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Neomobile: layout diversi per attività diverse.

Passione, innovazione, trasparenza e bellezza” questi secondo il CEO di Neomobile Gianluca D’Agostino sono gli ingredienti del nuovo quartier generale a Roma disegnato da Salvatore MarinaroAntonio Borghi di Unispace, che lo ha presentato alla Jelly Session durante lIsola WOW! Lavoro Agile alla Piscina Cozzi. “Dietro al muro di mattoni, ci sono 4 piani di lavoro, uffici moderni e flessibili che supportano il nostro team e sono fonte di ispirazione per portare avanti la tecnologia della monetizzazione attraverso il mobile”.

Neomobile è un gruppo leader nel mobile commerce che opera a livello globale. Istituita nel 2007, oggi aiuta gli sviluppatori di app, adnetwork e aziende digitali come content provider, social network a monetizzare i loro servizi o prodotti digitali, oppure il traffico web e mobile, attraverso il carrier billing, la fatturazione con l’operatore telefonico.
“È una azienda internazionale, quindi avevano ben chiaro il concetto di smart working e non c’è stato bisogno di lavorare sul change management”, spiega Antonio Borghi, l’architetto di Unispace che si è occupato dello space planning del progetto del nuovo quartier generale Neomobile all’EUR di Roma.
“Ci siamo concentrati solo sul nostro core business: la progettazione di un edificio abbastanza complesso, il braccio di un vecchio monastero in un parco, perciò con vincoli strutturali pesanti. Il nostro ruolo è stato quello di ripulire la struttura e riportarla allo stato originale e riadattarla in un dialogo vivo tra lo spazio preesistente e le esigenze dellazienda in ogni settore”.
Necessità diverse che hanno portato a progettare i quattro piani della struttura con un diverso layout e diverse soluzioni di interior design.
Partendo dal secondo piano, dove lavora il settore tech, cuore dell’azienda, il layout prevede stanze separate da pareti in vetro, all’insegna della trasparenza e della continuità visiva, che affacciano su un corridoio aperto con piccole sale riunioni usufruibili in caso di necessità.
Le pareti di vetro sono utilizzate come vere e proprie lavagne dove attaccare fogli plastificati e appunti.
Il centro amministrativo è situato al primo piano, dedicato al top management e alla sala del consiglio, ma lo spazio principale è il piano terra, uno spettacolare open space con grandi finestre sul giardino che ospita al suo interno diverse funzioni.
“Poichè la struttura dell’edificio non presentava il classico allineamento di pilastri centrali abbiamo deciso di creare una spina centrale di scrivanie” spiega Antonio Borghi. “La luce è abbastanza alta, è una sala molto ampia, e questo ci ha fatto propendere per la soluzione a navata unica. Una configurazione “ad albero” con una certa densità, che probabilmente si evolverà nel tempo. Avendo l’azienda eliminato il telefono fisso per ogni dipendente, sono stati anche creati dei Phone booth, adibite a chiamate veloci”.
Anche il seminterrato è un open space con larghe finestre e accesso dal giardino, una comfort zone pensata per incentivare gli incontri in un ambiente informale, in un’area tra le più grandi dell’azienda fornita anche di oggetti ludico-ricreativi come il calcio balilla o il ping pong.
“Cercando di riassumere il progetto del quartier generale Neomobile si possono individuare tre concetti chiave” conclude Antonio Borghi. “Uno spazio efficiente e differenziato, studiato appositamente per le diverse tipologie di lavoro dei vari settori. Nessuno spazio è lasciato inutilizzato e nessuna funzione eccede il suo reale bisogno. Poi direi che è un workplace dinamico e smart, capace cioè di supportare diverse attività con un linguaggio architettonico non convenzionale, pensato fuori dagli schemi”.
Testo di Gabriele Masi.

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Una pelle di luce: centro direzionale Effedue.

Un nuovo edificio ha modificato lo skyline di Imola a simboleggiare l’ondata di innovazione in architettura che sta toccando diverse provincie italiane. Fortemente iconico, trasparente e smaterializzato, un volume niveo dai riflessi cangianti che nel buio si trasforma in un cubo di luce. Glaciale, ma contemporaneamente dinamico e carico di energia.

Avvicinandosi a questo centro direzionale ecosostenibile progettato da A2 Studio (Gasparri e Ricci Bitti Architetti Associati), si scopre che gli elementi materici e caldi (la pietra, il legno, il portale rosso, arredi e luci colorate all’interno) si contrappongono a quelli eterei più appariscenti, soprattutto di notte (vetri, luce soffusa) che caratterizzano le facciate dominate dal pattern geometrico irregolare serigrafato sulle superfici.

Effedue, società che gestisce immobili di qualità, aveva chiesto un complesso direzionale di qualità, non solo non solo estetica, ma anche in termini di sostenibilità, funzionalità, vivibilità degli spazi interni, integrato nel verde circostante, investendo anche in tecnologie che hanno un ruolo fondamentale per il cambiamento, che contribuiscono a trasformare Imola in una smart city.
I progettisti hanno vestito con un linguaggio poetico e disordinato (la trama è costituita dal segno stilizzato F2) la facciata ventilata che contribuisce all’isolamento termico, alla gestione della luce solare, con riduzione dell’abbagliamento interno e all’isolamento acustico con riduzione dei rumori provenienti dalla vicina autostrada.
L’edificio (6 piani +parcheggio interrato) è stato progettato secondo principi bioclimatici per ridurre la richiesta di energia e per il migliorare il comfort interno. Spiegano Antonio Gasparri e Andrea Ricci Bitti “Abbiamo puntato allo sfruttamento della radiazione solare per il riscaldamento passivo del fabbricato e per la produzione di energia elettrica; all’utilizzo dei venti per la ventilazione interna e l’iperventilazione dei mesi più caldi; all’uso del verde per mitigare l’inquinamento atmosferico.”
Vetro, luce e trasparenza dominano anche negli interni. Al centro della pianta quadrata da 23 m di lato è posizionato un cavedio (4,20 m x 4,20 m) che, attraverso una pavimentazione trasparente in vetro, irradia la luce fino al piano terra. Le ampie vetrate che affacciano verso l’esterno, le pareti mobili vetrate e il design minimale degli arredi (Mascagni) portano anche nell’interior design il concetto di smaterializzazione che domina l’esterno.
Project Team
Architectural design and General Project Management: Arch. Antonio Gasparri and Arch. Andrea Ricci Bitti – A2 studio Gasparri and Ricci Bitti Architetti Associati
Assistants: Arch. Giovanna Campesato, Arch. Maddalena Casarotti, Arch. Chiara Celli, Arch. Valeria Tedaldi
Structural Design and Building Project Management: Ing. Antonio Tassinari – Studio Tassinari Associati
Design and Project Management of the Mechanical Plant Building Project
Light Design: Luca Turrini – Format Design Studio
Photo: Andrea Liverani (Photos And Live Studio)