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Best of NeoCon: Snowsound di Caimi fa il bis.

A Chicago, in uno scenario generale che mette in evidenza il valore del design italiano, la tecnologia Snowsound di Caimi Brevetti ha meritato ben due nuovi riconoscimenti in occasione della 49esima edizione di Neocon: due Best of Neocon Silver Award, uno per il sistema fonoassorbente Diesis nella categoria Acoustic Panels & Solutions; l’altro per il sistema di calcolo nella categoria “Software/Application for Specifications”.

La quantità di premi ricevuti dai prodotti e dalla tecnologia Snowsound ci ha “abituati” ai riconoscimenti internazionali nell’ambito del design, ma quello assegnato al sistema di calcolo è un award davvero fuori dal comune e di grande valore, soprattutto in USA dove lo sviluppo di software ha raggiunto un altissimo livello.

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Il Best of Neocon nella categoria “Software/Application for Specifications” ha infatti premiato il software di calcolo Snowsound sviluppato per stimare in breve tempo la quantità di materiale necessario per rendere gli ambienti acusticamente confortevoli.

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Diesis, progettato da Alessandro e Francesco Mendini, premiato nella categoria Acoustic Panels & Solutions, è un sistema di elementi fonoassorbenti realizzato con strutture portanti in acciaio e drappi realizzati con tecnologia Snowsound Fiber, composta da morbide fibre di poliestere, interconnesse e intrinsecamente ignifughe. E’ disponibile nella versione a soffitto oppure free-standing.
L’interazione fra le speciali fibre acustiche e la particolare conformazione degli oggetti permette di ridurre il fastidioso riverbero acustico negli ambienti, migliorando il comfort acustico e la qualità di vita.
Le tecnologie e i prodotti Snowsound sono coperti da diversi brevetti e frutto di una intensa ricerca in progress, anche grazie alla collaborazione con Università ed Istituti di ricerca.

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Le eccellenze del design nell’ADI Design Index 2015.

E’ stato pubblicato ADI Design Index 2015, la rassegna del migliore design italiano dell’ultimo anno selezionata per concorrere al prossimo premio Compasso d’Oro ADI. Una selezione severa: solo 150 prodotti -materiali e immateriali- sono stati preselezionati su 758 presentati .I 23 progetti di studenti della Targa Giovani completano questo interessante libro, arricchito da saggi di esperti e belle illustrazioni.

La selezione ADI Design Index è curata da un apposito gruppo di lavoro, l’Osservatorio permanente del Design: oltre cento esperti (anche esterni all’ADI) che per tutto l’arco dell’anno, regione per regione, scelgono i migliori prodotti di design di ogni anno da proporre per la pubblicazione e per la mostra che, anche quest’anno, è stata organizzata a Milano e Roma.
Novità di quest’anno è la presenza dell’ area tematica Food Design, a consacrazione, nell’anno dell’EXPO, di un tema progettuale a cui il design si è dedicato con attenzione crescente negli ultimi anni.
Osserva Roberto Verganti “L’area tematica Abitare continua a svolgere la parte del leone, con il 53% delle candidature, e un andamento sostanzialmente stabile rispetto al passato. Stabilità che si conferma allargando lo sguardo all’intera area dei prodotti “hard” (Abitare, Mobilità, Persona, lavoro, ecc.), che rappresentano dal 2013 circa il 75% delle candidature. Il che, allo stesso tempo, significa che il design più “soft” (Ricerche, Editoria, Comunicazione, Servizi), non cresce (anzi, vi è un leggero calo, marcato soprattutto nel design per il Sociale).”
“Il Design per il sociale, pur in flessione rispetto allo scorso Index, riflette, all’interno di processi di innovazione sociale e di Corporate Social Responsibility, la maturità di un consumatore evoluto che spinge inevitabilmente il design a una riconciliazione con le premesse di fondo della disciplina: essere sempre dalla parte della persona, nella sua compiutezza fisica, psicologica, sociale e etica. Al Sociale, inevitabilmente, si lega la dimensione della Sostenibilità ambientale che, per la prima volta in questo Index, segnala quei prodotti e servizi che pongono, quale base di un’azione progettuale, produttiva e commerciale, la tematica ambientale (e, appunto, sociale) tra le premesse di fondo.” precisano i curatori Antonio Macchi Cassia, Carlo Martino, César Mendoza, Alceo Serafini e Francesco Zurlo.
La sostenibilità resta un valore portante all’interno di ADI Index e , come scrivono Roberto Marcatti e Giuliana Zoppis, “ Al designer, dunque, non si chiede più di sognare una nuova realtà e quindi disegnarla… In tale situazione, quale ruolo possono ricoprire il designer e il design all’interno del sistema di produzione degli oggetti di consumo invenduti che affollano gli scaffali delle aziende, dei negozi e dei centri commerciali?”
“Il design italiano si è sempre distinto per aver saputo centralizzare l’uomo nei suoi progetti. … Con la globalizzazione dei mercati ci si è trovati a operare tutti in unico mercato che coincide con il pianeta… Questa circostanza impone una responsabilità allargata e una capacità narrativa trasversale straordinaria, capace di rendere comprensibile ad ogni latitudine il messaggio sotteso dei prodotti e servizi del design italiano. Il design italiano quindi quale esperanto planetario dei prodotti, ma anche esperanto dei valori del made in Italy.” scrive Luciano Galimberti nel saggio introduttivo, e continua “Il design italiano capace di prefigurare soluzioni innovative, tecnicamente evolute e responsabili, ma soprattutto comprensibili e capaci di “dare una prospettiva”.
Non manca qualche osservazione critica da parte dei curatori “Il sistema design italiano, che attraverso ADI Design Index si esprime con cadenza annuale, è ancora in una condizione di prevalente autoreferenzialità…L’obiettivo che l’Index si deve porre è quello di catalizzare l’interesse di altri stakeholder potenzialmente interessati al design quale leva strategica per l’innovazione sistemica, sociale e di prodotto”.
Titolo libro: ADI Design Index 2015.
Autori: vari
Editore: ADI ,Associazione per il Disegno Industriale.
Prezzo: 30 euro
Caratteristiche: testi in italiano e inglese. 384 pagine con immagini a colori.
Nelle foto, la copertina di ADI Design Index 2015 e alcuni tra i prodotti selezionati.

Add. Sistema di sedute. / Seating system. Designer: Francesco Rota. Lapalma.
Hub. Tavolo da ufficio. Designer: Matteo Ragni. Fantoni.
Vela. Sedute. Designer: Lievore Altherr Molina. Tecno.
Zinta. Sedute. Designer: Lievore Altherr Molina. Arper.
Fluida. Lampada da tavolo. Designer: Studio Natural. Martinelli Luce.
Idrobox. Cover elettrotecnica. Design office BTicino. BTicino.
Spike. Sistema per mensole. Designer: Konstantin Grcic. Magis.
Tivedo. Lampada da lavoro. Designer: Sebastian Bergne. Luceplan
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2 Km di Futuro. Rigenerazione urbana. Designer: Enrico Loccioni. Gruppo Loccioni.
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ADI: a Lima il linguaggio universale del design italiano.

Fino all’11 Ottobre al Museo de Arte Contemporáneo di Lima, la mostra “Il linguaggio universale del design italiano” del Compasso d’Oro ADI presenta i prodotti premiati alla XXIII edizione e una selezione di sessant’anni di storia del premio dal 1954.

Il linguaggio del design italiano, promosso dal ministero italiano degli Affari Esteri e da ICE in collaborazione con ADI, fa parte delle manifestazioni dell’Anno dell’Italia in America Latina, un fitto ciclo di manifestazioni che porta in numerosi paesi del subcontinente americano i migliori esempi della produzione e della cultura italiane, in cui il design svolge un ruolo di primo piano.
L’esposizione, inaugurata lo scorso 18 Agosto, con il coordinamento di Giovanna Talocci, il progetto d’allestimento di Luisa Bocchietto e il coordinamento grafico di Andrea Rovatti, vuole mettere in luce come il linguaggio del design, e in particolare quello italiano, sia universalmente comprensibile e apprezzabile, e con la sua qualità possa contribuire al rafforzamento dei rapporti internazionali nel campo della cultura come in quello della produzione.
Nel corso della manifestazione sono previsti incontri con designer, ricercatori, studenti, produttori: a Lima partecipano a questi appuntamenti Luisa Bocchietto e i designer Alex Terzariol (Comitato esecutivo ADI), Enzo Calabrese (vincitore nel 2014 del Compasso d’Oro con la lampada Sampei, per Davide Groppi) e Luca Casarini (Centro Stile Ferrari di Maranello).
L’evento continuerà dal 19 Novembre all’8 Dicembre in Colombia, presso l’Universidad de Los Andes di Bogotà.
Testo di Gabriele Masi.

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Ways of Designing e innovazione: Peter Solomon.

Ho conosciuto Peter Solomon molti anni fa, dopo che aveva ottenuto il master alla Domus Academy; lavoravamo nello studio milanese di Isao Hosoe, un grande Maestro che ci ha insegnato la ricerca costante dell’innovazione. Un insegnamento sul quale Peter ha voluto basare tutta la sua attività di industrial designer quando ha iniziato a lavorare da solo e, nel 2011, tornato negli Stati Uniti ha fondato in Florida Peter Solomon Design.

Nel suo profilo LinkedIn Peter Solomon si presenta come “Design Director and Innovation Guru” e suo “way of designing” è ben sintetizzato nella mission del suo studio “Progettazione di innovativi prodotti che suscitano passione, basati sulla profonda comprensione della mente umana”.
L’esperienza multiculturale e interdisciplinare è un elemento chiave  di questo studio che unisce la personalità e l’eleganza del design italiano e il solido know-how tecnologico americano.
Quale è la tua definizione di innovazione?
Innovazione significa creare qualcosa di nuovo. Ma ho posto ulteriori condizioni per rendere questa definizione significativa o degna; deve saper anticipare il benessere, il comportamento o l’interazione dell’utente con l’innovazione.
In che modo il tuo studio applica concetti innovativi per aziende diverse? C’è un metodo unico o si modifica secondo il settore?
Per Peter Solomon Design tutto inizia da una ricerca approfondita. Studiamo gli utilizzatori, le loro interazioni con i prodotti che stiamo progettando, i loro stili di vita, i loro modelli, i loro bisogni. Cerchiamo ciò che è sbagliato, ciò che non funziona al meglio, le soluzioni, i disagi accettati, quello che manca. Tutto questo diventa opportunità di design, se siamo in grado di risolvere uno qualsiasi di questi problemi,  potremo creare un concetto innovativo in grado di migliorare la vita degli utenti. Ogni concetto diventa il fattore determinante di un nuovo design.
Ciascuno dei nostri clienti opera in un settore diverso, in un mercato diverso e ha una cultura diversa, quindi ognuno ha esigenze particolari, ma al centro di tutti i progetti è sempre la ricerca etnografica con l’obbiettivo di innovare per l’utente.
Nel settore workplace e office furniture quali sono gli scenari innovativi che immagini?
Ci sono così tanti scenari innovativi che lasciano intuire verso dove si muove l’ufficio, soprattutto considerando gli incredibili progressi della tecnologia combinata con la globalizzazione. Possiamo già vedere gli incontri e la collaborazione fisica sostituiti da teleconferenze. Con la possibilità di lavorare da qualsiasi luogo, risparmiando tempo e denaro per non dover andare fisicamente a lavorare o visitare un cliente, le possibilità workplace futuro sono meravigliose e spaventose allo stesso tempo. Abbiamo bisogno di sottolineare la necessità di incontro e di scambio, anche la discussione impreviste e informale presso la macchina del caffè è un productive asset che deve essere rivalutato. I progettisti dovranno bilanciare il digitale e virtuale, con i benefici di esperienze fisiche e reali.
Che cosa è l’innovazione in un’era dove tutto si rinnova ad altissima velocità, non solo le tecnologie e gli oggetti, ma anche gli stili di vita e di lavoro?     
L’innovazione deve essere continua per definizione, altrimenti diventa ordinaria e poi antiquato. In un mondo in cui le tecnologie e il loro impatto sui nostri comportamenti stanno cambiando così rapidamente, anche noi dobbiamo innovare più velocemente; in parte dobbiamo reagire alla nuove tecnologie e ai nuovi comportamenti, ma soprattutto dobbiamo prevederli per progettare migliori scenari di vita dovuti a tali previsioni.
Che cosa significa fare innovazione nel settore del design?
Scienziati, tecnici e ingegneri creano fantastiche innovazioni tecnologiche, sebbene molte siano dalla parte del progresso tecnologico e molte siano troppo astratte o senza un’applicazione chiara.
Il designer può davvero concentrarsi sulla necessità dell’utente durante e creare innovazioni significative per le persone. Siamo in grado di applicare la tecnologia a un problema per trovare una soluzione adeguata e nuova. Siamo in grado di creare prodotti che migliorino la vita delle persone, che creino un legame emotivo con chi li usa. Un progettista può utilizzare l’innovazione per rendere diverso un prodotto, per creare profitto per l’azienda ed elevare il marchio, ma anche per dare un significato ai prodotti, per renderli responsabili, capaci di fare qualcosa di più che inquinare o riempire gli scaffali dei negozi, solo per il desiderio di fare un prodotto in più.
Testo a cura di Renata Sias


Didascalie
1, Lampada Onda, prodotta da Luxit, design by Isao Hosoe e Peter Solomon.
2, Cuffie HeadFoams, prodotte da Marblue, design by Peter Solomon e Marble Design Department.
3, Chitarra The Handle, prodotta da XOX Audio Tools, design by Peter Solomon.
4, Sistema espositivo SEV, prodotto da Nova System, design by Peter Solomon e Alessio Pozzoli.


5, Penna Sleeq Stylus, prodotta da Marblue, design by Peter Solomon.
6, Carrozzella elettrica Elegant Electric Wheelchair, prodotta da Y&L, design by Peter Solomon.
7, Gratta-schiena And I’ll scratch Yours, prodotto da Wickled Lasers, design by Peter Solomon.
8, Lampada Laser Tulip Laser Light Bulb, prodotta da Wickled Lasers, design by Peter Solomon.
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Fragile: modernariato di design nello spazio firmato Mendini.

Via San Damiano 2 a Milano è la nuova “tappa obbligata” per design-aholic (appassionati, collezionisti e professionisti dell’interior design) dove trovare il meglio del design italiano del ‘900. Vernissage 12 dicembre alle 19.
Dopo l’affascinante spazio parigino (5b, Impasse Simon, 93400 Saint Ouen) aperto nel 2012, rafforzato dal crescente interesse dei mercati esteri verso il design italiano del XX secolo, Fragile propone il nuovo spazio milanese di 200 mq con il retail concept integrale di Alessandro e Francesco Mendini, caratterizzato da una personalità forte e ironica, in sintonia con lo spirito di Fragile e la sua collezione di arredi e oggetti di design. La nuova sede con styling project di Studio Pepe, esprime così una spiccata personalità: coraggiose forme, colori, materiali si armonizzano con la ricercata scelta di arredi proposta, creando un nuovo concetto di showroom, lontana dagli abituali spazi neutri e composti.
In occasione dell’apertura, inaugura anche il nuovo sito internet www.fragilemilano.com  e saranno in mostra, tra gli altri, alcuni rari pezzi da collezione di Max Ingrand, Gio Ponti, Franco Albini, BBPR e Gino Sarfatti.