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La raffinata sensualità e il creativo dinamismo di Undecided Collection.

Sempre più “indeciso” e sempre più affascinante, l’Undecided Sofa di Manerba evolve in una Undecided Collection. Partendo dall’intuizione di Raffaella Mangiarotti e Ilkka Suppanen è stata infatti sviluppata una famiglia di sedute – poltrone e poltroncine, chaise long e divani – con basamenti diversi e anche con rivestimento fonoassorbente- che hanno come comuni denominatori la possibilità di decidere l’altezza desiderata per lo schienale e di giocare con le sofisticate gamme cromatiche.

Per la presentazione della nuova Undecided Collection è stata scelta una sede inusuale e raffinata in perfetta sintonia con il mood di queste avvolgenti sedute che invitano al relax e alla libertà espressiva, in ufficio come a casa o in ogni altro ambiente.

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Il romantico e rigoglioso spazio del Fioraio Bianchi Caffè di Milano ha rappresentato la cornice perfetta per esaltare il carattere di elegante sensualità e dinamica creatività di Undecided Collection suggerendo ispirazioni per ambienti affascinanti.

Libertà creativa.
Lo schienale regolabile in altezza permette di comporre la combinazione formale e cromatica preferita e di ottenere il livello di privacy desiderato. La collezione si basa su una struttura modulare su cui si infilano morbidi cuscini quadrati da comporre liberamente in infinite variabili: cuscini come tasselli di un “personale e colorato mosaico” in grado di accoglierci e di facilitare il processo creativo e decisionale.

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Performance funzionali. 

Undecided Collection non trascura la funzionalità: la manutenzione e la pulizia sono estremamente semplici (si può sfilare e lavare anche un solo cuscino invece che tutto il divano) la privacy e le prestazioni acustiche del divano e della poltrona con schienale alto (certificati dall’Istituto Giordano ai sensi della Norma Europea UNI EN ISO 354:2003 che indica la misura dell’assorbimento acustico in camera riverberante. Il risultato “ottimo” – espresso con il coefficiente alfa-w e il cui massimo è 1 – è pari a 0,80 e va a classificare Undecided in classe B di fonoassorbimento) possono essere aumentate con l’utilizzo di imbottiture e tessuti di rivestimento fonoassorbenti.

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Snowsound fa il bis di premi al German Design Award.

Il German Design Award 2018 ha conferito due nuovi riconoscimenti a Caimi Brevetti per Snowsound: oltre che al software di calcolo, già premiato a Neocon, è stata assegnata una menzione d’onore anche al sistema di elementi fonoassorbenti Diesis, disegnato da Alessandro e Francesco Mendini.
I premi saranno consegnati a Francoforte in occasione della fiera Ambiente.

Continuano l’impegno e la ricerca di Caimi Brevetti nel mondo della progettazione acustica e continuano i premi per Snowsound, tecnologia coperta da diversi brevetti e frutto di una intensa ricerca in progress, anche in collaborazione con Università ed Istituti di ricerca.
I premi più recenti sono stati assegnati dal German Design Award, autorevole istituzione fondata su iniziativa del Bundestag tedesco nel 1953 con l’obiettivo di selezionare nel mondo i prodotti, i progetti o le persone che hanno saputo anticipare le tendenze del futuro e spiccare per il loro livello di innovazione.


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Il primo premio nella categoria “Excellent Communications Design Interactive User Experience” è stato assegnato al “Software/Application for Specifications”, ovvero il software di calcolo Snowsound sviluppato per una veloce stima del materiale necessario al raggiungimento del livello ottimale di comfort acustico in un ambiente.

 

Ha inoltre meritato la “Menzione d’onore” Diesis, il sistema di elementi fonoassorbenti, nella versione a soffitto o free-standing, che porta la firma di Alessandro Mendini e Francesco Mendini.
Diesis è realizzato con strutture portanti in acciaio e drappi contraddistinti dalla tecnologia Snowsound Fiber, composta da morbide fibre di poliestere, interconnesse, riciclabili e intrinsecamente ignifughe. L’interazione fra le speciali fibre acustiche e la particolare conformazione degli oggetti permette di ridurre il fastidioso riverbero acustico negli ambienti, migliorando la qualità di vita.

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Giuliano Dall’Ò eletto presidente di GBC Italia.

Green Building Council Italia ha eletto il suo nuovo presidente: Giuliano Dall’Ò, già membro del Comitato Tecnico Scientifico di GBC Italia dal 2010. I 20 membri del CdI hanno eletto anche il vicepresidente, Marco Mari, e i componenti del Comitato Esecutivo che saranno in carica per il prossimo triennio. Il focus dei prossimi tre anni sarà il rilancio dell’Associazione, che – grazie al nuovo gruppo dirigente potrà “svolgere un ruolo di stimolo e qualificazione nella rapida trasformazione del comparto dell’edilizia”, come ha commentato il past president Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club.

Professore associato di Fisica Tecnica Ambientale presso il Politecnico di Milano, Giuliano Dall’Ò è uno dei principali esperti italiani ed europei nell’ambito della sostenibilità energetica ed ambientale e della certificazione.

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E’ consulente in diverse aree delle costruzioni, quali l’efficienza e il risparmio energetico, l’uso delle energie rinnovabili, la progettazione di edifici ad energia zero, la certificazione e la diagnosi energetica e la pianificazione sostenibile, è autore di numerose pubblicazioni nazionali e internazionali alcune delle quali riguardano proprio l’applicazione dei protocolli LEED e GBC nel settore dell’edilizia e della pianificazione.
Porta la sua firma il volume Leadership in Green Building, che presenta i principali edifici certificati LEED e Green Building Council in Italia.

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Ha dichiarato il neo-presidente “Essere Presidente di GBC Italia, associazione che fa parte di un network internazionale WGBC (World GBC), tra i più importanti nel settore della sostenibilità non solo rivolta all’edilizia ma più in generale all’ambiente costruito anche alla scala urbane mi onora, ma mi onora soprattutto poter dare un contributo concreto, grazie a GBC, al tema sempre attuale della sostenibilità: uno degli strumenti più efficaci che abbiamo a disposizione per uscire dall’emergenza dei cambiamenti climatici.

Per quanto riguarda le gestione del triennio 2017-2020, il presidente Dall’Ò dichiara:
“Ho la fortuna di poter contare su un patrimonio di strumenti che possono essere promossi e valorizzati, mi riferisco ai protocolli LEED e GBC, sulla rete di relazioni attivate dalla precedente gestione sia a scala nazionale che a scala internazionale ma soprattutto su una squadra efficiente, competente e motivata.
Tra gli obiettivi a breve termine la valorizzazione del contributo dei soci attuali che devono svolgere un ruolo da protagonisti, l’allargamento delle aziende che possono aderire al progetto GBC ed il coinvolgimento dei Chapter regionali e considero elementi essenziali e strategici per valorizzare le collaborazioni con le amministrazioni locali, con le aziende che credono ad un futuro di sostenibilità, con le imprese e con il mondo delle professioni.
Da ultimo, ma non meno importante, un maggiore coinvolgimento delle Università e del mondo della ricerca che già collaborano con GBC nei tavoli tecnici.”

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Il nuovo Comitato Esecutivo è composto da:
Giuliano Dall’Ò, Presidente
Marco Mari ,Vice Presidente
Roberto Cereda
Thomas Messervey
Manuela Ojan
Eleonora Sablone
Mario Zambrini

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La creatività che già c’è: istruzione per l’uso.

Non c’è bisogno di un genio: la creatività è un fatto sociale che nasce dal nostro essere parte di un ambiente che modifichiamo e che ci modifica quotidianamente. Al Facility Management Day di IFMA, nella conferenza “I confini della fantasia: la ricerca di creatività in azienda si è spinta troppo oltre?”, WOW! ha sostenuto come concetti quali benessere, flessibilità e malleabilità degli spazi, responsabilità, comunicazione e nuove tecnologie siano il veicolo per creare un ambiente utilmente e realmente creativo.

Il concetto di creatività, per come è spesso inteso, rischia di caricarsi di una certa ansia sia dalla parte dei lavoratori, che non capiscono perfettamente cosa e quanto venga loro chiesto, sia dalla parte del management, alle prese con le difficoltà di impostare e convincere della bontà di un nuovo modo di lavorare e in imbarazzo nel definirne i confini.

L’antropologia, però, può aprire nuove prospettive, anche nell’ambito dell’ambiente di lavoro. Se è vero come afferma lo statunitense Tim Ingold che è non è vero che costruiamo per abitare, ma che “solo se sappiamo abitare, siamo in grado di costruire”, allora l’attività creativa nasce da un rapporto quotidiano con un ambiente, costituito da spazi, oggetti, altre persone e, anche se ad un primo momento sembra stridere con un concetto romantico di “fantasia” e “creatività”, regole.
Ogni persona che vive all’interno di uno spazio ricrea continuamente gli oggetti e l’ambiente che lo circondano. La sfida, oggi, rendere visibile questo costante processo creativo e incanalarlo in un’ottica produttiva per l’azienda.

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Come dimostra in una efficace semplificazione la piramide dei bisogni di Maslow, questo può avvenire solamente in uno spazio in grado di generare sensazioni di benessere, appartenenza, autostima e sicurezza. Altrimenti la creatività si “focalizza verso l’interno”, cioè verso la sopravvivenza, verso la garanzia di standard minimi che ci permettono di “superare l’ennesima giornata di lavoro”. Guardate le scrivanie assegnate negli uffici gerarchici: gli oggetti che trovate sopra, le foto dei figli, le pile di documenti, i postit, alcune decorazioni personali, non sono forse simili ad un piccolo territorio ricreato in un lento lavorio quotidiano?
Come fare allora a trasformare questa creatività “focalizzata verso l’interno”, in una “focalizzata verso l’esterno”?
Ecco alcuni consigli da poter mettere in pratica:

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1) Creare spazi malleabili.
Non basta che gli spazi siano flessibili, cioè continuamente riassemblabili e fruibili in base a sempre nuove esigenze, ma devono prevedere un’esperienza tattile di utilizzo e di continua modifica. Serve dunque un design aperto, basato non solo sulla multifunzionalità, ma sulla reinventabilità.

2) Gli oggetti creano relazioni.
“Due sedia vuote, una di fronte all’altra, sono già in potenza una conversazione”. Gli oggetti non solo hanno in loro una capacità simbolica, cioè rievocano nella gente i riflessi fondamentali della loro cultura e della loro appartenenza, ma hanno anche una capacità intrinseca di creare “azioni”. Attraverso gli arredi si può lasciare traccia di messaggi più o meno impliciti, creando un ambiente il più possibile adatto ad un certo scopo, che sia il più possibile percettibile da parte di chi vive lo spazio.

3) Responsabilità e fiducia
Per quanto ci si possa sforzare, la quotidianità sovverte o palesa dei limiti del progetto o gli scopi iniziali. Bisogna, perciò, essere in grado di convivere e indirizzare questa imprevedibilità, senza essere troppo rigidi: giocare su quella linea sottile tra caos ed entropia, dove tutto è abbastanza disordinato per generare sempre nuove soluzioni e abbastanza ordinato per non finire nel guazzabuglio. Importante in questo è tenere presente due concetti chiave dello smart working: la responsabilità e fiducia.

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4) Pensare agli spazi come comunicazione e apprendimento.
Come ha approfondito Birgit Gebhardt, può essere utile pensare allo spazio come comunicazione e relazione, strutturandolo cioè non come insieme di luoghi fisici, ma come spazi dove viene messa in scena un certo tipo di comunicazione, e quindi di relazione. In secondo luogo l’ufficio deve essere concepito come un ambiente di apprendimento. È dall’apprendimento e dallo sviluppo di punti di vista sempre nuovi che nasce la creatività: ambienti che favoriscono un lavoro in team ibridi, dove scambiarsi conoscenze e competenze, a luoghi di incontro capaci di stimolare la crescita personale, a spazi che stimolano il brainstorming collettivo e all’opposto ad ambienti in grado di creare le giuste condizioni ambientali per un proficuo isolamento.

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5) Utilizzare la tecnologia.
Come ha dimostrato una recente ricerca Sedus, la tecnologia sta avendo un grosso impatto sull’architettura e sul design degli ambienti di lavoro, basando la “felicità spaziale” sulla capacità del dipendente di poter dominare e usufruire liberamente dell’ambiente: poter scegliere quale area utilizzare, le condizioni di temperatura e luminosità, sviluppare i propri percorsi, interagire liberamente e modificare lo spazio. Dalla parte del management, invece, la stessa tecnologia permette contemporaneamente di elaborare diversi dati, intercettando ed elaborando le preferenze delle persone e offrendo la possibilità di realizzare uffici che soddisfano di più i dipendenti.
Testo di Gabriele Masi.        

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Eco-design per le pavimentazioni viniliche LVT.

Dopo avere proposto innumerevoli tipologie di moquette modulari caratterizzate da sostenibilità e alto livello di performance, Interface applica oggi il medesimo approccio di eco-design e orientato alla qualità nella sua prima collezione di rivestimento modulare resiliente per pavimentazioni. Luxury Vinyl Tile (LVT) Level Set è un prodotto igienico e facile da pulire, che emette virtualmente zero VOC, grazie al sistema TacTiles si applica senza colla e garantisce così un’impronta ambientale inferiore fino al 90% rispetto all’installazione tradizionale a colla.

E’ un ingresso alla grande quello di Interface nel mondo della pavimentazione in vinilico, forte infatti di un know how insuperato nel settore delle pavimentazioni tessili, applica nella sua prima collezione Luxury Vinyl Tile (LVT) Level Set i punti di forza che hanno reso l’azienda leader mondiale nel settore delle moquette.

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LVT Level Set è disponibile in numerosi colori e finiture (28 opzioni) ispirati al design biofilico che ripropongono pattern naturali richiamando elementi come il terreno, il legno e la pietra.
La modularità, la geometria (in formato quadrato o doga rettangolare) e lo spessore sono perfettamente compatibili con i rivestimenti tessili, questo permette la massima flessibilità nell’abbinamento delle due tipologie di materiali e originali soluzioni progettuali, sempre all’insegna della sostenibilità.

Le pavimentazioni LVT sono garantite 15 anni e realizzate con materiali riciclati e prevedendo il loro riciclo, come da impegno della Environmental Product Declarations (EPDs).
Level Set offre inedite possibilità per il design di nuovi ambienti, il restyling di ambienti esistenti o per la sostituzione parziale di parti ammalorate. Anche questo è un modus operandi sostenibile poiché evita sprechi e allunga la vita dei prodotti limitando al minimo gli scarti.

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Il comfort ambientale è migliorato grazie allo studio cromatico che ha selezionato gamme di colori che forniscono una riflessione più leggera, ideale per massimizzare i benefici della luce naturale diurna.
Il comfort acustico inoltre è migliorato dal supporto fonoassorbente Sound Choice ora disponibile anche per le collezioni LVT.

 

“In tutto l’ambiente costruito stiamo assistendo a un design sempre più orientato a unire in modo coeso elementi diversi, quindi anche a un aumento della domanda di pavimenti morbidi e duri che si fondano in un sistema di progettazione modulare -ha spiegato Mandy Leeming, Design and Development Manager per Interface EMEA– Level Set risponde al desiderio di un pavimento con l’aspetto dei materiali naturali, ma la funzionalità, la durata, le prestazioni e la convenienza del vinilico”.

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Glam o Wild? Effetti speciali per superfici sostenibili con Collection Futura.

Glam City, Time Out, Treasured Light e Wild Nature. Questi i nomi evocativi dei nuovi temi inseriti nella gamma Collection Futura di Interpon, marchio della divisione vernici in polvere AkzoNobel.
Un percorso emozionale di soluzioni materiche e cromatiche che parte da un’analisi degli ultimi trend internazionali di materiali e design svolta dal Centro di Ricerca AkzoNobel con gli esperti dello studio PeclersParis.
Alle performance sensoriali si aggiungono come sempre alta durabilità e massima sostenibilità 

Uno dei fattori di successo di Collection Futura è la sua constante evoluzione per rispondere al cambiamento dei gusti. Ogni quattro anni infatti, una ricerca sui trend internazionali suggerisce nuovi temi, colori e finiture sostenibili.
“La nostra esperienza in materia di colore e la continua ricerca di finiture sempre più performanti e sostenibili, ha guidato la creazione della nuova Collection Futura.” spiega Jean-Paul Moonen, Powder Coatings Global Architectural Manager, “La nuova collezione offre una gamma di finiture ed effetti speciali idonei per l’applicazione in esterno su substrati metallici in progetti architettonici di alto livello. I prodotti proposti sono innovativi, sostenibili e in linea con le nuove tendenze”. 

Ogni tema proposto per la Collection Futura 2018-2021 si articola in una gamma esclusiva di colori, finiture ed effetti che riflettono il design e le tendenze globali nel contesto sociale contemporaneo. A questo scopo, sono state introdotte due nuove finiture con un effetto tattile e visivo: Silky Texture e Cotton Textile.

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Sono passati 20 anni da quando AkzoNobel ha lanciato la prima Collection Futura e15 anni dall’inizio della proficua collaborazione con PeclersParis.
La Collection Futura da sempre rappresenta il punto più alto nell’innovazione dei rivestimenti dedicati all’architettura; per esempio è stata la prima collezione di vernici in polvere a proporre l’effetto Sablé, ancora oggi la finitura dei rivestimenti in polvere di maggior successo sia nel furniture design che nelle facciate nei progetto architettonico di edifici sempre più espressivi.

Certificazioni di sostenibilità per la bio-edilizia.

Tutti i rivestimenti in polvere Interpon sono certificati Environmental Product Declaration (EPD), una certificazione rilasciata annualmente da un ente terzo che garantisce un’approfondita e continua analisi del ciclo di vita dei prodotti: dall’acquisizione delle materie prime utilizzate, al ciclo produttivo fino alla spedizione, applicazione e smaltimento.
I prodotti AkzoNobel sono formulati per rispettare l’ambiente e la salute dei loro utilizzatori. Inoltre sono riciclabili, poiché l’over-spray può essere recuperato fino al 99%.
“La nuova collezione permetterà di ottenere l’effetto desiderato in qualsiasi ambiente, contribuendo implicitamente al futuro della bio-edilizia e a uno sviluppo sostenibile delle nostre città.” commenta Jean-Paul Moonen.

I nuovi temi di Collection Futura 2018-2021.

Glam City
raccoglie finiture inquinate da influenze moderne e tendenze barocche con toni intensi e scuri nelle nuance del rosso, blu e verde.

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Time Out
si ispira a spazi abitativi rilassanti, offrendo toni leggeri di bianchi caldi e morbidi.

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Treasured Light
propone effetti metallizzati sensuali e raffinati tra cui ottone, oro rosa, rame pallido e argento.

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Wild Nature
esplora i toni più primitivi e selvaggi della natura e si caratterizza di terreni bruni, arancioni bruciati, grigi antracite e neri carbone.

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Humans & Resources 4.0: la rivoluzione è in corso (30 novembre, Milano).

La Camera di Commercio Italo-Germanica organizza una giornata dedicata a un aspetto spesso sottovalutato dell’Industria 4.0. Come si declina questa innovazione tecnologica in un’area ad alto tasso “umano”, come quella Human Resources?
“Humans & Resources 4.0” è l’emblematico titolo del convegno, di cui WOW! è media partner, che si svolge in partnership con Great Place to Work.
Si terrà presso il coworking Talent Garden Calabiana a Milano il 30 novembre (ore 9,30/16) e sarà seguito da un business matching. Clicca qui per registrarti.

Parlando di Industria 4.0 si pensa immediatamente all’automazione, al digitale e alle nuove tecnologie. Le conseguenze e i vantaggi sembrano riguardare esclusivamente l’efficienza dei processi, i tempi di lavorazione ridotti e l’aumento della produttività.
Ora è il momento di soffermarsi anche su un aspetto spesso trascurato, ovvero sull’impatto che questa innovazione ha sulle gestione delle Risorse Umane.

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In una ricca giornata ricca di qualificati contributi, dopo un’apertura dedicata alle nuove tecnologie con gli interventi di Praxi (L’HR Transformation per l’Impresa 4.0) e di Key2People (Digital is here) si dimostrerà che, sebbene il supporto tecnologico non possa sostituire le relazioni fra persone, è altrettanto vero che i nuovi strumenti digitali possono aiutare i professionisti delle risorse umane nella lettura e nell’analisi di metriche e tendenze.

Scopriremo come la rivoluzione 4.0 affianca ed influenza anche l’area delle Risorse Umane grazie all’intervento di Andrea Montuschi, presidente di Great Place To Work (Esseri umani e Intelligenza Artificiale: l’ascolto dei dipendenti nell’era 4.0).
Grazie all’evoluzione 4.0, infatti, il feedback diventa più immediato e la gestione del recruiting più semplice, e anche la gestione dei talenti assume una diversa connotazione puntando sempre più alla soddisfazione delle persone e all’immediatezza dell’interazione.

Saranno poi sul palco i portatori di una cultura 4.0 che racconteranno le proprie esperienze dirette (LinkedIn, Etass e Dual Concept).
Dopo la pausa pranzo saranno affrontati gli aspetti legali.
A conclusione del convegno, Alessandro Zollo di GPTW modererà la presentazione delle Best Practice in termini di innovazione, selezione, formazione e clima aziendale (Mellin, eFM, Hilton).
Sono infine previste due ore di incontri privati business matching.

Camera di Commercio Italo-Germanica

Titolo evento: Humans & Resources 4.0
Organizzatore: DEinternational Italia Srl per Camera di Commercio Italo-Germanica.
Dove: Talent Garden, Via Arcivescovo Calabiana 6, Milano.
Quando: 30 novembre, dalle 9,30 alle 16; business matching fino alle 18
Per informazioni:
Lavinia Lorenzetti,
lorenzetti@deinternational.it; +39 370 3202656

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Come fare scelte sostenibili? È nato Better Effect Index.

Un protocollo di sostenibilità che è anche un intento programmatico per un nuovo ciclo di vita degli arredi. The Better Effect Index di Kinnarps nasce da ciò che designer, architetti e consumatori ritengono importante per compiere scelte sostenibili e dai sustainability goals dell’ONU: materiale e risorse utilizzate, impatto ambientale, purezza materiale, responsabilità sociale, riuso ed ergonomia. Puoi scaricarla qui gratuitamente.

“Quando si parla di sostenibilità, l’argomento sembra sempre complicato”, così esordisce lo studio “Better Effect” condotto da Kinnarps, allo scopo di rendere più semplice e chiaro il concetto di prodotto sostenibile, definendo alcune linee programmatiche per uno sviluppo virtuoso dell’azienda stessa e del settore in generale.

“Sempre più persone vogliono fare scelte sostenibili, quindi il nostro compito è permettere loro di avere una scelta più semplice”, ha dichiarato Johanna Ljunggren, Corporate Sustainability Manager di Kinnarps. Ci sono numerose buone eco-label in circolazione riguardanti la sostenibilità: Svanen, Möbelfakta, Blauer Engel, NF Environment e FSC, ma molte di esse sono di nicchia e non rispondono ad importanti questioni riguardo la sostenibilità, come la responsabilità sociale o l’ergonomia, e non definiscono nei loro parametri quale processo seguire per ottenere un prodotto realmente sostenibile. “Secondo il Better Effect Index di Kinnarps i prodotti sono descritti secondo sei aree che hanno un grande impatto nel creare un metodo di lavoro sostenibile:

1, materiale grezzo e risorse,

2, impatto ambientale, 

3, purezza materiale, 

4, responsabilità sociale, 

5, riuso,

6, ergonomia. 

Ogni prodotto è classificato in ogni area e si possono vedere i criteri che vengono soddisfatti e quali no. Questo è molto importante: non riportare solo le buone qualità dei nostri prodotti, ma anche i loro difetti” ha continuato Johanna Ljunggren.

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Il primo parametro riguarda l’origine del materiale, la condizione della catena di produzione e l’ottimizzazione delle risorse da parte dell’azienda, chiamata a sceglie prodotti e tessuti certificati FSC, rinnovabili e riutilizzabili. Il secondo riguarda l’impatto ambientale e climatico: le condizioni di trasporto e il processo di produzione con la conseguente riduzione dell’emissione di diossido di carbonio, di packaging e l’utilizzo di energie rinnovabili. Terzo aspetto che viene considerato è la purezza del materiale, cioè l’utilizzo di buoni materiali e di sostanze chimiche. Tra queste vengono dichiarate da evitare gli ftalati, usati per rendere più soffice la plastica e la gomma, i ritardanti ignifughi, che contengono inibitori di alcuni ormoni, il bisfenol A, usato nelle plastiche, lacche e colle, la formaldeide, cancerogena e causa di irritazioni alla pelle, e i VOCs che peggiorano la qualità dell’aria in ambiente chiuso.

Sono invece indicati i prodotti e i tessuti eco-label, le lacche a base di acqua e le coperture laminate. Interessanti sono il quarto e il quinto parametro: la responsabilità sociale, ovvero il codice di condotta dell’azienda, i controlli aggiuntivi dei fornitori, soprattutto nelle nazioni ad alto rischio, e il riuso, cioè la possibilità di un oggetto di essere riparato e ridisegnato, la possibilità di riciclare il materiale o quanto materiale riciclato è stato usato nella sua realizzazione. Il motto diventa: Re:use, Re:fresh, Re:cycle.

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Il riuso è un tema caldo nell’industria. L’80% dell’impatto ambientali degli arredi è dovuto all’uso dei materiali, ma la vendita dell’usato non è sufficiente a risolvere il problema di come affrontare il problema della lavorazione nel futuro: la necessità è quella di sviluppare un ciclo dei materiali in cui i prodotti possono essere riciclati e trasformati senza una maggiore addizione di nuova materiale e di energia. Infine, l’ultimo parametro riguarda l’ergonomia e il valore sull’impatto acustico, allargando così il focus non solo dalla sostenibilità ambientale, ma anche dal lato del benessere individuale: gli arredi devono perciò incoraggiare il movimento, essere facile da comprendere e da usare, essere strumenti di controllo del rumore e in grado di fornire un’illuminazione giusta e localizzata, mentre le sedute devono essere in grado di adattarsi ai corpi.

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Kinnarps stessa ha assunto questi principi come punti programmatici per guidare la trasformazione del design e del business aziendale, in un approccio maggiormente circolare, dandosi obiettivi concreti come ridurre del 10% il consumo energetico delle proprie operazione o usare solo legno che provenga da foreste certificate FSC entro il 2020. Kinnarps inoltre ha deciso che il Better Effect Index sarà disponibile in open source per tutti, allo scopo di dare agli architetti, ai rivenditori e ai consumatori, un’idea di cosa renda un prodotto di valore e di fornire a tutto il settore l’opportunità di cooperare per creare un nuovo ciclo produttivo realmente sostenibile.
Testo di Gabriele Masi.

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La corporate identity delle app BTicino nell’ADI Design Index 2017.

Dopo avere ricevuto numerosi premi e riconoscimenti da ADI per i suoi prodotti, BTicino entra nell’ADI Index 2017 e concorre al prossimo Compasso d’Oro nella categoria “Design per la comunicazione” con il suo il manuale di corporate identity per lo sviluppo delle app destinate all’utente finale create per la gestione dei i prodotti di BTicino e Legrand, nato dalla decisione di sviluppare un linguaggio di comunicazione riconoscibile e omogeneo per tutte le applicazioni.

Il “Visual guidelines for end user Apps” è stato sviluppato da BTicino Design, in collaborazione con MMG Interactive Concept+Design, con l’obiettivo di raggruppare linee guida di identità visuale di tutte le applicazioni che gestiscono soluzioni BTicino e Legrand.

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La commissione dell’Osservatorio Permanente di ADI Index (Associazione Disegno Industriale) ha sottolineato come “L’evoluzione tecnologica e culturale del mercato di riferimento ha determinato un pari cambiamento nell’offerta dei prodotti, ma anche un cambio nell’esperienza di fruizione: molti dei prodotti proposti da BTicino e Legrand possono infatti incorporare tecnologie digitali che consentono di fornire servizi a maggiore valore aggiunto”.
Alcuni prodotti offrono una app come funzione addizionale, altri -orientati all’IoT, come per esempio i prodotti della linea ElIiot– sono invece concepiti per essere gestiti tramite app. Scopo delle e linee guida è quello di garantire continuità e coerenza nella comunicazione e permettere di garantire il giusto equilibrio tra l’esperienza digitale e la coerenza con il marchio.

Le app create da BTicino Design hanno un approccio innovativo sia nella gestione operativa, sia proprio nel design dell’interfaccia, che, come i suoi prodotti, ricerca una grande facilità di fruizione. Il manuale ha replicato queste caratteristiche permettendo agli utenti una navigazione semplice grazie all’utilizzo di un linguaggio user-friendly: chiaro, approfondito ed esaustivo e capace di porre l’accento sulle funzioni principali, in modo coerente e ordinato.
Una grafica accattivante ed elegante progettata con la stessa attenzione allo stile e all’ergonomia che BTicino ha da sempre per i suoi prodotti.

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La filosofia che ha guidato BTicino Design nella costruzione del manuale di corporate identity per le app destinate al cliente non professionale si basa sulla decisione di sviluppare un linguaggio di comunicazione riconoscibile e omogeneo per tutte le applicazioni. Un format attraverso cui l’utilizzatore tramite il suo smartphone potesse accrescere la sua esperienza e ottenere un effettivo valore d’uso.

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La tecnologia della felicità al lavoro.

La tecnologia sarà alla base del raggiungimento della felicità in ufficio: è questo il risultato della ricerca i-Enjoy commissionata da Sedus nell’ambito della presentazione dell’app gestionale se:connects. Realtà aumentata, servizi cloud, dispositivi indossabili e IoT sono le quattro tecnologie che stanno cambiando il nostro modo di lavorare, aumentando la nostra capacità di essere autonomi, di instaurare relazioni positive, creare, padroneggiare il contesto e crescere professionalmente e personalmente: in una parola di essere felici al lavoro.

Il rapido sviluppo tecnologico, a cui stiamo oggi assistendo, non sta solo ridefinendo il modo in cui lavoriamo, ma sta anche creando una nuova cultura del lavoro, favorendo il coinvolgimento attivo delle persone nella propria organizzazione, sempre più concentrata, a sua volta, sui bisogni del singolo impiegato.

Se, allora, parlare di felicità al lavoro significa includere considerazioni che vanno oltre la sfera personale e privata, quali engagement, fulfilment ed empowerment, allora la tecnologia può davvero giocare un ruolo chiave nel trasformare l’ufficio in un luogo dove perseguire la felicità, o almeno un certo tipo di essa.

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Certo, come fa notare Daniele Andriolo di Plantronics, intervistato nell’ambito della ricerca Sedus i-Enjoy, “la tecnologia fornisce un supporto determinante, ma non esclusivo, sia essa “passiva”, intesa come strumenti per un maggior comfort ambientale, o “attiva”, nel senso di strumenti, oggi principalmente informatici, per un più agevole ed efficace svolgimento delle attività lavorative”. Inoltre, mentre la tecnologia porta a dei grandi vantaggi come la migliore organizzazione temporale e spaziale delle attività e una migliore “ergonomia” del lavoro intellettuale, che lascia alle macchine lo svolgimento di compiti ripetitivi, lasciando alla componente umana la parte creativa, è anche vero che il gigantesco e costante flusso di informazioni rischia di farci “perdere di vista cosa conta davvero”.

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Oggi sono diverse le tecnologie e i servizi ad esse legati che si prefiggono di avere un impatto importante sulla felicità in ufficio: i server icloud e gli strumenti di realtà aumentata permettono di gestire una comunicazione ubiquitaria e trasparente coi colleghi e l’azienda, software e applicazioni come Happyfy Health forniscono ai dipendenti strumenti digitali in grado di motivare e fare da guida nello sviluppo delle capacità emozionali, mentre altri come Awesome Boss mirano ad aiutare i manager a gestire in maniera efficace un gruppo di lavoro.

È interessante notare, in quest’ottica, come la tecnologia stia avendo un grosso impatto anche sull’architettura e sul design degli ambienti di lavoro, basando la “felicità spaziale” sulla capacità del dipendente di poter dominare e usufruire liberamente dell’ambiente: poter scegliere quale area utilizzare, le condizioni di temperatura e luminosità, sviluppare i propri percorsi, interagire liberamente e modificare lo spazio. Dalla parte del management, invece, la stessa tecnologia permette contemporaneamente di elaborare diversi dati, intercettando ed elaborando le preferenze delle persone e offrendo la possibilità di realizzare uffici che soddisfano di più i dipendenti.

L’app se:connect di Sedus è un ottimo esempio di strumento che cerca di sfruttare l’utilità bifronte della tecnologia nello spazio, cercando di trovare soluzioni alle criticità dei nuovi spazi pensati in ottica smart working: attraverso il proprio smartphone, gli impiegati possono trovare agevolmente spazi di lavoro liberi e registrare la loro presenza nel sistema, permettendo ai dipendenti di farsi trovare, e a loro volta trovare i propri colleghi. Dall’altra parte i responsabili delle strutture riescono ad avere sempre a disposizione un report completo e aggiornato di numeri occupazionali e statistiche, avendo così strumenti per ottimizzare lo spazio e migliorarne l’efficacia, rendendo sia l’azienda sia gli impiegati più felici.
Testo di Gabriele Masi.

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Kinnarps premiata con quattro German Design Award.

Kinnarps insieme al suoi marchi MartinStoll e Skandiform, ha ricevuto ben quattro premi dal German Design Award 2018, l’autorevole competizione che seleziona i prodotti con maggiore valore pionieristico nel panorama del design internazionale. La famiglia di sedute Collection S, il sistema Space, la poltrona Phaze e il tavolo Matsumoto sono tra i vincitori.
La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 9 febbraio nell’ambito della fiera Ambiente a Francoforte.

Erano oltre 5000 i prodotti partecipanti alla selezione finale per il German Design Award 2018, tra questi la giuria ha premiato, dopo una rigorosa selezione, solo quelli che rappresentano a livello internazionale gli standard più alti in termini di qualità e innovazione.
“German Design Award è un riconoscimento estremamente prestigioso che siamo molto onorati e lieto di ricevere e ringraziamo la giuria per avere riconosciuto i nostri sforzi e il  nostro impegno” ha commentato Elisabeth Slunge Director Global Range & Communications a Kinnarps.

Il meccanismo del German Design Award prevede che si venga selezionati dalla giuria escludendo che ci si possa iscrivere per partecipare, questo ovviamente rende il premio ancora più desiderabile” afferma Maria Lehmann, Sales and Marketing Manager di Skandiform.

Concept di arredi Space di Kinnarps.
Space,
un concept di arredi creato da Stefan Brodbeck (Brodbeck Design) per rispondere alle necessità delle modalità di lavoro “fluido”. Il sistema si basa su un ampio numero di elementi adatti per archiviare, lavoro e riunirsi, collegati e combinati a seconda delle funzionalità e dell’aspetto formale che si desidera.
La flessibilità della gamma consente di creare l’ambiente perfetto per la concentrazione o la discussione; spazi per attività di gruppo e privati.
“Il design crea differenziazione e orientamento. Per questo il sistema di archiviazione Space, ha opzioni interessanti per creare soluzioni funzionali, ma anche emozionali e capaci di fornire ispirazione”, spiega il progettista Stefan Brodbeck.

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Collection S di MartinStoll, brand di Kinnarps Group.
Una famiglia di sedie direzionali disegnata da NOA Intelligent Design con prestazioni di alto livello come da tradizione di MartinStoll, marchio premium del Gruppo Kinnarps.
La giuria ha riconosciuto il valore di saper combinare design e confort in una famiglia di sedute executive che include modelli task chair, poltrone per sale riunioni e aree lounge.” ha commentato Martin Rau, International Product Manager di MartinStoll.
“La famiglia di Collection S si basa su prestazioni sofisticate come funzionalità ergonomica perfetta, alta qualità e durata per adattarsi perfettamente alla moderna vita ufficio avanzata. Rappresenta l’incontro tra il patrimonio e l’abilità artigianale dell’azienda con la leggerezza e l’espressività scultorea. La serie è creata per adattarsi perfettamente alla vita dell’ufficio evoluto” spiegano i designer Michael Lammel e Markus Heller di NOA Intelligent Design.

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Poltrona Phaze di Skandiform, brand di Kinnarps Group.
Una poltrona sensuale che accoglie in modo confortevole e , unita ad altre poltrone forma un divano dalle forme ondulate.
“Pensavo a un design che riflettesse la mia filosofia di sensuale minimalismo e di ripetizione” spiega il designer Karim Rashid.

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Tavolo Matsumoto di Skandiform, brand di Kinnarps Group.
Il tavolo prende il nome dalla città giapponese Matsumoto, dove Claesson Koivisto Rune ha progettato un flagship store con un caffè. E’ caratterizzato da una forma del piano completamente nuova; i bordi dei piani possono infatti essere allineati e, affiancati tra loro formano un lungo tavolo, quasi come fosse il modulo di un sistema. Il piano del tavolo è in frassino bianco o nero, pilastro e base sono laccati.

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Thinline di Ai Weiwei a Amsterdam Light Festival (30/11-21/1).

Torna Amsterdam Light Festival dal 30 novembre 2017 al 21 gennaio 2018: ancora una volta il centro di Amsterdam si trasforma in un grande museo a cielo aperto con opere d’arte che utilizzano la luce come materia. La 6a edizione prevede 35 opere d’arte di rinomati artisti , tra i quali Ai Wewiei che con il site-specific  “thinline” invita a riflettere sul concetto di Frontiera creando una linea di luce lunga quasi sette chilometri, un confine che attraversa la città.

“Siamo molto orgogliosi del livello di internazionalità di Amsterdam Light Festival. Ogni anno accogliamo il top nello scenario internazionale dell’arte e del design. Anche la maggior parte dei partecipanti olandesi sono attivi a livello internazionale” dichiara il direttore creativo Lennart Booij.

Star della sesta edizione del Festival è l’artista e attivista cinese Ai Weiwei che presenterà il suo nuovo lavoro “thinline”, un filo di luce che si svilupperà per quasi 7 chilometri come un fil rouge che collega l’intera esposizione di installazioni sull’acqua.
Con “thinline” Ai Weiwei sfida gli spettatori a pensare al significato delle frontiere, figurativamente e letteralmente. Chi determina un confine? Proteggono o escludono? Oltre a “thinline”, l’artista ha creato una serie di opere più piccole esclusivamente per Amsterdam Light Festival.

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In vendita 100 thinline limited edition.
I 100 pezzi firmati, “thinline, edizione limitata”, saranno realizzati con lo stesso materiale del lavoro originale. I proventi contribuiranno alla realizzazione di “thinline”in scala reale.
Le dimensioni di “thinline, edizione limitata” sono di 60 x 45 x 15 centimetri. Le opere saranno firmate e fornite di certificato di autenticità.
Il prezzo dell’opera è di € 2.500, IVA inclusa + costi di spedizione ( per informazioni jorna@amsterdamlightfestival.com ) .

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Sull’acqua e sulla terra.
Il Festival si svilupperà attraverso percorsi sull’acqua con le opere di Rona Lee e Studio Balmond dall’Inghilterra. Dal Kosovo Driton Selmani e Bagus Pandega dall’Indonesia; oltre ai contributi degli artisti olandesi Lambert Kamps, Floriaan Ganzevoort, Viktor Engbers, Paul Vendel & Sandra de Wolf, Claes Meijer, Lynne Leegte, Lighting Design Academy, Vouw, HOH Architecten e Gerard Slokker & Ludy Feyen.
Gli Stati Uniti sono rappresentati da Lauren Ewing and Ben Zamora, il Belgium da ACTLD e la Germania da Koert Vermeulen e Claudia Reh.

Partecipano all’esposizione su terra, nell’area Marineterre di Amsterdam: dai Paesi Bassi, Peter Vink, Vinny Jones, Helmut Dick, Lidy Six, AlexP, Nick Verstand e Sjoerd Ter Borg, Bas Peeters, Verena Hall, Hanna Betsema e Amsterdam Creative Industries Nework Dal Giappone ci sono Takeo Sugamata e Yasuhiro Chida. Offrono contributi anche l’italiano ATI Suffix. Reanne Niceforo e Phil Sutherland dal Canada; Moritz Waldemeyer e Liubov Moskvina dalla Germania e gli iraniani Shima Jahani, Zoha Khaniki e Sina Hasanlou.

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Arte diffusa: Brerart, Piuarch, Herman Miller, Park Associati, MaxMara Art Prize.

Il legame tra arte e azienda svela sempre nuove opportunità e si manifesta con forme e modalità ogni giorno più affascinanti. L’arte esce dagli spazi deputati ed entra in relazione con i nostri luoghi di vita e di lavoro. Ecco alcuni tra i più attuali esempi.
Mentre Max Mara annuncia le finaliste della 7a edizione di Max Mara Art Prize for Women,
Herman Miller, aderisce a Brerart ospitando la personale di Alessandro Giusberti e Piuarch ospita l’installazione scultorea di Adriano Pompa nel suo studio.

La 5a edizione di Brerart, mostra d’arte contemporanea diffusa nel Brera District a Milano dal 24 al 29 ottobre, offre l’occasione per trasformare strade, negozi e showroom in location temporanee per installazioni e performance artistiche.“Il Fuoco” è il tema della manifestazione 2017 che oltre a ispirare le diverse performance, insieme all’associazione Cibartisti, intende anche promuovere l’eccellenza italiana nel connubio Arte/Cibo.

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Herman Miller: “The artifact is the mirror of the soul”.

Coglie questa occasione Herman Miller per ospitare nel suo showroom di Corso Garibaldi 70 la mostra “The artifact is the mirror of the soul” dell’artista bolognese Alessandro Giusberti, famoso per le sue Panoramiche.

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Piuarch: “Scultura equestre” di Adriano Pompa. 

Sempre a Brera, in via Palermo 1, lo studio di architettura Piuarch ancora una volta accoglie una manifestazione artistica, confermandosi un luogo di progettualità a tutti i livelli.
La nuova tappa nel percorso continuativo di questo “porto di creatività” è l’installazione Scultura equestre” di Adriano Pompa, l’incursione in un mondo dal forte valore simbolico attraverso la reinterpretazione di San Giorgio e il Drago.

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Resilienti

Sempre a Milano, Park Associati ospita nel suo studio di via Garofalo 31 la mostra “Resilienti”, scatti fotografici di Mario Frusca sul tema della resilienza, ovvero la “capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, riorganizzare positivamente la propria vita dinnanzi alle difficoltà, ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, dando nuovo slancio alla propria esistenza”. Gli scatti fotografici in bianco e nero ritraggono il passaggio del tempo all’interno degli spazi architettonici e intorno a loro. Luoghi che hanno smesso di accogliere le attività umane, non ne rimandano più i suoni ma hanno mantenuto la capacità di non alienare la propria identità.

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Settima edizione Max Mara Art Prize for Women.

Infine , ma non ultimo, va segnalata una delle iniziative pioniere del rapporto tra arte e azienda. Si colloca idealmente tra Londra e Reggio Emilia il progetto di Whitechapel Gallery, Collezione Maramotti e Max Mara che hanno appena annunciato i nomi delle 6 artiste finaliste del Max Mara Art Prize for Women 2017/2019, giunto alla settima edizione: Helen Cammock; Céline Condorelli; Eloise Hawser; Athena Papadopoulos; Lis Rhodes; Mandy El-Sayegh.
Il Max Mara Art Prize for Women, stato istituito da Whitechapel Gallery in collaborazione con Max Mara nel 2005, persegue l’obiettivo di promuovere e sostenere artiste che lavorano nel Regno Unito, consentendo loro di sviluppare le proprie potenzialità.
Agli inizi del 2018 sarà annunciato il nome della vincitrice che otterrà una residenza di sei mesi in Italia e avrà l’opportunità di realizzare un nuovo progetto da presentare alla Whitechapel Gallery e alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia.

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Grandi sportivi testimonial di Smarther: innovativa comunicazione di BTicino.

BTicino conferma la sua attitudine all’innovazione, non solo nei prodotti, ma anche nella comunicazione. Dopo la “mini-serie” a puntate “Il mistero sottile”, ora con la headline “Il tuo clima ideale, anche a casa tua” sceglie come testimonial per il termostato connesso Smarther due mitici personaggi dello sport estremo.

Marco Olmo, ultramaratoneta più volte partecipante alla Marathone des Sables nel deserto marocchino

e Michele Pontrandolfo, esploratore artico con all’attivo esplorazioni in Groenlandia e al Polo Sud, sono rispettivamente i testimonial della temperatura ideale calda e di quella fredda nella nuova coinvolgente campagna di comunicazione BTicino per il lancio di Smarther, il termostato connesso, parte del programma Eliot caratterizzato dal design raffinato e dalla tecnologia che permette di gestire anche da remoto il comfort e il risparmio energetico attivando il riscaldamento o il raffrescamento anche con programmi personalizzati.

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Un concetto perfettamente espresso dalla headline “Il tuo clima ideale, anche a casa tua”.
La comunicazione, che durerà per tutto ottobre, integra web, social e stampa: prevede un piano articolato di video online oltre a due soggetti stampa e alla declinazione dei medesimi contenuti sulle pagine Facebook e Instagram di BTicino.

 

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Il Facility Management diventa adulto! Aperte le iscrizioni al 18°IFMA Day.

Sono aperte le iscrizioni per la 18a edizione del Facility Management Day organizzata da IFMA Italia che si svolgerà l’8 novembre 2017 al Palazzo delle Stelline di Milano.
WOW! è media partner di questo autorevole evento sponsorizzato da importanti aziende quali CBRE, Pedevilla, ArcIdea e molti altri. Tra i partner spiccano anche Sedus, HW Style e Campari.

Come ogni anno, Facility Management Day di IFMA sarà un importante momento di networking del settore della gestione strategica di immobili e servizi e offrirà l’occasione per incontrare i protagonisti della disciplina, confrontarsi sulle tematiche più attuali e ascoltare le testimonianze di relatori d’eccezione.
Questa edizione “maggiorenne” di FM Day porrà l’attenzione su temi fondamentali per il business e la crescita aziendale, tra questi:
la creatività in azienda;
l’evoluzione del welfare come modello di gestione del personale;
la personalizzazione del servizio;
l’impatto del Facility Management sulla gestione di un contesto urbano;
il processo di digitalizzazione;
l’importanza della comunicazione tra Facility Manager e cliente interno riguardo le policy sui servizi.

E’ possibile iscriversi online dal sito dedicato all’evento che contiene anche il programma dell’evento e ulteriori informazioni sul FM Day 2017.
L’ingresso è gratuito per i Soci di IFMA Italia e per gli esponenti a vario titolo della domanda di servizi di FM nonché acquisti e gestione di immobili e servizi (Facility Manager, Responsabili Servizi Generali, Direttori Acquisti, Real Estate Manager, Building Manager, HR, CFO, ecc).

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In breve:

Titolo evento:Il Facility Management diventa adulto!
Organizzatore: IFMA Italia.
Quando: mercoledì 8 novembre 2017 ( ore 9/18)
Dove: Palazzo delle Stelline , Corso Magenta 61, Milano.

Arancione per caso: le iconiche forbici Fiskars compiono 50 anni.

Compie 50 anni l’icona del design scandinavo, nata dalla creatività di Olof Bäckström, entrata a far parte del nostro scenario quotidiano e presente nella collezione di design del MoMa di New York.
Per l’occasione il Design Museum di Helsinki dedica una mostra alle mitiche forbici Fiskars, le prime con il manico in plastica, il cui vivace colore arancione, nato per puro caso, è diventato simbolo dell’azienda anche per tutta la sua nuova ampia gamma di prodotti.

Una storia che inizia nel 1649 quella delle acciaierie Fiskars che prendono nome dall’omonimo villaggio in Finlandia.

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Nei secoli successivi il costante percorso evolutivo segna, tra molti importanti step, una tappa fondamentale nel 1967 quando nascono le prime forbici con il manico in plastica, materiale nuovo per quegli anni che si rivela anche particolarmente ergonomico.

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Il colore arancione, una fortunata scelta casuale.
Vennero proposti tre colori per il manico (rosso carminio, nero e verde), ma quando il prototipo fu mandato in produzione il caso volle che nella macchina rimanesse il colore arancione dallo stampaggio del prodotto precedente che venne così aggiunto a quelli già selezionati.
Una democratica votazione tra gli operai della fabbrica portò alla scelta definitiva: 9 voti a favore dell’arancione su 7 contrari.
Grazie a quella scelta Fiskars Orange® è diventato un marchio registrato e il colore corporate di Fiskars.

 


Design for all, ergonomia e costante innovazione.
Oggi Fiskars non è conosciuta solo per le forbici, declinate e ottimizzate per l’utilizzo professionale e amatoriale in ogni ambito, dalla casa all’ufficio, dalla sartoria al parrucchiere. In un’ottica di design for all, la gamma include anche forbici per mancini e modelli dotati di un meccanismo brevettato di riduzione dello sforzo per agevolare l’utilizzo agli utenti con ridotta abilità delle mani.

Grazie alla guida di Olavi Lindén chief designer dal 1984, l’innovazione si mantiene costante; la ricerca, lo sviluppo e la produzione coprono un’ampia gamma di coltelli, utensili per cucina e pentole e prodotti per il giardinaggio.
Denominatori comuni di tutta la produzione restano il design e l’ergonomia: concetti fondamentali sui quali da sempre l’azienda è focalizzata.

 

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Gianfranco Marinelli nominato presidente di Assufficio.

Ieri 20 settembre 2017, il Consiglio Direttivo di Assufficio (Associazione italiana dei produttori di arredi per ufficio e comunità) ha eletto all’unanimità il settimo presidente dell’associazione: congratulazioni a Gianfranco Marinelli per la sua nuova carica!

Sia compito e responsabilità dell’Associazione dare una nuova spinta e una nuova linfa al settore» ha dichiarato Il nuovo presidente di Assufficio nel suo discorso di insediamento Gianfranco Marinelli.

La profonda conoscenza del settore, per molti anni come sales manager in Unifor e più recentemente entrato in Citterio, porta il nuovo presidente di Assufficio a mettere in luce fin da ora i punti prioritari delle nuove strategie:

La prossima edizione del Salone Ufficio Workplace3.0 che si terrà nel 2019;
il rapporto con Consip;
l’espansione sui mercati internazionali;
l’evoluzione del settore e lo sviluppo tecnologico.

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Il nuovo consiglio direttivo è così composto:

Gianfranco Marinelli (Citterio Spa)
Alberto De Zan (Dieffebi Spa)
Alessandro Fantoni (Fantoni Spa)
Nicola Franceschi (Ares Line Spa)
Massimo Stella(Estel Spa)
Raimondo Taraborrelli (Styloffice Spa)
Libero Gregoletto (Luxy Spa)
Remo Lucchi (Line Kit)
Roberto Cigana (Quadrifoglio)
Giuliano Mosconi (Tecno Spa)
Grazia Manerba (Manerba Spa)
Carlo Molteni (Unifor Spa)
Giancarlo Cappellari (Facau Srl)
Gianmaria Mezzalira (Sinetica Industries Srl)
Roberto Motti (Centrufficio Loreto Spa)
Massimiliano Zamò (Lineafabbrica Srl).

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Piazza del Vento: site specific di OBR e Renzo Piano per il Salone Nautico di Genova.

Sarà inaugurata domani la Piazza del Vento, poetica installazione site specific progettata da OBR su un’idea di Renzo Piano per il Salone Nautico. Esprime il forte legame tra la città di Genova e la manifestazione internazionale promossa da Ucina (con il sostegno di Spim). Molto più che una piazza interattiva, è un’opera d’arte che esalta vento, sole e mare: gli elementi energetici naturali che meglio rappresentano le tradizioni di questa antica Repubblica Marinara.

Il nuovo landmark urbano che dà vita a un emozionante spazio pubblico nel cuore del porto di Genova è stato ideato da Renzo Piano, progettato da OBR e realizzato da Capoferri per la 57esima edizione del Salone Nautico Internazionale (21/26 settembre 2017).

Spiegano Paolo Brescia e Tommaso Principi, fondatori di OBR:
“Abbiamo concepito un’installazione temporanea che si traduce in un’opera d’arte permanente, creando uno spazio pubblico dove celebrare il rito dell’urbanizzazione sul mare e sancendo l’indissolubile legame tra il Salone Nautico e la città di Genova”.

La Piazza del Vento permette al pubblico del Salone Nautico e a tutti i cittadini di interagire con i fenomeni ambientali ed energetici del mare, come il vento e il sole.
La multisensorialità interesserà anche l’udito quando il vento, soffiando tra le sartie, emetterà il tipico suono che ogni velista ben conosce.

E’ costituita da un’area delimitata da 57 alberi in legno di acero rosso e acciaio bianco (ingegnerizzati e offerti da Capoferri), strallati tra loro con delle sartie in tessile dove sono inferiti dei fiocchi triangolari in dacron. Sulla sommità di ciascun albero è installato un segnavento, realizzato cucendo tessuti colorati di spinnaker a forma di fiamma, che evidenzia la direzione e l’intensità del vento.
Affinché il pubblico potesse interagire con questa opera e viverne al meglio l’emozione, tra gli alberi sono disposte alcune altalene doppie per sedersi in coppia, all’ombra delle vele guardando verso il mare.
In questa visione si concretizza anche il claim della 57esima edizione del Salone Nautico che ha voluto offrire l’installazione alla città di Genova: “dove vita e mare si incontrano”.

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Sono sponsor tecnici della Piazza del Vento:
Capoferri spa, Harken, Gottifredi Maffioli, OBR, Studio Borlenghi, North Sails, Mure a Dritta, OneSails, Quantum Italy, Boris Production, Aster e Spim. 

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Fall Design Week (Milano 7/15-10): eventi da non perdere.

Una settimana che dura 9 giorni, quella della seconda edizione di Milano Fall Design Week (7/15 ottobre), in parte coincidente con i Brera Design Days (6/12 ottobre). Un ricco palinsesto di eventi, talks, mostre e workshop in tutto il territorio milanese per riflettere sulla cultura del progetto, ricerca e sperimentazione.
Qui proponiamo una selezione degli eventi WOW da non perdere. Per partecipare è necessario accreditarsi ai singoli eventi.

La Fall Design Week 2017 ha confini temporali alquanto fluidi: si è apre ufficiosamente il 5 ottobre con il vernissage di “Tecno presenta Zanotta: Stories” mostra dedicata agli spazi e ai lifestyle attraverso alcuni oggetti di culto, che prosegue per tutta la settimana ai Caselli di Porta Garibaldi.

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Il 6 ottobre ADI presenta nella sede di Doxa gli oggetti selezionati dalla Design Competition, iniziativa della Regione Lombardia per mettere in contatto designer under 35 con aziende lombarde ( la mostra prosegue fino al 15 ottobre).
Altre due iniziative ADI sono da segnare in agenda:
la presentazione della selezione di ADI Design Index 2017 che conclude il percorso del prossimo Compasso d’Oro (la mostra nel 2° Chiostro del Museo della Scienza e della Tecnologia è aperta fino al 17 ottobre)
ADI Lombardia inaugura Le Vie del Compasso d’Oro, itinerari di design attraverso gli studi dei progettisti, gli showroom le sedi aziendali (dal 7 ottobre al 7 dicembre).

Su temi di attualità -quali Industria 4.0, Comunicazione Digitale, Empatia e Tecnologia, Grafica, Gamification– saranno incentrati gli eventi dei Brera Design Days che avranno come sede principale la Microsoft House di viale Pasubio ma avrà altre location partner: Mediateca Santa Teresa (via della moscova 28), Spaces Milano (Bastioni di Porta Nuova, 21) e Laboratorio Formentini per l’editoria (via Formentini 10) e si amplieranno in un corollario di eventi del Brera District.

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Tra questi “L’evoluzione dello Smart Working: ripensare il lavoro, ridisegnare lo spazio” mostra sui nuovi modi per vivere l’ufficio che si terrà presso lo showroom Dieffebi di via Milazzo 8 e sarà anticipata dallo speech di Birgit Gebhardt che il 9 ottobre alle 18 offrirà le visioni sui futuri workplace emersi dalla sua recente ricerca.

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Sempre nello showroom Dieffebi si terrà invece l’11 ottobre un open day (ore 11/20 con presentazione alle 17,30) organizzato da Sikkens – Akzo Nobel dedicato a “Color Futures: il Colore dell’anno e le nuove tendenze”.

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Sempre mercoledì 11 ottobre va ricordato -anche se estraneo alla Design Week- il convegno di Osservatorio Smart Working presso il Campus Bovisa del Politecnico con i risultati del sondaggio 2017.
Stessa data alle 18,30 anche per “This will be the place” conversazione tra Patricia Urquiola e il sociologo Mario Abis presso lo showroom Cassina in via Durini.

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Altre conversazioni “Design Pendolare” si terranno presso Spaces Porta Nuova (Bastioni di Porta Nuova 21), e illustreranno il progetto Lorenzo Palmeri e Paolo Ferrarini attraverso tre focus: la via dello spirito (9 ottobre), la via del suono (10 ottobre), la via dell’arte (11 ottobre) alle 18,30.

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Giovedì 12 ottobre alle ore 18.30 presso SpazioUS49 ( via Ettore Ponti 49) si svolgerà la premiazione della 22esima edizione della,Targa Rodolfo Bonetto.

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Settimana intensa anche all’Isola Design District che partecipa con diversi e venti e workshop e con un programma di Talks che si svolgeranno presso Frida e il coworking YoRoom, due location che bene esprimono i valori tipici del quartiere.

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I progetti verdi di Piuarch a Green City Milano.

Piuarch porta a Green City Milano (22 al 24 settembre 2017) le recenti proposte per le biennali di architettura di Chicago e San Paolo, insieme alle esperienze maturate nel proprio quartiere di Brera, realizzate insieme al paesaggista Cornelius Gavril: progetti di recupero degli spazi residuali della città attraverso il verde, concepito come motore di riqualificazione estetica e impulso alla creazione di nuove opportunità di aggregazione sociale.

Durante le tre giornate della manifestazione, lo studio di architettura ospita nella propria sede una mostra dedicata ai progetti che condividono il filo conduttore del “green”.
L’orto sul tetto, realizzato nel 2015 sui 300 mq della copertura degli uffici Piuarch, costituisce il primo tassello di questo network internazionale, nonché il simbolo di come sia possibile migliorare gli spazi non utilizzati all’interno del tessuto urbano.
È proprio l’orto, infatti, ad aver ispirato altre azioni: la proposta visionaria per la realizzazione di un belvedere verde, sul tetto del Porta Nuova Building a Milano, nasce dal desiderio di rendere accessibili ai cittadini e ai turisti in visita i benefici di un luogo in cui possa essere sperimentata l’agricoltura nel centro città.
Il progetto “Synergy Gardens” per la Chicago Architecture Biennial 2017, insieme di orti da realizzare nel circuito delle scuole di proprietà di Chicago Public School, vuole invece essere lo strumento attraverso il quale costruire un nuovo paesaggio urbano e incentivare processi di inclusione tra differenti etnie.
Infine, “Espaço” è il programma immaginato per la 11° Bienal de Arquitetura de Sao Paulo: un sistema semplice per trasformare gli ambiti periferici della metropoli brasiliana in fulcri di incontro, dove il binomio verde – servizi assicura aree protette.

Con questi progetti Piùarch intende delineare non solo il ruolo “ecologico” del verde, ma di sostenibilità a 360°: il verde, dunque, come mezzo attraverso il quale garantire la salubrità dell’aria, connettere le persone, azzerare le differenze, come strumento didattico per i bambini, oasi di relax e di produzione di cibo a Km0, oltre a dispositivo per la divulgazione di valori culturali e sociali.

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Ai bambini è dedicato il Laboratorio Didattico sull’Orto che si terrà sabato 23 alle ore 15,30.

Titolo evento: Piuarch a Green City Milano
Quando: dal22 al 24 settembre 2017, dalle 15 alle 18
Dove: via Palermo 1, 20121 Milano (MI)