microsoft-citta-wow-webmagazine

Quali benefit e servizi desiderano realmente i dipendenti?

E’ in atto un cambio di tendenza riguardo ai benefit e ai servizi offerti dalle aziende ai dipendenti? I manager sono consapevoli dei reali desideri dei lavoratori?
Le strategie di Microsoft Italia, che trasloca dall’iper servito campus suburbano per occupare nuovi bellissimi uffici in centro Milano, invitano a riflettere su questo tema.
Forse è superato il ruolo dell’azienda-mamma quando il benefit offerto è l’energia della città.

Le best company (a giorni saranno premiate da Great Place to Work le migliori in Italia) sono aziende ad alta produttività, con una visione chiara e una cultura aziendale evoluta. Hanno implementato il change management, applicano lo smart working, promuovono il benessere e la crescita professionale dei dipendenti e offrono loro spazi accoglienti per lavorare e per rilassarsi.
Con la consapevolezza che i benefit economici non sono sufficienti per conquistare la soddisfazione dei dipendenti, hanno assunto un ruolo sempre più importante i benefit intangibili –primo tra tutti la qualità e l’accoglienza dell’ambiente di lavoro fisico– e servizi erogati ai dipendenti che diventano spesso parte integrante del progetto architettonico e dello space planning.
Fino a ieri ogni azienda che ambisse al ruolo di best workplace ha puntato su questi elementi, è diventata una sorta di “mamma” che accudisce i suoi cuccioli: offre gratuitamente cibo biologico, maggiordomo aziendale e altri servizi di questo tipo, si preoccupa del benessere -fisico e psichico- dei dipendenti e si impegna per promuovere uno stile di vita sano.
Le sedi delle aziende-mamma sono bellissimi edifici, in aree extraurbane (penso a casi emblematici di eccellenza come Technogym, Tetrapak, Elica, Diesel, Loccioni) architetture immerse nella natura, strutturate -in nome del work-life balance- come micro-città che integrano nel workplace servizi come l’asilo nido, il ristorante aziendale, la palestra, l’orto, lo spazio per il teatro e per gli hobby, le visite mediche, i corsi di inglese per i figli, ecc.
Workplace esemplari, oasi perfette. Forse.
Solleva qualche dubbio la ricerca svolta da Oxford Economics con Plantronics dalla quale emerge che i manager spesso non sono consapevoli di che cosa realmente vogliono le persone che lavorano. Alcuni dati sono sorprendenti per esempio: quello che le persone maggiormente desiderano in ufficio è poter lavorare con tranquillità e avere gli strumenti tecnologici per poterlo fare. Questo conta più del cibo salutare offerto gratuitamente e di altri servizi “opzionali” erogati.

2-microsoft-citta-wow-webmagazine

Microsoft Italia sembra avere intrapreso questa strada con il recente trasloco negli edifici progettati da Herzog e De Meuron. Due building gemelli (il secondo è occupato da Fondazione Feltrinelli) di alto livello qualitativo sotto ogni aspetto, già nuove icone urbane, nonostante le becere critiche che serpeggiano sulle pagine social.
Microsoft ha scelto di lasciare il campus dotato di ogni servizio e di portare i propri dipendenti in centro città; ha scelto di offrire loro bellissimi ambienti di lavoro, che rendono possibile lavorare in condizioni di massimo benessere.
Le aree relax e per incontri informali sono numerose, ogni piano ha kitchenette e macchine per il caffè, però non c’è ristorante, né asilo aziendale, né palestra. Tutti servizi disponibili a pochi metri dalla nuova sede che i dipendenti hanno comunque a disposizione.
In compenso, al piano terra aperto al pubblico è possibile sostare, provare nuove tecnologie, giocare e anche lavorare con il proprio lap top; è stata pensata anche l’area laboratorio aperta alle scuole.
Si nota una sorta di inversione rispetto al modello conosciuto: l’entrata in città di Microsoft è un’entrata in tutti i sensi, fatta di relazioni, di integrazione con il territorio, di coinvolgimento, di proposte culturali e di servizi offerti a tutti i cittadini, non più solo ai dipendenti.
Una nuova mission aziendale “socialmente e politicamente corretta” un’osmosi con una città vitale che certamente soddisfa e rende orgogliosi anche i dipendenti.
Editoriale di Renata Sias, direttore WOW! Webmagazine

3-microsoft-citta-wow-webmagazine

Nelle foto la nuova sede Microsoft Italia a Milano.

ifma-day-2016-wow-webmagazine

Il futuro è un’ipotesi, ma il presente è già 4.0

L’appuntamento di FM Day, organizzato da IFMA, è da anni il momento più importante di confronto della community del Facility Management in Italia. Quasi 600 gli iscritti all’ultima edizione che si è svolta l’8 novembre e si è aperta con il convegno “Il futuro è un’ipotesi” sul tema della rivoluzione 4.0, indicando gli effetti che questo futuro -in realtà già un presente- ha sulle organizzazioni e sui modi di lavorare.
WOW!, media partner dell’evento, propone una sintesi di alcuni dei temi trattati.

Come affrontare la quarta rivoluzione industriale in atto? Le tecnologie per l’impresa 4.0 esistono già e riguardano sia gli impianti produttivi, sia il prodotto: nell’organizzazione 4.0 l’intera catena di produzione e di vendita è connessa in rete e coinvolge anche l’utente finale, creando un’unica community costituita da produttore, venditore e utilizzatore.
Il concetto di produzione di massa, superato da oltre 30 anni, è sostituito dall’idea di fabbrica aperta dove al centro c’è l’utente che si raggiunge attraverso processi digitalizzati.
“Questo è l’elemento principale dell’azienda 4.0 che richiede un approccio sistemico: non può esistere la “fabbrica 4.0” in quanto non si può più separare la produzione dai servizi” spiega Francesco Seghezzi di ADAPT.
Nell’azienda 4.0 i servizi sono parte integrante del prodotto e questo richiede ovviamente un cambio radicale del modello organizzativo.
Come nel caso dell’applicazione dello Smart Working, anche sul tema 4.0 le tecnologie sono già disponibili ma serve “un cambio culturale, un cambio di visione” come ha sottolineato Gianni Potti di CNCT, che insiste “ la trasformazione digitale 4.0 non è un fatto di tecnologia, ma di filosofia e di politica” come purtroppo dimostra la posizione dell’Italia al 25° posto in Europa nella classifica della diffusione di banda larga”.
Nell’economia 4.0 il prodotto non è più centrale, il vero capitale è la connettività dei dati, basti pensare a Uber, Airbnb, Booking o Amazon che non possiedono auto, alberghi, case o prodotti ma vivono esclusivamente sulla connettività.
Marco Decio, vicepresidente di Ifma, affronta il tema 4.0 dal punto di vista del Facility Management che deve avere caratteristiche di concretezza, agilità e la propensione alla visione, indispensabili per creare l’azienda 4.0.
Importante è “cambiare la testa delle persone” avere la curiosità e l’agilità che fa compiere il salto; i grandi successi nascono quando non si applicano logiche consolidate, per esempio l’e-commerce non è nato da grandi catene del retail, ma da nuove realtà.
Parlando di 4.0 non basta pensare al Computer Integrated Manufacturing, continua Potti “ la strada da intraprendere è complessa, bisogna capire cosa chiede il mercato, anche attraverso i social, e serve la massima flessibilità”.
E paradossalmente, l’elemento in assoluto più flessibile è l’uomo, alcune catene automobilistiche tedesche hanno sostituito le catene di montaggio con uomini!
Però servono skill più elevati, formazione, trasferimento di competenze; questo si traduce in un costo sociale, ma è indispensabile per risollevare la nostra economia.
E l’ufficio 4.0 come si configura?
lo chiediamo a Francesco Seghezzi che ci risponde nella video intervista.

Ifma Day entra in aspetti più concreti della rivoluzione 4.0 con i successivi convegni.
Per esempio nella tavola rotonda “Gli ingredienti dell’innovazione nel controllo dei servizi”, Davide Stocchi porta l’esperienza di Barilla, azienda che da 4 anni ha intrapreso la strada dello Smart Working e del Change Management. Uno dei servizi interessati a questo cambiamento è il servizio di prenotazione e gestione di viaggi e trasferte attraverso il proprio PC anziché passando dalle agenzie viaggi.
Dopo una prima resistenza, il servizio è stato accettato ed è in costate evoluzione perché è stato evidente che avere il controllo su questa attività e automatizzare le note spese per i rimborsi si traduceva in un risparmio di tempo e nell’eliminazione di attività noiose e non produttive. Il benessere della persona è l’obiettivo centrale dello Smart Working e anche dell’azienda 4.0, non dimentichiamolo.
Lorenzo Maresca di Sedus ha spiegato la filosofia del “Benessere produttivo” che l’azienda applica da sempre nei propri uffici e che promuove anche nei prodotti e servizi offerti ai propri clienti.
Parla della trasformazione del mondo dell’ingegneria Stefano Valentini di Novigos, tema che coinvolge il FM; il CAD e il BIM sono alla base non solo del progetto ma anche della gestione e a queste si aggiungono tecnologie soft finalizzate a monitorare i consumi energetici; nell’approccio 4.0 il sistema edificio/impianto evolve in sistema edificio/impianto/utente e si postano diversi esempi dove il coinvolgimento delle persone ha portato non solo a consistenti risparmi, ma ha innescato un cambiamento.
Strategie difficilmente attuabili nel settore pubblico a causa dei costi di investimento elevati, ma praticate nel privato che intuisce gli evidenti vantaggi.
L’incontro “Servizi sulla punta delle dita” ha posto l’accento sulla mancanza di un Big Data centralizzato del patrimonio immobiliare che faciliterebbe la gestione e porterebbe a notevoli risparmi. Dati che già esistono, ma non possono essere utilizzati.
Graziano Rinaldini di Formula Unica ha dimostrato i concreti vantaggi dell’eccellenza gestionale con il caso del magazzino unico farmaceutico, automatizzato, controllato da droni e sotto il costante monitoraggio dell’ASL e dei servizi automatizzati di trasporto cibo, medicine e biancheria che hanno fatto risparmiare 900.000 euro/anno all’ospedale.
Nelle conclusioni Emanuele Strada di LIUC ha sottolineato un aspetto fondamentale: va benissimo che la digitalizzazione permetta alle persone di dedicarsi ad attività con maggiore valore aggiunto o trasformino le cose che già facciamo per renderle più facili e facciano risparmiare tempo. Questo però non fa crescere la competitività.
La sfida dell’azienda 4.0 è utilizzare il digitale per trasformare il business model.

smart-working-essenza-osw-wow-webmagazine

Origini, leve e “lati oscuri” dello Smart Working.

L’agenda degli incontri previsti presso la Piscina Cozzi di Milano, nella zona conferenze dell’Isola WOW! Lavoro Agile 2016, includeva anche il corso in collaborazione con l’Ordine Architetti di Milano “Progettare gli ambienti per lo Smart Working” per il quale sono stati riconosciuti ai partecipanti 2cfp dal CNAPPC. Di seguito una sintesi degli interventi introduttivi di Renata Sias e Fiorella Crespi con le presentazioni proiettate dai docenti. (vedi gli altri articoli dedicati agli speech di Alessandro Adamo e Pietro Fiorani).

Renata Sias, direttore di WOW! Webmagazine ha aperto i lavori con una “Introduzione alle tematiche dello smart working” sottolineando l’origine “agile” dell’ufficio; come dimostra la “bura” ancora viva nell’etimologia di molti termini legati al lavoro (burocratico, burocrazia, bureau, ecc.): un telo di stoffa che il mercante medioevale stendeva a fine giornata sul suo banco del mercato per contare il denaro e iniziare l’attività amministrativa.

bura-wow-webmagazine
Di quella agilità ben poco è rimasto nei secoli successivi, in particolare nell’era industriale, quando -come sottolineava Lewis Mumford- la standardizzazione, l’uniformità e il controllo diventavano le parole chiave nel mondo del lavoro e nell’ufficio che segue le logiche tayloristiche.
Anche nelle sue forme apparentemente più “mosse”, come nel caso del Burolanschaft, comunque inflessibilmente configurato come una catena di montaggio dell’informazione.
Solo alla fine degli anni ’70 Frank Duffy di DEGW inizia a parlare di nuove modalità di lavoro rese possibili dalle tecnologie e introduce la “variabile tempo” nel workplace.
Un concetto che getta le basi per gli studi di Stone e Lucchetti che nel 1984 per la prima volta parlano di Activity Based Office nell’articolo “Your Office is where You are” sulla Harward Business Review.
Una visione che sarà aggiornata dagli stessi autori nel 2002 con l’articolo “Our Office is where We are” che introduce il tema dell’ufficio collaborativo “Community Based Office”.
Il resto è attualità: l’ufficio di oggi è un luogo sociale di incontro, condivisione delle conoscenze e crescita collettiva e il progetto dello smart office si articola in modo integrato su 3 leve: spazi che vanno ottimizzati per varie modalità di lavoro, tecnologia smart e un management basato sulla fiducia e la felicità dei dipendenti.
Bricks, Bytes e Behaviours come sintetizza Philip Vanhoutte di Plantronics nel “The Smarter Working Manifesto”.

Workspace technology, leve tecnologiche e change management a supporto dello smart working.

Il tema delle leve a supporto dello smart working è stato approfondito da Fiorella Crespi, ricercatore School of Management POLIMI, direttore Osservatorio Smart Working che, dopo avere presentato alcuni significativi risultati della ricerca OSW 2015, è entrata nel merito dell’importanza di attivare iniziative coerenti su 4 diversi ambiti di applicazione:

caratteristiche-osservatorio-smart-working-wow-webmagazine
Policy organizzative (flessibilità di orario, di luogo e di utilizzo di strumenti)
Tecnologie Digitali (in grado di supportare la Social Collaboration, accessibili, anche con possibilità di “bring your own device”)
Layout fisico ( deve rispondere a requisiti di differenziazione e riconfigurabilità, deve essere confortevole e in grado di integrare le tecnologie per permettere un utilizzo più efficace degli spazi);
Comportamenti e stili di leadership (devono creare senso di appartenenza, responsabilizzazione, flessibilità e attivare comportamenti che permettano il corretto utilizzo delle tecnologie).

lato-oscuro-osservatorio-smart-working-wow-webmagazine
Gli innegabili benefici dello smart working– sull’azienda, le persone e la società- hanno però un “lato oscuro” fatto in parte di difficoltà reali (necessità di maturità e disciplina personale), ma anche di falsi miti (…”non troverò una scrivania dove sedermi”) che possono rendere questo percorso lungo e complesso, come ha dimostrato il case study di Coca Cola raccontato da Pietro Fiorani.

renata-sias-smart-working-lavoro-agile-2016-wow-webmagazine

fiorella-crespi-Smart-Working-lavoro-agile-2016-wow-webmagazine

bassa-isola-wow-lavoro-agile-2015-wow-webmagazine

Agenda incontri nell’Isola WOW! Lavoro Agile (Milano 15/19 febbraio).

Isola WOW! Lavoro Agile è un evento organizzato da WOW! Webmagazine in collaborazione con Milanosport, in occasione della Giornata del Lavoro Agile promossa dal Comune di Milano.
Dal 15 al 19 febbraio 2016. La tribuna della piscina Cozzi ospiterà il coworking temporaneo dell’Isola WOW! Lavoro Agile e diventerà l’hub per condividere idee ed esperienze sul tema dello smart working: ogni giorno saranno organizzati incontri e jelly session. 

Ecco, l’agenda degli incontri che si svolgeranno presso la
Tribuna 2° piano della Piscina Cozzi, viale Tunisia 35, Milano.
Tutti gli eventi sono gratuiti. Per partecipare è richiesto l’accredito a info@wow-webmagazine.com
L’agenda è in progress e potrebbe subire modifiche, si consiglia di consultare gli aggiornamenti online.

Suggeriamo l’uso di mezzi pubblici (Metro Porta Venezia o Repubblica; tram 9,10, 33) ma è disponibile anche un parcheggio a pagamento sotto la piscina.
Si consiglia inoltre di indossare abiti leggeri perché la temperatura dell’ambiente è intorno ai 30°.

Si ringraziano Milanosport per l’ospitalità e le aziende che hanno fornito la sponsorizzazione tecnica e il supporto:
Akzo Nobel, BTicino, Caimi Brevetti, Cardex, Dieffebi, Emme Italia, HW Style, Interface, Kinnarps, Linak, Plantronics, Sedus, Sagsa, Nespresso, NEC, Noberasco.

L’evento si svolge con il patrocinio di
AREL, Assufficio, GPTW, IFMA, Osservatorio Smart Working PoliMi.

banner-wow-isola-agile-2016-wow-webmagazine

16 febbraio 2016, ore 10/13

“Progettare gli ambienti per lo Smart Working” 

Evento in collaborazione con l’Ordine Architetti di Milano
(riconosciuti 2cfp dal CNAPPC).
Il corso si propone di analizzare i pilastri su cui si fonda lo Smart Working (tecnologia, management, spazio) e le loro relazioni, per entrare nei dettagli del nuovo approccio progettuale richiesto, soffermandosi sulle nuove esigenze e sulle risposte che il progetto architettonico deve saper dare.

Sarà approfondito l’ iter progettuale da implementare in stretta collaborazione con il management dell’azienda committente e con il coinvolgimento dei dipendenti.
Saranno inoltre affrontate le metodologie progettuali e le definizioni di lay out strutturati sulla flessibilità di utilizzo, sui criteri dell’activity based office e su nuovi concetti di qualità ambientale e di ergonomia con concrete esperienze progettuali.

Docenti e argomenti trattati:
Renata Sias,
giornalista, laureata in architettura, direttore di WOW! Webmagazine:
Nuovo approccio progettuale, introduzione alle tematiche dello smart working.
Fiorella Crespi, ricercatore School of Management POLIMI, direttore Osservatorio Smart Working:
Workspace technology, leve tecnologiche e change management a supporto dello smart working.
Alessandro Adamo, architetto, specializzato in workplace e space planning, direttore di DEGW:
Space planning, progettare il workplace per lo smart working.
Pietro Fiorani, National General Services Manager at Coca-Cola HBC Italia:
Facility management e collaborazione con l’architetto nei progetti di smart working.

Ultimi 15 posti disponibili. Il corso è gratuito e aperto agli architetti iscritti agli Ordini di tutta Italia. Le iscrizioni saranno accettate entro e non oltre il 14 febbraio.
Per partecipare all’evento è indispensabile inviare un a email a
info@wow-webmagazine.com (oggetto email: Progettare ambienti Smart Working) e richiedere l’apposito modulo che deve essere rinviato compilato allo stesso indirizzo.
Potranno accedere al corso solo gli architetti in possesso della conferma di iscrizione. Presentarsi alle ore 9,45 per la firma presenze.

Dress code: abiti estivi (temperatura circa 30°)

banner-wow-isola-agile-2016-wow-webmagazine

16 febbraio 2016, ore 17,00/19,30

Jelly Session
“Lavoro agile e spazi per la collaborazione: nuovi approcci.

Un incontro informale per esplorare le possibilità che le pratiche di coworking offrono per alimentare nuovi flussi di creatività collettiva, generare innovazione e accrescere, allo stesso tempo, l’efficacia e il benessere dei lavoratori.

Gli spazi di lavoro collaborativi innescano, sia in ambito aziendale sia in ambienti per il lavoro “agile” autonomo, dinamiche di cooperazione e di produzione di valore immateriale per il singolo lavoratore e per la comunità.
In questo scenario, emerge un nuovo fronte della progettazione dell’ambiente di lavoro come spazio di fruizione e come ambiente catalizzatore di relazioni. Un fronte ancora poco esplorato dalla comunità del design.

Faranno il punto su approcci e metodi applicati e sulle prospettive di sviluppo dei nuovi ways of working:
Maria Serra, design thinker e consulente per l’innovazione, fondatrice dell’agile agency onclaude.com
Nicola Brembilla, architetto, fondatore di studio Hypnos e dello spazio di coworking Unità di Produzione
Antonio Iadarola, designer, fondatore di Studio Wè e dottorando alla Seconda Università di Napoli

La partecipazione è gratuita. Dress code: abiti estivi (temperatura circa 30°)

banner-wow-isola-agile-2016-wow-webmagazine

17 febbraio 2016, ore 17,00/19,30

Seminario in collaborazione con AREL
“Lavoro Agile: quale impatto sul settore immobiliare e la città?”

Smart Working significa totale ripensamento in termini di change management, utilizzo delle tecnologie e concezione degli ambienti di lavoro.

La massima flessibilità e ibridazione, parole chiave del modello organizzativo “agile”, hanno anche un forte impatto sulla gestione e riqualificazione del patrimonio immobiliare e sulla visione di una città più sostenibile e human oriented.

Parleranno di questi temi:
Chiara Bisconti,
Assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero, Risorse umane, Tutela degli animali, Verde, Servizi generali
Francesca Spada, Consulente Human Resources
Barbara Polito, Presidente d’onore AREL (Associazione Real Estate Ladies), Partner di Real Consultant srl
Anna Maria Ricco, Head of real estate Italy di UniCredit Business Integrated Solutions.
Moderatrice: Paola G. Lunghini, Direttore Responsabile di Economia Immobiliare e di www.internews.biz

La partecipazione è gratuita. Dress code: abiti estivi (temperatura circa 30°)

banner-wow-isola-agile-2016-wow-webmagazine

18 febbraio 2016, ore 17,00/19,30

Jelly Session
“Ergonomia, comfort e health promotion nello smart office”

Lavoro Agile significa adottare soluzioni work-life balance e una nuova visione in termini di benessere dei dipendenti che include anche il totale ripensamento del design per il workplace.

Se è vero che l’applicazione di modalità Smart Working riduce drasticamente il numero di postazioni all’interno dell’ufficio, è evidente però che aumenta il livello qualitativo degli ambienti e che sempre più importante è l’attenzione al progetto del comfort ambientale; un progetto integrato che tiene in considerazione molti aspetti e si basa su nuovi concetti ergonomici e prossemici.
Nel corso di questo incontro saranno presentati alcuni case study eccellenti e condivise esperienze e soluzioni per il garantire il comfort nell’ambiente di lavoro.

Si confronteranno in modo informale su questi temi:
Daniele Andriolo (Plantronics)
Matteo Artusi
(TotalTool)
Antonino Borgese (GPTW)
Antonio Borghi (Unispace)
Giulio Ceppi (TotalTool)
Cristiana Cutrona (Revalue)
Paolo Davoglio (Facility &Welfare manager)
Rossella Destefani (Deamicis Architetti)
Gianluca Geroli (SgS Architetti Associati)
Giovanni Giacobone (Progetto CMR)
Antonella Mantica (Progetto CMR)
Luca Pasqualotto (Copernico)
Marco Predari (Assufficio)
Federico Rivera (Digital Entity)
Renata Sias (WOW! Webmagazine)
Andrè Straja (GaS Studio)
Marco Vigo (DC10)
Silvano Zanuso (Technogym)
Antonio Zulianello (NEC)
e altri professionisti che stanno confermando la partecipazione.

La partecipazione è gratuita. Dress code: abiti estivi (temperatura circa 30°)

WOW! ringrazia le aziende che hanno reso possibile la realizzazione dell’Isola WOW! Lavoro Agile 2016.

logo-sponsor-isola-agile-2016

Grazie per il patrocinio a :

 

 

banner-wow-isola-agile-2016-wow-webmagazine

03-Smart-working-detto-fatto-conferenza-wow-webmagazine

Spazio, Persone, Tecnologia: i valori dello Smart Working.

Spazio – Persone – Tecnologia. È questa la nuova triade di valori dello Smart Working delineata durante l’incontro Smart Working: Detto, Fatto organizzata da DEGW e Lombardini22.  Lo Smart working non è, infatti, un ragionamento di stile o di moda, ma un tema economico e di management  collegato a degli obiettivi: un salto concettuale verso una cultura di impresa basata sul performance management e in grado di liberare energie.

“Oggi viviamo una grande metamorfosi. Siamo in quella fase in cui le regole precedenti non valgono più, ma non siamo ancora pronti a scrivere quelle nuove. E forse qualcuno ci sta anche dicendo che di regole ce ne saranno molto poche…”, ha aperto così l’evento Matteo Barone, managing partner e responsabile dell’area Employee Engagement di Methodos. “Una volta c’era la regola ferrea delle 3 P dell’organizzazione: posizione, prestazione e potenziale (people, place, performance). Ho una persona con un certo potenziale, la metto in una certa posizione e mi aspetto che produca una prestazione. Una di queste P, quella della posizione, è messa oggi in seria discussione, mentre la P del potenziale è cresciuta in maniera ipertrofica. Un salto concettuale: meno vincoli, meno perimetri, e spazio a tutto ciò che consente al potenziale che ha all’interno ogni azienda di esprimersi.” 

Spazio. La concezione del lavoro agile e dello smart working ha portato a una evoluzione della concezione dell’ambiente di lavoro. Nella progettazione di uno spazio l’azienda deve tenere conto di nuovi fattori tra cui il tempo trascorso effettivamente in ufficio dai suoi impiegati, oggi mediamente 50% dell’intero orario di lavoro, e il tipo di attività svolta (prettamente collaborativa o individuale).
Come ha sottolineato Alessandro Adamo, consulente e direttore DEGW, infatti, “la fase più importante quando si vuole impostare un progetto di smart working è la messa a punto, in cui viene definita la vision e gli obiettivi, quanto si vuole e, soprattutto, quanto serve all’azienda spingere l’acceleratore verso una tale trasformazione”.
Un altro tema legato allo spazio è quello della condivisione del posto di lavoro. La progettazione non avviene più in ottica di postazioni fisse, ma ogni ambiente è costruito con una funzione, in base alle attività che gli impiegati andranno a svolgere in esso.  Alcune aziende hanno spinto questa innovazione fino alla “non territorialità”,  dove nessuno, neanche l’HR, ha una postazione dedicata. Una scelta che porta con sé problematiche legate soprattutto alla privacy.
C’è un tema spazio e un tema modalità di utilizzo dello spazio”, continua Alessandro Adamo. “Nel momento in cui si implementano concetti diversi, bisogna adottare una modalità di comportamento diversa”.
Da rilevare anche la tendenza alla brandizzazione dello spazio, elemento fondamentale di percezione della filosofia e della rappresentazione del business dell’azienda, e l’attenzione allo sviluppo delle aree break e in-between, luoghi di incontro informale, in linea con le nuove ways of working.

Persone. Puntare verso lo smart working richiede un cambio di mentalità enorme, soprattutto da parte del leader, che deve accettare il passaggio da una leadership fondata sul controllo, a una basata sull’accountability.
Come testimoniano i cambiamenti dello spazio, si sta assistendo ad un capovolgimento della piramide lavorativa, dove il cambiamento non avviene più in una logica top-down, ma bottom-up.
Una delle più importanti problematiche che un’azienda deve affrontare nel passaggio al lavoro agile, come si era già sottolineato nelle jelly Session tenute presso l’Isola Wow! Lavoro Agile, è quella di una certa diffidenza da parte del personale. Ogni progetto è chiamato a rispondere alla domanda: come convertire questa paura in entusiasmo?
Progettazione e coinvolgimento, ascolto e comunicazione, people management e performance management, sono le parole chiave che devono guidare ogni trasformazione. “Quando si parte con un progetto pilota tutti hanno paura di essere selezionati. Però il cambiare qualcosa che fa paura porta a dei benefici organizzativi sostanziali”, conclude Alessandro Adamo. “Una volta mi hanno detto: “è cambiato l’umore delle persone”. Tradurre in numeri questo cambiamento è difficile, ma dal momento in cui cambia l’umore, lo spirito di squadra e la percezione dell’organizzazione, automaticamente la produttività aumenta”.

Tecnologia. La tecnologia è il driver principale di un cambiamento che sta avvenendo in maniera così veloce che non è più una scelta di qualche illuminato, ma una necessità.
La tecnologia non solo ha reso più flessibile la gestione dell’orario di lavoro, ma ha anche allargato lo spazio dell’azienda in una vera e propria “espansione digitale”.
“Dovunque io riesca a collegarmi al corpo digitale dell’azienda, in quel momento io sono dentro, è come se fossi lì”, spiega Michele Dalmazzoni, Collaboration country leader e business transformation Cisco Italia.
Due sono i paradigmi della ricerca per la tecnologia in ufficio: deve essere facile e integrata, racchiusa il più possibile in un unico device.
È come quando vendi un giocattolo”, conclude Michele Dalmazzoni. “Non devi venderlo solo alla mamma, ma anche al bambino. Non si possono creare prodotti tecnologici che vadano bene solo all’IT. Quando si progetta tecnologia per l’ufficio al primo posto bisogna mettere la user experience, prima anche di altri parametri importanti come l’avanzamento tecnologico e la sicurezza”.
Testo di Gabriele Masi.

04-Smart-working-detto-fatto-conferenza-wow-webmagazine

01-Star-Il-Prisma-wow-webmagazine

Star: rivoluzione smart di un’azienda tradizionale.

Dalla scrivania fissa e personale all’open space, da uno spazio fortemente gerarchizzato alle postazioni libere. Come portare un’azienda tradizionale e con un una lunga storia nell’era dello smart working? Durante la seconda jelly session dell’Isola WOW! Lavoro Agile, Matteo Melchiorri, HR Star e Antonella Grenci de Il Prisma hanno illustrato le caratteristiche dei nuovi uffici Star di Milano.

Star, la famosa azienda alimentare, ha da poco trasferito i suoi uffici presso il centro MAC7 di Milano. Gli interni, progettati dall’architetto Antonella Grenci de Il Prisma, propongono una concezione dell’ambiente di lavoro, all’insegna del “chance encounters”.
“Abbiamo optato per un open space uguale per tutti senza postazioni assegnate” spiega Matteo Melchiorri, direttore risorse umane Star “Abbiamo scelto uno spazio molto generoso, senza un obiettivo di ottimizzazione della superfice. Di per sé la postazione è tradizionale, ma non ci sono pannelli divisori e soprattutto sono stati ridotti al minimo gli spazi fisici per l’archiviazione dei documenti, perché abbiamo adottato un approccio paper-less.
Per accompagnare il processo di cambiamento verso questo nuovo modo di lavorare, abbiamo dotato ogni dipendente di un locker, armadietto 35x35x60cm per gli oggetti personali”.
L’elemento che contraddistingue il progetto è la forte impronta che lazienda ha voluto dare allo spazio, in primo luogo nell’uso del colore.
“Chiunque entri negli uffici non ha dubbi di trovarsi in Star per i colori inconfondibili del marchio”, spiega Antonella Grenci. “Una moquette verde, un grande prato, e le nuvole colorate dei pannelli acustici gialle, rosse e bianche: i colori di Star sono presenti ovunque”.
Altro forte elemento architettonico e cuore del progetto è lagorà.
“Gli uffici hanno una struttura ovale” continua Melchiorri “al centro c’è un’agorà che riproduce l’ambiente famigliare di una cucina, con un bancone, un frigorifero, vending machine, tavolini e divanetti. Unarea break flessibile e multifunzione che può essere utilizzata per rilassarsi o lavorare in autonomia o con altri in maniera informale.
Volevamo un luogo che favorisse lincontro e la condivisione tra i dipendenti. Abbiamo anche una cucina vera, professionale, uno spazio di lavoro dove organizziamo show cooking, eventi con la stampa, coi consumatori, con gli studenti universitari, etc”.
Qual è, però, il fattore più importante del passaggio allo smart working per un’azienda tradizionale come Star?
Melchiorri non ha dubbi: “È il change management, fatto di accompagnamento,verso il nuovo e di spiegazione del perché delle scelte.
Proprio con questa finalità abbiamo illustrato le varie fasi di realizzazione dei nuovi spazi attraverso un website dedicato ed abbiamo organizzato un focus group interno per ascoltare i dubbi e gli spunti delle nostre persone”.
Limportante è non dare per scontato nulla e rispondere a tutte le domande che arrivano”.
Il passaggio allo smart working, come tiene a sottolineare Melchiorri, non è comunque semplice e richiede una sua gradualità.
“Non possiamo definirci un’azienda agile, ma abbiamo scelto per il momento una maggior flessibilità in entrata (dalle 7.30 alle 9.30), nella gestione dell’orario durante la giornata e di conseguenza anche dell’orario di uscita, ma soprattutto abbiamo eliminato la timbratura, all’insegna del trust ed dell’accountability. Abbiamo deciso di non adottare in questa fase l’home working, per il futuro vedremo…”.
Testo di Gabriele Masi.

04-Star-Il-Prisma-wow-webmagazine