quasi sette chilometri, un confine che attraversa la città.

“Siamo molto orgogliosi del livello di internazionalità di Amsterdam Light Festival. Ogni anno accogliamo il top nello scenario internazionale dell’arte e del design. Anche la maggior parte dei partecipanti olandesi sono attivi a livello internazionale” dichiara il direttore creativo Lennart Booij.

Star della sesta edizione del Festival è l’artista e attivista cinese Ai Weiwei che presenterà il suo nuovo lavoro “thinline”, un filo di luce che si svilupperà per quasi 7 chilometri come un fil rouge che collega l’intera esposizione di installazioni sull’acqua.
Con “thinline” Ai Weiwei sfida gli spettatori a pensare al significato delle frontiere, figurativamente e letteralmente. Chi determina un confine? Proteggono o escludono? Oltre a “thinline”, l’artista ha creato una serie di opere più piccole esclusivamente per Amsterdam Light Festival.

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In vendita 100 thinline limited edition.
I 100 pezzi firmati, “thinline, edizione limitata”, saranno realizzati con lo stesso materiale del lavoro originale. I proventi contribuiranno alla realizzazione di “thinline”in scala reale.
Le dimensioni di “thinline, edizione limitata” sono di 60 x 45 x 15 centimetri. Le opere saranno firmate e fornite di certificato di autenticità.
Il prezzo dell’opera è di € 2.500, IVA inclusa + costi di spedizione ( per informazioni jorna@amsterdamlightfestival.com ) .

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Sull’acqua e sulla terra.
Il Festival si svilupperà attraverso percorsi sull’acqua con le opere di Rona Lee e Studio Balmond dall’Inghilterra. Dal Kosovo Driton Selmani e Bagus Pandega dall’Indonesia; oltre ai contributi degli artisti olandesi Lambert Kamps, Floriaan Ganzevoort, Viktor Engbers, Paul Vendel & Sandra de Wolf, Claes Meijer, Lynne Leegte, Lighting Design Academy, Vouw, HOH Architecten e Gerard Slokker & Ludy Feyen.
Gli Stati Uniti sono rappresentati da Lauren Ewing and Ben Zamora, il Belgium da ACTLD e la Germania da Koert Vermeulen e Claudia Reh.

Partecipano all’esposizione su terra, nell’area Marineterre di Amsterdam: dai Paesi Bassi, Peter Vink, Vinny Jones, Helmut Dick, Lidy Six, AlexP, Nick Verstand e Sjoerd Ter Borg, Bas Peeters, Verena Hall, Hanna Betsema e Amsterdam Creative Industries Nework Dal Giappone ci sono Takeo Sugamata e Yasuhiro Chida. Offrono contributi anche l’italiano ATI Suffix. Reanne Niceforo e Phil Sutherland dal Canada; Moritz Waldemeyer e Liubov Moskvina dalla Germania e gli iraniani Shima Jahani, Zoha Khaniki e Sina Hasanlou.

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Arte diffusa: Brerart, Piuarch, Herman Miller, Park Associati, MaxMara Art Prize.

Il legame tra arte e azienda svela sempre nuove opportunità e si manifesta con forme e modalità ogni giorno più affascinanti. L’arte esce dagli spazi deputati ed entra in relazione con i nostri luoghi di vita e di lavoro. Ecco alcuni tra i più attuali esempi.
Mentre Max Mara annuncia le finaliste della 7a edizione di Max Mara Art Prize for Women,
Herman Miller, aderisce a Brerart ospitando la personale di Alessandro Giusberti e Piuarch ospita l’installazione scultorea di Adriano Pompa nel suo studio.

La 5a edizione di Brerart, mostra d’arte contemporanea diffusa nel Brera District a Milano dal 24 al 29 ottobre, offre l’occasione per trasformare strade, negozi e showroom in location temporanee per installazioni e performance artistiche.“Il Fuoco” è il tema della manifestazione 2017 che oltre a ispirare le diverse performance, insieme all’associazione Cibartisti, intende anche promuovere l’eccellenza italiana nel connubio Arte/Cibo.

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Herman Miller: “The artifact is the mirror of the soul”.

Coglie questa occasione Herman Miller per ospitare nel suo showroom di Corso Garibaldi 70 la mostra “The artifact is the mirror of the soul” dell’artista bolognese Alessandro Giusberti, famoso per le sue Panoramiche.

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Piuarch: “Scultura equestre” di Adriano Pompa. 

Sempre a Brera, in via Palermo 1, lo studio di architettura Piuarch ancora una volta accoglie una manifestazione artistica, confermandosi un luogo di progettualità a tutti i livelli.
La nuova tappa nel percorso continuativo di questo “porto di creatività” è l’installazione Scultura equestre” di Adriano Pompa, l’incursione in un mondo dal forte valore simbolico attraverso la reinterpretazione di San Giorgio e il Drago.

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Resilienti

Sempre a Milano, Park Associati ospita nel suo studio di via Garofalo 31 la mostra “Resilienti”, scatti fotografici di Mario Frusca sul tema della resilienza, ovvero la “capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, riorganizzare positivamente la propria vita dinnanzi alle difficoltà, ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, dando nuovo slancio alla propria esistenza”. Gli scatti fotografici in bianco e nero ritraggono il passaggio del tempo all’interno degli spazi architettonici e intorno a loro. Luoghi che hanno smesso di accogliere le attività umane, non ne rimandano più i suoni ma hanno mantenuto la capacità di non alienare la propria identità.

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Settima edizione Max Mara Art Prize for Women.

Infine , ma non ultimo, va segnalata una delle iniziative pioniere del rapporto tra arte e azienda. Si colloca idealmente tra Londra e Reggio Emilia il progetto di Whitechapel Gallery, Collezione Maramotti e Max Mara che hanno appena annunciato i nomi delle 6 artiste finaliste del Max Mara Art Prize for Women 2017/2019, giunto alla settima edizione: Helen Cammock; Céline Condorelli; Eloise Hawser; Athena Papadopoulos; Lis Rhodes; Mandy El-Sayegh.
Il Max Mara Art Prize for Women, stato istituito da Whitechapel Gallery in collaborazione con Max Mara nel 2005, persegue l’obiettivo di promuovere e sostenere artiste che lavorano nel Regno Unito, consentendo loro di sviluppare le proprie potenzialità.
Agli inizi del 2018 sarà annunciato il nome della vincitrice che otterrà una residenza di sei mesi in Italia e avrà l’opportunità di realizzare un nuovo progetto da presentare alla Whitechapel Gallery e alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia.

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Design, non solo business, ma un obbligo morale.

Comasco di nascita e cosmopolita per vocazione, Mario Colombo vive con grande interesse le relazioni con clienti e rivenditori appartenenti a culture e Paesi diversi perché crede che la comprensione della diversità possa essere la chiave per una crescita in tutti i campi.
Perfettamente calzante è dunque il ruolo che ricopre come direttore commerciale dell’area mediterranea per Herman Miller, azienda multinazionale fondata in Michigan oltre un secolo fa e nota in tutto il mondo come esempio di innovazione e di eccellenza nel design.

Quali sono i valori aziendali che guidano e distinguono Herman Miller in tutto il mondo?

Esistono delle linee guida storicamente riconosciute nell’azienda e che a mio avviso si possono riassumere in una singola frase: “Design non solo come business, ma come obbligo morale”.
La missione di Herman Miller è quella di creare delle soluzioni di design che aiutino le persone a fare grandi cose. Ciò sintetizza il nostro atteggiamento nell’approccio alla progettazione dei prodotti, sempre intrapreso contemplando la centralità dell’individuo.
Accoppiato a questo criterio c’è un impegno costante per l’ambiente che è stato un focus fin dagli anni ’50.

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In che modo questi valori diventano driver delle vostre strategie?

Ogni prodotto realizzato deve essere generato tramite quello che viene definito “Human Centric Design”. Se un elemento non ha alcuno scopo per l’utente, ha fallito questo obiettivo. Questo modus operandi è intessuto nel DNA della società e lavoriamo con designer come Yves Behar, Studio 7.5, Tim Wallace, e altri che condividono il nostro atteggiamento e la nostra passione.
I nostri obiettivi ambientali vanno di pari passo con il processo di progettazione. Ogni articolo viene valutato per la sua riciclabilità alla fine della sua vita, ma altrettanto importante è creare prodotti fatti per durare.
Ad esempio, la sedia Aeron recentemente riproposta nella versione Remastered, fino al 91% riciclabile, è anche dotata della nostra garanzia di 12 anni 24 ore su 24.

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Da sempre Herman Miller ha avuto il ruolo di grande innovatore e portatore di visioni inedite per l’ufficio -penso a masterpiece come Action Office o Aeron, solo per fare due esempi. Oggi sono ancora possibili evoluzioni straordinarie di questo tipo? 

Il paesaggio dell’ufficio è in continua evoluzione, quindi è difficile prevedere come le cose cambieranno in 5 o 10 anni.
L’home office guadagna consensi anche in Europa e nell’area mediterranea, la flessibilità è una linea guida per molte organizzazioni, segnali che lascerebbero intuire una progressiva e radicale trasformazione dell’ufficio. Penso che gli spazi collaborativi negli uffici continueranno a crescere, così aziende come Herman Miller cercheranno di identificare i modi migliori per supportare le persone che lavorano in quegli spazi.
Abbiamo progettisti in tutto il mondo che lavorano per lo sviluppo di nuovi prodotti, e presto ci saranno novità sul mercato globale e europeo.

Nel tuo ruolo di Sales Director della vasta area che va dal Portogallo fino ad Israele includendo l’Italia, quale differenze cogli nella cultura del lavoro, nelle esigenze e nei ways of working dei diversi Paesi?

Operando in latitudini e longitudini cosi ampie ho modo di osservare molte realtà culturalmente diverse fra loro, e farei una distinzione tra clientele multinazionali e organizzazioni locali. Le multinazionali spesso hanno linee guida operative standardizzate in tutto il mondo anche per le scelte di design, a prescindere dal paese in cui operano. Organizzazioni meno esposte al circuito globale detengono ancora la prerogativa dell’approccio individuale nelle scelte.
Gli architetti che si occupano di interior design, fit-out, progettazione di modelli, sono sempre i migliori ambasciatori dei trend di modernizzazione in quanto sono le persone a cui i clienti, sia globali che locali, si appoggiano per la consulenza e il progetto. Questo è un denominatore comune in tutti i Paesi in cui lavoro. Quindi l’importanza della divulgazione anche tramite gli architetti è fondamentale per un’azienda come la nostra al fine di espandere le nostre ricerche e i nostri risultati nell’osservazione delle modalità di operare nell’ufficio racchiuse nel progetto Living Office.

Le ricerche sulle tematiche e nuove prospettive del workplace che Herman Miller sviluppa in USA- quindi basate su una cultura anglosassone- sono valide e applicabili anche nei Paesi dell’area mediterranea?

Mentre molte ricerche provengono ancora dagli Stati Uniti, teniamo conto del fatto che ci sono tendenze che si sviluppano in tutto il resto del mondo. Osservando i clienti in Italia, in Europa e nel bacino del Mediterraneo, vediamo gli stessi orientamenti verso uffici open space e spazi collaborativi.
Il Regno Unito e l’Europa si stanno muovendo da anni in questa direzione addirittura più velocemente rispetto agli Stati Uniti.
Un altro esempio è l’interesse per i tavoli sit-stand regolabili in altezza si è sviluppato in Scandinavia molto tempo prima che venisse abbracciato nell’area del Mediterraneo.
Le nostre ultime ricerche convergono sul tema “Happiness in the office” un seminario che divulghiamo sempre più spesso e che rivela come le dinamiche di approccio al lavoro in ufficio sono le stesse in tutto il mondo, per cui l’intento è quello di creare uno strumento opportuno per capire la natura dell’azienda cliente e le personalità delle persone che ci lavorano, al fine di offrire un approccio olistico nella progettazione dell’ufficio. Questa ricerca converge nel progetto Living Office già menzionato.

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Negli ultimi mesi la filiale italiana è stata oggetto di cambiamenti. Come è organizzata la nuova struttura? Quali saranno i punti di forza e quali strategie sono previste per affrontare il mercato in Italia?

Dopo vari anni trascorsi nell’area Export, sono molto felice di poter dare il mio contributo all’azienda anche per il mercato italiano. Lo Showroom Herman Miller di Milano è un Hub Europeo che, assieme a Parigi e Londra, consolida una presenza forte nella regione EMEA.
La mia priorità è quella di mantenere e, dove necessario, intensificare una rete distributiva efficiente e in linea con la visione di crescita nel il bacino del Mediterraneo in cui operiamo tramite funzionari storici e anche grazie a nuove leve, che fanno parte ora della nostra organizzazione cosiddetta a matrice.
Alcuni colleghi appartengono a linee di reporting non correlate a me, ma bensì alla filiale nel Regno Unito. L’azienda ha consolidato la regione del Sud Europa comprendendo Italia, Iberia e East Med, per allineare le strategie in territori molto diversi fra loro, alcuni dotati di una presenza diretta come in mercati consolidati -quale è l’Italia, dove abbiamo showroom e uffici- altri con colleghi operanti da remoto come nell’East Med e in Iberia.
La divulgazione delle nostre ricerche è un asset che utilizziamo volentieri in tutta la regione dell’EMEA -anche nelle aree che seguiamo dall’Italia- che ci offre visibilità con clienti e architetti, i quali hanno un ruolo fondamentale.
La divulgazione avviene tramite seminari, partecipazione a eventi e conferenze in collaborazione con il nostro Insight Group gestito da colleghi che si occupano prevalentemente di ricerca e sviluppo nel settore.

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Il futuro dell’Italian Smart Office con 80 anni di passato.

Massimo Stella, 42 anni, rappresenta l’ingresso della terza generazione in Estel Group dove ha iniziato a lavorare nel 2006.
Dal 2012 ricopre la carica di Sales Director, ma più che il suo ruolo tiene a sottolineare il “lavoro di squadra” portato avanti con impegno e dedizione. Nessun conflitto, quindi con le generazioni precedenti e forse proprio l’equilibrio dinamico e il quotidiano confronto su strategie, comunicazione, persone e prodotti sono tra i motivi del successo di questa azienda, posizionata tra le prime 20 in Europa, che celebra l’80esimo anniversario.

Dalla sua fondazione, quali sono state le tappe principali che secondo te hanno portato Estel tra le prime 20 aziende in Europa? Oggi ripercorreresti lo stesso percorso?

Il momento di svolta coincide certamente con l’ingresso della seconda generazione in azienda avvenuto negli anni ’70, con il susseguente passaggio da azienda artigianale ad industria; un altro momento focale è stato l’ingresso nel mondo dell’arredo ufficio all’inizio degli anni ’80.
Poi, nei primi anni 2000 l’azienda si è evoluta ulteriormente, interiorizzando la cultura del progetto: grazie ad una gamma di prodotti allargata e alla capacità di realizzare soluzioni custom e su misura, richieste ed apprezzate soprattutto dai grandi clienti.
Ogni storia è figlia del suo tempo: il prossimo percorso sarà segnato da una velocità di percorrenza ancora superiore.

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Quali sono i valori aziendali che guidano e distinguono Estel in tutto il mondo?

Estel è un’azienda in costante divenire, che osserva e analizza la realtà e le evoluzioni del mercato su scala globale per poter sviluppare le giuste risposte in termini di prodotto. Siamo giunti ad essere leader nel settore degli arredi per uffici in un periodo storico (gli anni 80’ e 90’) assai differente dal contesto odierno: oggi partiamo dall’assunto che l’attuale mondo del lavoro ha subito un cambiamento epocale poiché nelle aziende di ogni dimensione la staticità delle postazioni fisse è stata messa in discussione grazie alla possibilità di lavorare in costante mobilità, con la conseguente necessità di dover adeguare tutti gli spazi di lavoro.
La tecnologia è il motore di questa grande rivoluzione; quindi per consentire ad uno smart worker di ottenere le migliori prestazioni è assolutamente necessario offrire i giusti strumenti, ovvero soluzioni di arredo in grado di facilitare la vita del lavoratore nomade: Estel risponde aumentando l’investimento in Ricerca e Sviluppo per migliorare costantemente il Know-how Tecnico-Organizzativo e la Logistica, con il fine di proporre prodotti sempre più sofisticati in termini di design, materiali ed integrazione tecnologica, ma sempre con molta attenzione alla convenienza.
L’altro aspetto cruciale è certamente quello della progettazione: non ci consideriamo più solo dei “semplici” produttori di mobili ma un’azienda in grado di offrire soluzioni complete per lo space planning degli ambienti di lavoro, grazie alla vastità della nostra gamma e alla capacità e all’esperienza dei nostri progettisti.

Qualità del design e ricerca sono tra i fattori di successo di Estel, in percentuale quante energie e risorse dedicate a questi fattori?

L’avvento di nuove modalità di svolgimento delle attività lavorative ha investito in maniera diretta anche l’attività di progettazione dei luoghi di lavoro, secondo una semplice relazione: se cambia il metodo di lavoro anche l’ambiente in cui questo si svolge deve modificarsi.
La ricerca è da sempre per Estel un elemento strategico: proprio per questo motivo ogni prodotto – sia esso una scrivania, una seduta da ufficio o una parete attrezzata – nasce dopo un attento processo di studio finalizzato alla definizione di un concept. L’obiettivo finale è quello di creare oggetti che garantiscano benessere e funzionalità all’interno dell’’ambiente di lavoro.
In termini di progettazione il nostro approccio pone dunque il lavoratore al centro del processo creativo, con il fine creare arredi che possano accompagnare al meglio le varie attività che si svolgono in un ufficio; proprio per questo gli arredi della nostra gamma Smart Office non sono più categorizzati in maniera “gerarchica” (esecutivo, direzionale…) ma in base alla loro funzione.
Un team di professionisti affiatati e la continua collaborazione con studi di architettura d’interni di primo piano permettono a Estel di essere una delle aziende leader nel settore dello Smart Office, con prodotti unici sia in termini stilistici sia per quanto riguarda la qualità dei materiali.


Estel si è fatta promotrice del “piacere del lavoro agile”, coniando il claim “Italian Smart Office”: tra i vostri clienti quanti in Italia e all’estero abbracciano l’approccio smart working e quanti sono legati a visioni più tradizionali?

E’ innegabile che rispetto agli Stati Uniti, pionieri dello smart working, il nostro paese sia in netto ritardo. Se valutiamo invece i Paesi della UE solo Inghilterra, Germania e paesi scandinavi sono “avanti” in termini di meri numeri.
Il 2016 per l’Italia è stato un anno di svolta: il nostro paese sta cominciando a recepire i possibili vantaggi che lo Smart Working può apportare all’azienda ed al dipendente, anche in virtù del recente decreto legge. Le grandi imprese italiane cavalcano l’onda di questo nuovo modo di lavorare da anni, facendo registrare un aumento del 30% di progetti strutturati di Smart Working, mentre le PMI cominciano gradualmente ad avvicinarsi a questo mondo.
Il cambio di mentalità è forte: i lavoratori oramai sono divenuti flessibili e disposti a “rinunciare” ad abitudini un tempo radicate – come la personalizzazione o la dimensione della propria scrivania – e grazie al cambio generazionale c’è una maggiore predisposizione verso  nuove indispensabili tecnologie.
Secondo i dati del Politecnico di Milano sono oltre 300.000 i lavoratori “Smart” in Italia ma, a mio avviso, questo numero è destinato a crescere fortemente con l’arrivo delle nuove generazioni di lavoratori cresciuti a “Pane e Tecnologia”, abituati a stare in continuo movimento e ad essere cittadini del mondo.

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Avete arredato alcuni tra i più autorevoli HQ in tutto il mondo, come viene accolta la vostra visione di “Italian Smart Office”? Quali differenze cogli nella cultura del lavoro, nelle esigenze e nei ways of working dei diversi Paesi? 

Nei Paesi che lavorano in maniera “smart” da molto più tempo rispetto all’Italia ci si trova a dialogare con stakeholders già formati sulla materia; in altri Paesi invece queste teorie sono ancora semi-sconosciute e provocano curiosità ed interesse.
In base allo stato dell’arte, dunque, cambia nettamente l’approccio commerciale: se, ad esempio, negli Stati Uniti si propongono i nostri prodotti sottolineandone gli aspetti di design e finiture, molto differente sarà l’approccio utilizzato in chiave commerciale nel Far East, dove si punta maggiormente a far conoscere e proporre un più articolato concept.
Questa flessibilità in chiave commerciale è doverosa per aziende della nostra dimensione e riflette la nostra identità: per natura abbiamo la capacità di offrire prodotti seriali su larga scala ma, allo stesso tempo, siamo aperti a piccole declinazioni in termini di misure e finiture poiché sappiamo che nel contesto internazionale gusti e modalità di lavoro possono essere molto differenti.

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Sono 305.000 gli smart worker in Italia: i risultati di #OSW17

Come sempre affollatissimo il convegno annuale per la presentazione dei risultati della ricerca 2017 dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano che ha svelato cosa si cela “Sotto la punta dell’Iceberg” dello Smart Working.
Cresce del 14% il numero degli smart worker che raggiunge quota 305.000, l’8% dei lavoratori.
Soprattutto le grandi imprese (36%) hanno già progetti strutturati, contro 5% della Pubblica Amministrazione e il 7% delle PMI, tutti motivati dai benefici derivanti dall’adozione del Lavoro Agile (aumento della produttività 15% e del work-life balance, riduzione di assenteismo, costi e inquinamento). Consegnati gli Smart Working Award alle aziende eccellenti. Anche per questa edizione, WOW! ha dato il suo patrocinio all’evento.

L’approccio Smart Working sembra ancora interessare soprattutto il settore privato, grandi imprese in testa, ma la Pubblica Amministrazione (17% degli smart worker complessivi) sta guadagnando il tempo perduto grazie anche alla direttiva della riforma Madia che punta a rendere Agile entro 3 anni almeno il 10% dei dipendenti pubblici.

Ancora una volta risulta evidente che non esiste un unico modello di smart working, ma ogni azienda deve definire il progetto più adatto per la propria struttura: dalla semplice flessibilità di orario alla più elevata mobilità nel luogo; dal permettere di lavorare fuori sede un giorno alla settimana a chi, al contrario, richiede la presenza in azienda almeno un giorno alla settimana!

 

I risultati della ricerca sono stati illustrati da Fiorella Crespi, direttore di OSW, e da Mariano Corso, responsabile scientifico, che ha in particolare sintetizzato i benefici dello smart working e cosa si nasconde sotto la punta dell’iceberg, sottolineando tra l’altro l’importanza del luogo fisico dell’ufficio come driver dello smart working.

#OSW17 smart working: che cosa c'è sotto la punta dell'iceberg? Lo spiega Mariano Corso durante la presentazione dei dati Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano.

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Mediamente il 31% degli Smart Worker lavora in un’organizzazione con progetti strutturati di Smart Working.
Gli Smart Worker italiani trascorrono mediamente il 67% del tempo lavorativo in azienda, solo il 39% di questi alla scrivania, anche se spesso non hanno una workstation assegnata.
Si calcola intorno al 15% il tempo trascorso lavorando in postazioni diverse all’interno dell’azienda e 13% quello svolto da altre sedi della propria azienda. Casa, coworking, sedi di fornitori e clienti sono i luoghi di lavoro adottati dal restante 33%.

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Il 50% dei lavoratori agili si ritiene soddisfatto e dichiara di avere maggiore capacità di collaborazione, anche in team virtuali e padronanza nei cosiddetti Digital Soft Skills. Solo l’1% si dichiara insoddisfatto.
L’indagine ha anche tracciato le diverse identità degli smart worker.

#OSW17 chi sono gli smart worker?

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Tavola Rotonda


Rispecchiando gli elementi emergenti dalla ricerca 2017, il convegno ha dato ampio rilievo ai progetti di smart working in progress nella Pubblica Amministrazione raccontati da Monica Parrella, Francesca Gagliarducci della Presidenza Consiglio dei Ministri e Claudia Colaiacono del Ministero Economia e Finanza.

Le esperienze di progetti di Smart Working già attuati con successo sono state presentate da Maurizio di Fonzo di Axa, Franco Ghiringhelli di Marie Tecnimont, Giacomo Piantoni di Nestlè.

Sono poi saliti sul palco i partner di OSW, tutti pionieri dello smart working, che hanno offerto una panoramica a 360° sulle diverse tematiche; dagli aspetti tecnologici (Alessandro Magnino di Vodafone, Luba Manolova di Microsoft, Enrico Miolo di Cisco) a quelli attinenti il change management e la qualità del workplace.

Mauro Mondini di Regus ha illustrato le nuove esigenze di uffici temporanei e condivisi

#OSW17 Mauro Mordini di Regus

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Con la consueta spontaneità e simpatia, Ilaria Santambrogio di Plantronics ha fornito utili suggerimenti a chi vuole intraprendere la strada dello smart working e presentato la nuova sede di Vimercate progettata su questi principi.

#OSW17 Ilaria Santambrogio di Plantronics

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Lorenzo Maresca di Sedus ha introdotto il tema della Felicità al Lavoro, come obiettivo principale per ogni azienda e soprattutto per chi adotta modalità Smart Working.

#OSW17 Lorenzo Maresca di Sedus parla di Workplace e Felicità

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Massimo Roj di Progetto CMR ha sintetizzato il percorso di trasformazione e “smartizzazione” dell’ufficio negli ultimi anni.

#OSW17 Massimo Roj di Progetto CMR

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Smart Working Award 2017

Il convegno si è concluso con l’assegnazione degli “Smart Working Award” alle aziende che si sono distinte per capacità di innovare le modalità di lavoro nell’ottica del Lavoro Agile e con il racconto dei diversi progetti.
Dal 2012 questo riconoscimento “Ha l’obiettivo di sostenere la cultura dell’innovazione nello Smart Working, generando un meccanismo virtuoso di condivisione delle esperienze di eccellenza e dando visibilità alle iniziative di maggior successo”, come spiega Fiorella Crespi.

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Hanno meritato lo Smart Working Award 2017:
AXA Italia per il progetto “Smart working, smart life”, presentato da Pascal Bérnard.
CNH Industrial per “Lavoro da Casa”, presentato da Riccardo Iessi.
Costa Crociere per “Sm@rt Working Costa – Moving Forward!”, presentato da Paolo Tolle.
Generali Italia per “New Ways Of Working”, presentato da Simone Viola.
Hilti per “Smart Working@Hilti”, presentato da Maria Vittoria Loi e Sandra Polito.
Una menzione speciale è stata assegnata a Benetton per il progetto “Stretch your Time”.

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La gioia del comfort, del design e del colore.

Flessibilità, leggerezza e semplicità sono requisiti indispensabili per gli spazi e gli arredi adatti ai nuovi Ways of Working.
I nomadic worker sono costantemente in movimento anche all’interno del workplace tra una riunione, un workshop, un incontro informale e una sosta alla postazione di lavoro. Per questi spazi fluidi serve una sedia, semplice, confortevole, versatile come se:joy, l’ultima creazione di Martin Ballendat per Sedus, capace di aggiungere una nota gioiosa all’ambiente.

“”Rispecchia la mia idea di realizzare prodotti indipendenti, riconoscibili e al contempo utili, efficienti e di impiego versatile nel maggior numero possibile di ambiti.” dichiara il designer Martin Ballendat a proposito di se:joy.

Essenziale e allegra con un carattere deciso e dinamico. Il linguaggio formale ispirato alla natura è caratterizzato dalla struttura di supporto leggera in un unico pezzo che, dal punto di vista ergonomico, consente una perfetta distribuzione dei carichi lungo la colonna vertebrale senza necessità di regolazione, per utenti di qualsiasi corporatura.
Gioiosa anche nei colori, se:joy è disponibile con struttura nera o grigio chiaro che si abbinano alle 6 tinte proposte per la membrana elastica (azzurro, arancio, verde, sabbia, grigio chiaro, antracite).


Seduta e schienale sono adattabili e assicurano un’area di sostegno adeguata grazie all’utilizzo di una innovativa membrana strutturata, elastica e indeformabile.
Il meccanismo basculante consente un’inclinazione del sedile di 4° in avanti e 7° indietro, sostiene i movimenti e consente di alternare posture diverse.
Il range di regolazione in altezza del sedile varia da 390 a 510 mm.

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#addmorecolour: scegliere tra oltre 300 colori.

Kinnarps Color Studio è lo strumento per un facile accesso a un’ampia gamma di colori e materiali sostenibili, creativi e cool. L’intuizione che i colori influenzano la nostra percezione, il nostro comportamento e il benessere è radicata nella cultura di Kinnarps; per questo ogni tre anni l’azienda aggiorna colori e finiture della propria collezione per anticipare le tendenze e le mode. L’aggiornamento 2017, per la prima volta, è stato creato in team coinvolgendo 15 studi di architettura e interior design e ha portato all’inserimento di 9 nuovi tessuti nella già ricca cartella.

240 varianti di materiali soft, 54 varianti di materiale hard, 8 colori di accento: sono oltre 300 le finiture disponibili per “vestire” i prodotti del catalogo Kinnarps.
Nella pagina dedicata a “tools and resources” che Kinnarps mette a disposizione di architetti e designer è possibile visualizzare questo universo cromatico e anche fare il download dei dwg di tutti i prodotti.
I colori sono cibo per la mente e per avere una visione olistica lavoriamo sempre con i reparti di progettazione, produzione e marketing. Quest’anno, per avere altri punti di vista, abbiamo deciso di coinvolgere nei nostri workshop anche architetti esterni e designer così da rispondere ai loro desideri sui colori e i materiali per creare ambienti di lavoro attraenti” spiega Christina Wiklund, CMF Manager in Kinnarps.

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Gli architetti degli studi di Tengbom, Wingårdhs, Krok & Tjäder, Semrén & Månsson, Spectrum, Note and White offices insieme ai designer di Howl Designstudio, Idesign, Propeller e Brodbeck Design e alla interior designer e blogger Hildur Blad hanno offerto i propri suggerimenti per ampliare le finiture esistenti con l’aggiunta di 9 nuovi tessuti di tendenza.

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Proposte cromatiche che non solo soddisfano esigenze estetiche, ma rispondono agli standard di Kinnarps, come sottolinea Christina Calisir, responsabile tecnico dei materiali di copertura in Kinnarps: “I nostri tessuti sono sempre una scelta sicura in termini di estetica, di funzionalità, di sostenibilità e di responsabilità sociale.”

 

La designer esperta di colore e blogger Hildur Blad aggiunge “I colori hanno un grande impatto sul modo in cui viviamo l’esperienza dell’interior design. Molti hanno ora il coraggio di abbandonare il bianco, ma è ovviamente importante avere una strategia pianificata e un aggiornamento della gamma cromatica.”
Kinnarps Color Studio permette di accedere alla ben strutturata libreria di colori e finiture e scegliere con estrema facilità.

 

Un clip-guida offre un un esaustivo percorso attraverso accostamenti cromatici di varie tonalità –Verde, Blu, Rosso, Giallo– evidenziando l’impatto del colore sull’ambiente e gli effetti psicologici che produce.

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9 tessuti selezionati tra 200
Tra i 200 diversi rivestimenti per 200 sedie, i progettisti coinvolti nel workshop hanno selezionato i 9 nuovi tessuti:
Step Melange, multicolore per un retrò moderno;
Rustico, resistente, lavabile e multicolore;
Fenice, prodotto con lana riciclata e processi produttivi eco-sostenibili;
Liv, che ricorda la biancheria di casa classica in lino, ma è in realtà un tessuto lavabile molto funzionale in Trevira CS;
Capture, vintage classico lavabile e resistente al fuoco;
Fox, un elegante disegno a spina di pesce ispirato all’art deco e molto di moda;
Bardal, lana antistatica e esistente al fuoco in sobri colori
Synergy, lana in molti colori per un design ecologico.
Steelcut Trio, lana naturale con tutti i suoi vantaggi e per questo uno tra i favoriti dagli architetti.

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Grandi sportivi testimonial di Smarther: innovativa comunicazione di BTicino.

BTicino conferma la sua attitudine all’innovazione, non solo nei prodotti, ma anche nella comunicazione. Dopo la “mini-serie” a puntate “Il mistero sottile”, ora con la headline “Il tuo clima ideale, anche a casa tua” sceglie come testimonial per il termostato connesso Smarther due mitici personaggi dello sport estremo.

Marco Olmo, ultramaratoneta più volte partecipante alla Marathone des Sables nel deserto marocchino

e Michele Pontrandolfo, esploratore artico con all’attivo esplorazioni in Groenlandia e al Polo Sud, sono rispettivamente i testimonial della temperatura ideale calda e di quella fredda nella nuova coinvolgente campagna di comunicazione BTicino per il lancio di Smarther, il termostato connesso, parte del programma Eliot caratterizzato dal design raffinato e dalla tecnologia che permette di gestire anche da remoto il comfort e il risparmio energetico attivando il riscaldamento o il raffrescamento anche con programmi personalizzati.

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Un concetto perfettamente espresso dalla headline “Il tuo clima ideale, anche a casa tua”.
La comunicazione, che durerà per tutto ottobre, integra web, social e stampa: prevede un piano articolato di video online oltre a due soggetti stampa e alla declinazione dei medesimi contenuti sulle pagine Facebook e Instagram di BTicino.

 

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Colour Futures 2018: i trend per un mondo instabile.

AkzoNobel Global Aesthetic Centre, con sede in Olanda, svolge da 25 anni un’approfondita analisi sui trend colore nel design di alto livello e di largo consumo, sulle tendenze sociali e culturali e artistiche globali; le previsioni tengono conto anche dell’ “umore”generale emergente. Heart Wood. è stato decretato il Colore dell’anno 2018.
Eccolo declinato in quattro palette in base a diversi mood sintetizzati nel volume “Colour Trends 2018” che sarà presentato a Milano l’11 ottobre presso lo showroom Dieffebi in occasione della Fall Design Week.

Viviamo in un momento di imprevedibilità. Abbiamo accesso a più informazioni e più scelte che mai. Le nostre aspettative e richieste aumentano, ma diminuiscono le fonti di rassicurazione. Questo il mood del momento individuato dalla squadra, composta da 11 designer e trendwatcher di tutto il mondo, guidata dal Direttore Creativo Heleen van Gent.
Di cosa abbiamo bisogno in questo clima di crescente instabilità?

In un mondo che corre tanto velocemente, ci serve poter prendere una pausa, magari anche fare un passo indietro; la nostra casa – e anche il nostro posto di lavoro, senza soluzione di continuità – deve essere un luogo dove “abbassare il rumore”, dove poter nutrire i nostri valori e anche ricaricarci.
Ci serve una “Welcome Home” e un “Welcome Office”, una casa o un ufficio davvero accogliente, che ci facciano sentire benvenuti e a nostro agio.

Heart Wood
Il colore che meglio cattura l’essenza del concetto”A Welcome Home” eletto Colour Futures 2018 è Heart Wood: un tono morbido e polveroso rosa che rimanda alle qualità tattili del legno naturale.

Ma non è tutto, l’analisi dell’AkzoNobel Aesthetic Centre ha preso in considerazione anche le diverse reazioni delle persone di fronte all’imprevedibilità del nostro vivere, individuando tre tipologie principali di persona: Warm-hearthed; Open-hearted; Lighit-hearted.

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Warm-hearthed, Open-hearted o Light-hearted: che tipo di persona sei?

Ciascuna di queste persone-tipo dà un peso diverso ai principali fattori che identificano la nostra società.
Per le persone “Warm-hearted” è fondamentale trovare run “rifugio” che dia rassicurazione e calma; la tecnologia e la natura sono meno importanti.
Mentre per gli “Open-hearted” il rifugio, la tecnologia e la natura hanno lo stesso peso e la casa è un luogo invitante che accoglie tutti.
Infine, per le persone definite “Light-hearted”, la rassicurazione si trova nella natura e nella tecnologia in secondo luogo; di conseguenza la casa non ha un ruolo prioritario. La casa è soprattutto un luogo dove poter giocare.
Tutti questi fattori concorrono a determinare le quattro palette del 2018, anch’esse hanno l’obiettivo di infondere sicurezza e fiducia.

Quattro palette per quattro diversi mood.

Mood 1: The Heart Wood Home
La Heart Wood Home, il luogo dove ci sente immediatamente a proprio agio, circondati dai gentili toni grigi-rosa di Heart Wood. Il calore nutriente del legno e il piacere tattile del cuoio aggiungono il senso dell’armonia. La Heart Wood Home è fatta di equilibrio senza eccesso, la sua palette è: cacao morbido che scorre verso toni più sfumati di blu e viola.

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Mood 2: The Comforting Home
La Comforting Home è il nascondiglio dal rumore della città, il luogo ideale dove riposare e potersi abbandonare per ritrovare il proprio equilibrio, combina le calde sensazioni di legno, cuoio, seta e velluto; la terracotta e le texture artigianali esprimono tattilità.
La sua palette riflette i toni della terra e dell’argilla che uniti al rosa inducono a calmare la mente e i sensi.

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Mood 3: The Playful Home
La propria casa come recharging point, spazio dove ricaricarsi, sognare e creare. Ma anche luogo dove lasciarsi ispirare dall’arte. La caratterizzano colori vibranti e piante appese alle pareti. Uno spazio anche piccolo, ma contraddistinto da un design innovativo. La palette Playful vede giallo e verde in diverse tonalità unite all’oro che incoraggia un approccio creativo alla vita.

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Mood 4: The Inviting Home
Quando la casa diventa nido, rifugio, spazio per coltivare ricordi, il comfort e il benessere regnano sovrani. Accoglienti divani e grandi tavoli per riunire le persone, luce e tessuti naturali definiscono uno stile semplice funzionale ed essenziale.
Nella palette Inviting Home prevalgono le sfumature del blu accostate alla leggerezza di colori neutri e verde-acqua.

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Scarica qui il volume Colour Trends 2018 in formato PFD.

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Il Facility Management diventa adulto! Aperte le iscrizioni al 18°IFMA Day.

Sono aperte le iscrizioni per la 18a edizione del Facility Management Day organizzata da IFMA Italia che si svolgerà l’8 novembre 2017 al Palazzo delle Stelline di Milano.
WOW! è media partner di questo autorevole evento sponsorizzato da importanti aziende quali CBRE, Pedevilla, ArcIdea e molti altri. Tra i partner spiccano anche Sedus, HW Style e Campari.

Come ogni anno, Facility Management Day di IFMA sarà un importante momento di networking del settore della gestione strategica di immobili e servizi e offrirà l’occasione per incontrare i protagonisti della disciplina, confrontarsi sulle tematiche più attuali e ascoltare le testimonianze di relatori d’eccezione.
Questa edizione “maggiorenne” di FM Day porrà l’attenzione su temi fondamentali per il business e la crescita aziendale, tra questi:
la creatività in azienda;
l’evoluzione del welfare come modello di gestione del personale;
la personalizzazione del servizio;
l’impatto del Facility Management sulla gestione di un contesto urbano;
il processo di digitalizzazione;
l’importanza della comunicazione tra Facility Manager e cliente interno riguardo le policy sui servizi.

E’ possibile iscriversi online dal sito dedicato all’evento che contiene anche il programma dell’evento e ulteriori informazioni sul FM Day 2017.
L’ingresso è gratuito per i Soci di IFMA Italia e per gli esponenti a vario titolo della domanda di servizi di FM nonché acquisti e gestione di immobili e servizi (Facility Manager, Responsabili Servizi Generali, Direttori Acquisti, Real Estate Manager, Building Manager, HR, CFO, ecc).

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In breve:

Titolo evento:Il Facility Management diventa adulto!
Organizzatore: IFMA Italia.
Quando: mercoledì 8 novembre 2017 ( ore 9/18)
Dove: Palazzo delle Stelline , Corso Magenta 61, Milano.

Arancione per caso: le iconiche forbici Fiskars compiono 50 anni.

Compie 50 anni l’icona del design scandinavo, nata dalla creatività di Olof Bäckström, entrata a far parte del nostro scenario quotidiano e presente nella collezione di design del MoMa di New York.
Per l’occasione il Design Museum di Helsinki dedica una mostra alle mitiche forbici Fiskars, le prime con il manico in plastica, il cui vivace colore arancione, nato per puro caso, è diventato simbolo dell’azienda anche per tutta la sua nuova ampia gamma di prodotti.

Una storia che inizia nel 1649 quella delle acciaierie Fiskars che prendono nome dall’omonimo villaggio in Finlandia.

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Nei secoli successivi il costante percorso evolutivo segna, tra molti importanti step, una tappa fondamentale nel 1967 quando nascono le prime forbici con il manico in plastica, materiale nuovo per quegli anni che si rivela anche particolarmente ergonomico.

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Il colore arancione, una fortunata scelta casuale.
Vennero proposti tre colori per il manico (rosso carminio, nero e verde), ma quando il prototipo fu mandato in produzione il caso volle che nella macchina rimanesse il colore arancione dallo stampaggio del prodotto precedente che venne così aggiunto a quelli già selezionati.
Una democratica votazione tra gli operai della fabbrica portò alla scelta definitiva: 9 voti a favore dell’arancione su 7 contrari.
Grazie a quella scelta Fiskars Orange® è diventato un marchio registrato e il colore corporate di Fiskars.

 


Design for all, ergonomia e costante innovazione.
Oggi Fiskars non è conosciuta solo per le forbici, declinate e ottimizzate per l’utilizzo professionale e amatoriale in ogni ambito, dalla casa all’ufficio, dalla sartoria al parrucchiere. In un’ottica di design for all, la gamma include anche forbici per mancini e modelli dotati di un meccanismo brevettato di riduzione dello sforzo per agevolare l’utilizzo agli utenti con ridotta abilità delle mani.

Grazie alla guida di Olavi Lindén chief designer dal 1984, l’innovazione si mantiene costante; la ricerca, lo sviluppo e la produzione coprono un’ampia gamma di coltelli, utensili per cucina e pentole e prodotti per il giardinaggio.
Denominatori comuni di tutta la produzione restano il design e l’ergonomia: concetti fondamentali sui quali da sempre l’azienda è focalizzata.

 

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Gianfranco Marinelli nominato presidente di Assufficio.

Ieri 20 settembre 2017, il Consiglio Direttivo di Assufficio (Associazione italiana dei produttori di arredi per ufficio e comunità) ha eletto all’unanimità il settimo presidente dell’associazione: congratulazioni a Gianfranco Marinelli per la sua nuova carica!

Sia compito e responsabilità dell’Associazione dare una nuova spinta e una nuova linfa al settore» ha dichiarato Il nuovo presidente di Assufficio nel suo discorso di insediamento Gianfranco Marinelli.

La profonda conoscenza del settore, per molti anni come sales manager in Unifor e più recentemente entrato in Citterio, porta il nuovo presidente di Assufficio a mettere in luce fin da ora i punti prioritari delle nuove strategie:

La prossima edizione del Salone Ufficio Workplace3.0 che si terrà nel 2019;
il rapporto con Consip;
l’espansione sui mercati internazionali;
l’evoluzione del settore e lo sviluppo tecnologico.

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Il nuovo consiglio direttivo è così composto:

Gianfranco Marinelli (Citterio Spa)
Alberto De Zan (Dieffebi Spa)
Alessandro Fantoni (Fantoni Spa)
Nicola Franceschi (Ares Line Spa)
Massimo Stella(Estel Spa)
Raimondo Taraborrelli (Styloffice Spa)
Libero Gregoletto (Luxy Spa)
Remo Lucchi (Line Kit)
Roberto Cigana (Quadrifoglio)
Giuliano Mosconi (Tecno Spa)
Grazia Manerba (Manerba Spa)
Carlo Molteni (Unifor Spa)
Giancarlo Cappellari (Facau Srl)
Gianmaria Mezzalira (Sinetica Industries Srl)
Roberto Motti (Centrufficio Loreto Spa)
Massimiliano Zamò (Lineafabbrica Srl).

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