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Street Art in ufficio.

“La street art con le sue tecniche dirette e con le sue sofferenze nell’anima entra negli uffici per offrire valore interno e stimolo alla conoscenza di forme d’arte non naturalmente utilizzate”. Con queste parole Alide Forte Catella, amministratore delegato di Coima Image, spiega una delle nuove tendenze più interessanti, sintomo di un cambiamento di percezione dello spazio lavorativo. 

La decorazione nei progetti residenziali e di uffici sta diventando un elemento sempre più importante e speciale: definisce lo stile e ne tratteggia i connotati dell’insieme”, continua Alide Forte Catella. “Quanto la street art viene cercata e selezionata necessita di un pensiero profondo che viene trasmesso per dare quella personalità che rende un progetto caldo, accogliente e in grado di contenere già una storia che lo rende unico”.
Gli ultimi progetti di Coima Image, gli spazi della hall dell’edificio Google-Pandora e degli uffici Roland Berger, raccontano un nuovo modo di personalizzare gli spazi.
La Street Art e i graffiti, che si esprimono solitamente nei luoghi pubblici per dare voce a una critica sociale e di contrasto, si evolvono in una nuova forma d’arte che da fenomeno clandestino diventa un’espressione condivisa e legale. Un nuovo linguaggio in grado di dare un’anima culturale e artistica agli spazi da vivere.

Su Wow! abbiamo già presentato altri esempi di come i graffiti si abbinano alla perfezione negli ambienti di lavoro e soprattutto negli spazi in-between, come dimostra la nuova sede Neomobile di Roma. “L’incursione della street art così come delle forme d’arte visiva contemporanea si inserisce perfettamente nel nuovo concept di ufficio moderno dove si cerca di ricreare spazi “altri” rispetto al solito, in modo da stimolare maggiore interazione tra i colleghi durante una pausa o in modo da essere di ispirazione per le attività creative”, spiega Salvatore Marinaro di Unispace che ha curato il progetto. “Personalmente”, conclude, “apprezzo molto questo tipo di approccio all’interno degli spazi di lavoro, ma pur sempre contenuto nelle aree non operative dove invece è sempre necessario mantenere il focus sul piano di lavoro con una scelta opportuna di luce, colori e materiali adeguati”.
Come testimonia anche il lavoro di Monforte e come abbiamo già sottolineato parlando della nuova piattaforma culturale #UfficioManifesto, la crescente presenza dei graffiti in ufficio può essere infondo ricondotta a quella tendenza che punta alla creazione di un ambiente di lavoro collaborativo divertente e orientato all’home feeling, o comunque più informale e rilassato.
Testo di Gabriele Masi.

Didascalie
1, Hall Google – Pandora. Coima image. Nel palazzo per uffici progettato da W. Mc Donough nel Quartiere Isola a Porta Nuova, sede degli uffici Google e Pandora, Coima Image ha curato l’interior design della main lobby dell’edificio. Gli artisti hanno lavorato per quattro sere, utilizzando la tecnica delle bombolette spray, secondo alcune suggestioni da sviluppare: il verde e la natura (vista la contiguità con l’edificio del Bosco Verticale), l’astratto e la rappresentazione di alcune lettere dell’alfabeto tra ui la G di Google e la P di Pandora. Il progetto ha coinvolto quattro street artists milanesi, Marte, Fosk, Mate e Leos, i primi tre parte della“crew” Nuclear1, nata a Milano nel 1996 e formata da persone con background differenti e stili diversi.
2,3,4 Uffici Roland Berger, Coima Image. Roland Berger occupa una porzione dell’edificio Gioiaotto, progettato negli anni ’70 dall’architetto Marco Zanuso e di recente ristrutturato nell’ambito del progetto Porta Nuova Varesine. I 600 mq sono stati ripensati da Coima Image, puntando sull’ottimizzazione degli spazi, in base alle performance richieste. Gli uffici doppi o multipli dei manager, sono separati da pareti decorate con opere degli artisti della Street Art. La filosofia del progetto artistico evoca i principi della “Singularity University” in California, volta a sfruttare le potenze tecnologiche esponenziali per risolvere le grandi sfide dell’umanità. Queste tematiche hanno ispirato le immagini iconiche del DNA, dell’energia, della robotica e delle nanotecnologie che caratterizzano in modo differente ciascun ufficio. Il progetto ha coinvolto gli stessi street artist della Hall Google-Pandora, Marte, Fosk, Mate e Leos.

5, 6 Sede Monforte di Milano. Monforte. Lo spazio pensato da Monforte e dalla business developer Paola Miglio, è un coworking di spazi e di idee, il manifesto dell’ufficio collaborativo. Le aree previste in questo variopinto ambiente di lavoro non fanno riferimento alle classiche funzioni operative, ma evocano altri modelli di lavoro conviviale (eat and chat, meet, relax, welcome) “Vogliamo trasferire l’esperienza acquisita nella progettazione della vita domestica negli spazi di lavoro per costruire ambienti di benessere individuale e collettivo, nei quali l’efficienza della ragione e l’intuizione emozionale lavorino insieme”, spiega Daniele Lago, di Lago che ha fornito gli arredi.
7, 8 Uffici Neomobile, Unispace. “La scelta dei graffiti è stata perché all’epoca Neomobile stava portando avanti una campagna creativa legata ai supereroi “become a superhero of mobile monetization”, in occasione del Mobile World Congress di Barcellona e la responsabile della corporate communication decise di immaginare che alcuni dei supereroi più famosi venissero rappresentati in pose insolite in tutte le aree comuni e di relax (Superman che fa un pisolino, spiderman ai fornelli, Hulk che esce dalla doccia , ecc ecc)”, spiega Salvatore Marinaro. Negli uffici Neomobile i graffiti sono presenti esclusivamente nelle aree “leisure” o di passaggio (come le rampe delle scale), non all’interno delle aree operative dove si è preferito mantenere le pareti neutre.

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Neomobile: layout diversi per attività diverse.

Passione, innovazione, trasparenza e bellezza” questi secondo il CEO di Neomobile Gianluca D’Agostino sono gli ingredienti del nuovo quartier generale a Roma disegnato da Salvatore MarinaroAntonio Borghi di Unispace, che lo ha presentato alla Jelly Session durante lIsola WOW! Lavoro Agile alla Piscina Cozzi. “Dietro al muro di mattoni, ci sono 4 piani di lavoro, uffici moderni e flessibili che supportano il nostro team e sono fonte di ispirazione per portare avanti la tecnologia della monetizzazione attraverso il mobile”.

Neomobile è un gruppo leader nel mobile commerce che opera a livello globale. Istituita nel 2007, oggi aiuta gli sviluppatori di app, adnetwork e aziende digitali come content provider, social network a monetizzare i loro servizi o prodotti digitali, oppure il traffico web e mobile, attraverso il carrier billing, la fatturazione con l’operatore telefonico.
“È una azienda internazionale, quindi avevano ben chiaro il concetto di smart working e non c’è stato bisogno di lavorare sul change management”, spiega Antonio Borghi, l’architetto di Unispace che si è occupato dello space planning del progetto del nuovo quartier generale Neomobile all’EUR di Roma.
“Ci siamo concentrati solo sul nostro core business: la progettazione di un edificio abbastanza complesso, il braccio di un vecchio monastero in un parco, perciò con vincoli strutturali pesanti. Il nostro ruolo è stato quello di ripulire la struttura e riportarla allo stato originale e riadattarla in un dialogo vivo tra lo spazio preesistente e le esigenze dellazienda in ogni settore”.
Necessità diverse che hanno portato a progettare i quattro piani della struttura con un diverso layout e diverse soluzioni di interior design.
Partendo dal secondo piano, dove lavora il settore tech, cuore dell’azienda, il layout prevede stanze separate da pareti in vetro, all’insegna della trasparenza e della continuità visiva, che affacciano su un corridoio aperto con piccole sale riunioni usufruibili in caso di necessità.
Le pareti di vetro sono utilizzate come vere e proprie lavagne dove attaccare fogli plastificati e appunti.
Il centro amministrativo è situato al primo piano, dedicato al top management e alla sala del consiglio, ma lo spazio principale è il piano terra, uno spettacolare open space con grandi finestre sul giardino che ospita al suo interno diverse funzioni.
“Poichè la struttura dell’edificio non presentava il classico allineamento di pilastri centrali abbiamo deciso di creare una spina centrale di scrivanie” spiega Antonio Borghi. “La luce è abbastanza alta, è una sala molto ampia, e questo ci ha fatto propendere per la soluzione a navata unica. Una configurazione “ad albero” con una certa densità, che probabilmente si evolverà nel tempo. Avendo l’azienda eliminato il telefono fisso per ogni dipendente, sono stati anche creati dei Phone booth, adibite a chiamate veloci”.
Anche il seminterrato è un open space con larghe finestre e accesso dal giardino, una comfort zone pensata per incentivare gli incontri in un ambiente informale, in un’area tra le più grandi dell’azienda fornita anche di oggetti ludico-ricreativi come il calcio balilla o il ping pong.
“Cercando di riassumere il progetto del quartier generale Neomobile si possono individuare tre concetti chiave” conclude Antonio Borghi. “Uno spazio efficiente e differenziato, studiato appositamente per le diverse tipologie di lavoro dei vari settori. Nessuno spazio è lasciato inutilizzato e nessuna funzione eccede il suo reale bisogno. Poi direi che è un workplace dinamico e smart, capace cioè di supportare diverse attività con un linguaggio architettonico non convenzionale, pensato fuori dagli schemi”.
Testo di Gabriele Masi.

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