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Le coordinate per uno showroom fuori dagli schemi.

Cardex, dealer di alcuni tra i più importanti brand di arredo per ufficio e contract, ha inaugurato il suo vivace spazio espositivo a Milano.
Nord 45° 29’ 27”-Est 09° 11’ 17”: ci accolgono le coordinate stampate a caratteri cubitali sulla parete all’ingresso, affiancate alla macro-pianta che riproduce l’intero quartiere. Un ambiente dinamico, funzionale ai nuovi stili di lavoro, che racconta un passato recente e sa esprimere le nuove estetiche del workplace. 

Come diverse zone adiacenti il centro città, anche il quartiere Isola, un tempo popolare è diventato attrattivo e la sua riqualificazione ha visto un progressivo cambio di destinazione d’uso di ex edifici industriali.
Così l’anonimo capannone degli anni ’50 in via Civerchio 4, utilizzato per decenni come magazzino di tubolari in acciaio con la sua tettoia sul parcheggio per i camion, grazie all’intervento di Cardex oggi si trasforma in uno showroom dalle caratteristiche uniche.
Una location, accogliente, estremamente vitale, perfetta per accogliere architetti e clienti, specialmente durante la bella stagione quando il grazioso giardino può diventare una meeting room en plein air.
Oltre 200 mq disposti su due piani a pianta rettangolare con ampie vetrate affacciate sul giardino esterno che forniscono luce naturale all’interno.

Lo space planning evidenzia con dinamismo la divisione funzionale delle diverse aree mantenendo al piano terra le attività di socializzazione e di incontro: dalla sala riunione chiusa da pareti vetrate si prosegue verso una postazione condivisa per team work con contenitori archivio che fungono anche da sedute, passando dall’area lounge per meeting informali per concludersi nella vivace break area con biliardino e cucina, visibile fin dall’ingresso ma chiusa da una parete vetrata per non creare rumore fastidioso nel resto dell’ambiente.

Una scala indica il percorso verso il piano superiore dove è stata mantenuta la struttura del tetto a falda con travi a vista e dove, lungo la parete con finestre, sono disposte alcune configurazioni multipostazione in open space, delimitate da pannelli fonoassorbenti di colori vivaci e contenitori aperti e chiusi.
L’area terminale del piano superiore è separata mediante una parete vetrata e riservata alle attività che richiedono maggiore concentrazione.

Questo originale e vibrante spazio ha preso vita grazie all’idea di due architetti milanesi Pietro Carullo e Paolo Della Salda, uniti in una forte vocazione pragmatica e creativa, e al contributo degli architetti Silvia Gerli, Erica Cazzaniga e Giorgio Colombo.

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Aziende partners di Cardex: 
Arper, Arteco, B&B Italia, Buzzi space, Caimi BrevettiDieffebiHW-Style, Knoll, MDF, OLuce, Sitland, Thonet, Viccarbe.

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L’interior design si fa verde: 3° incontro LivingOffice (Roma, 13 Settembre).

Il prossimo incontro gratuito del workshop del ciclo “Tracciati di sostenibilità” organizzato da LivingOffice con il supporto tecnico-scientifico di Officine Green Building e patrocinato da Green Building Council Italia, Acquisti & Sostenibilità e Fondazione Ecosistemi si svolgerà a Roma il 13 settembre dalle ore 16,30 .

Dopo le tematiche inerenti i materiali e l’illuminazione, il focus del prossimo evento del ciclo “Tracciati di sostenibilità” coordinato dall’effervescente Mirella Raccuja di LivingOffice sarà l’interior design con particolare attenzione al tema degli arredi: dai materiali all’impatto ecologico dove l’intero ciclo di vita degli arredi è punto cruciale di una consapevolezza all’insegna della sostenibilità.
I lavori saranno aperti da Riccardo Hopps segretario del Chapter Lazio che porterà i saluti del Green Building Council Italia, seguito dall’arch. Laura Scrimieri, socia fondatrice e vice presidente di Officine Green Building e dal dr. Angelo Santi Spina, socio fondatore e Co-presidente di Acquisti & Sostenibilità, organizzazione no profit che da sempre si occupa di sostenibilità economica, etica, sociale e ambientale.
Tra i relatori sono previsti anche Mauro Pauer di International Acoustic, distributore di BuzziSpace ed Ettore Schioppa di Unifor.
Un’installazione luminosa sarà realizzata per l’occasione da IGuzzini e l’incontro si concluderà con aperitivo e dj set sul terrazzo di LivingOffice (via del Porto Fluviale, 9).
E’ necessario accreditarsi entro il 6 settembre.
Ilaria Tana, Comunicazione e Ufficio Stampa: i.tana@livingoffice.biz

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Centro Innovazione: Torre Intesa San Paolo, Torino.

Come il design migliora la vita e il business? Il progetto collaborativo di Lago del Centro per l’Innovazione di Intesa San Paolo al 31esimo piano della torre trasparente disegnata da Renzo Piano a Torino, rispecchia i valori di uno spazio flessibile orientato all’home feeling, capace di trasportare in un ambiente di lavoro le sensazioni positive che l’ambiente domestico è in grado di dare all’individuo. Daniele Lago ne ha parlato in occasione di una stimolante conversazione con Roberto Battaglia, responsabile Servizio Formazione  Intesa San Paolo, svoltasi al Padiglione di EXPO.

L’incontro “Come il design migliora la vita e il business?” si è aperto parlando di Empatia.
L’Empatia di Visioni che ha reso possibile rispondere al desiderio di Intesa San Paolo di creare uno spazio innovativo per la banca del futuro. Ma anche Empatia intesa comecapacità di far entrare in risonanza spazi, oggetti e persone.
Il progetto in progress, sviluppato a quattro mani per il Centro per l’Innovazione di Intesa San Paolo si basa infatti sul principio Lago Interior Life, che ha l’obiettivo di creare, attraverso il design, ambienti improntati all’home feeling e capaci di favorire il benessere individuale e collettivo, aiutando le connessioni sia informali, sia legate al business. Una strategia ben sintetizzata nel claim  “Welcome Home”  che così spiega Daniele Lago, Amministratore Delegato e Head of Design di Lago “Credo che la vera innovazione sia quella che rende la vita di tutti migliore indipendentemente dal settore in cui viene applicata; il design oggi deve essere inteso come uno strumento di trasformazione sociale. Viviamo sempre più fuori casa, trascorriamo molto più tempo negli uffici che nelle nostre abitazioni. Per questa ragione pensiamo che sia necessario sviluppare anche gli ambienti dedicati al business come fossero case accoglienti, così da favorire il benessere individuale e collettivo, creando terreno fertile per attivare scambi inediti”.

Al centro dell’open space, occupato dal Centro per l’Innovazione a Torino, “galleggia” un Lago Community Table lungo 13 metri adatto per postazioni di co-working o conferenze, contornato da arredi su ruote che permettono la riconfigurazione costante la sua disposizione in base alle esigenze di utilizzo. Il piano del grande tavolo attraversa due librerie speculari tra loro una disposta a terra e l’altra sospesa a soffitto, che dividono lo spazio in un’area Laboratorio, luogo privilegiato della materioteca che supporta nella costruzione di prototipi e plastici, e in un’area Eventi che, grazie a tappeti, poltroncine e divani componibili Air, ha anche la funzione di area break.
La libreria LagoLinea connette lo spazio di lavoro a una cucina, pensata per aumentare la percezione dell’home feeling, di convivialità, scambio e relax.
Una sensazione rafforzata dal grande wall integrato in una postazione living, che permette di condividere facilmente progetti e presentazioni digitali, e da una illuminazione domestica, che rispetta nelle postazioni operative tutti i canoni ergonomici delle postazioni ufficio.
Diversa, invece, l’area dedicata agli uffici direzionali che si sviluppa a partire da una pianta rettangolare con tre lati a grandi vetrate. Per questo spazio Lago ha creato uninterior leggero, in grado di enfatizzare il panorama sul quale si affaccia con un ring di divani, un luogo privilegiato per trovare un momento di distensione.
Ai due lati di questo spazio sono stati ricavati due uffici direzionali, mentre al centro un grande tavolo Air di 4 metri per 3 è interamente dedicato alle riunioni.
Tutto all’insegna della più assoluta trasparenza e leggerezza.
Testo di Gabriele Masi.

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Facility Management Day: Il futuro del FM, adesso (Milano 28 ottobre).

Torna l’appuntamento più atteso dal settore Building e Facility Management. La 16a edizione del Facility Management Day organizzato da IFMA Italia offrirà al settore italiano del Facility Management l’opportunità di analizzare l’attuale scenario le fornirà alle aziende le indicazioni per muoversi con successo nei prossimi anni.

FM Day è una manifestazione unica in Italia che nasce con l’obiettivo di creare una giornata di incontro e confronto dedicata alla domanda e offerta del settore FM e a chiunque sia interessato ad approfondire le tematiche della disciplina.
Cuore dell’evento è un’agenda di conferenze e tavole rotonde studiate per approfondire i temi di maggior interesse nel campo della gestione dei servizi e non solo.
In particolare, alle ore 16, è prevista una sessione interamente dedicata alla rivoluzione nella concezione del workplace con case study di successo raccontati da qualificati relatori (Paolo Ciceri – Direttore dei Sistemi Informativi, La Rinascente; Michele Dalmazzoni – Collaboration and Business Outcomes Country Leader, Cisco Systems; Marco Lo Giacco – Corporate Services Regional Service Coordinator & Project Owner RoE Region, Deutsche Bank; Giuliano Mosconi – Presidente e Amministratore Delegato, Tecno; Ilaria Santambrogio – Country Manager, Plantronics Italia)
L’evento è gratuito per i Soci di IFMA Italia e per chi si occupa di acquistare/gestire immobili e servizi, come ad esempio Facility Manager, Responsabili Servizi Generali, Direttori acquisti, Real Estate Manager, Building Manager, HR, CFO, ecc.
Programma.
Per aggiornamenti consultare la
pagina  IFMA dedicata.
09:45  –  10:45
Quando innovazione fa rima con persone – Bilanciare le differenze tra generazioni
11:00  –  11:45
Idee e Prospettive dell’Internet of Things del Facility Management
12:00  –  13:15
Etica vs pratica – Coniugare trasparenza, controllo e responsabilità nel rapporto cliente-fornitore
12:00  –  13:15
La sostenibile leggerezza del crescere – La sostenibilità come leva fondamentale di sviluppo
15:00  –  15:45
IL FM oltre l’azienda: alla scoperta del Territorio – Esperienze nuovi progetti e modelli gestionali
15:00  –  15:45
Tutto sotto controllo – Una nuova frontiera nella riduzione dei consumi
16:00  –  17:15
Grandi sfide, grandi lezioni – Apprendere dalla gestione di strutture e eventi di enorme complessità
16:00  –  17:15
La rivoluzione in ufficio – Come adattare il FM ai nuovi modelli di business
17:30  –  18:30
L’azienda che vorrei
18:30  –  19:00
Cocktail di chiusura e presentazione dell’EuroFM Conference 2016.
Per iscrizioni clicca qui.
Titolo: Il futuro del FM, adesso. (IFMA Italia Facility Management Day)
Dove: Palazzo delle Stelline, Corso Magenta, 61, Milano
Quando: 28 Ottobre 2015, ore 9,00/18,30.IFMA-FM-Day-wow-webmagzine

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Design e moda nel futuro della nautica (Salone Nautico Genova 30/9-5/10).

Apre a Genova il 55° Salone Nautico che, pur confermandosi il più grande salone del Mediterraneo di settore, si mostra sempre più aperto a interessanti ibridazioni, in particolare con il mondo della moda (sponsor ufficiale è Petit Bateau, celebre marchio francese di abbigliamento) e del design (ADI assegnerà i Product Innovation Award) anche con la presenza di brand qualificati come quello di Paola Lenti che arrederà la lounge di Sanlorenzo Yacht con spazi diversi dedicati all’incontro, al relax, e al lavoro.

Il Salone Nautico di Genova, punto di riferimento internazionale di una delle eccellenze manifatturiere del Made in Italy, non è solo l’occasione per vedere e “toccare” 1000 imbarcazioni delle più varie tipologie e dimensioni.
In un periodo dove la crisi pesa ancora sul settore della nautica si cercano strade per rendere più appealing lo spazio espositivo (curato dall’arch. Pier Federico Caliari), per aprirsi a nuovi settori e alla città con il Fuorisalone GenovaInBlu fitto di eventi, per illustrare normative e novità fiscali di rilievo e per confrontarsi sulle possibilità offerte dal turismo costiero e marittimo indicando nuovi percorsi di sviluppo, nel diversificato programma di workshop e convegni.

Design e Fashion avranno un ruolo importante nella Via delle Eccellenze, dove è presente anche il temporary store Petit Bateau, sponsor ufficiale di questo Salone insieme ad altri importanti partner estranei al mondo della nautica quali Ethimo, Technogym, Eataly, Dodo. Paola Lenti non solo arreda la lounge di Sanlorenzo Yacht ma partecipa anche alla conversazione “La condivisione dei saperi” presso la Calata Andalò Di Negro (2 ottobre ore 17).
Anche quest’anno ADI, Associazione per il Disegno Industriale, in collaborazione IBI, International Boat Industry, UCINA e I Saloni Nautici si fa promotrice di un’iniziativa che mira a individuare il miglior accessorio di design nell’ambito della produzione di quest’anno. Domenica 3 ottobre alle17.30 presso il Bonaldo Space, Padiglione B saranno consegnati i Product Innovation Award ai 10 migliori accessori.
Da segnalare tra i workshop “3D printing – una rivoluzione possibile?” con la presentazione del libro di Davide Sher dedicato a questa tecnologia destinata ad avere grande impatto anche nel settore nautico.
Altre grande attrazione del Salone Nautico sarà l’adrenalinica regata Volvo Ocean Race, sette equipaggi e dieci tappe che da Alicante a Gotenborg scandiscono il giro del mondo. Dal 30 settembre al 5 ottobre, i team della 12° edizione, faranno rotta su Genova per riunirsi dopo nove mesi passati a regatare sui mari di tutto il globo. Il Salone Nautico ospiterà un villaggio, con attrazioni interattive tra cui il Dome, un cinema interattivo in cui il grande pubblico conoscerà da vicino la corsa. I numerosi fan italiani che seguono la manifestazione, proveranno in prima persona la vita a bordo dei Volvo Ocean 65.paola-lenti-salone-genova-wow-webmagazine

Nella foto prodotti di Paola Lenti.

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Il coworking orientato all’home-feeling: Lago at Work Paris.

Una nuova modalità di vivere l’ufficio dedicata al mondo del design e alla comunità parigina dei creativi: apre il 17 Settembre, in Rue de Cléry 8, Lago at Work Paris @Patchwork, il primo spazio coworking in Francia di Lago. Un luogo inedito di incontro e di lavoro per architetti, designer e creativi, uno spazio in cui si respira forte la sensazione di sentirsi a casa.

Lago at Work in Paris @Patchwork è uno dei primi frutti della nuova strategia “Welcome Home” lanciata da Lago, leader nel settore della progettazione e produzione di sistemi di design, in occasione dello scorso Salone del Mobile milanese, con cui l’azienda si è proposta di estendere l’esperienza acquisita nella progettazione domestica a tutti quei luoghi in cui “si vive la vita”, come negozi, uffici, hotel, B&B, ristoranti, bar, caffetterie.
“Viviamo sempre più fuori casa” spiega Daniele Lago, Amministratore Delegato e Head of Design di LagoIl design Lago sta accompagnando questi cambiamenti della società liquida, facendo sentire a casa le persone nei vari luoghi del vivere, soprattutto negli spazi del lavoro. Passiamo molto più tempo negli uffici che nelle nostre abitazioni. Per questo motivo li sviluppiamo come se fossero delle case accoglienti. Il design per noi è uno strumento di trasformazione sociale e siamo felicissimi di partire con quest’apertura parigina del 52esimo punto del Lago Interior Life Network”.
Il driver principale del progetto parigino è il colore: tutto l’ambiente è costruito mescolando i 7 colori del logo di Patchwork (blu oltremare, lilla, rosso, aragosta, sole, paglia, verde acido, cipria), esplicitato sulla parete di ingresso con una proiezione anamorfica di 4 metri di altezza.
Il Lago at Work @Patchwork si sviluppa su due piani, con al piano terra un grande open space, arredato con tavoli Air con gambe in vetro e in acciaio di dimensioni ridotte, sedie School colorate, librerie sospese LagoLinea lungo le pareti e librerie Air, dall’effetto di grande leggerezza e un bancone Air Wildwood in cui leggere e fare colazione.
Dall’open space si accede, tramite una scala d’epoca, ad un ballatoio dove, grazie al sistema LagoLinea, si sono ricavate postazioni di lavoro più riservate e individuali.
Il piano interrato, con ampi tavoli Air in Wildwood, è dedicato alle riunioni o a momenti di formazione e workshop, mentre nella stanza adiacente una cucina 36e8 sospesa su vetro con tavoli e sedie è a disposizione per la pausa pranzo.
“La decisione di realizzare uno spazio di lavoro con Lago è nata in occasione di una visita al Lago The Other Store @Open | More than books di Milano” ha dichiarato Mikael Benfredj, proprietario di Patchwork e dei due Lago Store Paris. “Mi ha colpito molto quest’ambiente ibrido in cui si lavora, si legge, si consultano riviste, si progettano ambienti e si acquistano anche arredi. In particolare, gli spazi di coworking, aperti e liquidi, dal design essenziale, rispondono molto bene alle esigenze del lavorare contemporaneo. Un ambiente così non poteva certo mancare a Parigi”.
Testo di Gabriele Masi.

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Star: rivoluzione smart di un’azienda tradizionale.

Dalla scrivania fissa e personale all’open space, da uno spazio fortemente gerarchizzato alle postazioni libere. Come portare un’azienda tradizionale e con un una lunga storia nell’era dello smart working? Durante la seconda jelly session dell’Isola WOW! Lavoro Agile, Matteo Melchiorri, HR Star e Antonella Grenci de Il Prisma hanno illustrato le caratteristiche dei nuovi uffici Star di Milano.

Star, la famosa azienda alimentare, ha da poco trasferito i suoi uffici presso il centro MAC7 di Milano. Gli interni, progettati dall’architetto Antonella Grenci de Il Prisma, propongono una concezione dell’ambiente di lavoro, all’insegna del “chance encounters”.
“Abbiamo optato per un open space uguale per tutti senza postazioni assegnate” spiega Matteo Melchiorri, direttore risorse umane Star “Abbiamo scelto uno spazio molto generoso, senza un obiettivo di ottimizzazione della superfice. Di per sé la postazione è tradizionale, ma non ci sono pannelli divisori e soprattutto sono stati ridotti al minimo gli spazi fisici per l’archiviazione dei documenti, perché abbiamo adottato un approccio paper-less.
Per accompagnare il processo di cambiamento verso questo nuovo modo di lavorare, abbiamo dotato ogni dipendente di un locker, armadietto 35x35x60cm per gli oggetti personali”.
L’elemento che contraddistingue il progetto è la forte impronta che lazienda ha voluto dare allo spazio, in primo luogo nell’uso del colore.
“Chiunque entri negli uffici non ha dubbi di trovarsi in Star per i colori inconfondibili del marchio”, spiega Antonella Grenci. “Una moquette verde, un grande prato, e le nuvole colorate dei pannelli acustici gialle, rosse e bianche: i colori di Star sono presenti ovunque”.
Altro forte elemento architettonico e cuore del progetto è lagorà.
“Gli uffici hanno una struttura ovale” continua Melchiorri “al centro c’è un’agorà che riproduce l’ambiente famigliare di una cucina, con un bancone, un frigorifero, vending machine, tavolini e divanetti. Unarea break flessibile e multifunzione che può essere utilizzata per rilassarsi o lavorare in autonomia o con altri in maniera informale.
Volevamo un luogo che favorisse lincontro e la condivisione tra i dipendenti. Abbiamo anche una cucina vera, professionale, uno spazio di lavoro dove organizziamo show cooking, eventi con la stampa, coi consumatori, con gli studenti universitari, etc”.
Qual è, però, il fattore più importante del passaggio allo smart working per un’azienda tradizionale come Star?
Melchiorri non ha dubbi: “È il change management, fatto di accompagnamento,verso il nuovo e di spiegazione del perché delle scelte.
Proprio con questa finalità abbiamo illustrato le varie fasi di realizzazione dei nuovi spazi attraverso un website dedicato ed abbiamo organizzato un focus group interno per ascoltare i dubbi e gli spunti delle nostre persone”.
Limportante è non dare per scontato nulla e rispondere a tutte le domande che arrivano”.
Il passaggio allo smart working, come tiene a sottolineare Melchiorri, non è comunque semplice e richiede una sua gradualità.
“Non possiamo definirci un’azienda agile, ma abbiamo scelto per il momento una maggior flessibilità in entrata (dalle 7.30 alle 9.30), nella gestione dell’orario durante la giornata e di conseguenza anche dell’orario di uscita, ma soprattutto abbiamo eliminato la timbratura, all’insegna del trust ed dell’accountability. Abbiamo deciso di non adottare in questa fase l’home working, per il futuro vedremo…”.
Testo di Gabriele Masi.

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Tra polifunzionalità e multiculturalità: il MUDEC di Milano.

Progettato dall’archistar David ChipperfieldMUDEC, il Museo Delle Culture di Milano, esprime la vocazione interculturale di un progetto capace di rispondere alla chiamata del pubblico in un panorama in continua trasformazione per le istituzioni museali, la loro sostenibilità e la loro identità. 17mila mq di archeologia industriale rivivono in spazi polifunzionali diversi pensati per offrire una fruizione completa, con numerose proposte culturali e di servizi.

Nato da un’operazione di recupero di archeologia industriale nell’area dell’ex fabbrica Ansaldo, in zona Tortona a Milano, il MUDEC reinterpreta gli spazi in cui si inserisce con corpi dalle forme squadrate rivestiti di zinco e con una struttura in cristallo, illuminata 24 ore su 24, che “irrompe” geometricamente nell’edificio che lo accoglie.
Il nuovo spazio si distingue per la sua hall centrale di forma libera e organica, che genera una corte interna, una piazza coperta, dalla caratteristica forma a “fiore”, luogo d’incontro fra le culture e le comunità, attorno a cui si sviluppa l’area espositiva che ospita le opere della collezione permanente e le sale dedicate alle grandi mostre temporanee.
L’interno dell’edificio presenta diversi spazi che offrono al visitatore una molteplicità di proposte culturali e di servizi tra cui la sala conferenze-spazio multifunzionale, l’auditorium – un teatro da trecento posti dedicato alle performance e alle arti visive- e una biblioteca con un patrimonio di oltre 4000 opere e fondi bibliografici, specializzata nella raccolta e conservazione di materiale bibliografico sull’arte e la cultura etnografica.
Al secondo piano si trova invece il MUDEC Club, ristorante, ma anche un contenitore per eventi legati al mondo dell’arte, come performance artistiche, presentazioni e workshop.
Infine, con lo scopo di avvicinare anche i più piccoli alle diverse culture del mondo attraverso attività ludiche, postazioni multimediali e laboratori manuali, è stato anche creato uno spazio appositamente dedicato ai bambini, il MUDEC junior.


MUDEC è innovativo anche per la sua formula gestionale: è il primo museo italiano con una governance in partnership tra pubblico e privato. Il Comune di Milano ricopre la direzione scientifica del patrimonio, la sua valorizzazione e il coordinamento dell’attività del Forum Città Mondo. 24 Ore Cultura è responsabile, invece, della programmazione e realizzazione delle grandi mostre di respiro internazionale e della gestione dei servizi aggiuntivi del MUDEC nelle diverse anime che lo compongono.
Una significativa esperienza di collaborazione tra soggetto profit e soggetto no profit che, oltre a fondarsi sulla condivisione di know-how, genera dinamiche virtuose di gestione culturale e fa nascere a Milano un nuovo polo culturale che offre anche una molteplicità di occasioni di intrattenimento e approfondimento che vanno dal bistrot al design store, dal ristorante al parcheggio pubblico, dagli spazi per la didattica alla MUDEC Academy.
Con la sua pluralità di funzioni e servizi, il MUDEC si propone di diventare nel panorama italiano un punto di riferimento per la testimonianza, la ricerca e la divulgazione della creatività e dell’arte proveniente da tutti i continenti: se conoscere le culture degli altri può aiutarci ad essere più ospitali, un museo come questo è un ottimo punto di partenza, un forte contributo per avvicinarci e per conoscere chi ci sembra “diverso” da noi.

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Al terzo piano si trova il ristorante, progettato dallo studio Rotella e gestito dal noto ristoratore Giacomo. Un ambiente con citazioni anni’40 da borghesia d’altri tempi. La piacevole vista sul MUDEC e sull’area ex industriale crea un interessante contrasto con l’eleganza degli interni.
Testo di Gabriele Masi.

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Dieffebi: Color trend per il workplace (Salone Ufficio 15/4 h12).

Qual è il colore “giusto” per stare bene ed essere più produttivi in ufficio?
Se ne parlerà nello stand Dieffebi al Salone Ufficio (Pad 24 stand B19/B23) concepito come un “atelier sartoriale del metallo” si svolgerà un seminario dedicato al Colore, tema emblematico dell’universo “fashion”, declinato in questa occasione nel contesto “workplace”. Infatti, grazie alle performance tecniche di Dieffebi,il metallo diventa un elemento “soft”, anche attraverso l’uso del colore. 

A sancire una partnership consolidata basata sulla comune missione dell’ eco-sostenibiltà, l’evento di Dieffebi vedrà la partecipazione di Akzo Nobel, multinazionale leader nella produzione di rivestimenti in polvere.
Dopo l’introduzione di Alberto De Zan, presidente di Dieffebi l’incontro prevede gli interventi di noti professionisti esperti in colore e percezione:
Lia Luzzatto, docente e consulente cromatica.
“Si sta seduti più comodi su un colore che ci piace (Verner Panton).”
Aldo Bottoli, perception designer.
“Il ruolo del colore nel dinamico ambiente fisico e di relazione.”
Claudia Salomoni, Specification Advisor & Marketing Coordinator Akzo Nobel.
“Every color is green.. or blue?”
Modera l’incontro Renata Sias, progettista e direttore di WOW! Webmagazine.
L’incontro si conclude con un light lunch.
I posti sono limitati: confermare la presenza a Alessandra Fardin afardin@dieffebi.com

Titolo Seminario: “Color trend per il workplace”
Quando: mercoledì 15 aprile, ore 12/13 (segue light lunch).
Dove: Salone Ufficio-Workplace 3.0, Pad 24 stand B19/B23.
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Abstract degli interventi:
“Si sta seduti più comodi su un colore che ci piace (Verner Panton).”
Lia Luzzatto, docente e consulente cromatica.

Un’affermazione come quella di Panton sposta l’attenzione dalla forma al colore e pone l’accento sull’intima corrispondenza tra tonalità cromatiche e inclinazioni individuali che coinvolge il campo affettivo, psicologico e fisiologico. Così si tende ad abbandonare la deprivazione sensoriale data dalla mancanza di colore e di introdurlo sotto forma di tinteggiatura delle pareti, di colorazione della pavimentazione, di luce colorata o degli arredi. Gli architetti definiscono questa operazione ‘Umanizzazione degli ambienti’.
Il colore è in primo luogo qualità, ma è anche peso, perché non ha solo un valore cromatico ma anche uno luminoso ed è misura perché ha un’estensione dovuta al suo movimento intrinseco e ha una ‘temperatura reale’ ma anche una “temperatura percepita”. Per questi e altri motivi che saranno approfonditi, i trend colore della moda arrivano anche nell’arredo, ma con qualche distinguo soprattutto se si tratta di residenza o di ambiente di lavoro.

“Il ruolo del colore nel dinamico ambiente fisico e di relazione.”
Aldo Bottoli, perception designer.

Tutto avviene dentro un dinamico ambiente fisico e di relazione…La percezione è una esplorazione attiva non dissimile dal toccare, così, ogni superficie anche solo osservata, porta più informazione di quanto si pensi. Molte caratteristiche materiche si dichiarano a distanza: durezza, temperatura, peso e, a volte, persino profumo.
Così superfici e arredi si indossano un poco, come il “sarto” taglierà e cucirà i colori più consonanti per il metallo?
Lo scopriremo durante il workshop “Color trend per il workplace”.

“Every color is green.. or blue?”
Claudia Salomoni, Specification Advisor & Marketing Coordinator Akzo Nobel.
Perché una “vernice” può essere definita eco-sostenibile? Questo intervento toccherà alcuni caratteri tecnici dei rivestimenti in polvere, dei quali il colore è una proprietà fondamentale e di più immediata percezione. Dalle ricerche svolte nell’ Akzo Nobel Global Aesthetic Center che ogni anno seleziona i “ColourFutures”, emergono le tendenze entro le quali il colore assume anche caratteristiche di ecologia, economia e sostenibilità.


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Assufficio: Comfort ambientale e nuovi WOW (Pad 24, Agorà 14/4 h 15).

Come si progetta la qualità ambientale nel Workplace 3.0?
Se ne parlerà nel workshop organizzato da Assufficio al Salone Ufficio 2015-Workplace 3.0 all’interno dell’articolato ciclo di incontri che darà vita all’Agorà, una delle quattro aree de “La Passeggiata” di Michele De Lucchi (Padiglione 24).

Interverranno progettisti che illustreranno i metodi dell’approccio olistico legato al progetto del comfort negli ambienti di lavoro creati per le nuove modalità lavorative e specialisti che metteranno a fuoco le problematiche legate a comfort acustico e visivo.
Il programma dell’ incontro:
“Comfort ambientale e nuove modalità lavorative”.
Marco Predari (presidente Assufficio)
“Progettare il comfort nei luoghi dello smart working”.
Cristiana Cutrona (architetto)
Nuove tecnologie per il comfort acustico”.
Renzo Caimi (Caimi Brevetti)
“Benessere ed efficienza attraverso il comfort visivo”.
Jacopo Acciaro (lighting designer)
“Gestione della luce naturale e comfort visivo”.
Alessio Bellin (design manager Gibus).
Modera il workshop Renata Sias, progettista e giornalista.
Con la collaborazione di Assoluce e Assotende.
Titolo workshop “Qualità ambientale nel workplace” (a cura di Assufficio).
Dove: Salone Ufficio-Workplace 3.0, pad 24 Agorà/La Passeggiata.
Quando: martedì 14 aprile ore 15.00.

Per informazioni:
Segreteria Assufficio, Eleonora Perlini (assufficio@federlegnoarredo.it)
tel 02 80604304

6-auditorium-axa-revalue-beppe-reso-wow-webmagazineNella foto: Sede Axa a Milano, interior design di Cristiana Cutrona.

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Nuovi concetti per aree attesa, in-between e incontro.

Se pensate che l’arredo per ufficio sia costituito da una scrivania e una sedia, i nuovi prodotti di Materia (brand di Kinnarps Group) presentati alla Stockholm Furniture Fair 2015 allargheranno i vostri orizzonti. Sorprendenti, vivaci e dinamici come i designer che li hanno creati, questi pezzi di arredo traducono i concetti più innovativi dello smart working in forme concrete da usare, da modificare, da avere a disposizione per lavorare, incontrarsi e divertirsi.

L’analisi alla base di questi prodotti è focalizzata sui diversi modi in cui si lavora e ci si siede.
Le necessità dei nuovi Ways Of Working hanno ispirato Avant, tipologia ibrida di arredo dalle forme squadrate pensata da Fredrik Mattson per creare ambienti flessibili in uffici, università; è una panca/tavolo per lavorare, sedersi e incontrarsi, a seconda dell’uso il piano superiore è un piano di lavoro oppure lo schienale della panca.
La flessibilità è il core di Couture, una serie di mobili disegnati da Marie Oscarsson con dettagli tessili sartoriali quali quilting e bottoni rivestiti in tessuto; una moderna interpretazione dell’artigianato degli anni ’50 e ’60 con una basamento decorativo che crea uno spazio in-between e fornisce una superficie da configurare a piacimento. Può essere panca, divano, poltrona e anche tavolo o elemento divisorio.
Secondo Anders Johnsson la “sedia ergonomica” per ufficio è Boullée, una palla ispirata alla Pilates Ball che mantiene attivo l’utilizzatore. “La mia passione sta nel creare oggetti che hanno un effetto sulle persone, spingono i confini e mettono in discussione lo status quo. Voglio dare alle persone l’opportunità di incontrarsi e interagire in modi nuovi ed entusiasmanti “, spiega il designer.
Le sorprese proseguono con Hal, il tavolo meeting tondo o rettangolare regolabile in altezza, disegnato da Carl Öjerstam. Sotto le sembianze di un tavolo tradizionale si cela una soluzione davvero smart: grazie all’inclinazione, le gambe telescopiche si allungano permettendo di alzare il piano all’altezza desiderata senza diminuire la stabilità.
Gli altri personaggi dell’inedito workplace proposto da Materia sono lo sgabello Cap-Small, il divano Blanket, la sedia Neo Lite, i coffee e bar table Amore, il cestino Lotus e l’orologio One o’ clock: grandi idee anche per piccoli oggetti.
Didascalie


1, Avant, Materia (Kinnarps Group), design Fredrik Mattson.

Oggetto ibrido panca e tavolo in uno, si trasforma secondo l’uso, il piano alto può essere schienale o tavolo da lavoro.
2, Boullée, Materia (Kinnarps Group), design Anders Johnsson.
Ispirato dalla palla da Pilates e dai mobili imbottiti, offre un’esperienza dinamica di seduta durante la quale è possibile muoversi mantenendo l’equilibrio con il peso del corpo.
3,4, Hal, Materia (Kinnarps Group), design Carl Öjerstam.
Non sembra un tavolo regolabile, ma è uno dei migliori. l’inclinazione delle gambe telescopiche permette di alzare il piano senza sacrificare la stabilità.


5,6,7,8, Couture, Materia (Kinnarps Group), design Marie Oscarsson.
Una serie di mobili flessibili, con dettagli tessili; moderna interpretazione dell’artigianato degli anni ’50 e ’60. La superficie di base può essere equipaggiata con vari elementi per creare divani, tavoli e divisori.


9,10, Amore, Materia (Kinnarps Group), design Thomas Eriksson.
Come in un abbraccio, sostenendosi a vicenda, i due piani sono in grado di sopportare carichi pesanti senza perdere la stabilità.
11, Lotus, Materia (Kinnarps Group), design Natalie Adenling.
Un cestino getta carta dalla forma organica e scultorea ispirata fiore di loto e dotato di un sottile coperchio di alluminio.
12, One o’ clock, Materia (Kinnarps Group), design Anders Berg, Steinar Hindenes e Petter Knudsen.
Orologio da muro tridimensionale in polipropilene, un omaggio alla pulizia e ai linguaggi semplici.MATERIAcouture-sofa-kinnarps-wow-webmagazine

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Ordine Arch Milano talks: Uffici, Alberghi,Ospedali.

La Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Milano propone un ciclo di incontri “twin” dal titolo “Porte aperte sul progetto” moderati da Maurizio De Caro che mettono a confronto i punti vista e le esperienze di due architetti sul tema dei progetti per uffici, alberghi e ospedali. Ecco date e  tema di ciascun incontro:
30 ottobre: Alberghi: stupore onirico o effetto terminal? Con Paolo Facchini di Lombardini22 e Daniele Beretta.
16 novembre: Uffici: privacy o condivisione? Con Alessandro Adamo di DEGW Italia e Andrea Maffei
4 dicembre:
 Ospedali: nido o stanza asettica? Con Raul Pantaleo di Tam Associati
e Tobia Marcotti di ITIStudio
Le serate, realizzate con il contributo di Dierre, si terranno alle ore 18, nella sala conferenze dell’Ordine, in via Solferino 17, con accesso libero previo accredito.
Per ulteriori informazioni vedi pagina “Porte aperte sul progetto” nel sito dell’Ordine Architetti Milano.

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ISS 18 ottobre: L’evoluzione del lavoro e del workplace.

ISS Facility Services organizza, in collaborazione con IFMA Italia l’incontro gratuito intitolato “L’evoluzione dei luoghi di lavoro e del lavoro stesso” che si terrà il 18 ottobre dalle ore 14,30 alle 18 presso la sede ISS di Milano in Via Ettore Bugatti 12.
Le sessioni di discussione e di brainstorming condiviso prevedono la partecipazione di:
Peter Ankerstjerne (ISS Marketing Group Director) che focalizzerà le innovazioni funzionali e tecnologiche di tale evoluzione;
Prof. Oliviero Tronconi
(Politecnico di Milano) che focalizzerà attraverso reali success cases  gli impatti quantitativi di tale evoluzione;
Prof.  Gianni Maria Strada
(Università LIUC, ora anche direttore del Personale ISS), per condividere una visione a 360° del tema soprattutto per managers che dovranno rivedere le modalità di monitoraggio, gestione e supporto per competenze remote, mobili, ecc.
WOW! è partner
dell’evento insieme a Manageritalia e Unwired.
L’incontro si concluderà con un networking-aperitivo

È necessario registrarsi all’evento inviando una email:  marketing@issfacilityservices.it