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Suonare il design: Sound and Matter Design (Holon, Israele).

“Il suono è uno dei più significativi materiali grezzi nella cassetta degli attrezzi di un designer”. Maya Dvash, Chief Curator del Design Museum di Holon (Israele), commenta così la recente apertura di Sound and Matter Design (29 Giugno – 28 Ottobre 2017) , un’esibizione capace di esplorare la relazione multidimensionale tra suono e design di oggetti e spazi, trasformando una costruzione iconica in uno strumento musicale.

Acustica e design, suono e arte: il Design Museum di Holon, insieme all’azienda di speaker e componenti acustiche Morel, ha trasformato il proprio edificio, progettato da Ron Arad, in un esperimento che analizza la relazione con cui le forme, gli ambienti e le esperienze quotidiane entrano in contatto e sono influenzati dal suono.

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L’edificio è trasformato in un vero e proprio strumento: all’arrivo al museo, l’installazione curata da Anat Safran e Lila Chitayat “The Sound of Architecture” utilizza 100 altoparlanti posizionati in punti diversi e la cassa di risonanza dei vuoti delle costole in acciaio corten per creare un’immersiva arena musicale, dove i visitatori diventano compositori.
All’interno del museo, le stesse designer hanno curato l’installazione interattiva “Sensing Sound”, una piattaforma aperta in cui brani sonori appositamente composti vengono tradotti in una rappresentazione visiva, influenzata dal movimento dei visitatori.
La galleria superiore, invece, ospita “Seeing Sound”, una storia dagli anni ‘60 ad oggi dell’evoluzione degli speaker e dei sistemi stereo, attraverso più di 50 oggetti divisi in tre categorie che testimoniano il passaggio dal design dell’oggetto al design della user experience: stazionario, mobile e interattivo.

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Il collegamento tra musica e il design è simboleggiato dalla mostra del designer di gioielli Dana Hakim Bercovich che utilizza, fondendole, le parti degli equipaggiamenti audio per creare oggetti che possono essere indossati, e dall’esibizione “Loops” nel Design Lab, che esemplifica il concetto di ripetizione attraverso oggetti che simboleggiano una serie di principi che legano il design all’acustica.

“Con questa esibizione vogliamo dare ai visitatori una vera esperienza dove si ritrovino ad ascoltare la voce stessa dell’architettura”, conclude Maya Dvash. “L’attenzione è su come ogni suono, ogni oggetto e ogni elemento possono essere giustapposti allo spazio. Gli oggetti musicali inclusi in questa esibizione, sono accompagnati da installazioni vuote, in cui non ce n’è alcuno, dimostrando come il design trascenda dall’aspetto puramento fisico per includere ciò che è apparentemente astratto.
Testo di Gabriele Masi.

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Hoofddorp, 19th of March 2017 – Plantronics office. Photo: Mats van Soolingen

Le sonorità dello Smart Working.

Esplorare il suono nel luogo di lavoro in tutte le sue molteplici dimensioni e sfaccettature: dopo la sede italiana, anche gli uffici di Plantronics a Hoofddorp in Olanda testimoniano la mission dell’azienda, sperimentando nello spazio l’interazione tra l’acustica, la sostenibilità, le nuove soluzioni tecnologiche e di design nel contesto lavorativo.

“Plantronics ha dedicato anni di ricerca e coinvolto esperti per risolvere alcuni tra i più impegnativi problemi di comunicazione e di acustica. Dal 2012 abbiamo dedicato sempre più tempo esplorando l’approccio allo Smart Working. Questo ufficio è stata un’opportunità per far vivere la nostra visione del moderno ambiente di lavoro”. Con queste parole Joe Burton, presidente e chief executive officer di Plantronics, ha presentato i nuovi uffici dell’azienda in Olanda, nel parco innovativo 20|20 di Hoofddorp.

Hoofddorp, 19th of March 2017 – Plantronics office. Photo: Mats van Soolingen

In primo piano nel progetto spicca la gestione dell’acustica, nella creazione di una “sinfonia di strati sonori” che permette di gestire il rumore di diverse attività che si svolgono contemporaneamente, senza alcun disturbo: dal meeting, alle videoconferenze, alle attività singole che richiedono concentrazione fino alla musica degli strumenti messi a disposizione dei dipendenti nell’area break.
Lo spazio è stato disegnato da William McDonough + Partners, N30, e Gensler, che ha curato la realizzazione di uno spazio espositivo ed esperienziale dove mettere in mostra le innovazioni tecnologiche dell’azienda, attraverso tavoli sonori interattivi e spazi che mostrano l’impatto del suono sulle persone nella vita quotidiana e il processo di ricerca che sta alla base della tecnologia aziendale.

Il progetto è, però, in toto un esempio di applicazione della tecnologia Plantronics, dal management acustico attivo alle cuffie che permettono agli impiegati di lavorare ovunque. Inoltre vengono anche utilizzati elementi naturali, come il suono dell’acqua tre piccole cascate e un piccolo ruscello, che le ricerche dell’azienda hanno dimostrato essere un elemento ideale per gli open space, in grado di ridurre drasticamente la percezione del rumore di fondo e le distrazioni.

Hoofddorp, 21th of March 2017 – Plantronics office. Photo: Mats van Soolingen

L’edificio, come tutto il parco 20|20 è stato costruito con un approccio di design “Cradle-to-Cradle” che permette alle strutture, costruite con materiale interamente riciclabile, di essere disassemblate. L’attenzione alla sostenibilità è testimoniata dal livello Eccellente della certificazione BREEAM, raggiunta anche attraverso l’utilizzo di pannelli solari, in grado di produrre almeno un quarto della necessità energetica dell’edificio, di un efficiente sistema di riciclo dell’acqua e, nel design, nell’utilizzo di tappeti ricavati da reti da pesca riciclate.
Testo di Gabriele Masi.
Foto di Mats van Soolingen.

 

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Comfort vista/udito: Snowsound Lux.

Il percorso di ricerca nel settore dell’acustica intrapreso negli ultimi cinque anni da Caimi Brevetti segna una nuova tappa nelle applicazioni della tecnologie brevettate Snowsound e Snowsound Fiber con il progetto multifunzione Snowsound Lux che integra illuminazione e comfort acustico.
Le prime proposte della nuova collezione -Oversize Lux e Giotto Lux- portano rispettivamente la firma di Marc Sadler e Sezgin Aksu.

In una visione olistica di comfort ambientale, l’obiettivo della nuova linea di prodotti Snowsound Lux è quello di sviluppare soluzioni per il benessere ambientale che aggiungano nuove prestazioni alle già ampiamente riconosciute performance acustiche di Snowsound: illuminare e rendere acusticamente confortevoli gli ambienti grazie alla correzione del riverbero acustico spesso frequente in uffici e luoghi pubblici e privati,.
L’elemento “luce” viene incorporato nella componente “suono”, in modo da far interagire vista e udito in oggetti disegnati da Marc Sadler e Sezgin Aksu che ancora una volta collaborano e danno forma alle ricerche di Caimi Brevetti, aggiungendo design e colore, altre importanti componenti della sinestesia.

Giotto Lux design Sezgin Aksu

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Elemento scultoreo fonoassorbente e illuminante dalla forma geometrica pura realizzato con la Tecnologia Snowsound: un pannello circolare di diametro 119 cm, al centro del quale è posizionato un corpo illuminante a luce LED da 28W, protetta da un diffusore in polietilene satinato. E’ proposto in diversi colori ed è coordinabile ai pannelli senza corpo illuminante Giotto Ceiling e Giotto Wall.

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Oversize Lux design Marc Sadler

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Oversize Lux è un progetto che nasce con l’intento di rendere il pannello fonoassorbente, realizzato con la Tecnologia Snowsound, non solo un elemento funzionale ma un oggetto d’arredo, che fluttua sospeso a soffitto.
Veri e propri componenti architettonici dove le performance dei pannelli fonoassorbenti Snowsound risolvono contemporaneamente tre problematiche progettuali: illuminare l’ambiente, ribassare il soffitto e creare comfort acustico.
La gamma di pannelli, disponibili in diversi colori, prevede due dimensioni, 119cm x 119cm e 119cm x 159cm; due diverse tipologie di illuminazione a LED, faretti singoli quadrati o lampade LED rettangolari incassati. I cavi di sospensione a soffitto sono regolabili.

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Cocoon e prati fonoassorbenti (Ares Line/Fonology, hall 24 stand D15/E12).

Acustica, prossemica ed ergonomia offrono spunti di ricerca per le nuove soluzioni di design presentate da Ares Line e Fonology in anteprima al Salone del Mobile nello stand condiviso di Contract Design Network (hall 24 stand D15/E12) concepito come un “parlamento” per mettere in risalto i diversi brand, uniti dallo slogan “Space to your time”.

Base, il “cocoon” Ares Line, di Frigerio Design. 

Un versatile sistema modulare componibile di pannelli fonoassorbenti lineari e curvi che integrano le poltrone e permettono di delimitare aree protette, di relazione o individuali, negli uffici open space.
La struttura freestanding crea luoghi per incontrarsi, concentrarsi e rilassarsi; offre privacy o interazione in base alle esigenze. Realizzato con materiali riciclabili, Base è progettato anche per agevolare il suo futuro riciclo.

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La fonoassorbenza verde di Prà, design Sandro Rai per Fonology.

Una ironica e performante rivisitazione dell’iconico Pratone Gufram (design Ceretti / Derossi / Rosso 1971) che, grazie al materiale utilizzato, può contribuire al comfort acustico.
I fili d’erba giganti sono rivestiti in tessuto fonoassorbente e hanno un’anima metallica che li rende flessibili e permettendo torsioni a 360°. Sono “piantati” in contenitori chiusi o librerie modulari.

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Soluzioni per l’acustica Snowsound Fiber (Caimi Brevetti, hall 22, stand B29/C20).

 Dopo la preview in Triennale, Caimi Brevetti  lancerà a Milano in due diversi stand al Salone del Mobile (hall 16 stand E31) e a Workplace 3.0 (hall 22, stand B29/C20)  le nuove soluzioni per l’acustica Snowsound Fiber insieme ad altri innovativi prodotti disegnati dai più affermati designer.

Con Snowsound Fiber Caimi Brevetti amplia il suo campo di azione dal design di prodotto al design delle soluzioni.
E la tenda smette di essere solo un elemento dell’interior design per diventare strumento tecnologico capace di definire condizioni di comfort acustico ottimale.

In estrema sintesi il segreto di questi tessuti è “includere l’aria” nella microstruttura della trama, sfruttando il principio fisico delle fibre che cooperano con l’aria.
Il controllo totale sulla tessitura garantisce poi l’uniformità delle performance acustiche.
Tre anni di ricerca attuata da Caimi Brevetti nell’ambito della progettazione acustica per i luoghi collettivi e di lavoro hanno portato l’azienda a una vera svolta: Snowsound Fiber fornisce infatti soluzioni ad alte performance assolutamente flessibili e particolarmente adatte per ambienti storici e hotel, luoghi di culto e settore nautico. Tessuti acustici che danno la possibilità di personalizzare liberamente le soluzioni progettuali.
Snowsound Fiber è una gamma di materie prime con performance acustiche spinte.
La collezione include attualmente 6 tipi di tessuti in una gamma gamma elegantissima di colori con finiture ispirate dal più evoluto mondo della moda: trame ricche come ciniglie e bouclé oppure lievi e trasparenti.ù


Ogni texture trasmette percezioni differenti e la resa acustica dipende non solo dal materiale, ma anche dalla posa in opera: posizionamento nello spazio, distanza dalle pareti e altri fattori determinanti possono essere calcolati utilizzando specifici sistemi di calcolo sviluppati da Caimi Brevetti. A questo scopo un’apposita strumentazione è messa a disposizione di una rete di venditori selezionati e formati.

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I tessuti acustici Snowsound Fiber sono monometrici, realizzati in poliestere al 100% con fibre intrinsecamente ignifughe, riciclabili al 100%. Si possono lavare e stirare senza perdere le caratteristiche ignifughe ed acustiche.
I prodotti Snowsound-Fiber hanno meritato il Greenguard Gold, la certificazione che convalida le loro caratteristiche di bassa emissione ed il contributo alla qualità dell’ambiente. Gli standard Greenguard sono tra i più rigidi al mondo e la loro assegnazione contribuisce all’acquisizione di crediti nel quadro della sezione Indoor Environmental Quality (Qualità Ambientale degli Interni) del sistema di valutazione degli edifici LEED (Leadership in Energy and Environmental Design – Leadership nel Design Energetico ed Ambientale).

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Acustica e apprendimento: learn&lunch Assufficio (MADE Expo, 9 marzo).

Nell’agenda degli eventi di MADE Expo anche il learn&lunch “Qualità acustica, concentrazione e apprendimento” organizzato da Assufficio nell’area Carousel for Life. L’incontro prevede la presenza di specialisti che forniranno informazioni e indicazioni per il progetto acustico negli ambienti della formazione, per i piccoli e per gli adulti (9 marzo 2017, ore 12/13, reception pad 5/7).

Mancano pochi giorni all’apertura di MADE Expo (Fiera Milano Rho dall’8 all’11 marzo 2017), manifestazione dedicata all’architettura e all’edilizia, esposizione di prodotti, con proposte di aree tematiche dedicate e anche hub per condividere esperienze e conoscenze sull’innovazione e sul progetto.
In quest’ottica è stata anche pensata l’area “Carousel for Life- Progetti per crescere”, progettata dall’arch Valentina Fisichella: una ricerca condotta sull’architettura per l’infanzia, finalizzato a orientare una nuova visione che definisca criteri qualitativi di progettualità e produzione, affermando i bambini al centro del mondo.

Proprio all’interno di quest’area Assufficio ha deciso di organizzare l’incontro intitolato “Qualità acustica, concentrazione e apprendimento” che, con la formula agile del learn&lunch, offrirà a progettisti e operatori una conviviale occasione di aggiornamento professionale e condivisione di esperienze.
Oltre a Marco Predari, presidente Assufficio e all’arch Valentina Fisichella, il panel prevede la presenza del dr Salvatore Toti Licata: sociologo e formatore; dell’ing Enzo Rendina, progettista acustico, di Daniele Bincoletto, responsabile di Fantoni Acoustic Paneling e di Renata Sias nel ruolo di moderatore.
Durante il lunch, gentilmente offerto da Fantoni, gli esperti forniranno risposte alle più frequenti domande:
Perchè uno spazio idoneo ad udire le parole è uno spazio idoneo all’apprendimento?
Gli spazi per la formazione sono adeguati dal punto di vista acustico?

Gli speaker spiegheranno perchè il progetto delle scuole e di ogni ambiente dedicato alla formazione deve prestare attenzione al tema del comfort acustico e, insieme alla presentazione di case study emblematici, forniranno documentazioni su obblighi normativi, soluzioni tecniche e prodotti.

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L’incontro è gratuito per i visitatori della fiera; i posti sono limitati (max 25 persone) suggeriamo di inviare una mail di prenotazione alla segreteria Assufficio: assufficio@federlegnoarredo.it

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La Cittadella Vodafone a Padova (Dante Benini & Partners).

Progettata dallo Studio Dante O. Benini & Partners Architects, la sede Vodafone di Padova ha richiesto un investimento complessivo di oltre 12 milioni di euro. L’edificio coniuga i concetti di polifunzionalità,  eco-sostenibilità e smart working. Attraverso un concetto di illuminazione e colore pensato per sottolineare la qualità ritmica e armonica dei diversi materiali, spazi e dei ways of working dinamici scelti dall’azienda. 

Dopo la realizzazione del borgo smart Vodafone village di Milano, Vodafone ha scelto ancora lo Studio Dante O. Benini & Partners Architects per la realizzazione degli uffici della Cittadella di Padova, edificio candidato per la certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). Caratterizzata da elevati standard di eco-sostenibilità ed efficienza energetica, la Cittadella utilizza un sistema di condizionamento a travi fredde ventilate a basso consumo e illuminazione LED.

Lo spazio si richiama all’esperienza milanese nella ricerca di un ambiente in grado di favorire la filosofia del benessere in ufficio, sviluppato in un open space connotato da aree di incontro formali e informali che favoriscono movimento e condivisione.
I concetti di smart working e di flessibilità, principi guida attorno a cui si è sviluppato il progetto, coordina ambiti di privacy individuali con esigenze collegiali, in una concatenazione di ambienti flessibili e dinamici, creando un’alternanza sensorialmente percepibile attraverso precisi elementi materici e geometrici.
Di forte impatto è il progetto grafico curato da Gr Interior che sottolinea la polifonia dell’insieme e introduce il senso del gioco espresso anche nell’interior design, come nel caso dell’area relax, caratterizzata da grandi poltrone-cocoon e sedie a dondolo in morfologie organiche e avvolgenti.

La caratteristica peculiare dei 7.600 metri quadrati della sede Vodafone a Padova è l’integrazione tra materiali e tecnologie innovative, progetto cromatico, acustico e illuminotecnico.
L’illuminazione Led, per esempio, è accentuata da scelte cromatiche che definiscono l’alternanza dei diversi spazi e da fogli in alluminio alveolati autoportanti a bassissimo spessore applicati sulle superfici e utilizzati per gli arredi custom che forniscono un effetto di dilatazione dello spazio. Un esempio di questa scelta materica è dato dalle macro lettere autoportanti, cablate e auto illuminate di cui sono costituite, o dove si inscrivono, le postazioni di lavoro formali e informali delle isole di lavoro, luoghi d’incontro e sinergia, immagine delle dinamiche che l’azienda vuole imprimere ai propri ways of working.
Una realizzazione complessa che ha visto la partecipazione di fornitori con alta professionalità  tra cui Sedus, Caimi Brevetti, Arper e Segis per gli arredi, Universal Selecta per le pareti mobili; iGuzzini e Viabizzuno per i corpi illuminanti
Testo di Gabriele Masi.
Fotografie di Beppe Raso.

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La via per il benessere è l’ufficio: sede PwC Switzerland di Evolution Design.

Il motto del progetto degli uffici PwC Switzerland di Basilea di Evolution Design è “Lavorare in modo salutare va molto oltre l’ergonomia”. Davanti al grande sviluppo del paradigma workplacewellbeing, cardine delle nuove tendenze in fatto di progettazione di uffici, ci si può porre oggi una domanda provocatoria: può un ufficio insegnare ai propri dipendenti come stare bene? 

Uno degli assiomi su cui si basa oggi la progettazione di spazi per ufficio è che la costruzione della salute e del benessere del dipendente sia alla base di una maggiore produttività.
Il progetto di Evolution Design degli uffici di Basilea di PwC Switzerland è un esempio chiaro di come questo concetto sia arrivato a incidere sostanzialmente sull’ambiente di lavoro.
Uno spazio in grado di favorire, attraverso la combinazione di ambienti, soluzioni, design e messaggi, il movimento, la positività, l’energia in contemporanea alla necessità di riposo, relax e cura di sé, insegnano anche i principi diuna corretta gestione del tempo e alimentazione. 

“La ricetta del successo richiede una sottile miscela di pianificazione, creatività e umanità: fornendo varietà e scelte che riconoscono l’importanza sia del lavoro in gruppo sia del singolo, tenendo in considerazione l’importanza dei network informali e le necessità del singolo come la corretta alimentazione, il relax e il proprio sviluppo personale”.
Una filosofia, quella espressa da Evolution Design, che si riflette in ogni aspetto della progettazione e strutturazione dello spazio.
Sono tre le tipologie di ambiente che compongono il progetto: i “Focus Spaces”, un’area scrivanie open space dove ognuno può lavorare al suo progetto, pur continuando a sentirsi parte di un team; la “Quiet Zone”, uno spazio privato, senza telefoni basato su un’attenzione all’acustica e alla fonoassorbenza; i “Team Spaces” con grandi tavoli, lavagne e muri su cui è possibile lavorare o appendere i propri progetti.
Ogni area utilizza una varietà di arredi ergonomici, da divani a tavoli da caffè a sgabelli abbinati ripiani alti: “Lo spazio è pensato per permettere di muoversi in modi differenti”, spiega Stefan Camenzind, executive director. “La sfida è creare spazi che funzionano così bene da fare in modo che le persone si alzino e si muovono tra differenti spazi quando svolgono differenti mansioni”.

Ogni dipendente può scegliere liberamente tra una serie di ambienti diversi, pensati per soddisfare non solo differenti esigenze, ma differenti umori e sensazioni.
Tra questi ambienti si evidenzia uno spazio creato appositamente per permettere ai dipendenti di rilassarsi e concedersi un vero e proprio riposino rigenerante.
“Non è possibile andare al massimo per tutto il giorno, a volte c’è bisogno di fermarsi”, continua Stefan Camenzind. “Diversi studi hanno dimostrato come un breve sonno faciliti la concentrazione.  Una volta addormentarsi al lavoro era qualcosa da biasimare, ora, invece è considerato irresponsabile chi non lo fa.
Un aspetto particolare del progetto sono le pareti, che non si limitano a creare una esperienza di corporate engagement attraverso l’uso brandizzato dei colori, tipico anche di altri progetti.

Qui Evolution Desing ha creato una serie di grafici e scritte che in ogni parte dell’edificio ricordano e sensibilizzano i dipendenti sull’importanza di mangiare sano.
Il progetto prevede diversi spazi per mangiare e rilassarsi, come il ristorante sulla terrazza del settimo piano e numerose aree caffè con diversi social hubs, che insieme alla disposizione degli spazi, favoriscono anche l’interazione spontanea.
“Condividere conoscenze e idee è la chiave della creatività e aiuta a creare relazioni. Questo ha un impatto positivo sul benessere generale”, conclude Stefan Camenzind.
Testo di Gabriele Masi.
Foto di Peter Wurmli.

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Orgatec 2016: le impressioni di Tatiana Milone e Marta Bernstein.

Due reporter speciali, Tatiana Milone e Marta Bernstein, raccontano su WOW! la loro visita a Orgatec 2016 e descrivono le tendenze individuate in fiera e i prodotti che hanno trovato più interessanti.

Si mettono a posto i depliant, si riguardano le foto, si archiviano le mail di ringraziamento (tutte tempestive), si sedimentano le sensazioni avute e si tirano le somme:
Colonia sempre bella ed interessante con punte di assoluta eccellenza (penso anche all’immancabile “stinco” serale).
Tendenze: una interazione tra arredi e tecnologie sempre più integrata e vasta: imbottiti con porte Usb, caricabatterie wireless su tavoli, app segnalatore di presenza, identificazione, apriporta e prenotazione, sistemi centralizzati di controllo (Tecno, Sedus, Panasonic).
La forte attenzione per l’acustica, porta ad una offerta esagerata di pannelli fonoassorbenti, arredi con le orecchie, pareti divisiorie imbottite, tra cui è difficile scegliere. Questo fa risaltare i produttori di alta qualità e con ricerca tecnologica.
I pannelli verticali fonoassorbenti che contengono gli impianti di riscaldamento e raffreddamento, coniugando l’immagine minimale e trasparente degli uffici contemporanei con alta tecnologia. (Renz Solution, Konoa).
Il legno è sempre più integrato nell’ufficio: profili delle pareti mobili, laminati e legno massello spesso nelle essenze chiare, se l’immagine che si vuole ottenere è leggera, colorata e amichevole (Famo, Haworth, Aridi, Inclass), portato anche nei profili delle pareti mobili (Citterio, Adotta, Rossini). Essenze scure utilizzate con finiture ottone e bronzo quando l’immagine è più formale (Knoll, Buzzi).

Si arriva a delle finiture in legno estremamente raffinate e di design (Laura Meroni).
Forme tondeggianti anni sessanta, legni scuri, come accade nel residenziale; i produttori sono portati a sviluppare prodotti più domestici anche per le realtà di ufficio (Knoll).
Il ritorno dell’acciaio è il prossimo trend, profili negli arredi, in lastra nelle finiture (Birim, ICF, Normann, Dauphin). Anche il bagno interno con doccia di Vitra, per manager runner, è in acciaio.
La necessità di privacy nell’ufficio porta a passare dal phone buzz semplice di feltro free standing (Noti, Intoconcept), a strani sistemi compattabili (Nowy Styl Group), a microarchitetture eleganti (Mikomax, Carpet Concept, Framery), a sistemi raffinati, completi e chiusi (Citterio), a sistemi vetrati chiusi, modulari coordinati con le pareti mobili, in scatola di montaggio (Universal Selecta nello stand Sinetica).
Librerie modulari all’infinito, articolano spazi leggeri e comunicanti (Andreu World, Kolekiyon, Engelbrecht).
Divani attrezzati con tavolini e leggii, si snodano a serpentone negli uffici (La Palma, Sedus).
La summa diventa Vitra con alcuni concept all’avanguardia, già presenti al Neocon, ma qui diventati sistemi: il mondo garage; un nodo che è tutto , per gambe legno e piani neri ; l’ufficio allestibile all’infinito come un negozio ; il cubo combinabile e poi un prodotto geniale, una panchetta morbida essenziale per qualunque spazio, dalla hall agli spazi esterni.
Una interazione tra arredi e tecnologie sempre più integrata e vasta: imbottiti con porte Usb, caricabatterie wireless su tavoli, app segnalatore di presenza, identificazione, apriporta e prenotazione, sistemi centralizzati di controllo (Tecno, Sedus, Panasonic).
Testo di Tatiana Milone e Marta Bernstein.

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Nella photogallery, da sinistra, gli stand di:
Haworth, Buzzi Space, Knoll, Vitra.

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10 tendenze da Orgatec 2016.

I follower che hanno seguito lo streaming da Orgatec sulle pagine social di WOW! hanno già avuto le prime impressioni in diretta.
In questo articolo confermiamo le tendenze individuate a caldo, con qualche ulteriore riflessione a posteriori.

Trend 1: arredi 4.0
Una macro-tendenza trasversale comincia a delinearsi; in linea con l’approccio 4.0 che rivoluziona la catena di produttiva, l’utilizzatore è coinvolto nel design e nelle funzionalità di prodotti che integrano anche il servizio e la tecnologia.

1 Tecno io.T, un sistema intelligente di arredi connessi integrabili a sistemi informativi, device, hub,che consentono di migliorare la gestione dell’area, di minimizzare i consumi e di ottimizzare le risorse.
2
Thonet ha sviluppato in cooperazione con Mauser Sitzkultur un sistema di numerazione numerazione elettronica flessibile delle poltrone, gestito tramite tecnologia radio.
3 PrintStool One, di Thorsten Franck per Wilkhahn, è il primo sgabello ready-to-use prodotto con stampante 3D personalizzabile dall’utente.

Trend 2: Sit-stand desk, un must.
Praticamente ogni azienda presenta almeno una tipologia di scrivania o tavolo regolabile in altezza. Nel passaggio tra i padiglioni 10 e 11 Linak, la più importante produttrice di attuatori lineari per la regolazione in altezza, ha elaborato questo tema in modo inusuale. I meccanismi sono stati inseriti in arredi per outdoor e ambientati in giardino con i colori dell’estate e dell’autunno. Un modo nuovo per ricordarci che nell’era dello smart working si lavora dovunque e che la natura ha un effetto benefico (vedi trend 6).

1 Vitra Sistema CDS, design Antonio Citterio. Estetica industriale e meccanismo sofisticato.
2 Design Meets Movement, allestimento di Linak dedicato agli arredi regolabili in altezza.
3 Sedus, sistemi di arredo che promuovono il movimento in ufficio per il Benessere Produttivo.
4 Okamura SW , scrivanie regolabili in altezza.

Trend 3: Acustica… anche con qualche eccesso.
Tema importante quello del comfort acustico, ma può diventare un’ossessione quando prende il sopravvento sul design del prodotto, come si è visto in alcuni casi “estremi”; come nel caso di K+N. Non mancano però soluzioni nuove e interessanti dal punto di vista del design, quasi mai vengono però forniti elementi obiettivi per valutare l’effettiva efficacia di questi prodotti.

1 Offect Sound Wall di Christophe Pillet.
2 Koenig+Neurath: abbondanza di pannelli fonoassorbenti.
3 Thonet Canon, lavagna con funzione fonoassorbente.
4 Cascando, schermo acustico dalle linee soft.

Trend 4: Purché sia legno!
Vero trionfo del legno, meglio se naturale, anche con essenze chiare come rovere, frassino o pioppo, tipiche degli anni’70, che tornano con prepotenza a Orgatec.

1 Haworth,Sistema Immerse.
2 Sinetica Use Me, sistema di contenitori integrato al desking system Stay disegnato da Paolo Mantero.
3  Citterio
Wood_Wall, parete divisoria che fa del legno il materiale primario e caratte­rizzante.

Trend 5: Tanto, tanto colore.
Si osano tinte vivaci, talvolta inusuali nell’ufficio come per esempio il viola; spiccano le tonalità calde di salmone, corallo e bordeaux. Ma non mancano tutte le sfumature dell’azzurro, colore perfetto per stimolare la creatività.

1 Sedus presenta nuove palette di colori ispirati dalla natura per personalizzare l’ambiente di lavoro.
2 Unifor sceglie per le scrivanie il color corallo.
3 Segis propone accostamenti caldi per il sistema Lounge disegnato da Biagio Cisotti.
4 Alias poltrona della famiglia Slim, design di PearsonLloyd, in color salmone.

Trend 6: Privé e cocoon nelle aree in-between.
In nome della Privacy tutto è permesso… anche in questo caso con qualche eccesso.
Già da qualche anno è presente una nuova tipologia di arredi per aree in-between per rispondere alla necessità di creare ambienti che garantiscano privacy- visiva e acustica, individuale o per piccoli gruppi- negli spazi aperti e non solo in ufficio. La gamma di queste soluzioni si amplia e migliorano funzionalità ed efficienza.

1 Okamura, Muffle è componibile in varie configurazioni.
2 Teknion, design essenziale e tanto legno.
3 Universal Selecta, Chakra è un sistema modulare brevettato di pannelli ciechi o vetrati per creare aree riservate.
4 Alias, Eleven, design di PearsonLloyd

Trend 7: La natura in ufficio.
I benefici della natura per un ufficio più umanizzato non sono solo suggerti dalla presenza di piante che andranno a fare parte in modo integrato nella concezione degli stand oltre che del workplace. La natura ispira il design con il concetto di biofilia e suggerisce scelte cromatiche e ambientazioni che valorizzano l’outdoor.

1 Interface, nuove collezioni di pavimentazioni tessili ispirate alla biofilia
2 Fantoni integra alberi di ulivo nella scrivania Hub disegnata da Matteo Ragni
3 Offect, On Point disegnato da Mattias Stenberg è un tavolo che integra piante.
4 Ersa sistema Edge, design di Claudio Bellini.

Trend 8 ufficio residenziale con dondolo.
I temi del work-life  balance e della conciliazione casa-ufficio stanno da tempo delineando nuove linee di prodotti trasversali adatti per lounge, coworking e ambienti di lavoro che rispondono a una nuova estetica che punta sull’accoglienza, l’ospitalità e il calore domestico, non è un caso che la sedia a dondolo -quella della nonna o quella più giocosa- entrano a pieno diritto in ufficio.

1 Dondolo ludico di Nurus.
2 Stile tradizionale per la poltrona di True.
3 Buzzi Balance, pouf a dondolo disegnato da 13&9.
4 Viccarbe, poltrona a dondolo design oriented.

Trend 9 ufficio residenziale con kitchenette (foto in apertura: Estel).
Il cibo come elemento di socializzazione; la pausa pranzo che non è una vera e propria pausa, il caffè che non si consuma velocemente in piedi ma insieme ai colleghi o ai clienti. Lo smart working è fatto anche di momenti conviviale e di condivisione che possono essere consumati all’interno dell’ambiente di lavoro e richiedono nuove tipologie di arredi-isole, attrezzate per agevolare queste nuove abitudini.

1 Bralco Domomag, design Fornaciari & Fait, contenitore componibile e modulare con funzione kitchenette.
2 Estel Coffice, varie configurazioni di isole conviviali multi funzione.

Trend 10 sostenibilità.
Sicuramente non è un nuovo trend, ma va segnalata la sempre maggiore serietà con la quale alcune aziende affrontano il tema del ciclo di vita del prodotto e investono in ricerca per nuovi materiali e sistemi di assemblaggio finalizzati all’eco-sostenibilità.
Non si può parlare di qualità della vita e benessere in ufficio trascurando il benessere del pianeta.

1 Nell’ambito del proprio programma Mission Zero®, Interface crea le sue collezioni di pavimentazioni tessili con filati riciclati al 100%, in stabilimenti che utilizzano sempre più energia pulita, utilizzando oltre il 90% di energia rinnovabile nel mondo.
2 Offect, sedia Phoenix disegnata da Luca Nichetto nel rispetto della filosofia Life Circle. 

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Foto in apertura: stand Estel .
Foto in chiusura: stand Nurus.

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Una “spina” per configurare il workplace in 3D.

Mascagni risponde al tema “Creativity Works” di Orgatec (hall 10.2 Q1) con TrèS Spine, un sistema di architettura per interni user-friendly progettato da Ergon Design con il quale è possibile articolare in modo creativo l’ambiente di lavoro: dalla workstation individuale fino alla postazione multipla che si sviluppa dalla “spina” centrale. L’integrazione con TrèS Sound permette di migliorare l’acustica ambientale.

Geometrie semplici e utilizzo versatile e intuitivo sono le peculiarità del sistema TrèS Spine di Mascagni. Le scansioni verticali, che si susseguono in maniera modulare, possono essere in lamiera, in laminato o in tessuto.
Le scrivanie e i contenitori, agganciabili alla struttura principale fatta di montanti e traversi, sviluppano in una dimensione tridimensionale la superficie di lavoro e la rendono personalizzabile, sia in caso di utilizzo individuale che condiviso.

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Negli ambienti open space la “spina” centrale ad alta capienza, permette la gestione rapida e facilmente modificabile dei cablaggi.
Le componenti di TrèS Spine permettono numerose varianti di configurazioni: dall’utilizzo singolo, a quello in linea, fino alla gestione dell’area altamente riservata del cubicle.
Perfetta per il massimo comfort acustico è l’interazione con il sistema TrèS Sound, costituito da pannelli in legno termoformato e microforato che riveste il materiale fonoassorbente, pressato e nascosto al suo interno, lasciando in vista una superficie “calda” ed elegante.

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Compasso d’Oro a Caimi per Flap (design A. F. Meda).

Quando un prodotto è davvero innovativo i riconoscimenti non mancano, ma il successo della tecnologia brevettata Snowsound di Caimi Brevetti è quasi da Guinness dei primati: 16 premi in meno di tre anni. E il più recente, il più autorevole e antico nel settore del design, è il meritatissimo Compasso d’Oro a Flap di Alberto e Francesco Meda.

Snowsound – davvero un materiale WOW!- è ancora sul podio con Flap, che con si aggiunge al patrimonio della Fondazione ADI Collezione Compasso d’Oro, la raccolta degli oggetti premiati dal 1954.
Il sistema Flap, molto più che un pannello fonoassorbente, ha conquistato la giuria che ha sottolineato le performance eccezionali di “un sistema versatile e libero che indica una nuova soluzione per un problema invisibile come i suoni e i rumori”.


Un sistema dinamico ed evolutivo, che aggiunge semplicità formale a prestazioni evolute di fonoassorbenza, ma anche grande impatto estetico e libertà compositiva.
Un perfetto esempio di alta qualità nell’industrial design, nel rispetto del saggio e sempre attuale motto di Louis Sullivan “Form follows function”.

Riproponiamo l’intervista con Alberto e Francesco Meda realizzata da WOW! nello stand Caimi Brevetti proprio in occasione della presentazione del sistema Flap al Salone del Mobile.

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Buxkin: materiali riciclati, design creativo.

La creatività può trasformare anche i rifiuti in materiali WOW! per il design. Questo è il messaggio di Buxkin, azienda olandese che ha fatto della sostenibilità e del riciclo il suo marchio di fabbrica: il prototipo di seduta del designer Marco Iannicelli, in cannettato di cuoio tritato, ne ha costituito un ottimo esempio al Live Work Design di Archiproducts al FuoriSalone 2016.

Sostenibilità e riciclo sono due facce della stessa medaglia, un’attenzione ai materiali che va oltre l’oggetto, in una visione più ampia dei modi e del processo di produzione, dell’ambiente e della società.
“I nostri prodotti sono fatti principalmente di materiale riciclato, scarti o materiali naturali”, spiegano Jan Veldhoen e Wilma Dijkgraaf fondatori di Buxkin. “La nostra missione è di contribuire a risolvere il problema dei rifiuti nel mondo. I materiali naturali, poi, sono più confortevoli. Ciò che li rende speciali è il loro look and feel”.
Tra i materiali principali nel catalogo Buxkin troviamo il feltro e il cuoio, combinati anche insieme, in tre pattern: a listelli pressati, cannettato o fogli piatti in diversi colori. Materiali e pattern capaci di impattare anche sull’acustica: “Ciò che rende speciale i nostri prodotti”, continuano i due designer, “è il valore acustico. L’effetto eco è ridotto per la struttura a cannettato e lavorare in combinazione con il feltro offre un ottimo rendimento. È un aspetto a cui noi prestiamo molta attenzione”.

I materiali Buxkin possono essere utilizzati per i pavimenti o per i muri o per produrre oggetti di design, come nel caso della seduta progettata da Marco Iannicelli in due modelli, una più informale, con una struttura in legno, e una pensata per gli ambienti ufficio in acciaio, con lo schienale sostituito da una barra di supporto.
“Ho accettato la sfida di un materiale flessibile ma difficilmente applicabile ad oggetti tridimensionali”, spiega il designer. “Una freischwinger, molto elastica, pensata per diminuire i problemi alla schiena”.
Testo di Gabriele Masi.
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Il design per l’ufficio riscopre tutte le qualità del feltro.

Elastico e resistente alla pressione, termoisolante e fonoassorbente, naturale ed ecologico: non sorprende che il feltro, con le sue caratteristiche, sia un materiale che attraversa oggi un vero e proprio revival, fino ai complementi d’arredo per ufficio che ne hanno messo in mostra le qualità al Salone del Mobile 2016. Uno dei più interessanti materiali WOW!

Per le sue proprietà il feltro può essere considerato un materiale simbolo della nuove tendenze dell’interior design: resistenza, ma allo stesso capacità di adattamento e malleabilità, ecologia e basso impatto ambientale (il feltro originalmente è composto principalmente da fibre di lana unite attraverso il processo dell’infeltrimento), attenzione al rumore e all’umidità, privilegiando le qualità fonoassorbenti e termoisolanti.
Ecco perché non sorprende, oggi, la riscoperta di questo materiale, di cui presentiamo qui di seguito alcuni degli esempi più interessanti che abbiamo potuto osservare al Salone del Mobile di quest’anno.
Testo di Gabriele Masi.

In apertura. Wave, Hey-Sign. Le principali qualità del feltro vengono esaltate nelle partizioni acustiche o separatori. Il paravento Wave, formato da 8 elementi, crea all’interno di un open space uno spazio protetto acusticamente che favorisce la concentrazione, luogo d’incontro e allo stesso tempo di separazione. Ogni elemento è costituito da una cornice in alluminio nero, coperta quasi interamente da 5 metri lineari di feltro di lana, disposti a onda, per uno spessore di 3 mm. Anche le connessioni sono in feltro e permettono un facile riarrangiamento dei diversi pannelli acustici. Insieme ai paraventi, Hey-Sign ha disegnato anche una serie di separatori in feltro, che possono essere applicati sulla scrivania e sulle pareti.
2. Wind, Jin Kuramoto, Offecct. “Ho pensato a dei divisori che non fossero concepiti come un prodotto individuale”, spiega il designer giapponese. “Per me sono come la celebrazione della bellezza della natura, una foresta organica di forme capace di controllare l’acustica come un accordatore, che rende possibile parlare in privato anche in un ambiente acusticamente caotico”.
4. I Felt Oak, Christian Lutz. Quanto spazio di parete serve perché un elemento possa essere definito un paravento? Christian Lutz, all’interno del percorso di laurea triennale di “Design,  cultura  manuale  e  materiale”  della  facoltà  New Design  University  St. Pölten, ha sperimentato il concetto di modularità ibrida, utilizzando da un lato barriere di feltro e dall’altro l’apertura delle scaffalature di quercia, alla ricerca di un senso di ordine, in un tocco di diversità.
5. Nascondino, Pierre-Emmanuel Vandeputte. Foto di Pauline Miko. Una collezione di nicchie per momenti di pausa e relax. Ispirandosi al gioco simbolo della fanciullezza, il designer belga crea una semi-barriera che non vuole interamente nascondere, ma che si diverte a lasciar vedere i piedi, come a voler confermare la “presenza nell’assenza”.
6. USM Inos, USM. La modularità USM torna sotto forma di una serie di box in fibra di poliestere, dall’aspetto morbido. USM Inos si adatta alle misure di USM Haller, in quattro diverse dimensioni in grado di creare infinite combinazioni. Create in collaborazione con lo studio studio svizzero di design atelier oï, i box possono essere facilmente impilati grazie ai coperchi, che, in caso di necessità, possono anche essere utilizzati come elegante vassoio per servire o per presentare.
6. Tomako, Vivero. Il casco di feltro in poliestere interamente riciclato, disegnato dal brand finlandese Vivero, è una originale soluzione per aumentare la concentrazione in ufficio: una provocazione, un gioco di forme che comprime lo spazio sotto un grande cappello capace di isolare dall’ambiente circostante.

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Seminario Assufficio: Acustica negli ambienti per Collettività.

Il nuovo seminario di Assufficio dedicato al tema dell’acustica si svolgerà a Roma, nella prestigiosa sede dell’Auditorium della Pontificia Università Gregoriana, in collaborazione con Fonology.
Focus dell’incontro è il lancio del nuovo vademecum “Acustica negli ambienti per Collettività” elaborato dalla Commissione Tecnica Assufficio. Sarà presente l’esperto di acustica Ezio Rendina e l’arch Giancarlo Stella (Studio Contini Stella Associati) che racconterà progetto in progress della Pontificia Università Gregoriana da lui seguito.

A un anno di distanza, dal precedente vademecum “Acustica negli ambienti Ufficio” , la Commissione Tecnica Assufficio presenta il nuovo elaborato Acustica negli ambienti per Collettività” dedicato agli ambienti contract  quali sale conferenze, auditorium, aule universitarie (entrambi i vademecum sono scaricabili dal sito http://www.federlegnoarredo.it/it/servizi/normativa/normative-per-categoria-di-prodotto/arredo-ufficio-e-collettivita/vademecum-assufficio).
Dopo l’introduzione del presidente di Assufficio Marco Predari, dedicata all’importanza del comfort e dell’ergonomia ambientale per il progetto di un “Joyful Workplace”, l’illustrazione del nuovo vademecum spetterà a Marco Fossi e Paradiso Usberti, della Commissione Tecnica Assufficio.
Sarà l’ing Ezio Rendina a fornire gli approfondimenti sugli aspetti tecnici dell’acustica, mentre l’arch Giancarlo Stella (Studio Contini Stella Associati) racconterà il case study della Pontificia Università Gregoriana, che lo vede designer dell’ampio progetto in progress che, oltre all’Auditorium, include aule e altri ambienti per la formazione.
Il seminario sarà moderato da Luca Trippetti, direttore Assufficio.
Al termine dell’incontro sarà possibile visitare il “Percorso espositivo di soluzioni multimateriche per l’acustica” allestito da Fonology che offrirà una vasta gamma di soluzioni progettuali con elevate performance.
Uno stimolante momento di networking sarà inoltre rappresentato dall’aperitivo offerto da Fonology che concluderà la serata.
Seminario gratuito previo accredito a info@aresline.com; 0445 314931.

Titolo seminario: Acustica negli ambienti per Collettività.
Dove: Pontificia Università Gregoriana, Auditorium. Piazza della Pilotta 4, Roma.
Quando: Giovedì
7 luglio 2016, ore 18,00/20,00

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WOW! Concert: pubblico conquistato dal pianista Giulio Cassano.

L’esclusivo spazio di Clubhouse Brera -il membership club milanese di Copernico- è stato la cornice perfetta per i concerti del bravo pianista Giulio Cassano che, con i WOW! Concert in occasione di @PianoCityMilano, ha risvegliato il genius loci dell’ex Teatro delle Erbe con le note di Chopin e Skrjabin.

Sala gremita e fragorosi applausi per entrambe le repliche che si sono svolte il 21 maggio durante #pianomi2016.
I WOW! Concert sono stati organizzati da WOW! Webmagazine con il supporto di tre aziende sensibili al tema del suono e dell’acustica: Caimi, Plantronics, Universal Selecta.

Una conferma concreta di come i nuovi modi di lavorare trasformino anche il luoghi; non più solo semplici workplace con un’unica destinazione d’uso, ma spazi ibridi concepiti anche per incontrarsi, fare cultura, unire momenti del lavoro e dello svago, interagire con la città e le sue iniziative.
Photo by CoolCLIMAX

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#WOWConcert: la musica nel workplace @PianoCityMilano.

WOW! Concert porterà la musica di Chopin e Skrjabin, eseguita da Giulio Cassano, all’interno del più elegante ed esclusivo coworking di Milano, Clubhouse Brera, il membership club di Copernico. Il concerto, organizzato da WOW! Webmagazine nell’ambito di Piano City Milano con il contributo di Caimi Brevetti, Plantronics, Universal Selecta, è gratuito.

Anche WOW! ha voluto dare il suo contributo al ricco programma di Piano City Milano: 400 concerti, attesi ospiti internazionali, 50 ore ininterrotte di musica che invaderanno Milano e l’hinterland per un intero meraviglioso week end dal 20 al 22 maggio 2016, una vera e propria colonna sonora urbana.
Dopo il successo delle precedenti edizioni, Piano City Milano diffonderà le sue note anche negli orari più inconsueti (sono previsti concerti all’alba e maratone notturne) e nei luoghi più disparati, non c’è limite ai luoghi “non deputati” che si trasformeranno in sale concerto temporanee: musei, parchi, gallerie, appartamenti privati, ma anche PianoTram, PianoBoat.
Al PianoOffice ha pensato WOW! Concert che, grazie all’ospitalità di Clubhouse Brera, risveglierà il Genius Loci dell’ ex Teatro delle Erbe, con i brani di Chopin e Skrjabin eseguiti dal giovane e talentuoso pianista Giulio Cassano.
Alla realizzazione di questo concerto hanno contribuito tre aziende che, in modo diverso tra loro, operano nel campo dell’acustica e sono sensibili alla qualità del suono.
Caimi Brevetti, produttrice di Snowsound, la tecnologia di materiali fonoassorbenti più premiata al mondo, che tra i modelli a disposizione prevede anche la versione Fiber e il modulo trasportabile progettato da Lorenzo Palmeri per i musicisti.
Plantronics, multinazionale produttrice di molti modelli diversi di cuffie acustiche con alte performance, perfette per l’ascolto della musica oppure per una maggiore concentrazione negli uffici open space;
Universal Selecta, azienda produttrice di pareti divisorie in vetro con alto coefficiente di fonoisolmento per un’elevata privacy acustica, non a caso fornitrice delle pareti vetrate che delimitano le sale meeting di Clubhouse Brera, sorprendente spazio “Where Things Happen”.

In breve
Titolo:
WOW! Concert, nel programma di Piano City Milano 2016.
Quando:
21 maggio 2016 ore 11 e ore 16.
Dove:
Clubhouse Brera, Foro Buonaparte 22, Milano.
Hashtag:
#WowConcert , #pianomi2016

Il concerto è gratuito, sono disponibili 80 posti per ciascun concerto.
I posti sono numerati. E’ obbligatoria la prenotazione a
info@wow-webmagazine.com indicando i nomi delle persone e l’orario del concerto (ore 11 oppure ore 16).

Programma WOW! Concert:
F. Chopin: 

Improvviso in la bemolle maggiore Op 29 n. 1
Ballata in sol minore Op 23
Studio in do minore Op 10 n. 12
A. Skrjabin:
Sonata-fantasia in sol diesis minore n. 2 Op 19
Studio in do diesis minore Op 24 n. 5

Giulio Cassano
nasce nel 1990, inizia in giovane età lo studio del pianoforte con il M° Andrea Nodari. Dopo la maturità scientifica, nel 2012 consegue il Compimento Superiore di Pianoforte presso il conservatorio Luca Marenzio di Brescia sotto la guida delle professoresse Lucia Pittau e Pinuccia Giarmanà.
Affiancando alla formazione musicale la laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, è affascinato dagli aspetti neurofisiologici della tecnica pianistica e dalle connessioni fra strutture del pensiero e forme musicali
.
Foto di Gabriele Pagani.

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Lo Squero: musica a bordo d’acqua a Venezia.

Il nuovo auditorium della Fondazione Giorgio Cini è stato recentemente inaugurato sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, all’interno di una ex officina per la riparazione delle imbarcazioni, dell’800, trasformata in una suggestivo e funzionale concert hall grazie all’intervento di Cattaruzza e Millosevich Architetti Associati.

Il “Quartetti per archi” di Ludwig van Beethoven, in collaborazione con il Quartetto di Venezia e l’associazione Asolo Musica, ha inaugurato il 23 aprile questo nuovo spazio per la musica a Venezia.
La struttura dello Squero si ispira alla grande architettura veneziana, riprendendo il modello dell’Arsenale. L’intervento di recupero e riqualificazione, è stato affidato a Cattaruzza e Millosevich Architetti Associati, già autore di altri progetti sull’Isola di San Giorgio Maggiore. In accordo con la Soprintendenza, lo spazio interno di circa 300 mq è stato trasformato in un auditorium da 200 posti con un’acustica eccezionale.
La posizione con affaccio sulla laguna lo rende un luogo assolutamente straordinario, le pareti vetrate alle spalle dei musicisti che creano infatti delle quinte naturali offrendo allo spettatore l’esperienza unica di concerti a bordo d’acqua.

Il progetto si aggiunge al piano di recupero del complesso architettonico dell’Isola di San Giorgio Maggiore, iniziato oltre dieci anni fa dalla dalla Fondazione Giorgio Cini, onlus fedele al suo statuto. Il restauro dello Squero è un perfetto esempio di collaborazione pubblico-privato. I fondi provengono  in parte dal Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia in parte invece sono frutto della donazione della Fondazione Virginio Bruni Tedeschi. Ha inoltre collaborato alla realizzazione la Fondazione Enzo Hruby, attraverso la progettazione di un sistema di sicurezza integrato di ultima generazione.

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La sede smart BCG (AMA).

Un headquarters poliedrico e polifunzionale, summa delle nuove tendenze e dei nuovi ways of working: per ottenere la massima efficienza in ogni ambiente, AMA Albera Monti & Associati ha progettato e studiato nella nuova sede di The Boston Consulting Group l’acustica, l’illuminazione, il verde vivo, la tecnologia, il colore, l’arte. Un palazzo storico ripensato in ogni suo ambiente, ricercando l’”effetto wow!” nella diversità e nella totale fruibilità degli ambienti, dallo spazio co-working BCG Club, all’agorà del sesto piano, fino ai 300 metri quadri di terrazza in con una meravigliosa vista su Milano.

Dopo gli uffici Google, Wind, BNP Paribas e la ristrutturazione del Palazzo Ravizza, AMA Albera Monti & Associati firma la ristrutturazione del palazzo storico di Via Foscolo 1 a Milano, costruito nel 1873 dall’architetto Giuseppe Mengoni, oggi nuova sede di The Boston Consulting Group.
Già dal piano terra, dove si colloca la reception, si percepisce la volontà di creare un luogo poliedrico e sorprendente, mentre si vede ricomporsi nella parete rivestita di specchi l’anamorfosi del logo BCG, creata grazie alla collaborazione con lo studio Truly Design, che fluttua al centro dello spazio, in evidenza dall’uso di colori neutri e dalla quasi assenza di arredi.

All’interno sono diversi gli spazi che danno al progetto il suo carattere originale.
Uno di questi è il BCG Club, uno spazio di coworking a doppia altezza in cui si snodano dei tavoli disegnati su misura caratterizzati da una forma sinuosa. Anche il bar e il ristorante sono stati realizzati attraverso una progettazione accurata con particolare attenzione alla componente tecnologica che garantisce la possibilità di lavorare produttivamente anche in queste aree. Due ambienti che si aprono sulla terrazza attrezzata che si affaccia su piazza del Duomo. Anche in questo ambiente all’aperto è possibile lavorare grazie ai due grandi ombrelloni che riparano dalla luce solare nelle ore più calde della giornata e grazie a un’illuminazione caratterizzata da lampade flessibili che permette di organizzare eventi serali.
Una delle particolarità del progetto è infatti quella di permettere ai 500 dipendenti di lavorare sempre dovunque desiderino, distribuendosi liberamente sui 7 piani e i 6.200 mq dell’edificio.
Una mobilità dinamica favorita anche dalle 64 scrivanie regolabili in altezza e postazioni non assegnate prenotabili quotidianamente tramite l’app attiva sullo smartphone o usando gli schermi informativi, installati a tutti i piani, dove la disponibilità degli spazi è aggiornata in tempo reale.
Uno dei luoghi più innovativi e particolari di tutto il progetto è l’agorà del sesto piano, caratterizzato da una grande sala con una scenografica gradonata a forma di anfiteatro, uno spazio capace di trasformarsi in auditorium, spazio eventi, conference room e feste.
A fare da quinta di questo teatro, esattamente dietro alle spalle dell’oratore, è presente il green wall più lungo d’Italia, inserito in un camminamento a cielo scoperto, che segue l’andamento di una lunga la vetrata.

La gradinata porta direttamente al settimo piano dove si trova la sala del consiglio, progettata per garantire l’utilizzo dello spazio continuo nel tempo: i tavoli sono stati progettati per essere ribaltati e appesi al soffitto, trasformandosi in pannelli di supporto per esposizioni e mostre di opere d’arte, dando in questo modo nuova vita e la possibilità di un uso intensivo ad una sala essenziale nella vita di una grande azienda, ma spesso non utilizzata.
Infine numerose sono le soluzioni innovative che fanno dello spazio una summa di tutte le nuove tendenze in ambito di ufficio: da un palazzo che si apre al territorio, con spazi per ospitare mostre di arte contemporanea, alla massiccia presenza del verde, simboleggiata al terrazzo del sesto piano ispirato ad un giardino Zen, alle pareti decorate con graffiti.
La grande attenzione all’innovazione si nota anche nella scelta del lucernario CoeLux  per le stanze dei partner BCG e le zone antistanti gli ascensori, nell’attenzione all’acustica e nelle digital room con molteplici monitor con tecnologia touch, che permettono di lavorare con un approccio nuovo e moderno.
Testo di Gabriele Masi.

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apertura-Decalogo-Smart-working-Isola-WOW!-Lavoro Agile-wow-webmagazine

Decalogo per un’ergonomia dei nuovi WOW!

Come evolvono il concetto di ergonomia e di benessere dei dipendenti in un ambiente orientato allo Smart Working? Ne abbiamo parlato durante la Jelly Session “Ergonomia, comfort e health promotion nello smart office” che si è svolta alla Piscina Cozzi all’interno dell’Isola WOW! Lavoro Agile 2016. Insieme ai partecipanti abbiamo cercato di tracciare una mappa mentale che racchiudesse le parole chiave per una nuova visione di ergonomia e di comfort per i luoghi dei nuovi Ways of Working.

Le analisi di case studies eccellenti hanno offerto diverse accezioni e punti di vista di comfort, ergonomia e benessere, non necessariamente legati al tema dell’interior design. Dall’elaborazione e discussione dei diversi approcci ed esperienze, è nato un documento che abbiamo definito insieme una sorta di Decalogo per un’ergonomia dei nuovi WOW! e dei luoghi di lavoro basati sulla fiducia, sul senso di “comunità” e sulla crescita  collettiva costante.

1. Design Antropologico.
Il termine antropologico riferito al design di un ambiente di lavoro ha diversi significati: un design che viene pensato per e sulle esigenze dell’individuo e che ha effetti sul rapporto tra individuo e spazio, un design che dipende dalla cultura in cui viene inserito e che è usato per creare senso di appartenenza all’azienda e ai suoi valori nell’epoca della flessibilità. Un insieme di spunti complesso che in alcuni casi trasforma l’azienda tradizionale “padre-padrone” in una “azienda mamma”.

2. Ergonomia mentale.
L’ergonomia è prima di tutto uno stato mentale, che va oltre al design, alla qualità della seduta o alle scrivanie regolabili. La ricerca di una qualità lavorativa come sensazione personale di benessere è l’elemento principale che caratterizza lo smart working. L’attività di lavoro si delocalizza e si esce dal building: così ergonomia è anche lavorare sdraiati su un prato al parco, prescindendo dalla corretta posizione fisica, ma in un produttivo “benessere mentale”.

3. Nuovo Umanesimo.
Questo stato di benessere mentale vuol dire anche restituire la dignità del lavoro. Un concetto di persona attiva, pensante, gratificata e riconosciuta. Un nuovo umanesimo dell’ufficio vuol dire mettere al centro dei nuovi ways of working il lavoratore in quanto essere umano, secondo il paradigma felicità = maggiore produttività e maggior legame all’azienda e ai suoi valori.

4. Ergonomia dell’anima.
“L’ergonomia del corpo”, una scienza fatta di tabelle e di studi è oggi vista come un mezzo che ha come fine quella che si può definire una “ergonomia dell’anima”. Un concetto che unisce e va oltre l’ergonomia mentale e il nuovo umanesimo, che usa la nuova tecnologie e i nuovi ways of working per venire incontro alle esigenze della persona, riuscendo a plasmare su di esse le esigenze dell’azienda, superando la contrapposizione vita privata – vita lavorativa in una reale visione work-life balance.

5. Flessibilità del luogo di lavoro.
L’ambiente di lavoro deve essere flessibile nello spazio e verso le esigenze lavorative. Lo spazio deve garantire un diverso utilizzo in base alle necessità contingenti. La flessibilità comprende tutti gli attori e gli elementi dell’ambiente di lavoro, anche le partizioni verticali che restano la componente più “statica”. La parete mobile entra nel concetto di smart working come partizione intelligente che aiuta a migliorare la qualità acustica, ma è allo stesso tempo strumento interattivo che può diventare un grande schermo.

6. Human to Human.
Da B2B a H2H. Prendendo spunto da espressioni ormai in uso da anni nel vocabolario del mondo del lavoro come “Business to Business”, oggi possiamo definire il management delle risorse umane e il design dell’ambiente ufficio come “Human to Human”: in un momento in un cui le tecnologie ci allontanano dal posto di lavoro, l’azienda e il lavoratore si avvicinano in un altro modo.

7. Il nemico distrazione.
Integrare il concetto della distrazione nel progetto ed evitarla soprattutto attraverso i percorsi e l’attenzione all’acustica.
Quest’ultimo tema è fondamentale nelle nuove forme di spazi di lavoro e nuovi ways of working, uno dei fattori più impattanti sul benessere e sulla produttività di chi lavora all’interno dell’azienda. Assorbimento e isolamento del suono: dai sistemi di mascheramento del rumore per una migliore intelligibilità delle cuffie acustiche, ai pavimenti tessili, dalla necessità di una progettazione spaziale e materica diversa, all’utilizzo di pannelli performanti per correggere l’acustica; la possibilità di concentrarsi è un aspetto chiave del design dei nuovi ambienti di lavoro dinamici.

8. Ergonomia Visiva.
Il design dell’ufficio si fa bello, punta ad uno spazio esteticamente piacevole, dove il lavoratore trova uno spazio confortevole e in cui trova piacevole stare, e non più un ambiente severo e rigido dove è costretto per otto ore al giorno.

9. Fecondità.
La bellezza porta benessere e il benessere è oramai dimostrato essere un potente fattore di produttività. Una produttività che va intesa non solo in termini puramente economici, ma anche in termini di creatività, innovazione, e capacità di trovare nuove soluzioni. Un ufficio che diventa quindi uno spazio fertile e fecondo, fattore di crescita per l’individuo e per l’azienda.

10. Collisione tecnologica.
La tecnologia non deve essere un elemento accessorio calato nello spazio di lavoro successivamente alla sua realizzazione, ma un aspetto fondamentale che va considerato e integrato già al momento della progettazione. L’internet of thing diventa un elemento fondamentale nel design degli arredi e degli spazi, aumentandone la potenzialità e la flessibilità.
Testo di Gabriele Masi.

Ringraziamo tutti i partecipanti alla Jelly Session che hanno dato il proprio contributo per la stesura di questo Decalogo, tra i quali:
Daniele Andriolo (Plantronics)
Matteo Artusi (TotalTool)
Antonino Borgese (GPTW)
Renzo Caimi ( Caimi Brevetti)
Lella Castelli (Sedus)
Giulio Ceppi (TotalTool)
Cristiana Cutrona (Revalue)
Paolo Davoglio (Facility &Welfare manager)
Michele Dell’Orto (Linak)
Rossella Destefani (Deamicis Architetti)
Gianluca Geroli (SgS Architetti Associati)
Antonella Mantica (Progetto CMR)
Luca Pasqualotto (Copernico)
Marco Predari (Assufficio)
Federico Rivera (Digital Entity)
Renata Sias (WOW! Webmagazine)
Andrè Straja (GaS Studio)
Marco Vigo (DC10)
Silvano Zanuso (Technogym)
Antonio Zulianello (NEC)

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