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Isao Hosoe, il Trickster del Design, ci ha lasciati.

Isao Hosoe si è spento il 3 ottobre alle 8 di sera, a Milano. La città, patria del Design, dove si era trasferito da Tokyo dopo la laurea in ingegneria per collaborare con Gio Ponti e Alberto Rosselli e che aveva scelto per vivere, per formare la sua famiglia, per fondare il suo studio e lavorare.
La cerimonia funebre si svolgerà il 6 ottobre alle 15 in Triennale e, per volere della famiglia, non dovrà essere un evento modano, ma una funzione spirituale affinché “la preghiera e il pensiero di tutti aiutino Isao nel suo viaggio”.

Una persona unica, sempre umile e gentile, più filosofo che ingegnere, un grande affabulatore che sapeva incantare con il flusso lento e costante delle sue parole, con la sua imprevedibile cultura e l’acuta ironia, con la gestualità rituale e soprattutto con l’inarrestabile ricerca dell’imprevedibile e dell’inedito che traspariva da ogni sua parola, prima ancora che dai suoi progetti.
Premiato con diversi Compasso d’Oro ADI e numerosi altri premi e menzioni in tutto il mondo, questo geniale e trasgressivo designer ha disegnato per alcune tra le più grandi aziende in tutto il mondo, ha operato e portato innovazione nei campi più diversi dell’industrial design ed è riuscito a infondere la cultura giapponese nel processo del design made in Italy.
Come sempre attento ai cambiamenti, da qualche anno aveva ampliato il suo pensiero progettuale dal product al design dei servizi con il progetto Play Factory sviluppato con il Gruppo Loccioni, un modello nuovo di fare impresa per una nuova cultura del lavoro, segnalato nell’ADI Index 2011 nella categoria “Ricerca per l’impresa”. Una visione non solo estetica del design, ma nel suo significato più ampio di comportamento, visione, processo, funzionalità.
Aveva scelto il vortice come logo per il suo studio Isao Hosoe Design, l’espressione della relazione dinamica fra culture, individui e prodotti. Una dichiarazione d’intenti progettuale: al centro del vortice ha sempre posto l’essere umano, la comprensione delle sue abitudini, dei suoi comportamenti e bisogni, anche quelli ancora sconosciuti.
Sapeva raccogliere idee e concetti e portarli in un prodotto, utilizzando quello stesso metodo di “abduzione” già alla base dei suoi primi progetti, come la lampada Hebi concepita raccogliendo e assemblando un pezzo di tubo flessibile e altre parti di lampade trovati per terra in fabbrica. Forse uno dei lavori che meglio lo rappresentano; in nuce, già all’inizio degli anni’70, compaiono temi che torneranno in molti altri suoi progetti nei decenni successivi: il ready-made la flessibilità, l’ergonomia, il gioco.
Da tempo una crudele malattia aveva colpito i sensi e le abilità che erano state alla base della sua professione: la vista, la parola, il senso dello spazio.
Ma per tutti quelli che lo hanno apprezzato, amato e che tanto da lui hanno imparato, resterà sempre il gioioso e sorridente Trickster, nell’accezione di “catalizzatore dinamico all’interno del binomio centro-periferia”, una definizione che Isao stesso aveva scelto e che meglio di ogni altra lo rappresent

Isao Hosoe nasce a Tokyo nel 1942. Progetta nel 1965 il primo aereo a pedale come tesi di laurea in ingegneria aerospaziale alla Nihon University di Tokyo ottenendo successivamente il Master. Nel 1967 si trasferisce in Italia e inizia l’esperienza del design con l’architetto Alberto Rosselli dello Studio Ponti-Fornaroli-Rosselli. Dopo diverse esperienze professionali fonda nel 1985 Isao Hosoe Design. Ha vinto numerosi premi internazionali con i suoi progetti nel campo del trasporto, mobili per ufficio, product design, telecomunicazioni, elettronica e mobili domestici. Ha tenuto numerose mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero. Docente di Design al Politecnico di Milano, alla Domus Academy, all’Isia di Firenze, all’Università di Siena, all’Istituto di Design di Cagliari, visiting professor all’estero.
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L’acustica e qualità ambientale nel workplace.


L’evento si svolgerà il prossimo 10 giugno presso Spazio US49 di Milano e vedrà la partecipazione di quattro attori del mondo della progettazione acustica, ognuno con un sapere e una caratteristica ben precisa nel modo di vedere e sentire il progetto sonoro ponderato per gli spazi di lavoro collettivi ed individuali.

Introdurrà la serata l’Architetto Marco Predari (Universal Selecta), precursore nella progettazione degli spazi a pianta aperta per ambienti di lavoro seguace, sin dagli albori, delle filosofie del Burolandshaft e delle prime applicazioni di Space Planning.
Nella parte centrale della conferenza un piacevole dibattito fra due filosofie progettuali: l’ingegnere e l’architetto.
L’ “incontro-scontro” fra tecnicità ed estetica, rappresentati dall’Ingegner Ezio Rendina (Viva Consulting), consulente e progettista impegnato nella valutazione, nella previsione, nella progettazione di sistemi di abbattimento dell’inquinamento acustico ambientale e del disturbo da vibrazioni prodotte da agenti esterni di contro l’Architetto Cristiana Cutrona (Revalue) specializzata nella progettazione di interni per grandi ambienti di lavoro, sostenitrice del pensiero dello Smart Working per cui cambiando il modo di stare nello spazio e di organizzarlo si può coniugare l’eccellenza del servizio alla missione dell’architettura.
Concluderà l’evento l’intervento dell’Ingegner Franco Mialich (MCM ): project manager nel settore Real Estate con pluriennale esperienza nella gestione di progetti immobiliari complessi in tutti i settori delle costruzioni civili ed industriali.
Con il patrocinio di AREL Italia ( Associazione Real Estate Ladies).
Titolo: L’acustica protagonista della qualità ambientale in ufficio.
Dove: Spazio US49 Eventi, Via Ettore Ponti 49, Milano.
Quando: 10 giugno 2015 ore 18,30, segue aperitivo.
Per informazioni:
marketing@universal-selecta.it