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Tecnologia e design: Plantronics premiata ai Red Dot Award.

Grande spazio alla tecnologia ai Red Dot Award 2016 dove Plantronics si è aggiudicata il riconoscimento internazionale per la qualità del design di 3 prodotti: Voyager Focus UC, Voyager 5200, BackBeat GO 3. “Un design attraente e di qualità elevata è fondamentale per lo sviluppo di prodotti (tecnologici) che si integrano nello stile di vita di oggi”, ha commentato Darrin Caddes, vice presidente e corporate designer dell’azienda.

5200 prodotti da 57 nazioni hanno partecipato all’edizione di quest’anno dei Red Dot Award, una delle maggiori competizioni al mondo organizzata dal tedesco Design Zentrum Nordrhein Westfalen di Essen. I prodotti Plantronics Voyager Focus UC, Voyager 5200, BackBeat GO 3 si sono aggiudicati il riconoscimento di eccellenza nella categoria Product Design, una delle tre categorie insieme a Communication Design e Design Concept.
“Un design di alto profilo permette di dimostrare stabilità e competenza durante una conference call o mentre si ascolta la musica, offrendo comfort e facilità d’uso che migliorano l’esperienza dell’utente”, ha concluso Darrin Caddes, sottolineando l’importanza di unire la ricerca tecnologica a quella del design.
Testo di Gabriele Masi.

1. Plantronics Voyager 5200. Pensati per essere disponibili in qualsiasi momento, con una durata di 7 ore di conversazione con la batteria carica e fino a nove giorni in modalità standby, Voyager 500 garantisce stabilità e comfort, in un design capace di adattarsi bene al 90% delle persone.
2. Plantronics Voyager Focus UC. Progettata per chi lavora in open space e in ambienti rumorosi, Voyager Focus UC permette di eliminare i rumori di fondo e di alta frequenza, riducendo il disturbo durante le conversazioni.
3. Plantronics BackBeat GO 3. Audio vivido e di alto livello: un prodotto pensato per garantire un’ottima esperienza audio. Progettati per custodire il suono e bloccare i rumori, ogni BackBeat GO 3 è fornito di driver di 6mm che producono un ampio livello di suono e una gamma di frequenze che bilanciano perfettamente suoni alti e bassi.
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Ways of Designing e innovazione: Marco Bonetto.


Ho avuto il piacere di presentare la biografia che Decio Carugati che recentemente scritto su Marco Bonetto e che mi ha dato la possibilità di conoscerlo meglio, di scoprire aspetti del suo carattere, della sua professionalità e del suo “way of designing” che mi erano ignoti. Marco è un industrial designer nel senso più puro del termine, con il pragmatismo e l’innovazione nel sangue, quale che sia il campo di applicazione del suo lavoro.

Sebbene il suo Maestro sia indubbiamente il padre Rodolfo (al quale da 20 anni dedica il premio Targa Bonetto), definire Marco Bonetto “figlio d’arte” è riduttivo. Dalla sua esperienza giovanile come pilota di rally automobilistici ha imparato a sposare il rigore e la flessibilità mantenendoli alla base del suo modus operandi. Grazie a una visione lungimirante dell’industrial design, sul modello dei più grandi studi all’estero, ha impostato il suo Design Center sul lavoro in team; ha ampliato il campo di intervento dal product design al design strategy e, sin dagli esordi e tra i primi in Italia, si è dotato dei più sofisticati CAD 3D per il car design.
Sebbene il suo campo principale di intervento resti l’automotive, i suoi progetti toccano anche il design dell’interfaccia e spaziano dalle attrezzature sportive all’elettromestico, dalle macchine industriali alla nautica, dalle macchine per il caffè ai telefoni pubblici: è stato proprio il telefono pubblico a scheda della Sip che nel 1984 che lo ha reso famoso.
Ha progettato in tutti i campi tranne in quello del furniture design; non sente la “predisposizione per il design dell’arredo”, mi spiega.
Invece è molto stimolato dall’interior design per le auto del prossimo futuro dove la tecnologia sta aprendo scenari assolutamente nuovi.
Come ci spiega in questa intervista, molto presto lavoreremo su auto che si guidano da sole e l’abitacolo diventerà un vero e proprio workplace in movimento.

Già nel presente l’auto è diventata il luogo “di lavoro” principale dal quale telefonare, quali sono ora le prossime evoluzioni?
L’auto è un oggetto in movimento, va guidata e richiede la massima attenzione, esistono già come optional dispositivi per rendere più sicura la guida, ma la gente non li usa. In ogni caso è dimostrato che anche la conversazione in vivavoce riduce l’attenzione alla guida.
Attualmente le migliori case automobilistiche stanno incrementando i sistemi di sicurezza, per esempio Volvo che ha introdotto il dispositivo di frenata automatica. Ma futuro è in un’altra direzione.
In un futuro molto più prossimo di quanto si immagini saranno sul mercato autovetture dotate di autopilota che permettono, oltre alla guida normale, di pre-impostare un percorso. Ne ho provata pochi mesi fa una della Audi in Germania, nel pieno del traffico cittadino di Monaco: è stato sorprendente! La tecnologia è già pronta, l’unico attuale ostacolo è di tipo legale per definire il problema di chi sia responsabile in caso di incidente.
In seguito arriverà anche il dispositivo che, interfacciandosi con lo smartphone, permetterà di scendere dall’auto e lasciarla parcheggiare da sola per poi richiamarla quando serve di nuovo. Il proprietario di Tesla ha dichiarato che presto l’autopilota dovrà essere imposto a tutte le auto perché è più sicuro e garantisce maggiore sicurezza evitando l’errore umano. Le supercar si potranno guidare solo su pista.
In un settore automotive dove le auto si guidano da sole, quali sono gli scenari innovativi che immagini? 
Prevedo sistemi di interfaccia più evoluti, la connessione totale anche tra automobili e una concezione completamente diversa dell’abitacolo; questo microambiente potrà diventare un vero e proprio ufficio con la possibilità di sedersi dietro, avere una disposizione dei sedili tipo salotto per poter lavorare, da solo o in modalità meeting, mentre l’auto va a destinazione. Dal punto design tratterei la plancia e le interfaccia in modo diverso, per esempio con grandi schermi per le informazioni di viaggio e l’infotainment, stiamo già studiando delle proiezioni olografiche che riproducono un “maggiordomo” capace di darci tutte le informazioni su siti, hotel o ristoranti personalizzati in base ai nostri gusti e interessi e dei voice analyzer per fargli domande.
Lo scenario che si prospetta è davvero entusiasmante per chi fa design e davvero si potrà definire l’auto un ambiente di lavoro.
Quale è la tua definizione di innovazione?

Innovare nell’ambito di un prodotto significa apportare un miglioramento significativo o una invenzione tecnologica che risulti come un avanzamento rispetto il prodotto precedente.
Che cosa significa fare innovazione nel settore del design?
Fare innovazione nel settore del design significa applicare un processo di ricerca il cui risultato sia un miglioramento significativo non solo delle forme ma anche della funzionalità (grazie anche a una migliore tecnologia), un’innovazione può essere minima (ma percepibile dall’utente) o un concetto totalmente nuovo del prodotto.

Didascalie
1,Telefono a scheda Urmet-Sip, design Marco Bonetto,1984.
2, City car Miky, design Marco Bonetto,1994.
3, Modello virtuale interno per BMPV Fiat Auto, design Marco Bonetto, 2000.
4, Lampada Capri per Koizumi, design Marco Bonetto, 2004.
5, Abitacolo Audi, design Marco Bonetto.
6, Studio treno alta velocità Trenitalia, design Marco Bonetto, 2005.
7, Scarpone per Nordica, design Marco Bonetto.
8, Macchina per caffè Rancilio, design Marco Bonetto, 2015.

L’automobile diventa un workplace: nuovi scenari.

9, 10, Gea, Italdesign, Giugiaro design.
11, Hyundai, Curb.
12, Tata Motors Advanced design concept.
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Il nuovo workplace secondo Daniele Lago.

Daniele Lago sintetizza il nuovo concetto di Interior Life, un “manifesto” che supera l’idea di product design -che da solo “non genera cambiamento”- e punta invece a “mettere in moto nuova energia intorno agli oggetti per migliorare il futuro della nostra vita”. Una visione che Lago ha lanciato in occasione del Salone del Mobile e che si applica a ogni ambiente -di vita o di lavoro, privato o collettivo- e anche ai nuovi format distributivi.

Interior Life è un messaggio che sottolinea l’impegno a progettare e realizzare arredi per tutti gli ambienti dello spazio interno, con la convinzione che anche attraverso di essi si possa influenzare in positivo la qualità del vivere contemporaneo e quindi della propria “vita interiore”.
Working your interior life
Lago vuole imprimere unʼaccelerazione e anticipare sensazioni diffuse. Vuole trasferire negli spazi di lavoro lʼesperienza acquisita nella progettazione della vita domestica, costruendo spazi di lavoro pensati per favorire il benessere individuale e collettivo, lʼefficienza della ragione e lʼintuizione emozionale. È un alfabeto: strumenti progettuali e ingredienti di forme e materiali con cui curare il design dei propri interni e farli entrare in risonanza con il proprio modo di essere, di vivere, di lavorare.
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Il muro è attivo. Attacca, stacca e riattacca dove vuoi. Playwall è una carta da parati con superficie di velcro a cui è possibile attaccare mensole in metallo laccato o cuscini che fungono da testiera del letto.