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Tavoli sit stand, ergonomici e performanti… per tutte le tasche.

Ai molti vantaggi delle scrivanie sit stand regolabili in altezza fa da contrappunto un unico “svantaggio”: il costo più elevato rispetto a una scrivania fissa. Emme Italia ha studiato però una soluzione con meccanismo meccanico, altamente performante, indirizzata in particolare alle scuole, affinché l’ergonomia sia accessibile a un costo “democratico”.

La regolazione dell’altezza delle scrivanie ergonomiche M2Desk ha un’escursione standard da 65 a 110 cm attivabile tramite sistema meccanico a parallelogramma bilanciato con comando a pedale, soluzione che consente maggiore facilità d’uso e e facilità di manutenzione.

 

Rispetto alle regolazioni meccaniche a manovella la regolazione meccanica a parallelogramma bilanciato.
Il sistema di regolazione meccanico a parallelogramma bilanciato di M2Desk è inoltre più rapido ed efficace rispetto alla regolazione meccanica a manovella e offre maggiori possibilità di regolazione del bilanciamento in confronto alle regolazioni pneumatiche.
Rispetto alle regolazioni elettriche, infine consente maggiori libertà di layout nelle aule didattiche e sale formazione, non essendo vincolata dalla necessità di alimentazione elettrica.

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E’ disponibile nei colori standard Bianco 9016 e Nero 9005 opaco e in altre colorazioni RAL su richiesta.
Sono disponibili a richiesta regolazioni con escursione fuori standard.
Le dimensioni di M2 Desk permettono il perfetto abbinamento con piani di lavoro da cm 120×80 a cm 160×80.

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Coworking e lavoro diffuso: il benessere è sit-stand.

Lo smart working è una modalità di lavoro in espansione. Anche in Italia dove , finalmente, è stato inserito in un quadro normativo ( legge n.81/2017) che tratta tematiche importanti, come la durata, i termini di preavviso, le modalità di controllo e così via. E anche le postazioni di lavoro diventano sempre più “agili” per assecondare questi cambiamenti, a partire dalle scrivanie sit-stand che, come dimostrano gli studi diffusi da Linak., offrono grandi vantaggi.

I “figli” dello smart working sono il lavoro diffuso e il coworking. Perché il lavoro è sempre più itinerante, veloce, agile. Le riunioni si tengono sempre più spesso in piedi, ma anche nelle aree lounge o in spazi comuni. Ne è un esempio a Milano il quartiere Porta Nuova dove sono molte le aree che affittano postazioni di lavoro in cambio di compensi non certamente proibitivi.
Connettersi in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento della giornata è ormai un’abitudine di vita e le nuove tecnologie ci consentono di vivere appieno questi cambiamenti.

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Anche l’arredamento si sta adattando.
Gli arredi vengono progettati per rendere il nostro operato semplice e salubre ovunque ci si trovi. Dai pannelli fonoassorbenti per garantire un buon livello di privacy anche in open space, agli spazi di lavoro “resilienti”, variabili in base all’attività come insegna l’approccio Activity Based Office.
Fino ai tavoli sit-stand, che spopolano negli uffici nord-europei e che stanno via via acquisendo terreno anche in Italia, nelle sedi aziendali più prestigiose.

La tendenza della scrivania sit-stand è perfettamente congeniale alla logica dello smart working.
I media hanno più volte sottolineato l’importanza di una corretta postura sul luogo di lavoro e dell’alternanza del lavoro da seduti a quello in piedi che consente di prevenire disturbi come il dolore alla cervicale e alla schiena, disfunzioni della colonna vertebrale, riducendo malessere e assenteismo dal lavoro.
Così, parallelamente allo smart working, stanno diventando sempre più popolari le scrivanie sit-stand, movimentate da colonne di sollevamento Linak, il cui pay-off è proprio “We improve your life” e che da tempo diffonde i dati scientifici sui vantaggi dell’operatività sit-stand.
Come ha anche confermato l’ultima edizione di salone Ufficio Workplace 3.0, numerose aziende produttrici italiane design oriented stanno seguendo questo orientamento per assecondare e promuovere tutto ciò che rende il lavoro sempre più “agile”.

 

Photo gallery:
1 Scrivania sit-stand Manerba dotata di attuatori lineari Linak.
2 Tavolo regolabile in altezza
Emmeitalia con colonna centrale dotata di attuatori lineari Linak.
3 Scrivania sit-stand Estel dotata di attuatori lineari Linak.
4 E’ stata progettata daTine Mouritsen e presentata a Danish LIVINGroom la prima workstation regolabile in altezza con cuscino integrato per power napping (attuatori lineari Linak).

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Lavoro agile, IoT e scrivanie sit-stand.

Lavoro agile significa anche adottare concetti di ergonomia dinamica, talvolta integrati con tecnologie digitali per un comfort più elevato, per una maggiore efficienza e per assecondare i nostri stili di vita sempre più orientati verso l’IoT (Internet of Things). Ne è convinta Linak che in quest’ottica ha lanciato DPG una nuova famiglia di pannelli di controllo molto intuitivi per la regolazione in altezza delle scrivanie sit-stand ben sintetizzata nel claim “Designed to shape behaviour”.

Ci muoviamo troppo poco! Anche se i personal trainer suggeriscono i salutari 10.000 passi al giorno, la giornata lavorativa tipo ci costringe purtroppo a trascorrere seduti buona parte del nostro tempo. La soluzione è aggiungere quotidianamente il movimento “all’interno della scrivania”.
Linak ha effettuato ricerche approfondite con la consulenza di esperti di design comportamentale e sulla base delle indicazioni ricevute, ha messo a punto soluzioni che permettono di utilizzare meglio e con maggiore frequenza le scrivanie sit-stand.
In base ai risultati si è giunti alla conclusione che per sfruttare al meglio le potenzialità di una scrivania regolabile, il pannello di controllo svolge un ruolo strategico e deve disporre di caratteristiche imprescindibili: deve essere intuitivo, motivazionale per incentivare l’utente a modificare la propria postura e possibilmente anche digitale.

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La nuova famiglia di desk panel DPG include quattro modelli che spaziano dai comandi per la semplice salita e discesa alle versioni più avanzate.
L’utilizzo è pratico ed intuitivo: per movimentare la scrivania è infatti sufficiente inclinare il pannello nella direzione desiderata.
Poiché è dimostrato che motivando gli utenti e ricordandogli di alzarsi in piedi, la postura viene variata più spesso, sono stati integrati una luce a LED e notifiche nella APP con promemoria personalizzabili in funzione degli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Il Digitale diventa un must anche per i pannelli di regolazione: grazie alla tecnologia Bluetooth integrata è disponibile l’applicazione App Desk Control che permette di connettersi alla scrivania.
Modificando le impostazioni dal pannello o da uno dei device utilizzati, queste vengono automaticamente sincronizzate sul PC e sullo stesso pannello DPG.

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Nuovi desk system: può una scrivania essere innovativa?

Il product design è in grado di rendere “innovativa” una scrivania? Ce lo chiediamo mentre su Facebook impazza il video postato da Curioctopus con la scrivania del futuro in grado di farci svolgere ogni tipo di attività in modo intuitivo con gesti semplici. Ma forse non è questa l’unica possibilità per dare nuova linfa all’arredo che resta l’archetipo ed emblema dell’ufficio tout-court.

Il video di Curioctopus mostra un piano di lavoro estremamente vivace e interattivo 

ben diverso dall’immagine proposta solo un paio di anni fa da un altro video viral Evolution of the Desk” incentrato sul “percorso di svuotamento” che, dagli anni ’80, trasforma la scrivania in un inutile, disadorno e disabitato piano bianco.

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Proprio nel momento in cui la vendita dei devices mobili ha superato quella dei PC fissi e lo smart working ci permette di lavorare in ogni luogo (spesso molto scomodi, ammettiamolo!) la scrivania torna a suscitare interesse ed è oggetto di radicali cambiamenti.
Nel regno ibrido del Workplace 3.0 la scrivania deve restare un elemento analogico capace di ospitarci nel modo più confortevole possibile oppure deve diventare oggetto digitale?
Su questo interrogativo si muovono, tra progetti di design tangibili e IoT intangibili, le nuove proposte, presentate durante il Salone del Mobile, che esprimono sostanzialmente due visioni.
La prima visione è quella della scrivania intesa come elemento di arredo, sempre più gradevole, confortevole, ergonomico, equipaggiato, versatile e personalizzato.
Antonello da Messina è stato grande precursore in questo senso… e il concetto dello studio di San Girolamo in fondo è ancora attuale con l’aggiunta di qualche dispositivo funzionale.

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La seconda visione, generata dall’Internet Of Things è quella della scrivania intesa come strumento tecnologico interattivo, intelligente, integrato con sistemi informativi, dove quello che conta è il design del software più che l’industrial design.
Però tecnologie che richiedono costanti upgrade e rischiano la rapida obsolescenza possono forse creare problematiche se integrate in un “tavolo” che ha un’aspettativa di vita decisamente più lunga.
L’innovazione è possibile se la scrivania continuerà ad essere concepita come arredo?
Ci sono proposte anche in questa direzione. La creatività dei designer interviene soprattutto sulle gambe, proponendo un’ampia gamma di varianti, incluse quelle regolabili in altezza che stanno finalmente diventando un must anche in Italia.
Elementi distintivi sono gli accessori che diventano parte integrante della scrivania e gli aspetti percettivi e di design dove anche colore, finiture e materiali hanno un ruolo importante. Non meno importanti sono le performance funzionali: la personalizzazione, in chiave estetica e antropometrica; il dispositivo sit -stand; l’agevole alloggiamento dei cavi (siamo realisti: nonostante il wireless ci sono ancora molti “serpenti” da domare) la semplicità di montaggio, la versatilità e l’attitudine ad adattarsi a esigenze diverse di attività e organizzazione spaziale.

WOW ha selezionato i migliori desk system visti a Workplace 3.0 e durante la Design Week.


Herman Miller, Atlas Office Landscape, design Tim Wallace.
Un sistema di lavoro che abbina regolazione in altezza e lavoro collaborativo in un’unica raffinata soluzione. La struttura “senza travi” libera da ostacoli lo spazio di lavoro in modo che le persone possano adattare la postura alle proprie attività, seduti o in piedi. Le scrivanie sit-stand sono abbinate a schermi, tavoli ed elementi di archiviazione per creare un ambiente di lavoro completo. “Per me il problema non era di creare una singola scrivania, ce ne sono già tanti esempi- spiega il progettista- La vera sfida arriva quando quella singola scrivania deve essere moltiplicata e poi disposta in uno spazio. Ho visto l’opportunità per creare un sistema che offrisse dei reali vantaggi all’ambiente di lavoro, sia oggi che in futuro”.


Estel, I Pianeti – Evolution.

Desk system versatili e integrabili per comporre in configurazioni diverse ed estremamente personalizzabili l’ambiente di lavoro. Dalla scrivania singola alle composizione da 3 o 4 postazioni fisse oppure sit-stand con dispositivi di regolazione in altezza armoniosamente inseriti all’interno della struttura in legno. La gamma dei complementi e accessori prevede anche il Lockers che alloggia i box personali e le Chairbox che accompagnano l’utente nel luogo di lavoro.


Fantoni, Woods, design Metrica.
Un progetto dal mood naturale grazie all’uso del legno massello nelle declinazioni faggio e rovere. Il sistema è composto da ampi tavoli meeting e direzionali, scrivanie operative fisse e postazioni regolabili in altezza sit-stand.
La gamba, il cui disegno inclinato conferisce al tavolo un aspetto sobrio e sofisticato, è costituita da due elementi cilindrici telescopici di cui uno in legno. Al suo interno è posizionato un meccanismo elettrico che permette un’agevole regolazione dell’altezza del piano. L’elettrificazione dei tavoli corre sotto il piano, il modesty panel può essere accessoriato con porta-oggetti e dotato di ingresso usb per la ricarica dei vari device.


MDF Italia, 20.venti, design 967.
L’esile dimensione del telaio strutturale in metallo (un profilo da 20x20mm) connota il sistema con un elegante segno grafico. Aperto, versatile e personalizzabile è aggregabile in varie configurazioni o può vivere come workstation singola.
La scrivania è dotata di cablaggio integrato ed è corredata da un’ampia gamma di schermi e accessori: il vano a giorno inserito lateralmente nella cornice strutturale, schermi fonoassorbenti in varie dimensioni realizzati con Snowsound®, porta PC in lamiera su ruote e vivaci accessori porta cancelleria e documenti.


io.T (intelligence of Tecno), design studio Gtp e altri partner.

Di nome e di fatto la sfida di Tecno si lancia verso l’IoT con la sua scrivania che ora si amplia in un sistema intelligente votato al benessere e al cost-saving: arredi connessi ed integrabili a sistemi informativi, device, hub, per offrire in real time informazioni e soluzioni sia ai gestori di smart building che agli utilizzatori finali. Questo progetto raccoglie l’intuizione dello studio Gtp e si avvale da due anni della collaborazione di un team di lavoro composto da esperti del settore quali TIM, STMicroelectronics, Digitronica.it, Ilevia, InfoSolution e Videoworks.

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Estel Evolution sit-stand.

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20.venti: scrivania nel segno di Mondrian.

20.venti prende il nome dalla dimensione dell’esile struttura in metallo (appunto un profilo ,da 20x20mm), un telaio dalla grafica elegante che evoca le opere di Mondrian e conferisce un carattere distintivo a questo desk system disegnato da 967 arch per MDF Italia che entra così nel settore ufficio con un prodotto mirato.

Siamo di fronte a una nuova tappa nella crescita di MDF Italia che dal settore casa e contract entra ora con il desk system 20.venti nel mondo ufficio.

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Franco Cassina responsabile Contract di MDF Italia ci spiega quali sono le motivazioni di questa scelta, proprio quando la scrivania sembra non essere più l’elemento chiave in un ufficio ibrido e caratterizzato dalla presenza di arredi domestici.

Può una scrivania essere innovativa? Certamente può essere “evolutiva” come sostiene Cesare Chichi di 967 che ci racconta in questo video i concetti alla base del progetto che rende gli accessori parte integrante dell’oggetto.

Iconico e coerente con l’immagine di MDF Italia, con il suo attento equilibrio di volumi pieni e vuoti, e il raffinato accostamento di finiture, 20.venti riesce a interpretare la fluida atmosfera del workplace 3.0, ma è adatto anche per l’home office.

Aperto, versatile e personalizzabile è aggregabile in varie configurazioni o può vivere come workstation singola.
La scrivania è dotata di cablaggio integrato ed è corredata da un’ampia gamma di schermi e accessori: il vano a giorno inserito lateralmente nella cornice strutturale, schermi fonoassorbenti in varie dimensioni realizzati con Snowsound®, porta PC in lamiera su ruote e vivaci accessori porta cancelleria e documenti.

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Showroom Dieffebi Milano, nel cuore di Brera.

Per l’inaugurazione dello showroom di via Milazzo, location strategica a Milano, Dieffebi ha scelto le giornate di Design City Milano che insieme a Brera Design Days hanno acceso la vibrante energia del design; un evento dedicato all’Office design Ibrido ha infatti  dato vita al nuovo spazio.
L’architetto Cesare Chichi di 967 racconta i concetti che hanno ispirato il progetto.

L’apertura dello showroom a Milano segna una tappa importante nella storia di Dieffebi che va ben oltre la celebrazione del 40° anniversario; l’idea è nata dall’opportunità di avere proprio nel Brera Design District uno spazio dove raccontare l’identità di Dieffebi come azienda da sempre orientata al design di qualità e all’innovazione, proseguendo virtualmente il racconto iniziato con lo stand del Salone Ufficio 2015 con il claim “Tailor made”.
La morfologia dello spazio (140 mq con due vetrine che affacciano su via Milazzo) si è prestata naturalmente alla suddivisione in tre aree con che esprimono le potenzialità di utilizzo dei prodotti Dieffebi in contesti diversi.

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“La prima zona con le vetrine verso l’esterno è il luogo preposto alla comunicazione e alla creatività espressiva; uno spazio aperto, flessibile e riconfigurabile, pensato per eventi e allestimenti temporanei.

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La seconda area si caratterizza per un’atmosfera più domestica; è il luogo dell’ospitalità, dell’incontro e del confronto con i clienti.

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La terza area è un vero e proprio ufficio con postazioni scrivania e contenitori utilizzabile come sede distaccata dell’azienda; qui il tema “Taylor Made” già percepito nelle precedenti aree, si concretizza con la possibilità di visionare e comporre personalizzazioni progettuali aperte grazie all’ampia gamma di combinazioni materiche e cromatiche” spiega Cesare Chichi.
I locali di servizio nella parte finale includono una kitchenette con cantinetta per i vini.
Trilux, partner illuminotecnico, ha fornito i corpi illuminanti che cambieranno in occasione dei prossimi allestimenti.
La sequenza delle tre aree è enfatizzata anche dall’alternarsi di spazi chiari e spazi scuri che donano più profondità al cannocchiale visivo percepibile dalla vetrina.

Le tinte neutre scelte per l’involucro, varie tonalità di bianco e grigio, lasciano massima libertà negli allestimenti che di volta in volta presenteranno le collezioni Dieffebi in varie proposte cromatiche.
L’arancione, colore corporate di Dieffebi, è quello scelto in occasione dell’apertura: compare discreto ed elegante nei dettagli dei grandi pannelli appesi alle pareti che propongono pezzi di arredo storici ed evergreen dell’azienda; è invece un arancione più vivace quello che spicca nelle cassettiere-sedute CBox che hanno accolto il numeroso pubblico presente alla tavola rotonda “Office Design Ibrido” organizzata con WOW!, il primo degli eventi che si svolgeranno in questo spazio.

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Hack: scrivanie con lo spirito del garage.

Un sistema di scrivanie pratico e creativo, una soluzione provocatoria che Vitra ha pensato per i cambiamenti dinamici in un ambiente di lavoro in continua evoluzione. Hack, disegnato da Kostantin Grcic, sfida il concetto tradizionale di scrivania da ufficio con un’estetica non finita e una multiforme adattabilità.

Il design oggi deve cercare di anticipare le esigenze e i requisiti di azienda e dipendenti. Da questa idea Kostantin Grcic e Vitra hanno sviluppato il sistema di scrivanie ripiegabili e trasportabili Hack, una soluzione funzionale, dinamica e innovativa.
Si presenta con un ampio piano di lavoro, regolabile facilmente in altezza (da 200 a 1250 mm) e un pannello divisorio che permette di aumentare la concentrazione e la privacy. Il meccanismo ad azionamento manuale, che ne aumenta la versatilità, permette facilmente di chiudere la scrivania verticalmente, chiudendo le due partizioni laterali verso l’interno.

Il meccanismo pensato da Vitra offre anche una divertente provocazione: nella posizione più bassa Hack può essere dotato di cuscini ed essere utilizzato come divano. Lavoro e riposo, formale e informale, poli sempre considerati opposti, si riuniscono in un unico oggetto.
Inoltre anche il “raw design” scelto, come un progetto sperimentale non finito, con pannelli di legno grezzo, realizzati localmente secondo principi di sostenibilità ecologica, è pensato per adattarsi all’immagine di azienda come laboratorio in costante cambiamento. I pannelli sono collegati da resistenti cerniere metalliche che ne garantiscono la stabilità e ne facilitano il sistema di ripiegamento.
Testo di Gabriele Masi.

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Legno, Cartone e autoproduzione: #din2016.

Workshops, eventi, showcooking e 150 designer, gran parte autoproduttori, hanno animato l’edizione della Milano Design Week Din-Design In 2016, organizzato da Promotedesign.it. Tra i diversi complementi d’arredo, prototipi e tipologie di prodotti eco-compatibili, grandi protagonisti sono stati due materiali opposti, ma ugualmente versatili e capaci di stimolare la creatività: legno e cartone.

Un percorso tra sperimentazione e innovazione nel design di autoproduzione: Din-Design In 2016, FuoriSalone 2016 è stato un evento che ha raccolto grande consenso, con oltre 100mila visitatori.
“Molti espositori mi dicono di aver incontrato svariati buyer provenienti da tutto il mondo”, ha confermato Vincenzo Carbone, fondatore di Din-Design In.
Uno degli aspetti più interessante è stato l’uso di un materiale “povero” come il cartone nella realizzazione dell’allestimento e in particolare dell’Area Conference e l’Info Point progettata da A4Adesign e il temporary shop e i supporti per le aree espositive, curati da Carton Factory.
Cartone protagonista anche di alcuni oggetti interessanti come helloStandy, una pratica “estensione” per trasformare normali scrivanie in comode standing desk e la libreria Bookstack, il divano e la sedia  l’Havearest, il piatto Plato e la biblioteca di Chivasso firmata da A4Adesign.

Opposto del cartone per la sua “classicità”, anche il legno ha trovato grande spazio. Un materiale capace di essere reinventato dalla creatività dei diversi designer, che ne hanno fatto sedie e panche dalle forme fantasiose, pratici arredi modulari, o finiture per impreziosire gli oggetti di arredo.
Din-Design In, però, non è stata solo una esposizione, ma è stato anche teatro di diverse iniziative che hanno coinvolto i visitatori, come i workshop organizzati dal POLI.design, eventi di food design e eventi di showcooking, e la presentazione del libro Design For, che per la quinta volta raccoglie una selezione di progetti inediti di designer da ogni parte del mondo.
Testo di Gabriele Masi.

Didascalie:
In apertura. Area Conference, A4Adesign. Un’area conference realizzata totalmente in cartone dalle sedie, ai tavoli alle partizioni.
1.
Havearest Poltrona, A4Adesign. La collezione Havearest comprende un divano a due e uno a tre posti, realizzati assemblando con semplici incastri e colla ad acqua cartone riciclato e riciclabile.
3. Standy +, helloStandy. La prima standing desk realizzata interamente in cartone, facile da chiudere e da trasportare.
4.
Bookstack, A4Adesign. Libreria a moduli in cartone alveolare, configurabile a seconda del carico, fino a massimo 4 piani sovrapponibili.
5.
Playwood, Stefano Guerrieri. Un comodo scaffale, libreria o portaoggetti modulare in legno.

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Creatività in ufficio a #VL16.

L’ufficio come habitat stimolante, giovane e dinamico, capace di liberare energia vitale, ma anche come fonte diispirazione e innovazione. Area del FuoriSalone 2016 dedicata alle idee dei designer emergenti, Ventura Lambrate ha offerto alcuni spunti interessanti anche sul tema workspace. Dai mobili per l’ufficio dedicato ai giovani creativi degli studenti svedesi della Lund University all’innovativo uso del cartone di helloStandy, alla Boring Collection che ha vinto il Milano Design Award nella categoria Best Concept.

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Abbiamo già discusso in articoli precedente quale fosse l’impatto delle nuove generazioni sui nuovi ways of working e su quanto fosse importante l’ergonomia per i Millennials.
Per chi era ancora indeciso, due progetti presentati a Ventura Lambrate, nell’ambito del FuoriSalone 2016 danno sicuramente una risposta.

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In Our Office è un concept creato dagli studenti del primo anno del master di Industrial Design della Lund University (Svezia): 12 arredi studiati appositamente per un habitat per giovani creativi che seguono i propri sogni e convinzioni al di là del vincolo delle grandi società corporate.  L’obbiettivo è quello, attraverso il design dell’arredamento per ufficio, di creare un ambiente dove le linee di confine tra orario di lavoro e di svago sono più sfumate, capace di ottimizzare gli spazi con soluzioni eccentriche, come “le scrivanie a castello” o “a scomparsa, oppure sistemi di arredo scomponibili e facilmente riconfigurabili, che in contempo permetta di trovare facilmente dei momenti di privacy.

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Frutto del lavoro di altri due giovani italiani, Matteo Cracco e Federico De Megni, helloStandy è un semplice metodo per trasformare qualsiasi normale scrivania in una funzionale standing desk.
Le scrivanie regolabili sono una delle nuove tendenze dello spazio ufficio, in grado di aumentare la produttività e tutelare la salute dei lavoratori che spendono gran parte della loro giornata seduti.
Realizzata in un quadrato di cartone pieghevole 50×50 cm con 5 mm di spessore, la novità di helloStandy sta nella sua facile trasportabilità, il suo scarso ingombro, la libertà e la facilità di utilizzo, oltre che l’impiego ecologico di materiali riciclabili.
Sintesi di questi progetti è stata la Boring Collection progettata da Space Encounters per Lensvelt: quello che conta non sono gli arredi, ma l’energia vitale che si può sprigionare nell’ambiente di lavoro.
Testo di Gabriele Masi.

Didascalie:
In Apertura. Zip it, Rae Bei-Han Kuo. Uno spazio di lavoro può essere molto distraente. Zip It! è una sedia che, attraverso un sistema a zip, permette facilmente di isolarsi, anche acusticamente, e trovare la concentrazione. Inoltre grazie ai due tavolini posti sui braccioli si possono creare diverse configurazioni e assumere diverse posizioni di seduta.
1. Umbrella, Malin Yngvesson. Un’altra idea per aumentare la privacy e la concentrazione: umbrella non è solo una lampada: è uno scudo contro la distrazione.
2. Workaround, Sofie Aschan Eriksson. Una sistema in plastica e legno di scrivanie e piani di lavoro trasformabile, che agevola il team working anche durante la costruzione dei diversi setting.
3. helloStandy, Federico De Megni e Matteo Cracco. Presentato in occasione del FuoriSalone 2016 “l’estensione” standing desk per scrivanie nasce “dall’esigenza di concepire un nuovo modo di lavorare, capace di risolvere fastidiosi dolori e malesseri fisici dettati da un’elevata postura sedentaria”.
4. Bunk Desk, André Gunnarsson. Una soluzione per i piccoli uffici: una “scrivania a castello”, pensata per creare zone libere dalla distrazione e nuove prospettive.

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Le 10 scrivanie più innovative.

Scrivania o tavolo da pranzo? Ambiente contract o domestico? Difficile e probabilmente inutile tentare di stabilire questa differenza o definire categorie rigide per arredi che, come confermano anche le novità proposte al Salone del Mobile e nel Fuorisalone 2016, sono sempre più versatili, capaci di adattarsi a ogni ambiente, personalizzabili anche se realizzati con processi industriali; concepiti come sistemi articolati e ampliabili per rispondere a varie esigenze.

WOW! ha selezionato i tavoli più interessanti, adatti per l’ambiente domestico e anche per quello di lavoro, gli oggetti di industrial design con caratteristiche di innovazione e quelli progettati non solo pensando agli spazi, ma anche alla vita che anima quegli spazi. Tavoli per nuovi ways of working e ways of living.
Tra i 10 migliori tavoli della Milano Design Week 2016 confermiamo due progetti oggetto di due articoli dedicati, postati recentemente su WOW!

Pillow-table, scrivania regolabile in altezza predisposta per power nap, un progetto di Tine Mouritsen in cerca a di un produttore;

Coffice, innovativo concept di tavolo doppio meeting con attrezzature per cucina proposto da Estel.
A questi due prodotti WOW! aggiunge la sua selezione di best tables:

Brut, Magis, design Konstantin Grcic.
L’idea per questa serie di tavoli nasce dal materiale, la ghisa, un processo produttivo caratterizzato da una matericità, una fisicità e una solidità arcaiche e da una grammatica “grezza” come sottolinea il nome, Brut, che evoca anche un vino ricercato ed esprime quindi la raffinatezza e il gusto sofisticato di questi tavoli.

Zero, Alias, design Ron Gilad.
Una collezione dalla geometria essenziale ed astratta di tavoli e tavolini di diverse altezze con telaio in alluminio che sviluppa il tema del tavolo basico a quattro gambe. L’angolo, l’elemento strutturale del tavolo, viene però svuotato, smaterializzato, generando una forma enigmatica.

Clavis, Tecno, design Centro Progetti Tecno con Daniele del Missier.
Questo nuovo sistema di tavoli ha come requisiti base la flessibilità e facilità di assemblaggio; un giunto brevettato e una serie ridotta di componenti industriali garantiscono il montaggio senza l’utilizzo di alcuno strumento. Una vasta tipologia di configurazioni che vanno dal tavolo singolo alle workstation multiple e alle postazioni di lavoro in piedi regolabili in altezza.

Copenhague Deux, Hay, design Ronan & Erwan Bouroullec
Una collezione di tavoli, tavolini e lunghi tavoli bench in 12 diverse dimensioni. Il piano è realizzato con un nuovo laminato basato su nanotecnologie che offre una superficie extra matt e molto piacevole al tatto con caratteristiche di alta resistenza ai graffi e facilità di pulizia.

Add, La Palma, design Francesco Rota.
Un nuovo tavolo che prosegue il percorso già intrapreso dal pluripremiato sistema versatile Add Seating System integrando la collezione.

E’ composto da un telaio in estruso d’alluminio che prosegue con gambe in fusione d’alluminio; la gamba terminale collega i traversi a 90° dando vita all’angolo, mentre quella doppia collega i traversi a 180° e permette di collegare due o più tavoli assieme. Una soluzione che rende Add perfetto per la ristorazione, per l’ufficio e gli ambienti contract.

Pegaso Infinito, Caimi, design Angelotti & Cardile.
La collezione Pegaso si arricchisce di un tavolo modulare per composizioni lineari senza limite di lunghezza. La semplicità e pulizia formale del piano, contrapposta alla sinuosità della struttura in alluminio lucido, si ripete all’infinito grazie alla nuova gamba simmetrica che può essere giuntata innumerevoli volte.

MadeTerraneo, Lago, design Daniele Lago.
Tavolo con top in piastrelle di ceramica dipinta a mano, frutto della collaborazione con l’azienda Made a Mano di Caltagirone. Processi industriali e artigianalità per creare questo piano non ortogonale, una sorta di patchwork irregolare composto da grandi pixel che portano negli ambienti il calore del mediterraneo.

MovePlace, A.R. Novate design Anastasia Gavrilova e Rafael Gaynullin.
E’ stato presentato al Salone Satellite  da due giovani designer russi il prototipo di questo tavolo da lavoro pieghevole, facilmente trasportabile e immagazzinabile in poso spazio. E’ dotato di alcuni funzionali accessori, tra i quali la sacca porta cavi.

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Cucinare in ufficio.

Al Salone del Mobile abbiamo visto annullare i confini tra cucina e ufficio. L’ufficio è un set dinamico che attiva relazioni sociali e diventa conviviale e gioviale quando offre la possibilità di condividere la piacevolezza del mangiare e bere; ma anche la cucina diventa qualcosa di nuovo quando accoglie elementi dell’ambiente di lavoro.

L’ufficio cambia , si apre alla convivialità durante una riunione informale, uno snack o per la pausa pranzo. Allo stesso modo anche la cucina prevede che uno smart worker possa utilizzare i suoi device mentre prepara la cena e risponde a nuovi criteri di ergonomia e funzionalità, così il top, esattamente come una scrivania, è regolabile in altezza per adattarsi alla statura di chi lo usa, per essere tavolo da pranzo oppure piano di lavoro. Abbiamo visto l’applicazione di questi concetti nel padiglioni di Eurocucina dove da Estel ha presentato i vivaci concetti di Coffice e Work in Casa.



Diverse configurazioni con le collezioni SmartOffice-SmartLiving hanno declinato aree che integrano i due ambienti.
Inoltre è stata realizzata ad hoc la nuova linea “Isola”, di dimensioni contenute per rispondere contemporaneamente alle due funzioni snack e meeting.

E’ formata da due tavoli che possono avere altezze diverse (75 o 90cm)con un volume centrale separa i due tavoli e alloggia piccoli elettrodomestici come tostapane, microonde, macchina per il caffè e ricariche per i diversi devices.

Al Salone del Mobile, anche l’azienda svedese String proponeva nel suo stand la perfetta integrazione tra cucina e workplace resa possibile grazie all’ampia gamma di scaffalature e contenitori che permettono di arredare praticamente qualsiasi tipo di ambiente con uno stile minimale e rigoroso.

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Il tema dell’iper-sistema capace di configurare qualsiasi soluzione per qualsiasi esigenza è stato proposto anche dall’azienda danese Hay nella sua mega installazione alla Pelota con un sistema modulare di scaffalature che si sviluppa in orizzontale e verticale e integra tavoli, mensole e altri elementi per arredare qualsiasi ambiente, dall’ufficio alla cucina.

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Grasshopper & Co: oggetti per una scrivania multiuso.

Grasshopper, Neverfoget e Carrybag sono gli accessori pensati da Sedus per rispondere alle piccole necessità quotidiane a casa o in ufficio, donando alla scrivania un elemento decorativo con un tocco vivace e di colore.

Sedus propone tre vivaci oggetti per una scrivania multiuso, perfetti anche come regalo di Natale. Elemento decorativo da applicare alla scrivania o a una mensola ispirato ai fili d’erba, Grasshopper dona un tocco di colore e allegria al tavolo da lavoro o a una mensola e può essere utilizzato per inserire foto e memo. E’ indicato per i piani con uno spessore di 12-19 mm e di 25 mm. Disponibile in set da 3, imballo in plastica.
Carrybag è la reinterpretazione firmata Sedus del gancio appendiborsa. Grazie alla sua superficie vellutata, calda al tatto, Sedus Carrybag non è soltanto un utile accessorio, ma anche un elemento di arredo che cattura l‘attenzione.
Infine la lavagna magnetica Sedus Neverforget e i colorati sedus mag dots (set di 5 pezzi) permettono di avere sempre a portata di mano cartoline, foglietti, foto e altri ricordi in carta e cartone.
Per informazioni sulla vendita sedus.it@sedus.com ( o tel. 031.494136), al prezzo di 12 euro per Grasshopper (Codice 60799), 29 euro per Carrybag (Codice go-401) e 55 euro per Neverforget (Codice MP90AC-MAGBO / go-402).
Testo di Gabriele Masi.

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Pop Series: humor e segni ludici anche sulla scrivania.

Macchine fotografiche e radio portapenne, orologi a morsetto, maialini salvadanaio, pomi portacandele e animali in legno fermacarte: la collezione Pop Series di Incipit porta un tocco di originalità e gioia sulla scrivania o a casa.

Pop Series di Incipit è un regalo di Natale perfetto per una scrivania personalizzata: una collezione di 6 oggetti caratterizzati da colori brillanti e forme morbide. Della Pop Series fanno parte gli animaletti in legno Chip del designer Tommaso Caldera che partendo dallo stesso blocco di legno dalla forma ovale, ha dato vita a un pinguino, una balena e un gufo; il salvadanaio Louis di Philippe Tabet, designer di origine francese, che ha voluto rivisitare un classico oggetto di design omaggiando Luigi XVI Re di Francia; l’orologio con morsetto Clip del duo Sovrappensiero; il portacandela Pomo in ceramica di Maria Jennifer Carew, che ricorda un frutto tondo e succoso, e gli accessori in legno da scrivania Buzz e Click, che hanno l’aspetto di radio e macchina fotografica del designer Raul Frollà.
La Pop Series è in vendita esclusivamente sull’e-commerce Incipit, con prezzi inferiori a 50 euro a pezzo (Chip 22 euro, Louis 28 euro, Clip 48 euro, Pomo 35 euro, Buzz 35 euro, Click 35 euro).
Testo di Gabriele Masi.

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Un’oasi di privacy con Secretair Sedus.

Sedus propone la riedizione di un’antica tipologia di mobile, da impiegare come “rifugio” all’interno dell’ufficio open space, come comoda soluzione per l’home office o funzionale scrivania in ambienti collettivo come biblioteche e università. Offre sensazioni di benessere produttivo che colmano il divario tra “main office” e “home office”.

Questa postazione di lavoro singola progettata dal designer Rüdiger Schaack è di piccole dimensioni (1200 x 700 mm), ma efficiente e facile da posizionare grazie alle ruote. Il pannello in tessuto schermante e l’utilizzo di gambe poco convenzionali le conferiscono un carattere particolare.

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La struttura portante è costituita da un’intelaiatura in tubolare rivestita da un tessuto in rete che funge da schermo acustico e visivo e sostiene allo stesso tempo il piano di lavoro. Si crea così una piccola oasi di benessere che permette di lavorare concentrati, usufruendo di un’ulteriore schermatura grazie ai fianchi arrotondati. Dispone di accessori utili come un cassetto, un ripiano e una lavagna magnetica.

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Office Design: spazi “terzi”, oltre la postazione di lavoro tradizionale.

Lo scenario contemporaneo degli spazi ufficio, vede sempre più aumentare l’importanza di quelli che vengono definiti spazi “altri”, “in-between” rispetto alle postazioni di lavoro tradizionali. Aree che attengono alla dimensione dell’accoglienza, a quella sociale, relazionale, ludica, di intrattenimento e, in generale, di servizio alla persona e alle sue esigenze globali durante il suo permanere, per tempi brevi o prolungati, all’interno di un ufficio sempre più organizzato per activity setting. Oppure che definiscono piccoli territori di privacy.

L’attenzione verso questi spazi “terzi” è sottolineata dai più interessanti casi di uffici contemporanei e va rafforzandosi. Nei giorni scorsi Sedus ha dedicato una giornata di workshop a questo tema (ne parleremo nel prossimo numero di WOW!).
La loro qualità, ovviamente complementare a quella delle postazioni di lavoro, appare sempre più strategica per l’identità corporate, ma anche per una migliore “qualità esperenziale” relativa allo stile di vita -e non solo di lavoro- in ufficio sia per i dipendenti che per gli ospiti temporanei.
Tutto ciò concorre positivamente alla fidelizzazione delle persone nei confronti del proprio luogo di lavoro e della propria azienda.
Anche al Salone Ufficio erano presenti diversi esempi di arredi non tradizionali, concepiti per aree-in between e che integravano non solo diverse nuove funzioni per rispondere alle nuove modalità lavorative, ma anche la variabile tempo.
Un passo oltre la polifunzionalità, piuttosto una sensibilità verso un dinamismo che nel workplace diventa una costante imprescindibile e che in molti casi genera tipologie di arredi ibridi.
Una sensibilità che rende inadeguata anche la staticità tipica della scrivania che nelle più evolute versioni diventa regolabile in altezza e personalizzabile.
Interessanti riflessioni progettuali su tema degli “In-between spaces” sono emerse anche nel corso del convegno “Office Design: oltre le postazioni di lavoro” che si è svolto il 16 aprile presso l’Agorà de La Passeggiata (a cura della Scuola del Design- Dipartimento di Design e  Consorzio Polidesign del Politecnico di Milano). All’incontro coordinato e moderato da Francesco Scullica, professore associato presso la  Scuola del Design del Politecnico di Milano sono intervenuti:
Giorgio Dal Fabbro, co-direttore corso Office Design- Polidesign, Michele Dell’Orto, sales engineer  Linak Italia, Jacopo Della Fontana,  Progettista titolare D2U, Silvia Piardi, direttore del dipartimento di Design del Politecnico di Milano, Marco Predari, architetto, presidente  Assufficio, Renata Sias, progettista e direttore WOW!Webmagazine, Silvia Tieghi, progettista D2U (design to users), Milano.

Didascalie
1,Steelcase Brody WorkLounge. Fornisce un elevato comfort, è dotato di tecnologia brevettata  LiveLumbar per una postura lounge ergonomica. La superficie di lavoro regolabile mantiene il PC al livello degli occhi, riducendo sforzo del collo e delle spalle.
2, Prooff #008 StandTable design Ben van Berkel, UNStudio. Un tavolo dinamico che aiuta le persone a connettersi.
3, Zanotta, Shoji, design LucidiPevere. Paravento rivestito in tessuto con mensola consolle.
4, Mascagni, Trés. Sistema di pannelli in legno curvato e forato per aumentarne la fonoassorbenza.

5, True Design, Pincettes, design Luciano Dell’Orefice. Una collezione di pannelli divisori che garantiscono privacy senza rinchiudere troppo l’utilizzatore.
6, Quinze & Milan, Skew, design Kazumi Okamoto. Seduta modulare, flessibile, versatile, amputabile all’infinito.
7, Materia (Kinnarps Group),Couture,design Marie Oscarsson. Arredi flessibili, con dettagli tessili. La superficie di base può essere equipaggiata con vari elementi per creare divani, tavoli e divisori.
8, Ares Line, Privée, design Progetto CMR. Sistema di architettura per interni, modulare e multifunzionale, che permette di creare oasi di privacy in spazi pubblici,
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Neomobile: layout diversi per attività diverse.

Passione, innovazione, trasparenza e bellezza” questi secondo il CEO di Neomobile Gianluca D’Agostino sono gli ingredienti del nuovo quartier generale a Roma disegnato da Salvatore MarinaroAntonio Borghi di Unispace, che lo ha presentato alla Jelly Session durante lIsola WOW! Lavoro Agile alla Piscina Cozzi. “Dietro al muro di mattoni, ci sono 4 piani di lavoro, uffici moderni e flessibili che supportano il nostro team e sono fonte di ispirazione per portare avanti la tecnologia della monetizzazione attraverso il mobile”.

Neomobile è un gruppo leader nel mobile commerce che opera a livello globale. Istituita nel 2007, oggi aiuta gli sviluppatori di app, adnetwork e aziende digitali come content provider, social network a monetizzare i loro servizi o prodotti digitali, oppure il traffico web e mobile, attraverso il carrier billing, la fatturazione con l’operatore telefonico.
“È una azienda internazionale, quindi avevano ben chiaro il concetto di smart working e non c’è stato bisogno di lavorare sul change management”, spiega Antonio Borghi, l’architetto di Unispace che si è occupato dello space planning del progetto del nuovo quartier generale Neomobile all’EUR di Roma.
“Ci siamo concentrati solo sul nostro core business: la progettazione di un edificio abbastanza complesso, il braccio di un vecchio monastero in un parco, perciò con vincoli strutturali pesanti. Il nostro ruolo è stato quello di ripulire la struttura e riportarla allo stato originale e riadattarla in un dialogo vivo tra lo spazio preesistente e le esigenze dellazienda in ogni settore”.
Necessità diverse che hanno portato a progettare i quattro piani della struttura con un diverso layout e diverse soluzioni di interior design.
Partendo dal secondo piano, dove lavora il settore tech, cuore dell’azienda, il layout prevede stanze separate da pareti in vetro, all’insegna della trasparenza e della continuità visiva, che affacciano su un corridoio aperto con piccole sale riunioni usufruibili in caso di necessità.
Le pareti di vetro sono utilizzate come vere e proprie lavagne dove attaccare fogli plastificati e appunti.
Il centro amministrativo è situato al primo piano, dedicato al top management e alla sala del consiglio, ma lo spazio principale è il piano terra, uno spettacolare open space con grandi finestre sul giardino che ospita al suo interno diverse funzioni.
“Poichè la struttura dell’edificio non presentava il classico allineamento di pilastri centrali abbiamo deciso di creare una spina centrale di scrivanie” spiega Antonio Borghi. “La luce è abbastanza alta, è una sala molto ampia, e questo ci ha fatto propendere per la soluzione a navata unica. Una configurazione “ad albero” con una certa densità, che probabilmente si evolverà nel tempo. Avendo l’azienda eliminato il telefono fisso per ogni dipendente, sono stati anche creati dei Phone booth, adibite a chiamate veloci”.
Anche il seminterrato è un open space con larghe finestre e accesso dal giardino, una comfort zone pensata per incentivare gli incontri in un ambiente informale, in un’area tra le più grandi dell’azienda fornita anche di oggetti ludico-ricreativi come il calcio balilla o il ping pong.
“Cercando di riassumere il progetto del quartier generale Neomobile si possono individuare tre concetti chiave” conclude Antonio Borghi. “Uno spazio efficiente e differenziato, studiato appositamente per le diverse tipologie di lavoro dei vari settori. Nessuno spazio è lasciato inutilizzato e nessuna funzione eccede il suo reale bisogno. Poi direi che è un workplace dinamico e smart, capace cioè di supportare diverse attività con un linguaggio architettonico non convenzionale, pensato fuori dagli schemi”.
Testo di Gabriele Masi.

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Star: rivoluzione smart di un’azienda tradizionale.

Dalla scrivania fissa e personale all’open space, da uno spazio fortemente gerarchizzato alle postazioni libere. Come portare un’azienda tradizionale e con un una lunga storia nell’era dello smart working? Durante la seconda jelly session dell’Isola WOW! Lavoro Agile, Matteo Melchiorri, HR Star e Antonella Grenci de Il Prisma hanno illustrato le caratteristiche dei nuovi uffici Star di Milano.

Star, la famosa azienda alimentare, ha da poco trasferito i suoi uffici presso il centro MAC7 di Milano. Gli interni, progettati dall’architetto Antonella Grenci de Il Prisma, propongono una concezione dell’ambiente di lavoro, all’insegna del “chance encounters”.
“Abbiamo optato per un open space uguale per tutti senza postazioni assegnate” spiega Matteo Melchiorri, direttore risorse umane Star “Abbiamo scelto uno spazio molto generoso, senza un obiettivo di ottimizzazione della superfice. Di per sé la postazione è tradizionale, ma non ci sono pannelli divisori e soprattutto sono stati ridotti al minimo gli spazi fisici per l’archiviazione dei documenti, perché abbiamo adottato un approccio paper-less.
Per accompagnare il processo di cambiamento verso questo nuovo modo di lavorare, abbiamo dotato ogni dipendente di un locker, armadietto 35x35x60cm per gli oggetti personali”.
L’elemento che contraddistingue il progetto è la forte impronta che lazienda ha voluto dare allo spazio, in primo luogo nell’uso del colore.
“Chiunque entri negli uffici non ha dubbi di trovarsi in Star per i colori inconfondibili del marchio”, spiega Antonella Grenci. “Una moquette verde, un grande prato, e le nuvole colorate dei pannelli acustici gialle, rosse e bianche: i colori di Star sono presenti ovunque”.
Altro forte elemento architettonico e cuore del progetto è lagorà.
“Gli uffici hanno una struttura ovale” continua Melchiorri “al centro c’è un’agorà che riproduce l’ambiente famigliare di una cucina, con un bancone, un frigorifero, vending machine, tavolini e divanetti. Unarea break flessibile e multifunzione che può essere utilizzata per rilassarsi o lavorare in autonomia o con altri in maniera informale.
Volevamo un luogo che favorisse lincontro e la condivisione tra i dipendenti. Abbiamo anche una cucina vera, professionale, uno spazio di lavoro dove organizziamo show cooking, eventi con la stampa, coi consumatori, con gli studenti universitari, etc”.
Qual è, però, il fattore più importante del passaggio allo smart working per un’azienda tradizionale come Star?
Melchiorri non ha dubbi: “È il change management, fatto di accompagnamento,verso il nuovo e di spiegazione del perché delle scelte.
Proprio con questa finalità abbiamo illustrato le varie fasi di realizzazione dei nuovi spazi attraverso un website dedicato ed abbiamo organizzato un focus group interno per ascoltare i dubbi e gli spunti delle nostre persone”.
Limportante è non dare per scontato nulla e rispondere a tutte le domande che arrivano”.
Il passaggio allo smart working, come tiene a sottolineare Melchiorri, non è comunque semplice e richiede una sua gradualità.
“Non possiamo definirci un’azienda agile, ma abbiamo scelto per il momento una maggior flessibilità in entrata (dalle 7.30 alle 9.30), nella gestione dell’orario durante la giornata e di conseguenza anche dell’orario di uscita, ma soprattutto abbiamo eliminato la timbratura, all’insegna del trust ed dell’accountability. Abbiamo deciso di non adottare in questa fase l’home working, per il futuro vedremo…”.
Testo di Gabriele Masi.

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Collezioni “sit-stand” oltre le normali prescrizioni.

Design, artigianalità e valori scandinavi sono alla base di Serie P e Oberon due collezioni “sit-stand” di Kinnarps che, insieme al più glamour Hal di Materia, prevedono dispositivi di regolazione in altezza dei piani di lavoro, anche oltre le normali prescrizioni, in modalità manuale o motorizzata.

Per un workplace ergonomico a prova di futuro, il motore nascosto, potente e silenzioso, garantisce una prestazione veloce e affidabile; per semplificarne l’uso è prevista una control unit che mostra l’altezza su un display ed è programmabile per adattarsi alle esigenze di ogni utilizzatore. Per rispondere alle necessità di diversi ambienti i piani sono disponibili in diverse forme e dimensioni.

Serie P è un sistema economico che permette di alternare nel modo più “sostenibile” e più semplice possibile le posizioni seduta e in piedi. Grazie alla regolazione elettrica motorizzata, la scrivania può essere sollevata e abbassata in un range di altezza anche oltre le normali prescrizioni. Una sola pressione di un pulsante invisibile e silenzioso è sufficiente per alzare o abbassare il desk top scrivania all’interno di un range che va da 635 a 1280 mm. 

Oberon è una collezione di tavoli (disponibile con gambe a sezione tonda e sezione quadrata) per il lavoro individuale, per le conversazioni spontanee e per i meeting organizzati; i vantaggi ergonomici derivano dalla possibilità di lavorare sia seduti sia in piedi migliorando la circolazione sanguigna e dalla scelta di combinare top e strutture per creare la soluzione che meglio si adatta all’ambiente e alle diverse modalità di lavoro: scrivanie di forme diverse, tavoli da lavoro e tavoli riunione, tavoli per aree break, lounge e caffetteria.
I tavoli sono regolabili in altezza da 615 a 1275 mm, semplicemente premendo un bottone. Oberon può anche essere dotato di gambe regolabili in altezza manualmente. una manovella permette di alzare ed abbassare il tavolo da 600 a 820 mm. 

Hal by Materia. La novità più recente è la collezioni di tavoli Hal disegnata Carl Öjerstam e presentata all’ultima Stockholm Furniture Fair da Materia, marchio di Kinnarps Group: all’apparenza non sembra un tavolo regolabile in altezza, in particolare nell’originale versione a tre gambe.Eè perfetto per meeting informali e aree break; grazie a un’accurata ingegnerizzazione, l’inclinazione delle gambe telescopiche permette di alzare il piano senza sacrificare la stabilità.

“Agili”, anche lavorando alla scrivania.

Il movimento è fondamentale nella nostra vita e, anche in ufficio, è fonte di benessere e di salute. Lo sostiene Michele De Lucchi con La Passeggiata e lo provano numerose ricerche che individuano come non salutare la staticità e dimostrano al contrario i vantaggi fisici e psicologici di una postura dinamica, a partire dalla scrivania che gli ergonomi suggeriscono del tipo “sit-stand”.

Lo stile di vita sedentario è negativo: uno studio dimostra che un 45 enne che trascorre seduto 11 ore al giorno ha il 40% di probabilità in più di morire nei prossimi tre anni.
Allora si, senza dubbio, a palestra, passeggiate, nuoto, bicicletta, attività all’aperto… ma che fare durante le circa 8 ore al giorno che dedichiamo al lavoro?
Un ufficio organizzato per activity settings si rivela più salutare rispetto a quello che ci inchioda a un unico piano di lavoro e le aziende che offrono palestre, aree per lo yoga e corsi di ginnastica fanno molto più che offrire una pausa di relax ai propri dipendenti; lo stesso si può dire per le aziende che dotano gli uffici di scrivanie “sitting standing”, una tipologia poco usata in Italia ma molto diffusa e addirittura obbligatoria in diversi Paesi europei dove la Cultura del Benessere è più radicata (abbiamo pubblicato un articolo sulle sitting-standing workstations a Orgatec) .

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(Didascalia foto sopra USM Kitos)
La qualità della vita forse comincia dai dettagli dalle cose che ci stanno più vicine e tendiamo a sottovalutare, come la scrivania: non a caso “We improve your life” è il motto di Linak che dal 1999 propone anche in Italia sistemi lineari elettrici e colonne di sollevamento per la regolazione in altezza dei piani di lavoro.


Prevenire è meglio che curare, come si dice e i vantaggi sulla salute (circolazione sanguigna, drenaggio, rinforzo muscolare, salute della colonna vertebrale, attivazione dell’attenzione, ecc) garantiti dall’alternare postura assisa e in piedi sono provati.
Esiste una norma UNI del 2011 tutt’ora valida, ma le norme sono volontarie e forse servirebbe qualche incentivo per sensibilizzare le aziende su questo tema.

Da diversi anni Assufficio si batte affinché la tipologia sit-stand di scrivania sia presa in considerazione da INAIL premiando le aziende eccellenti che investono sul comfort e la salute dei dipendenti con una riduzione del premio da versare per ciascun dipendente.
Purtroppo la visione di INAIL riguardo a “prevenzione e sicurezza” si rivela obsoleta e ben lontana da una vera Cultura del Benessere alla quale auspicherebbe l’intera community italiana del best Workplace.

La norma UNI EN 527-1:2011
La UNI EN 527-1:2011 “Mobili per ufficio-Tavoli da lavoro e scrivanie-Parte 1: Dimensioni” che aggiorna la precedente edizione del 2000, specifica le dimensioni dei tavoli da lavoro e delle scrivanie per le attività da svolgere in ufficio, stando seduti o in piedi. Rispetto alla precedente edizione la norma aggiorna le dimensioni delle scrivanie tenendo conto del progresso tecnologico dei PC dotati ormai tutti di schermo piatto che consente di avere tavoli per ufficio con profondità decisamente inferiori.
La nuova norma suddivide le scrivanie classificandole in 4 tipi:
Tipo A: ad altezza regolabile (in continuo, anche da parte dell’utente)
Tipo B: ad altezza selezionabile (al momento dell’installazione)
Tipo C: ad altezza fissa
Tipo D ad altezza regolabile o selezionabile, ma con un intervallo di regolazione ridotto.

La norma introduce anche il concetto di “sit-stand desk” tavoli da ufficio che possono essere utilizzati anche stando in piedi e che consentono così all’utilizzatore di cambiare frequentemente posizione evitandogli di stare seduto per molte ore consecutive.
La nuova edizione presenta anche altre variazioni: ad esempio lo spazio per le gambe viene ampliato per consentire all’utilizzatore di muoversi più liberamente mentre, per quanto riguarda le scrivanie ad altezza fissa, il piano di lavoro viene generalmente innalzato.
Camminare …alla scrivania.
Qualcuno si è chiesto perché stare in piedi alla scrivania quando sarebbe ancora più salutare camminare? La soluzione, in verità piuttosto ridicola, è quella di dotare la workstation di un tapis roulant. Non è uno scherzo, lo studio è stato condotto in Canada e pubblicato nella rivista Computers in Human Behavior. I risultati sono sorprendenti: maggiore attenzione e stimolazione della memoria a breve termine.
Una soluzione da prendere in considerazione per risparmiare la quota d’iscrizione alla palestra!

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Status e visione dinamica anche nel tavolo executive.(Foto sotto) Element, disegnato da Foster +Partners per Unifor, è un tavolo meeting di grande eleganza che risponde a una visione più dinamica anche per l’ambiente executive. Per il manager che non ama la staticità prevede il doppio utilizzo come ampia scrivania rotonda o tavolo riunioni, in entrambe le modalità permette di scegliere la posizione in piedi o seduti. La regolazione in altezza del pesantissimo piano di lavoro si regola magicamente premendo un bottone nascosto.

 

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Wittenstein Innovation, Factory in movimento.

Nel nuovo stabilimento Wittenstein Innovation Factory, a Igersheim, tutto è movimento e flessibilità: qui più di 300 postazioni di lavoro, fornite da Sedus, sono completamente amovibili e ricombinabili. Tutti gli arredi sono su ruote così da permettere di riorganizzare e riconfigurare liberamente lo spazio, un unico ambiente aperto e luminoso.

Nel quartier generale di Wittenstein AG ad Igersheim, in Germania, lavorano 1800 dipendenti, un centro di ingegneria ingegneria meccatronica all’avanguardia e dinamico in cui la cultura dell’innovazione è fondamentale.
Per questo Sedus ha studiato diverse soluzioni per un ufficio davvero flessibile: tutti i tavoli sono su ruote, come anche i divisori, gli archivi, gli armadietti, i contenitori e gli elementi di comunicazione. Per i documenti personali ogni lavoratore ha a disposizione un caddy, carrello contenitore trasportabile, che permette ad ognuno di avere sempre gli strumenti di lavoro a portata di mano, indipendentemente da dove o con chi dovrà svolgere il proprio lavoro. Una volta utilizzato, il caddy, può essere riposto comodamente in una apposita zona di parcheggio.
Grandi aree senza pareti permettono, poi, cambi rapidi di postazione, trasformando ogni volta lo spazio in scenari diversi e tutti da scoprire. Organizzare un meeting in condizioni ergonomiche ottimali al Wittestein Innovation Factory è davvero facile, soprattutto grazie agli elementi acustici amovibili della serie Mooia e alle scrivanie con regolazione di altezza motorizzata Temptation c, entrambe prodotte da Sedus.
Testo di Gabriele Masi.

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