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Sono 305.000 gli smart worker in Italia: i risultati di #OSW17

Come sempre affollatissimo il convegno annuale per la presentazione dei risultati della ricerca 2017 dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano che ha svelato cosa si cela “Sotto la punta dell’Iceberg” dello Smart Working.
Cresce del 14% il numero degli smart worker che raggiunge quota 305.000, l’8% dei lavoratori.
Soprattutto le grandi imprese (36%) hanno già progetti strutturati, contro 5% della Pubblica Amministrazione e il 7% delle PMI, tutti motivati dai benefici derivanti dall’adozione del Lavoro Agile (aumento della produttività 15% e del work-life balance, riduzione di assenteismo, costi e inquinamento). Consegnati gli Smart Working Award alle aziende eccellenti. Anche per questa edizione, WOW! ha dato il suo patrocinio all’evento.

L’approccio Smart Working sembra ancora interessare soprattutto il settore privato, grandi imprese in testa, ma la Pubblica Amministrazione (17% degli smart worker complessivi) sta guadagnando il tempo perduto grazie anche alla direttiva della riforma Madia che punta a rendere Agile entro 3 anni almeno il 10% dei dipendenti pubblici.

Ancora una volta risulta evidente che non esiste un unico modello di smart working, ma ogni azienda deve definire il progetto più adatto per la propria struttura: dalla semplice flessibilità di orario alla più elevata mobilità nel luogo; dal permettere di lavorare fuori sede un giorno alla settimana a chi, al contrario, richiede la presenza in azienda almeno un giorno alla settimana!

 

I risultati della ricerca sono stati illustrati da Fiorella Crespi, direttore di OSW, e da Mariano Corso, responsabile scientifico, che ha in particolare sintetizzato i benefici dello smart working e cosa si nasconde sotto la punta dell’iceberg, sottolineando tra l’altro l’importanza del luogo fisico dell’ufficio come driver dello smart working.

#OSW17 smart working: che cosa c'è sotto la punta dell'iceberg? Lo spiega Mariano Corso durante la presentazione dei dati Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano.

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Mediamente il 31% degli Smart Worker lavora in un’organizzazione con progetti strutturati di Smart Working.
Gli Smart Worker italiani trascorrono mediamente il 67% del tempo lavorativo in azienda, solo il 39% di questi alla scrivania, anche se spesso non hanno una workstation assegnata.
Si calcola intorno al 15% il tempo trascorso lavorando in postazioni diverse all’interno dell’azienda e 13% quello svolto da altre sedi della propria azienda. Casa, coworking, sedi di fornitori e clienti sono i luoghi di lavoro adottati dal restante 33%.

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Il 50% dei lavoratori agili si ritiene soddisfatto e dichiara di avere maggiore capacità di collaborazione, anche in team virtuali e padronanza nei cosiddetti Digital Soft Skills. Solo l’1% si dichiara insoddisfatto.
L’indagine ha anche tracciato le diverse identità degli smart worker.

#OSW17 chi sono gli smart worker?

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Tavola Rotonda


Rispecchiando gli elementi emergenti dalla ricerca 2017, il convegno ha dato ampio rilievo ai progetti di smart working in progress nella Pubblica Amministrazione raccontati da Monica Parrella, Francesca Gagliarducci della Presidenza Consiglio dei Ministri e Claudia Colaiacono del Ministero Economia e Finanza.

Le esperienze di progetti di Smart Working già attuati con successo sono state presentate da Maurizio di Fonzo di Axa, Franco Ghiringhelli di Marie Tecnimont, Giacomo Piantoni di Nestlè.

Sono poi saliti sul palco i partner di OSW, tutti pionieri dello smart working, che hanno offerto una panoramica a 360° sulle diverse tematiche; dagli aspetti tecnologici (Alessandro Magnino di Vodafone, Luba Manolova di Microsoft, Enrico Miolo di Cisco) a quelli attinenti il change management e la qualità del workplace.

Mauro Mondini di Regus ha illustrato le nuove esigenze di uffici temporanei e condivisi

#OSW17 Mauro Mordini di Regus

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Con la consueta spontaneità e simpatia, Ilaria Santambrogio di Plantronics ha fornito utili suggerimenti a chi vuole intraprendere la strada dello smart working e presentato la nuova sede di Vimercate progettata su questi principi.

#OSW17 Ilaria Santambrogio di Plantronics

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Lorenzo Maresca di Sedus ha introdotto il tema della Felicità al Lavoro, come obiettivo principale per ogni azienda e soprattutto per chi adotta modalità Smart Working.

#OSW17 Lorenzo Maresca di Sedus parla di Workplace e Felicità

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Massimo Roj di Progetto CMR ha sintetizzato il percorso di trasformazione e “smartizzazione” dell’ufficio negli ultimi anni.

#OSW17 Massimo Roj di Progetto CMR

Posted by WOW webmagazine on Wednesday, October 11, 2017

 

Smart Working Award 2017

Il convegno si è concluso con l’assegnazione degli “Smart Working Award” alle aziende che si sono distinte per capacità di innovare le modalità di lavoro nell’ottica del Lavoro Agile e con il racconto dei diversi progetti.
Dal 2012 questo riconoscimento “Ha l’obiettivo di sostenere la cultura dell’innovazione nello Smart Working, generando un meccanismo virtuoso di condivisione delle esperienze di eccellenza e dando visibilità alle iniziative di maggior successo”, come spiega Fiorella Crespi.

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Hanno meritato lo Smart Working Award 2017:
AXA Italia per il progetto “Smart working, smart life”, presentato da Pascal Bérnard.
CNH Industrial per “Lavoro da Casa”, presentato da Riccardo Iessi.
Costa Crociere per “Sm@rt Working Costa – Moving Forward!”, presentato da Paolo Tolle.
Generali Italia per “New Ways Of Working”, presentato da Simone Viola.
Hilti per “Smart Working@Hilti”, presentato da Maria Vittoria Loi e Sandra Polito.
Una menzione speciale è stata assegnata a Benetton per il progetto “Stretch your Time”.

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Work Smart! Convegno #OSW17 (11/10, Milano).

Come ogni anno l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano ci offrirà lo stato dell’arte dello Smart Working in Italia. Il convegno 2017 intitolato “Smart Working: sotto la punta dell’iceberg” si svolgerà l’11 ottobre ( h 9/16) nell’aula magna del Politecnico del Campus Bovisa. L’evento è gratuito previa registrazione e i partecipanti riceveranno il Booklet Report. Come ogni anno WOW! patrocina questa iniziativa. Segui l’hashtag #OSW17.
Per informazioni e registrazione clicca qui.

Dopo l’apertura dei lavori a cura di Umberto Bertelè, Chairman degli Osservatori del Politecnico di Milano, saranno Mariano Corso e Fiorella Crespi, rispettivamente Responsabile Scientifico e Direttore dell’OSW a fornire i dati della Ricerca 2017 svolta in collaborazione con Doxa.
Scopriremo a che punto è lo Smart Working nel panorama nazionale; quanti sono gli Smart Worker e quali effetti queste modalità lavorative hanno sulle persone.
I risultati offriranno anche le percentuali di diffusione dello SW non solo tra le piccole, medie e grandi aziende, ma anche nella Pubblica Amministrazione.
Il percorso di crescita costante iniziato da qualche anno in Italia, grazie anche al Jobs Act sul lavoro autonomo approvato in Senato per disciplinare il Lavoro Agile, è inevitabilmente destinato a espandersi in modo esponenziale e a coinvolgere sempre più lavoratori.
Ma che cosa è indispensabile per attuare un progetto di Smart Working?
Forniranno concrete risposte a questa domanda Monica Parrella, Dirigente generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Coordinatrice del progetto Lavoro Agile nella PA; Francesca Gagliarducci, Capo del Dipartimento per il Personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Maurizio Di Fonzo, Chief HR, Organization and Change Management del Gruppo AXA Italia; Franco Ghiringhelli, Senior Vice President, Human Resources, Organization and ICT di Maire Tecnimont.
Dopo l’enfasi su tecnologia e change management, sempre maggiore importanza sta assumendo il terzo pilastro dello SW, ovvero il cambiamento dell’ambiente fisico, il valore del workplace, il concetto di luogo come elemento di facilitazione di questa trasformazione che è soprattutto culturale.

Tavola Rotonda
La mattinata si concluderà con una tavola rotonda che coinvolgerà i sostenitori della Ricerca di OSW: Lorenzo Maresca, Country Manager, Sedus; Ilaria Santambrogio, Country Manager, Plantronics Italia; Massimo Roj, AD di Progetto CMR; Alessandro Magnino, Head of Corporate Marketing, Vodafone Italia, Luba Manolova, Marketing & Operations, Microsoft Italia; Enrico Miolo, Smart Working initiative leader, Cisco; Mauro Mordini, Country Manager, Regus Italia e Malta.

Smart Working Award 2017
Nel pomeriggio avremo anche testimonianze dirette da parte delle aziende che, dopo la cerimonia di premiazione, racconteranno le best practice di Smart Working in Italia.

L’edizione 2017 dell’Osservatorio Smart Working è realizzata con il supporto di:
Cisco, Doxa, Microsoft, Plantronics, Progetto CMR, Regus, Sedus, Vodafone, GetConnected e con il patrocinio di WOW! Webmagazine.

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Titolo evento: Work Smart! Convegno Osservatorio Smart Working 2017
Dove: Aula Magna Carassa Dadda, edificio BL.28, via Lambruschini 4b, campus Bovisa Milano
Quando: 11 Ottobre 2017 (9.00/16.00)

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Il futuro è un’ipotesi, ma il presente è già 4.0

L’appuntamento di FM Day, organizzato da IFMA, è da anni il momento più importante di confronto della community del Facility Management in Italia. Quasi 600 gli iscritti all’ultima edizione che si è svolta l’8 novembre e si è aperta con il convegno “Il futuro è un’ipotesi” sul tema della rivoluzione 4.0, indicando gli effetti che questo futuro -in realtà già un presente- ha sulle organizzazioni e sui modi di lavorare.
WOW!, media partner dell’evento, propone una sintesi di alcuni dei temi trattati.

Come affrontare la quarta rivoluzione industriale in atto? Le tecnologie per l’impresa 4.0 esistono già e riguardano sia gli impianti produttivi, sia il prodotto: nell’organizzazione 4.0 l’intera catena di produzione e di vendita è connessa in rete e coinvolge anche l’utente finale, creando un’unica community costituita da produttore, venditore e utilizzatore.
Il concetto di produzione di massa, superato da oltre 30 anni, è sostituito dall’idea di fabbrica aperta dove al centro c’è l’utente che si raggiunge attraverso processi digitalizzati.
“Questo è l’elemento principale dell’azienda 4.0 che richiede un approccio sistemico: non può esistere la “fabbrica 4.0” in quanto non si può più separare la produzione dai servizi” spiega Francesco Seghezzi di ADAPT.
Nell’azienda 4.0 i servizi sono parte integrante del prodotto e questo richiede ovviamente un cambio radicale del modello organizzativo.
Come nel caso dell’applicazione dello Smart Working, anche sul tema 4.0 le tecnologie sono già disponibili ma serve “un cambio culturale, un cambio di visione” come ha sottolineato Gianni Potti di CNCT, che insiste “ la trasformazione digitale 4.0 non è un fatto di tecnologia, ma di filosofia e di politica” come purtroppo dimostra la posizione dell’Italia al 25° posto in Europa nella classifica della diffusione di banda larga”.
Nell’economia 4.0 il prodotto non è più centrale, il vero capitale è la connettività dei dati, basti pensare a Uber, Airbnb, Booking o Amazon che non possiedono auto, alberghi, case o prodotti ma vivono esclusivamente sulla connettività.
Marco Decio, vicepresidente di Ifma, affronta il tema 4.0 dal punto di vista del Facility Management che deve avere caratteristiche di concretezza, agilità e la propensione alla visione, indispensabili per creare l’azienda 4.0.
Importante è “cambiare la testa delle persone” avere la curiosità e l’agilità che fa compiere il salto; i grandi successi nascono quando non si applicano logiche consolidate, per esempio l’e-commerce non è nato da grandi catene del retail, ma da nuove realtà.
Parlando di 4.0 non basta pensare al Computer Integrated Manufacturing, continua Potti “ la strada da intraprendere è complessa, bisogna capire cosa chiede il mercato, anche attraverso i social, e serve la massima flessibilità”.
E paradossalmente, l’elemento in assoluto più flessibile è l’uomo, alcune catene automobilistiche tedesche hanno sostituito le catene di montaggio con uomini!
Però servono skill più elevati, formazione, trasferimento di competenze; questo si traduce in un costo sociale, ma è indispensabile per risollevare la nostra economia.
E l’ufficio 4.0 come si configura?
lo chiediamo a Francesco Seghezzi che ci risponde nella video intervista.

Ifma Day entra in aspetti più concreti della rivoluzione 4.0 con i successivi convegni.
Per esempio nella tavola rotonda “Gli ingredienti dell’innovazione nel controllo dei servizi”, Davide Stocchi porta l’esperienza di Barilla, azienda che da 4 anni ha intrapreso la strada dello Smart Working e del Change Management. Uno dei servizi interessati a questo cambiamento è il servizio di prenotazione e gestione di viaggi e trasferte attraverso il proprio PC anziché passando dalle agenzie viaggi.
Dopo una prima resistenza, il servizio è stato accettato ed è in costate evoluzione perché è stato evidente che avere il controllo su questa attività e automatizzare le note spese per i rimborsi si traduceva in un risparmio di tempo e nell’eliminazione di attività noiose e non produttive. Il benessere della persona è l’obiettivo centrale dello Smart Working e anche dell’azienda 4.0, non dimentichiamolo.
Lorenzo Maresca di Sedus ha spiegato la filosofia del “Benessere produttivo” che l’azienda applica da sempre nei propri uffici e che promuove anche nei prodotti e servizi offerti ai propri clienti.
Parla della trasformazione del mondo dell’ingegneria Stefano Valentini di Novigos, tema che coinvolge il FM; il CAD e il BIM sono alla base non solo del progetto ma anche della gestione e a queste si aggiungono tecnologie soft finalizzate a monitorare i consumi energetici; nell’approccio 4.0 il sistema edificio/impianto evolve in sistema edificio/impianto/utente e si postano diversi esempi dove il coinvolgimento delle persone ha portato non solo a consistenti risparmi, ma ha innescato un cambiamento.
Strategie difficilmente attuabili nel settore pubblico a causa dei costi di investimento elevati, ma praticate nel privato che intuisce gli evidenti vantaggi.
L’incontro “Servizi sulla punta delle dita” ha posto l’accento sulla mancanza di un Big Data centralizzato del patrimonio immobiliare che faciliterebbe la gestione e porterebbe a notevoli risparmi. Dati che già esistono, ma non possono essere utilizzati.
Graziano Rinaldini di Formula Unica ha dimostrato i concreti vantaggi dell’eccellenza gestionale con il caso del magazzino unico farmaceutico, automatizzato, controllato da droni e sotto il costante monitoraggio dell’ASL e dei servizi automatizzati di trasporto cibo, medicine e biancheria che hanno fatto risparmiare 900.000 euro/anno all’ospedale.
Nelle conclusioni Emanuele Strada di LIUC ha sottolineato un aspetto fondamentale: va benissimo che la digitalizzazione permetta alle persone di dedicarsi ad attività con maggiore valore aggiunto o trasformino le cose che già facciamo per renderle più facili e facciano risparmiare tempo. Questo però non fa crescere la competitività.
La sfida dell’azienda 4.0 è utilizzare il digitale per trasformare il business model.

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Il valore economico del design: convegno ADI a Palazzo Mezzanotte.

Il convegno “Pensiero e azione. Cultura, organizzazione ed economia del design”, organizzato da ADI in collaborazione con Borsa Valori di Milano, FLA, Assolombarda e Regione Lombardia, ha affrontato il tema complesso del valore strategico ed economico del design, un concetto troppo spesso trascurato dalla diffusa e scorretta accezione di Design=Libertà creativa. Anche la scelta della sede del convegno non è casuale: Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano.

Dopo i saluti istituzionali e la premiazione delle aziende lombarde che hanno ricevuto il Compasso d’Oro, il convegno è entrato direttamente negli elementi economici, culturali e sociali che il design rappresenta oggi.
Il Presidente ADI Luciano Galimberti ha evidenziato gli snodi salienti del percorso di ADI nell’ultimo mezzo secolo: dal Congresso ICSID del 1983 che aveva coinvolto tutta la città di Milano sulla riflessione sul futuro del design, alla presenza di ADI alle 17a Triennale di Milano del 1988 nella quale per la prima volta vengono presentati i veicoli pensanti, le categorie culturali delle  riduzioni e un nuovo approccio all’arredo, nella Casa che respira. Design Memorandum, Design Memorandum 2.0 e il riconoscimento della Collezione del Compasso d’Oro come Patrimonio culturale italiano, sono state le altre tappe ricordate come esempi di un’attività prioritariamente culturale prima che organizzativa realizzata dall’ADI.
Dopo le testimonianze di aziende orientate al design considerato un loro reale valore aggiunto, sono intervenuti docenti del Politecnico.
Il prof. Giuliano Noci ha evidenziato al necessità di superare un’autoreferenzialità penalizzante anche per il design, per affrontare i nuovi scenari di business nei quali la dimensione relazione assume sempre più un ruolo decisivo.
Il prof Francesco Zurlo ha sottolineato come il design, la sua cultura progettuale e il suo orientamento ai mercati in trasformazione svolga un ruolo strategico, non tattico: è appunto di capacità di dare senso ai progetti, ai processi, alle relazioni che colloca il design in un ruolo centrale nei nuovi modelli organizzativi delle imprese.
Il Prof. Francesco Schianchi, dopo aver tratteggiato l’evoluzione del design, dalle amigdale alla contemporaneità, da un lato ha evidenziato come nella doppia “anima” del design come produttore di soluzioni e come produttore di senso, negli ultimi anni il “pendolo” del design esperto si sia sempre più orientati verso l’essere una “tecnicalità” funzionale a produrre soluzioni che funzionano nel mercato.
Per questo ha sollecitato a riportare il pendolo verso il senso, verso quello che ha coniato “antropodesign”, al servizio della vita dell’uomo, per migliorarne la qualità.

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Archmarathon 2016 (Milano 13/15 maggio).

42 Studi di architettura di diversi Paesi saranno coinvolti nella terza di Archmarathon. Dopo l’edizione 2015 a Beirut, la 3 giorni torna a Milano agli East End Studios di via Mecenate (Studio 90) dal 13 al 15 maggio 2016.

Una piattaforma tra i diversi attori coinvolti nel progetto; un convegno internazionale dove gli studi di progettazione invitati concorrono per il prestigioso Award assegnato da una giuria composta da critici dell’architettura, giornalisti e curatori.
Archmarathon rappresenta un momento di condivisione e incontro tra progettisti internazionali e italiani del settore con chiunque si interessi di architettura.
Le categorie includono tutti i settori del progetto, dagli edifici per arte e cultura alle residenze, dagli hotel agli edifici religiosi, dai trasporti ai workplace.
E’ possibile votare online i progetti preferiti.

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Lavoro agile? Serve una legge agile! Ecco i punti chiave.

Mentre in Parlamento si discute il disegno di legge sul Lavoro Agile, a Milano se ne analizzano i punti chiave nel convegno “Una legge Agile per il Lavoro Agile”. Lo ha organizzato -con un panel di altissimo livello- il Comune di Milano, forte propulsore della nuova legge, che per il terzo anno consecutivo promuove la Giornata del Lavoro Agile, diventata ormai un evento nazionale. Un evento aperto a chiunque voglia sostenere questa nuova cultura del lavoro.

Non è cosa di tutti i giorni riempire una sala da 200 posti parlando di una legge e tenere viva l’attenzione della platea per 4 ore. E’ successo ieri a Milano in uno dei convegni che anticipano la prossima Giornata del Lavoro Agile che si svolgerà il prossimo 18 febbraio.
E’ l’assessora Chiara Bisconti, pasionaria del lavoro agile, al aprire l’incontro sottolineando l’importanza di questa legge tanto invocata che risolve alcuni aspetti che sembravano vincoli all’applicazione dello smart working, ma mettendo in guardia chi pensa che basti una legge “quando sono in campo cambi culturale e manageriali la strada è lunga e complessa”.

Parla della città che trae vantaggio dal lavoro agile e si “resetta” su queste modalità, l’assessora Cristina Tajani, e del territorio milanese capace di sperimentare e dare suggestioni. Cita alcune importanti iniziative attuate negli ultimi tre anni e delle molte opportunità, per esempio i circa 100 spazi coworking, 49 dei quali accreditati.

Il successo del convegno è un segnale -uno dei tanti segnali- del vivo interesse per lo Smart Working, per le modalità lavorative che “rompono i paradigmi classici dell’organizzazione aziendale basata sul controllo e strutturata sulla definizione rigida di tempo e spazio” come ha ricordato Andrea Orlandini vice presidente nazionale di AIDP.
E c’è bisogno di cambiare clima perché “dove c’è fiducia, la fiducia aumenta” come ha detto Antonella Marsala, dirigente e project mngr di Italia Lavoro- si possono risolvere problemi di assenteismo e anche quelli demografici “perchè una donna soddisfatta del proprio lavoro è più disposta ad avere figli”.
Come WOW! illustra da anni, il Lavoro Agile esiste e già si applica in numerose virtuose aziende, ma ci sono esigenze normative; serve dunque una legge “leggera” di supporto che definisca qualche paletto senza essere troppo ingessata per non correre il rischio di essere obsoleta prima ancora di essere applicata.
L’inserimento del disegno di legge nella legge di stabilità ha permesso di accelerare i tempi e si presume che entro il 31 gennaio 2016 possa essere approvata.
E’ una legge gradita all’impresa che ne vede un’opportunità e al lavoratore che colloca tra le esigenze primarie la conciliazione tra vita personale e vita lavorativa (work-life balance).

Spetta a Maurizio Del Conte, consulente giuridico di Palazzo Chigi, sintetizzare i punti salienti del disegno di legge –una legge prescrittiva, ancora in progress che permette di accedere a incentivi (aliquota 10% fino a 2000 euro/mese) “nata dal raccoglimento dei suggerimenti che sono venuti da un confronto tra le parti” e a Franco Toffoletto, presidente dello Studio Toffoletto De Luca Tamajo, approfondire alcuni degli aspetti cruciali.

I punti principali della legge sul “lavoro etero-organizzato”:
la legge punta sul lavoro subordinato, ma prende in considerazione anche il lavoro autonomo con la chiara indicazione di investire sul lavoro di lunga durata;
può essere applicata (anche al pubblico impiego) su base volontaria e con patti chiari, anche su contratti esistenti, a tempo determinato o indeterminato ed è revocabile pur senza recidere il contratto;
si prende in considerazione l’utilizzo di strumenti tecnologici senza entrare in ulteriori definizioni;
per non essere confuso col il telelavoro si specifica che il lavoro agile non deve essere svolto esclusivamente da casa, includendo quindi luoghi alternativi;
si sottolinea che deve essere svolto “parzialmente” in remoto, per evitare il rischio di isolamento e alienazione e nelle ora stabilite nel contratto “lavoro agile non significa schiavitù”;
disciplina le modalità del servizio e il potere di controllo;
obbliga il lavoratore agile a garantire la riservatezza dei dati aziendali.
I punti più importanti riguardano la definizione di sicurezza e prevenzione con obbligo specifico di informativa sui rischi specifici del lavoro agile.
Si prevede inoltre l’obbligo di trasmettere all’ente assicuratore la comunicazione del contratto di lavoro agile.
Si intuisce che la richiesta -ribadita durante il convegno da Antonio Trafficante, direttore di INAIL Lombardia– di definire esattamente l’orario del lavoro agile è ancora un nodo da risolvere perché in netta contraddizione con la filosofia di massima flessibilità e agilità dello Smart Working.
Poiché le coperture assicurative obbligatorie coprono esclusivamente i percorsi casa/ufficio/mensa, la tutela contro gli infortuni in itinere si baserà su “criteri di ragionevolezza” e si cerca un a soluzione per non gravare “l’impresa agile” dei costi di un’assicurazione integrativa.
Nella tavola rotonda conclusiva si è sentita la voce delle rappresentanze sindacali e si sono condivise le esperienze di aziende -come Nestlè HR Giacomo Piantoni)– che da anni hanno intrapreso con successo il percorso del lavoro agile e quelle -come Tenaris (HR Patrizia Bonometti)– che non lo hanno ancora applicato, ma sono responsabili che è necessario conciliare vita e lavoro per per rispondere a un bisogno generale e per non perdere i giovani di talento. Il modo migliore per iniziare è fare comunicazione, formazione e condividere le best practices… e aderire alla Giornata del Lavoro Agile!

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Testo di Renata Sias

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RE-Start: Real Estate + Smart Working (Milano 2/12).

Il 2 dicembre, presso la Torre Unicredit di Milano si svolgerà il convegno RE-Start Real Estate” organizzato da Business International. Una giornata di riflessione e confronto per identificare quali sono i trend che possono creare valore nel settore immobiliare. Uno dei temi centrali è lo Smart Working. WOW! è media partner dell’evento.

Il settore immobiliare comincia a registrare segnali di ripresa. E’ questo il momento più adatto per analizzare un contesto che si dimostra estremamente dinamico, per condividere le esperienze innovative per lo sviluppo di nuovo business e per focalizzare i driver capaci di generare valore.
Finanza, gestione, innovazione
sono i tre filoni tematici del convegno e saranno i big player del Real Estate ad illustrare questo scenario.
Aprirà i lavori l’introduzione di Paolo Crisafi, Direttore Generale, Assoimmobiliare.
“Banche, Immobili, NPLs, la questione dei crediti” è il titolo della sessione dedicata alla Finanza di cui sarà chairman Giuseppe G. Santorsola, Professore Ordinario diCorporate Finance e Corporate & Investment Banking, Università Parthenope a Napoli.
“Riqualificare: l’approccio industriale al patrimonio che fa la differenza” e “Nuovi progetti per la gestione sostenibile degli spazi, dell’ambiente e delle persone: il modello Smart Working” sono i due interventi della sessione Corporate RE Management moderati da Francesca Zirnstein, direttore di Federimmobiliare e presidente di Arel.
Dopo la pausa pranzo i lavori riprenderanno con l’incontro “Innovazione e tecnologia, quale impatto sulla filiera immobiliare? Come cambiano i modelli di sviluppo, le strategie di investimento, la rete dei servizi e il sistema delle relazioni nel pubblico e nel privato” moderato da Paola Dezza, giornalista de Il Sole 24 Ore e si concluderanno con le conclusioni di Massimo Caputi, Vice Presidente, Assoimmobiliare.
La partecipazione all’evento è gratuita su invito per gli operatori del mercato Real Estate e del Corporate Real Estate.
Per le società vendor e di consulenza, la partecipazione è a pagamento.
Titolo:
RE-Start Real Estate
Dove: Milano, UniCredit Tower Hall, Via Fratelli Castiglioni (Angolo Viale Don Luigi Sturzo)
Quando: 2 dicembre 2015 ( dalle 8,45 alle 16,30)
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Osservatorio Smart Working: programma (20 ottobre).

Nell’ultimo anno l’interesse e i progetti di Smart Working nelle organizzazioni sono cresciuti sensibilmente. Il convegno Osservatorio Smart Working, giunto alla 4a edizione e intitolato “Smart Working: scopriamo le carte!” si propone di fare il punto sulla situazione italiana e sulle prospettive di crescita attraverso la presentazione dei risultati della ricerca, condotta con i principali decisori aziendali su questo tema (Sistemi Informativi, Risorse Umane e Facility Manager). WOW! Webmagazine è media partner.

L’incontro offrirà anche l’approfondimento dei casi di successo, attraverso le testimonianze dei protagonisti, e il confronto con i principali player che supportano le aziende nel passaggio a questo nuovo approccio.
Dopo i risultati della ricerca 2015, si parlerà della Rilevanza strategica dello Smart Working per le aziende e per la Pubblica Amministrazione, delle tecnologie a supporto dello Smart Working, di sicurezza nello Smart Office.
La partecipazione al Convegno è gratuita.
Gli abbonati al sito Osservatori.net potranno seguire il Convegno in diretta Web.
Per maggiori informazioni sul Convegno, contattare l’Ing. Alessandra Gangai (alessandra.gangai@polimi.it)
Titolo: Smart Working: scopriamo le carte!
Dove: Sala conferenze, Centro Servizi Banca Popolare di Milano, via Massaua 6, Milano
Quando: martedì 20 ottobre, ore 9.

Programma:
9,00 Registrazione e welcome coffee nell’area espositiva .
9,30 Apertura dei lavori
Umberto Bertelè, School of Management del Politecnico di Milano
David Galli, Head of Corporate Real Estate & Facility Management, Banca Popolare di Milano
Salvatore Poloni, Chief Organizational & Human Resources Officer, Banca Popolare di Milano
9,45 I risultati della Ricerca 2015
Mariano Corso, Responsabile Scientifico Osservatorio Smart Working
Fiorella Crespi, Direttore Osservatorio Smart Working
10,30 La rilevanza strategica dello Smart Working per le aziende e per la Pubblica Amministrazione
Modera: Umberto Bertelè, School of Management del Politecnico di Milano
Intervengono:
Melissa Peretti, Country Manager, American Express – Italia
Isabella Lanzone, Assessore al Personale, Comune di Genova
11,30 Il percorso verso lo Smart Working e le leve tecnologiche a supporto
Modera: Mariano Corso, Responsabile Scientifico Osservatorio Smart Working
Intervengono:
Andrea Carboni, Head of Country & Sales Director Italy, Arkadin
Ernst Holzapfel, Head of marketing, Gruppo Sedus Stoll AG
Benjamin Jolivet, Country Manager Italia, Southern & Eastern Europe, Citrix
Stefano Mattevi, Business Marketing,Responsabile Segment Marketing Direct Channel Telecom Italia Filippo Muzi Falconi, Amministratore Delegato, Methodos
Vincenzo Pagliaro, Managing Director, CSC Italy
Philip Vanhoutte, Senior VP & MD, Europe and Africa, Plantronics
Luca Zerminiani, Sr Systems Engineering Manager, VMware
13,15 Light Lunch nell’area espositiva
14,45 Smart Working: riflessioni sulla gestione del rapporto assicurativo e sui temi
della sicurezza dei luoghi di lavoro
Antonio Traficante, Direttore Regionale INAIL Lombardia
14,45 Presentazione dei progetti finalisti e consegna dello Smart Working Award
Interventi dei referenti dei progetti finalisti

Modera: Emanuele Madini, Senior Advisor Osservatorio Smart Working
16,00 Chiusura lavori
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AIDDA: Musa, Manager… ma sempre Donna. (Roma 12 ottobre).

Il valore e la forza delle donne nel lavoro e nella vita: questo il tema centrale della terza edizione del convegno organizzato dall’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda (AIDDA). “Musa, Manager… ma sempre Donna. Il coraggio al femminile” che si svolge lunedì 12 ottobre a Roma nella sede italiana del Parlamento Europeo. “Al femminile” anche la sponsorizzazione dell’evento a cura della società Livingoffice di Mirella Raccuja.

“Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai dovuto dimostrare nulla se non la loro intelligenza” non c’è migliore presentazione che l’aforisma di Rita Levi Montalcini per presentare la filosofia di AIDDA, che da oltre 50 anni è il punto di riferimento per le donne con ruoli di responsabilità.
Prima associazione italiana nata con lo specifico obiettivo di valorizzare e sostenere l’imprenditoria al femminile, il ruolo delle donne manager e delle professioniste, AIDDA, propone la terza edizione di questo appuntamento che offrirà testimonianze dirette di coraggio “rosa”.
Dopo il saluto di benvenuto della presidentessa della delegazione Lazio dell’associazione, Matilde Bocca, la giornalista Rai, Isabella di Chio modererà uno speciale talk show con dieci ospiti d’eccezione: l’attrice Franca Valeri, l’atleta paraolimpica Giusy Versace, la Direttrice generale di Famindustria Enrica Giorgetti, la Presidentessa dell’Associazione Donne Imprenditrici C.N.F.C.E. di Tunisi Rahouda Ben Saber, Giulia Bongiorno Socia Fondatrice della Fondazione Doppia Difesa Onlus, Maria Cannata Direttore del Debito Pubblico Dipartimento del Tesoro MEF, Stefania Costanza Consigliere del Ministero degli Affari Esteri, Caterina Ermio Presidente dell’Associazione Donne Medico, Carmen Lasorella famosa giornalista Rai e Daria de Pretis Giudice Costituzionale. A conclusione della giornata l’intervento di Pina Foti, socia di Aidda e promotrice dell’iniziativa.
Titolo: “Musa, Manager… ma sempre Donna. Il coraggio al femminile”.
Dove: Sede Italiana del Parlamento Europeo, Via IV Novembre, 149 Roma.
Quando: lunedì 12 ottobre , ore 14,30.

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Smart Working: scopriamo le carte! (Milano 20 ottobre).

Grande attesa per l’edizione 2015 del Convegno dell’Osservatorio Smart Working, da anni promotore di nuovi ways of working che mettono in discussione i tradizionali vincoli legati a luogo e orario di lavoro ma si basano invece su autonomia, flessibilità, fiducia e responsabilizzazione. Si svolgerà il prossimo 20 ottobre a Milano.

L’Osservatorio Smart Working, giunto alla sua quarta edizione, si propone come il punto di riferimento per lo sviluppo della cultura dell’innovazione dei modelli di lavoro in ottica Smart Working e per la definizione di metodologie, caratterizzate da un approccio multidisciplinare, a supporto dei Decision Maker (Responsabili dei Sistemi Informativi/CIO, Responsabili delle Risorse Umane/HR, Facility Manager) di organizzazioni pubbliche e private.
Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2015, intitolato Smart Working: scopriamo le carte!, costituirà l’occasione per rispondere criticamente alle più frequenti domande:
Qual è il livello di diffusione dello SW in Italia?
Quali sono gli impatti dello SW su organizzazioni, persone e città?
Quali sono le tecnologie abilitanti chiave per lo SW?
Quali sono le caratteristiche e le tecnologie più rilevanti di uno Smart Office?
Come si approccia un progetto di SW?
Al termine del convegno si svolgeranno una tavola rotonda, cui parteciperanno i rappresentanti dei Partner della Ricerca, e la consueta cerimonia di premiazione degli Smart Working Awards con testimonianze dei protagonisti.
A conclusione dei lavori verrà distribuito ai partecipanti il Report di Ricerca 2015.
Gli abbonati al sito Osservatori.net potranno seguire il Convegno in diretta Web.
L’edizione 2015 dell’Osservatorio Smart Working è stata realizzata con il supporto di Arkadin, Citrix, CSC, Methodos, Plantronics, Sedus, Telecom Italia | TIM, VMware; R1. Con il patrocinio di Manageritalia, WOW! Webmagazine e con il supporto di Banca Popolare di Milano.
Per maggiori informazioni sul Convegno, contattare l’Ing. Alessandra Gangai (alessandra.gangai@polimi.it)
Titolo: Smart Working: scopriamo le carte!
Dove: Sala conferenze, Centro Servizi Banca Popolare di Milano, via Massaua 6, Milano
Quando: martedì 20 ottobre, ore 9.
Illustrazione tratta da www.pmi.itSmart-working

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Office Design: spazi “terzi”, oltre la postazione di lavoro tradizionale.

Lo scenario contemporaneo degli spazi ufficio, vede sempre più aumentare l’importanza di quelli che vengono definiti spazi “altri”, “in-between” rispetto alle postazioni di lavoro tradizionali. Aree che attengono alla dimensione dell’accoglienza, a quella sociale, relazionale, ludica, di intrattenimento e, in generale, di servizio alla persona e alle sue esigenze globali durante il suo permanere, per tempi brevi o prolungati, all’interno di un ufficio sempre più organizzato per activity setting. Oppure che definiscono piccoli territori di privacy.

L’attenzione verso questi spazi “terzi” è sottolineata dai più interessanti casi di uffici contemporanei e va rafforzandosi. Nei giorni scorsi Sedus ha dedicato una giornata di workshop a questo tema (ne parleremo nel prossimo numero di WOW!).
La loro qualità, ovviamente complementare a quella delle postazioni di lavoro, appare sempre più strategica per l’identità corporate, ma anche per una migliore “qualità esperenziale” relativa allo stile di vita -e non solo di lavoro- in ufficio sia per i dipendenti che per gli ospiti temporanei.
Tutto ciò concorre positivamente alla fidelizzazione delle persone nei confronti del proprio luogo di lavoro e della propria azienda.
Anche al Salone Ufficio erano presenti diversi esempi di arredi non tradizionali, concepiti per aree-in between e che integravano non solo diverse nuove funzioni per rispondere alle nuove modalità lavorative, ma anche la variabile tempo.
Un passo oltre la polifunzionalità, piuttosto una sensibilità verso un dinamismo che nel workplace diventa una costante imprescindibile e che in molti casi genera tipologie di arredi ibridi.
Una sensibilità che rende inadeguata anche la staticità tipica della scrivania che nelle più evolute versioni diventa regolabile in altezza e personalizzabile.
Interessanti riflessioni progettuali su tema degli “In-between spaces” sono emerse anche nel corso del convegno “Office Design: oltre le postazioni di lavoro” che si è svolto il 16 aprile presso l’Agorà de La Passeggiata (a cura della Scuola del Design- Dipartimento di Design e  Consorzio Polidesign del Politecnico di Milano). All’incontro coordinato e moderato da Francesco Scullica, professore associato presso la  Scuola del Design del Politecnico di Milano sono intervenuti:
Giorgio Dal Fabbro, co-direttore corso Office Design- Polidesign, Michele Dell’Orto, sales engineer  Linak Italia, Jacopo Della Fontana,  Progettista titolare D2U, Silvia Piardi, direttore del dipartimento di Design del Politecnico di Milano, Marco Predari, architetto, presidente  Assufficio, Renata Sias, progettista e direttore WOW!Webmagazine, Silvia Tieghi, progettista D2U (design to users), Milano.

Didascalie
1,Steelcase Brody WorkLounge. Fornisce un elevato comfort, è dotato di tecnologia brevettata  LiveLumbar per una postura lounge ergonomica. La superficie di lavoro regolabile mantiene il PC al livello degli occhi, riducendo sforzo del collo e delle spalle.
2, Prooff #008 StandTable design Ben van Berkel, UNStudio. Un tavolo dinamico che aiuta le persone a connettersi.
3, Zanotta, Shoji, design LucidiPevere. Paravento rivestito in tessuto con mensola consolle.
4, Mascagni, Trés. Sistema di pannelli in legno curvato e forato per aumentarne la fonoassorbenza.

5, True Design, Pincettes, design Luciano Dell’Orefice. Una collezione di pannelli divisori che garantiscono privacy senza rinchiudere troppo l’utilizzatore.
6, Quinze & Milan, Skew, design Kazumi Okamoto. Seduta modulare, flessibile, versatile, amputabile all’infinito.
7, Materia (Kinnarps Group),Couture,design Marie Oscarsson. Arredi flessibili, con dettagli tessili. La superficie di base può essere equipaggiata con vari elementi per creare divani, tavoli e divisori.
8, Ares Line, Privée, design Progetto CMR. Sistema di architettura per interni, modulare e multifunzionale, che permette di creare oasi di privacy in spazi pubblici,
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Every Color is Green… a Roma.

Oltre 350 gli architetti presenti al convegno “Every Color is Green” organizzato da Akzo Nobel in collaborazione con Ordine degli Architetti di Roma, svoltosi presso la suggestiva location della “Casa dell’Architettura” di Roma. Il secondo incontro di grande successo dedicato al ruolo del Colore nell’Architettura dopo quello tenutosi nel 2012 presso l’Ordine degli Architetti di Milano.

Ha aperto il convegno Arturo Livio Sacchi, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, sottolineando l’importanza del Colore in Architettura nell’ambito del nuovo obbligo dell’aggiornamento professionale. Il convegno dava infatti diritto all’accredito di 4 crediti formativi.
Seguito da Daniela Proietti, Consigliere dell’Ordine, che ha enfatizzato il valore comunicativo e simbolico del colore nell’architettura contemporanea citando noti esempi tra i quali il Kilometro Rosso di Jean Nouvel (che, non a caso, ha utilizzato prodotti Akzo Nobel) e insistendo sulla necessità di un iter progettuale che richiede uno studio ed una analisi approfondita indispensabili per una scelta finale del colore consapevole ed appropriata.
Renata Sias, direttore di WOW! e moderatrice dell’incontro, ha ricordato come il Colore sia un elemento effimero ma allo stesso tempo “fondamentale” dell’architettura, citando la conversazione pubblica con Ton Büchner, presidente e CEO, Akzo Nobel e Rem Koolhaas, curatore della 14a Biennale di Architettura di Venezia, che ha inaugurato “Fundamentals”.
Simone Zaccaria
, Business Manager Interpon, annunciando con orgoglio l’inaugurazione a Cernobbio del Powder Technology Center, centro di ricerca europeo del Gruppo, ha sottolineato l’importanza della formazione e della ricerca costante nella filosofia di Akzo Nobel, indispensabili per offrire soluzioni tecnologiche innovative e sostenibili che possano rispondere alle necessità dell’architettura e dell’interior design.
Michelangelo Pajno, Business Manager Sikkens, ha toccato il tema della Sostenibilià, alla base della mission Akzo Nobel (azienda al primo posto, per il quarto anno consecutivo, nel Dow Jones Sustainability Index) e presentato il Manifesto di Akzo Nobel – lanciato in occasione dell’incontro alla Biennale di Venezia- con riferimenti ai futuri concetti di Sostenibilità e di Human Cities.

Tre grandi professionisti italiani del progetto cromatico e percettivo hanno poi proposto le proprie visioni ed esperienze: tre approcci assai diversi e complementari tra loro.
Lia  Luzzatto
, docente, saggista, e consulente cromatica, con un titolo che richiama alla mente il paradosso di Nelson Goodman, ha proposto un breve excursus sul significato dei termini utilizzati per indicare il verde e il blu nelle culture storiche; immagini e archetipi di un simbolismo fortemente legato alla natura, oggi bandiera di una coscienza eco sostenibile e di uno stile di vita. Verde e blu si ripresentano quindi come nuovo modo di pensare e di produrre creando un’unica categoria concettuale: il blerde.
Aldo Bottoli, perception designer, ha spiegato che ogni colore è “verde” quando è messo nella condizione di riproporre la ricchezza informativa presente in natura, con riferimento alle condizioni percettive che, per sintesi, chiamiamo istintuali. Alla luce di queste prestazioni complesse, appare chiaro come sia utile, almeno per il progetto colore di spazi comuni, affrontare il tema di una estetica biologica, quindi inter-soggettiva, capace di superare, quei significati generati dal vissuto personale e dal contesto socio/culturale del percettore.
Federico Lardera, architetto, ha raccontato il progetto della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma (Gnam) selezionata nell’ADI Index per il Compasso d’Oro 2012. In occasione del centenario del Museo con l’integrale riallestimento della Collezione dei secoli XIX e XX, è stato infatti affrontato il problema del colore della parete di fondo nell’esposizione delle opere pittoriche e scultoree che, da mero schermo architettonico, diviene complessa struttura sintattica in cui le opere dialogano per risonanza cromatica e percettiva.

Gli aspetti “tecnici” dei prodotti vernicianti sono stati affrontati da due esperti del gruppo Akzo Nobel.
Tullio Rossini
chimico Industriale e R&D manager europeo in Akzo Nobel per i prodotti vernicianti in polvere destinati ai settori industriali, ha esplorato i caratteri più tecnici del colore, una delle proprietà fondamentali e di più immediata percezione di ogni sistema verniciante. Illustrando come la tecnologia delle vernici in polvere permetta oggi di sviluppare un’amplissima gamma di tinte, di effetti e di finiture, entro le quali il “gioco” del colore può assumere anche caratteristiche di ecologia, economia e sostenibilità difficilmente ottenibili mediante altri tipi di processo.
Mario Contini, Coordinatore Team PSC Centro-Sud Italia Akzo Nobel Coatings, coerente con la visione di Green Economy, ha dimostrato in modo pragmatico come la sostenibilita’ degli edifici possa migliorare anche attraverso l’uso di materiali speciali e tecnologie mirate. Per esempio l’innovativo sistema a cappotto termico, associato al sistema di finitura Sikkens Renovatherm Energy, sviluppato in collaborazione con Eni Versalis che contribuisce al risparmio energetico;  oppure le pitture per esterni Alpha Aeroxane con proprietà fotocatalitiche attive nella riduzione delle sostanze inquinanti presenti nell’aria, fino alle idro-pitture per interno ad alta riflettanza Alpha LumiMax Mat SF, che garantiscono l’illuminamento ideale e la riduzione del consumo di energia elettrica.

Le conclusioni si articolano sul piano del rispetto per il nostro patrimonio storico e della cultura della sostenibilità grazie agli interventi delle due responsabili dell’Ordine degli Architetti di Roma.
Virginia Rossini,
responsabile del dipartimento “Beni Culturali” dell’Ordine di Roma, ha proposto alcune riflessioni legate agli interventi sugli immobili di valore storico, sottolineando la recente apertura da parte della Sovrintendenza sulla possibilità di applicazioni di nuove tecnologie e nuovi materiali anche nell’ambito di immobili vincolati, fatta salva l’attenzione alla scelta dei materiali utilizzati per i restauri e l’indispensabile sperimentazione per evitare il rischio di danni irreversibili.
Patrizia Colletta, responsabile del dipartimento “Sostenibilità” dell’Ordine di Roma, ha ricondotto l’attenzione al focus del convegno, ovvero al valore portante della sostenibilità ambientale, cuore della mission di AkzoNobel e del progetto architettonico di qualità, un elemento che può anche aggiungere valore al ruolo del progetto del progettista, purché non sia semplice Green Washing, per citare Lia Luzzatto, ma Sostenibilità come essenza del progettare di ogni architetto, figura leader nella filiera del costruire.
Chiude l’incontro Renata Sias con una considerazione che si ricollega alla conversazione tra Ton Büchner, e Rem Koolhaas, alla Biennale di Architettura di Venezia, dove si sosteneva che il colore che ha caratterizzato l’architettura moderna è il “béton brut”.
Una tendenza che è fortunatamente cambiata dato che il cemento armato ha vista ha indubbiamente impoverito le nostre città e periferie.
Ma se di colore si deve parlare e se deve essere introdotto nell architettura come elemento fondamentale, allora è necessario che sia affrontato nella sua complessità, proprio come come ha  fatto Akzo Nobel con questo convegno.