zieta-pakiet-wow-webmagazine

Arredi su misura: moda, ricerca estetica o esigenza reale?

Tradizionalmente gli arredi “su misura” erano riservati agli ambienti di lusso, agli spazi di rappresentanza, agli uffici dirigenziali oppure alle case borghesi. In seguito, con il diffondersi dell’industrial design, la modifica “fuori serie” si è resa indispensabile per adattare sistemi di arredo troppo rigidi alle caratteristiche dell’edificio, oppure per non cadere nella banalità dell’omologazione.
Oggi che l’industrial design ha accolto il concetto di personalizzazione e di design delle opzioni, l’arredo “su disegno” continua a mantenere un suo fascino anche e soprattutto nei nuovi workplace come i coworking dove vira in una sorta di “manierismo shabby”.
Perché? Costa meno? Oppure ognuno vuole creare la propria estetica?

I nuovi sistemi produttivi permettono la massima personalizzazione dei componenti e delle finiture, allora da cosa nasce questa ossessione dell’arredo su disegno?
Le aziende produttrici sono messe in crisi dalla costante richiesta di campionature “personalizzate” che arrivano anche dai grandi clienti. Si sono impegnate, e hanno investito parecchio, nello sviluppo di sistemi di arredo articolati e complessi da permettere praticamente ogni tipo di soluzione customizzata, ma questo non basta ancora ai loro clienti sempre più esigenti.
Non è raro che grossi gruppi bancari si affidino all’architetto per disegnare le proprie scrivanie: possibile che tra centinaia di prodotti in commercio nessuno corrispondesse alle loro richieste?
Se penso a un arredo su disegno mi vengono in mente i raffinati dettagli di Scarpa nello showroom Olivetti, le morbide curve dei tavoli di Mollino, le sorprendenti soluzioni di Gio Ponti… ma che senso ha far realizzare su disegno centinaia di scrivanie uguali per N piani di open space?
Il “virus” del su misura colpisce anche i workplace di dimensioni minori, in particolare quelli che puntano a un mood domestico – Plantronics, Doxa, Digital Entity o Clubhouse Brera, per citarne alcuni- mossi dal desiderio di creare un’immagine di ufficio che non sembri un ufficio.

Da quanto dicono, far realizzare gli arredi da un artigiano è meno costoso che comperarli di serie. E in fondo mixare prodotti di stile diverso per creare il nostro look fa parte della nostra cultura: la moda insegna. Però mi chiedo: gli standard di qualità, di ergonomia e di resistenza sono allo stesso livello dei prodotti industriali ingegnerizzati e testati come richiedono le normative?
Poi c’è il mondo in costante espansione dei coworking -non più una nicchia- che apre un altro universo.

playwood--wow-webmagazine

La sua estetica “raw design” è fatta di tavoli da officina, poltrone recuperate in solaio, arredi di cartone, sedie riciclate, la visione di base è qiuella del bricolage che ricicla gli scarti di una società consumista. L’immagine sciatta e scrausa è voluta, ma, dal mio punto di vista, sta diventando una nuova forma di omologazione.

02-Hack-Vitra-wow-webmagazine
Alcune aziende produttrici stanno seguendo questo “filone Garage”Hack di Vitra (foto sopra), Pakiet Zieta, PlayWood di OSB o Pixel di Bene (foto sotto) – ma personalmente sono già stanca di vedere ferro arrugginito e legno grezzo in ufficio. Hanno perso la loro carica trasgressiva.

Bene-Pixel-wow-webmagazine

Forse è solo moda e presto sarà superata, come tutte le mode.

1-tag-milano-calabiana-carlo-ratti-wow-webmagazine

Questo manierismo shabby, ha visto però il coinvolgimento di Carlo Ratti per la realizzazione di scrivanie e pareti divisorie negli spazi del coworking Talent Garden Milano Calabiana, mentre un altro importante coworking,

cowo-tavolo-ideale-wow-webmagazine

COWO, ha istituito un gruppo di progetto per realizzare “scrivania ideale” da utilizzare nei suoi spazi: effettivamente ci sono alcuni aspetti innovativi che rispondono in modo efficace alle esigenze di uno spazio di lavoro estremamente dinamico.
Non c’è conclusione a queste mie riflessioni. Non ho risposte e sono bene accetti i commenti, anche di chi la pensa in modo diverso.

Editoriale di Renata Sias, direttore WOW! Webmagazine

SalvaSalva

5-showroom-milano-manerba-colore-wow-webmagazine

Un progetto colore dal tocco femminile.

Un progetto cromatico soft e in progress con un approccio intuitivo, iniziato nel 2011 con l’intento di rinnovare in modo più gioioso l’estetica dell’ufficio”, come afferma l’architetto Raffaella Mangiarotti alla quale le sorelle Elisa e Grazia Manerba hanno affidato l’art direction dell’azienda che guidano con grande competenza dagli anni ’70.
Così, coraggiose e lungimiranti visioni femminili si incontrano per dare vita a un progetto cromatico che favorisce l’incontro armonico tra maschile e femminile, funzionale ed emozionale, neutro e colorato.

Con il titolo “A Little more Human, a Little more Woman” Manerba ha presentato l’articolato progetto cromatico creato da Raffaella Mangiarotti, in occasione dell’inaugurazione dello showroom a Milano all’interno del Jannelli & Volpi Building in via Melzo.

Un progetto coordinato che già 5 anni fa anticipava visioni di spazi fluidi e ambienti trasversali tra home e office, generato dalla sensibilità cromatica di Raffaella e abbracciato e sostenuto con grande entusiasmo da Grazia ed Elisa.
Un progetto minuzioso che riesce ad applicare il registro monocromatico su superfici e materiali molto diversi tra loro, e attraverso questo approccio evidenzia come lo stesso colore possa assumere carattere e aspetto diverso a seconda della texture sulla quale è applicato e che definisce scenari differenziati.

L’idea di un unico colore applicato su ogni superficie dell’ambiente di lavoro, dalla scrivania al divano, dal profilo della parete divisoria al piano in vetro del tavolo riunione, ha un notevole tasso di originalità e mette perfettamente in luce la flessibilità produttiva, la capacità sartoriale e il controllo quasi maniacale della qualità che caratterizzano i prodotti Manerba.
Non è un caso che tra fornitori si cerchi l’eccellenza, anche per i dettagli, per esempio nei meccanismi di regolazione in altezza delle scrivanie di Linak o nelle vernici a polveri eco-sostenibili al 100% di Akzo Nobel.

3-showroom-milano-manerba-colore-wow-webmagazine
Come spiega l’ing Grazia Manerba, AD e direttore produzione e Ufficio Progetti “Non è stato facile rieditare i prodotti del nostro catalogo attraverso questo progetto coordinato di materiali e colori; si deve partire sempre dalla materia prima e la tavolozza deve considerare ogni aspetto costruttivo e produttivo differenziando il tipo di vernice in polvere in base ai materiali”.

raffaella-mangiarotti-manerba-progetto-colore-wow-webmagazine
“Anche la comunicazione di un progetto così articolato non è semplice, parte dalla formazione della rete vendita e deve arrivare in modo chiaro al cliente, utilizzando diversi media. I risultati dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta, gli architetti e gli utenti finali più raffinati si innamorano di questa proposta e il mercato ci sta premiando ” aggiunge la dott.ssa Elisa Manerba, AD e direttore commerciale.
“Si tratta davvero di una proposta – sottolinea l’arch Mangiarotti- non di una una visione imposta, è una gamma di proposte e scenari che stimola la creatività dell’utente e del progettista che possono sperimentare e intervenire attivamente nel progetto”.
Anche in questa visione aperta e generosa orientata al co-design si percepisce il tocco femminile che dà unicità a questa azienda e sa davvero portare un approccio “more human” per creare workplace più gioiosi.

revo-tables-raffaella-mangiarotti-manerba-progetto-colore-wow-webmagazine

3-Casa- Alitalia_Rome_marco-piva-photo Fabrizio Della Schiava- wow-webmagazine

Stile italiano e domesticità per il concept Casa Alitalia.

Alitalia rinnova i suoi spazi lounge negli aeroporti con un concept di ospitalità domestica. Progettati dall’architetto Marco Piva, vera autorità nel settore contract, questi luoghi non offrono solo relax e un ambiente di lavoro per nomadic worker, ma l’espressione dei valori e dell’eccellenza italiana. Un ambiente familiare ed elegante caratterizzato da quell’accoglienza che farà sentire ogni viaggiatore ospite in una casa italiana, dove non manca un esclusivo servizio di “cucina dal vivo”.

Concepito dallo staff Alitalia e progettato da Marco Piva, il nuovo concept dall’evocativo nome “Casa Italia” richiama la cultura, il territorio e la quotidianità italiana attraverso i marmi, l’illuminazione, i fondali scenografici scelti per l’interior design e si caratterizza per la sua identità più domestica che pubblica.
A partire dal portone di ingresso che evoca quello dei tradizionali palazzi italiani e proseguendo negli spazi interni – l’atrio di accoglienza, le zone per il relax e per la conversazione, le aree destinate alla ristorazione – progettati per essere il più simile possibile a quelli di una casa privata.
E il cuore della casa italiana è la cucina: quindi non poteva mancare un servizio di catering con la proposta di eccellenze enogastronomiche e la presenza di un’area live cooking dove uno chef propone due volte al giorno una selezione di menù a base di pasta e pizza; l’area buffet e la zona bar permettono di degustare vini italiani pregiati e altre leccornie.

La “Casa” è completata da una vip room e sale per incontri privati, un’area lettura, una zona di preghiera, servizi con doccia e Wi- Fi.
Il nuovo concept è stato applicato nelle lounge room di Roma Fiumicino (800 mq) e Malpensa ( 500mq).
Fondamentale alla realizzazione è stata la collaborazionedi alcune tra le migliori aziende italiane quali Poltrona Frau, Cantine Ferrari, Lavazza e Terme di Sirmione.

2-Casa- Alitalia_Rome_marco-piva-photo Fabrizio Della Schiava- wow-webmagazine

milano-design-film-festival-wow-webmagazine

Eileen Gray apre il 3° Milano Design Film Festival (15/18 ottobre).

Torna l’appuntamento con l’architettura e il design sul grande schermo. Dal 15 al 18 ottobre   all’Anteo spazioCinema si terrà Milano Design Film Festival, con il patrocinio e il supporto del Comune di Milano: 90 film in programma tra attualità e sperimentazione, trasformazioni delle città e del territorio ma anche moda. Ad aprire la rassegna è l’omaggio a Eileen Gray, sovversiva architetto e designer protagonista del ‘900. Alla première italiana di The price of desire (Irlanda, 2014) di Mary McGuckian del 15 e 16 ottobre è prevista la presenza della regista.
Qui il programma completo.

Una scelta molto “al femminile” confermata dalle affermazioni di Antonella Dedini e Silvia Robertazzi curatrici del festival con Porzia Bergamasco. “La scelta di aprire con The price of desire risponde a un duplice motivo. Innanzitutto per la sua attualità: la fine dei lavori di ristrutturazione della villa E1027 a Cap Martin Roquebrune in Costa Azzurra, che l’ha finalmente restituita al pubblico, ha coinciso con la realizzazione del film. Ma, anche perché Mary McGuckian ha saputo mettere in luce con una cura estetica tanto filologica quanto atemporale la difficoltà tutta femminile di confrontarsi con un mondo prevalentemente maschile spesso ostile e distante. Una storia secondo noi molto attuale.”
Il film documenta l’iter progettuale della villa E1027 della talentuosa Gray e svela anche i retroscena e le dinamiche dei complessi rapporti con i vicini Jean Badovici, Le Corbusier e Charlotte Perriand. Attraverso la ricostruzione della regista si viene in contatto con la sua vita più privata e meno nota: il rapporto con la sua memoria, la sua fragilità, la propria femminilità e la malattia, che la porterà alla completa cecità. Ad approfondire la complessa figura della Gray, in programma anche il documentario Gray matters (Italia/Stati Uniti, 2014) di Marco Orsini, che ne ripercorre tutte le tappe della vita professionale. A sostegno della serata inaugurale Irlanda Expo Milano 2015 porta il proprio contributo e presenza.
La contemporaneità attraversa tutta la programmazione di MDFF 2015. Di grande attualità sono anche Andermatt: Global Village (Svizzera, 2015) di Leonidas Bieri, Double Happiness (Austria/Cina, 2015) di Ella Raidel e Estate, a Reverie (Regno Unito, 2015) di Andrea Luka Zimmerman: tre mondi a confronto – Svizzera, Cina e Regno Unito – rivelano sogni, disincanti, illusioni e cancellazioni della memoria dei singoli e delle collettività.
L’attenzione all’uso del video come nuovo media culturale – intorno alla quale il festival dedica una Tavola rotonda la mattina di venerdì 16 dal titolo I nuovi linguaggi della comunicazione (3 crediti formativi per i giornalisti iscritti all’Albo) attraversa il programma con diversi esempi: dal precursore del timelapse Organism (Stati Uniti, 1975) di Hilary Harris, al viaggio di ispirazione dadaista sulla progettualità di Adolf Loos The man with modern nerves (Austria/Lussumburgo, 1988) di Bady Minck e Stefan Stratil del 1988 fino al racconto epico restituito con un magistrale uso della macchina da presa tra realtà e immaginario di Le Saphir de St. Louis (Spagna/Francia, 2015) di José Luis Guerin.
Oltre agli omaggi alle indelebili figure del passato ( tra queste Gio Ponti, Le Corbusier, Carlo Mollino, Alvar Aalto) non mancano le produzioni cinematografiche più recenti che trattano temi quali gli sviluppi urbanistici in atto in Cina e le nuove colonizzazioni edilizie, i nuovi modi di vivere sostenibile e gli sconfinamenti della progettualità.
Anche quest’anno si riconferma la collaborazione con l’Accademia di Architettura di Mendrisio, Università della Svizzera italiana, con l’incontro organizzato da Marco Müller e Marco della Torre.
Altro progetto di respiro internazionale è Cycling Cities Tour ideato da Jord den Hollander: sei città internazionali a confronto raccontate attraverso un percorso in bicicletta. L’installazione della proiezione simultanea dei sei video realizzati finora sarà ospitata nello SpazioDomus2-milano-design-film-festival-wow-webmagazine

acustica-universal-selecta-wow-webmagazine

L’acustica e qualità ambientale nel workplace.


L’evento si svolgerà il prossimo 10 giugno presso Spazio US49 di Milano e vedrà la partecipazione di quattro attori del mondo della progettazione acustica, ognuno con un sapere e una caratteristica ben precisa nel modo di vedere e sentire il progetto sonoro ponderato per gli spazi di lavoro collettivi ed individuali.

Introdurrà la serata l’Architetto Marco Predari (Universal Selecta), precursore nella progettazione degli spazi a pianta aperta per ambienti di lavoro seguace, sin dagli albori, delle filosofie del Burolandshaft e delle prime applicazioni di Space Planning.
Nella parte centrale della conferenza un piacevole dibattito fra due filosofie progettuali: l’ingegnere e l’architetto.
L’ “incontro-scontro” fra tecnicità ed estetica, rappresentati dall’Ingegner Ezio Rendina (Viva Consulting), consulente e progettista impegnato nella valutazione, nella previsione, nella progettazione di sistemi di abbattimento dell’inquinamento acustico ambientale e del disturbo da vibrazioni prodotte da agenti esterni di contro l’Architetto Cristiana Cutrona (Revalue) specializzata nella progettazione di interni per grandi ambienti di lavoro, sostenitrice del pensiero dello Smart Working per cui cambiando il modo di stare nello spazio e di organizzarlo si può coniugare l’eccellenza del servizio alla missione dell’architettura.
Concluderà l’evento l’intervento dell’Ingegner Franco Mialich (MCM ): project manager nel settore Real Estate con pluriennale esperienza nella gestione di progetti immobiliari complessi in tutti i settori delle costruzioni civili ed industriali.
Con il patrocinio di AREL Italia ( Associazione Real Estate Ladies).
Titolo: L’acustica protagonista della qualità ambientale in ufficio.
Dove: Spazio US49 Eventi, Via Ettore Ponti 49, Milano.
Quando: 10 giugno 2015 ore 18,30, segue aperitivo.
Per informazioni:
marketing@universal-selecta.it

04-Allianz-Ragno-Alberto Apostoli-wow-webmagazine

Ufficio Wellness: la SPA in agenzia.

Portare la concezione di uno spazio wellness nel mondo dellufficio. Alberto Apostoli, architetto specializzato nel design di SPA e centri benessere, ha disegnato la nuova agenzia Allianz-Ragno di Trani.
Luce, acqua, fuoco: una contaminazione che mette in primo piano il benessere psicofisico di dipendenti e clienti.

La contaminazione tra Architettura e Benessere è il tema portante del concept che Alberto Apostoli ha studiato per l’agenzia di assicurazioni Allianz di Trani.
L’intuizione del committente, la Famiglia Ragno, di scegliere un designer di SPA per i propri uffici, è stata, in tal senso, visionaria e mirata a rispondere al bisogno aziendale di far percepire il “prodotto assicurativo” diverso da un “prodotto necessario”.
Oltre a questo, si è voluto creare un luogo innovativo, come sottolinea Apostoli: “La scelta è stata quella di creare un ufficio in cui la professionalità e il metodo di lavoro incontrano il mondo del benessere e dellospitalità con tutto ciò che questo implica in termini di emozionalità, sensorialità e comfort”.
L’ufficio si articola a partire da un grande spazio centrale operativo dalla forma avvolgente, dove luci, rivestimenti, boiserie e il grande tavolo di lavoro contribuiscono alla sua lettura formale.
Domina l’ambiente il desk operativo, realizzato in travertino, che ospita 8 postazioni lavoro. Il suo sviluppo verticale è caratterizzato da un susseguirsi di lastre di marmo alternate da luce con forte impatto scenico.
La quinta dello spazio centrale presenta una boiserie dove sono alloggiati monitor, il logo, il condizionamento, i contenitori di servizio e gli archivi.
Frontale al banco si trova una parete vetrata che mette in comunicazione l’ufficio direzionale con la sala operativa, caratterizzata da una lama dacqua che scorre sulla superfice del vetro.
Alcune immagini di natura, una parete vegetale e altre foto storiche di Trani impreziosiscono graficamente tutto lo spazio.
Nell’ufficio principale un caminetto a bio-etanolo fa da contraltare dell’elemento acqua.
Tutte le postazioni lavoro sono state realizzate su disegno in travertino bianco e vetro, mentre le librerie e gli altri arredi di servizio sono in legno laccato opaco.
Il progetto è stato ideato per favorire la comunicazione e fornire stimoli sensoriali ed emozionali. Si è lavorato, quindi, con gli elementi tipici delle aree benessere: acqua, fuoco, luce, natura e con materiali nobili quali, legno, vetro e pietra.
Il progetto illuminotecnico è stato particolarmente studiato e dimensionato in funzione del ruolo che la luce ha sia nei centri benessere/SPA quanto nei luoghi di lavoro.
Si è risolto il tutto attraverso l’installazione di corpi illuminanti RGB abbinati ad un sistema DALI “Digital Addressable Lighting Interface”, in grado di gestire scenari programmati gestibili direttamente dal cliente.
Testo di Gabriele Masi.

03-Allianz-Ragno-Alberto Apostoli-wow-webmagazine