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Star: rivoluzione smart di un’azienda tradizionale.

Dalla scrivania fissa e personale all’open space, da uno spazio fortemente gerarchizzato alle postazioni libere. Come portare un’azienda tradizionale e con un una lunga storia nell’era dello smart working? Durante la seconda jelly session dell’Isola WOW! Lavoro Agile, Matteo Melchiorri, HR Star e Antonella Grenci de Il Prisma hanno illustrato le caratteristiche dei nuovi uffici Star di Milano.

Star, la famosa azienda alimentare, ha da poco trasferito i suoi uffici presso il centro MAC7 di Milano. Gli interni, progettati dall’architetto Antonella Grenci de Il Prisma, propongono una concezione dell’ambiente di lavoro, all’insegna del “chance encounters”.
“Abbiamo optato per un open space uguale per tutti senza postazioni assegnate” spiega Matteo Melchiorri, direttore risorse umane Star “Abbiamo scelto uno spazio molto generoso, senza un obiettivo di ottimizzazione della superfice. Di per sé la postazione è tradizionale, ma non ci sono pannelli divisori e soprattutto sono stati ridotti al minimo gli spazi fisici per l’archiviazione dei documenti, perché abbiamo adottato un approccio paper-less.
Per accompagnare il processo di cambiamento verso questo nuovo modo di lavorare, abbiamo dotato ogni dipendente di un locker, armadietto 35x35x60cm per gli oggetti personali”.
L’elemento che contraddistingue il progetto è la forte impronta che lazienda ha voluto dare allo spazio, in primo luogo nell’uso del colore.
“Chiunque entri negli uffici non ha dubbi di trovarsi in Star per i colori inconfondibili del marchio”, spiega Antonella Grenci. “Una moquette verde, un grande prato, e le nuvole colorate dei pannelli acustici gialle, rosse e bianche: i colori di Star sono presenti ovunque”.
Altro forte elemento architettonico e cuore del progetto è lagorà.
“Gli uffici hanno una struttura ovale” continua Melchiorri “al centro c’è un’agorà che riproduce l’ambiente famigliare di una cucina, con un bancone, un frigorifero, vending machine, tavolini e divanetti. Unarea break flessibile e multifunzione che può essere utilizzata per rilassarsi o lavorare in autonomia o con altri in maniera informale.
Volevamo un luogo che favorisse lincontro e la condivisione tra i dipendenti. Abbiamo anche una cucina vera, professionale, uno spazio di lavoro dove organizziamo show cooking, eventi con la stampa, coi consumatori, con gli studenti universitari, etc”.
Qual è, però, il fattore più importante del passaggio allo smart working per un’azienda tradizionale come Star?
Melchiorri non ha dubbi: “È il change management, fatto di accompagnamento,verso il nuovo e di spiegazione del perché delle scelte.
Proprio con questa finalità abbiamo illustrato le varie fasi di realizzazione dei nuovi spazi attraverso un website dedicato ed abbiamo organizzato un focus group interno per ascoltare i dubbi e gli spunti delle nostre persone”.
Limportante è non dare per scontato nulla e rispondere a tutte le domande che arrivano”.
Il passaggio allo smart working, come tiene a sottolineare Melchiorri, non è comunque semplice e richiede una sua gradualità.
“Non possiamo definirci un’azienda agile, ma abbiamo scelto per il momento una maggior flessibilità in entrata (dalle 7.30 alle 9.30), nella gestione dell’orario durante la giornata e di conseguenza anche dell’orario di uscita, ma soprattutto abbiamo eliminato la timbratura, all’insegna del trust ed dell’accountability. Abbiamo deciso di non adottare in questa fase l’home working, per il futuro vedremo…”.
Testo di Gabriele Masi.

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Siemens: l’ufficio per il lavoro agile.

Introdotto nel 2011 in Italia, dapprima presso l’headquarter milanese con il coinvolgimento delle funzioni centrali, il progetto Siemens Office offre la possibilità di lavorare ovunque senza obblighi di orario. Un radicale cambiamento culturale per i circa 1.700 collaboratori di Siemens su tutto il territorio nazionale. Un concetto declinato su sei cardini: lavoro mobile e flessibile, nuovi layout degli uffici, lavoro per obiettivi, miglioramento del work life balance, postazioni di lavoro non assegnate e sostenibilità.

Alberto Cannistrà , membro del consiglio direttivo IFMA e responsabile real estate di Siemens ha spiegato il ruolo del FM nel processo di agilità” di unazienda e ha esposto il progetto smart working della multinazionale durante la conferenza di apertura dell’Isola WOW! Lavoro Agile alla Piscina Cozzi di Milano.
“Quello del Facility Manager è un ruolo chiave all’interno di un’azienda nel passaggio allo smart working; il FM è infatti la figura addetta al coordinamento e allintegrazione di spazi, servizi e persone di una organizzazione, cercando di trovare l’ambiente e la situazione più confortevole perché i colleghi possano esercitare le proprie funzioni nel modo migliore possibile”.
Nel caso di Siemens il Facility Manager ha collaborato strettamente con la direzione del personale perché questa filosofia fosse compresa dai dipendenti.
Abbiamo offerto a tutti i dipendenti la possibilità di accettare o meno la modalità smart working. A chi aderisce è fornito un cellulare, il pc,l80% del costo della connessione internet e tolto lobbligo di timbratura”.
Con la creazione di ambienti di lavoro confortevoli, che contribuiscono al benessere psico-fisico dei collaboratori, favorendone l’elasticità di tempo e di spazio, è possibile utilizzare la flessibilità della prestazione con ampi margini di autonomia personale, basando lorganizzazione delle attività per obiettivi.
“Il progetto ha modificato anche l’ufficio,- continua Cannistrà -.Non viene più assegnata, infatti, una postazione fissa, ma è il dipendente che si sposta nei diversi ambienti a secondo di quello che deve fare, in una serie di spazi con diverse funzioni. Ogni collaboratore sceglie, così, di volta in volta il posto che preferisce o che è più adatto all’attività da svolgere in quella determinata giornata lavorativa. Dopo aver completato le proprie attività, il posto diventa disponibile per un altro collega”.
“Lufficio diventa sempre di più un luogo di socializzazione. Il nostro lavoro singolo può essere svolto ovunque vogliamo, l’ufficio è perciò soprattutto un posto dove incontrare gli altri colleghi: così abbiamo creato nuove caffetterie e mense. La funzione principale è sempre più quella di un luogo di riferimento per il lavoro in team, e per tutti quei passaggi in cui è fondamentale la compresenza”.
Il lavoro agile, come dimostra il caso Siemens, presenta enormi vantaggi per i lavoratori, per l’azienda e anche per le città e l’ambiente: è gestita meglio la mobilità dei dipendenti per gli spostamenti casa-ufficio, il minor fabbisogno di spazi significa la riduzione importante di una voce che incide sui costi aziendali e insieme alla diminuzione degli spostamenti casa-ufficio contribuisce a contenere le emissioni di inquinamento.
Siemens Office è una sfida che abbiamo vinto -, conclude orgogliosamente Alberto Cannistrà -. “Ciò che a mio avviso è veramente importante è stato incontrare le persone, spiegare loro il progetto e lasciarle libere di decidere. Se qualcuno non accetta il lavoro agile va bene lo stesso, viene in ufficio tutti i giorni e questo tipo di scelta non ha effetti negativi da nessun punto di vista.
Testo di Gabriele Masi.

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