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Every Color is Green… a Roma.

Oltre 350 gli architetti presenti al convegno “Every Color is Green” organizzato da Akzo Nobel in collaborazione con Ordine degli Architetti di Roma, svoltosi presso la suggestiva location della “Casa dell’Architettura” di Roma. Il secondo incontro di grande successo dedicato al ruolo del Colore nell’Architettura dopo quello tenutosi nel 2012 presso l’Ordine degli Architetti di Milano.

Ha aperto il convegno Arturo Livio Sacchi, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, sottolineando l’importanza del Colore in Architettura nell’ambito del nuovo obbligo dell’aggiornamento professionale. Il convegno dava infatti diritto all’accredito di 4 crediti formativi.
Seguito da Daniela Proietti, Consigliere dell’Ordine, che ha enfatizzato il valore comunicativo e simbolico del colore nell’architettura contemporanea citando noti esempi tra i quali il Kilometro Rosso di Jean Nouvel (che, non a caso, ha utilizzato prodotti Akzo Nobel) e insistendo sulla necessità di un iter progettuale che richiede uno studio ed una analisi approfondita indispensabili per una scelta finale del colore consapevole ed appropriata.
Renata Sias, direttore di WOW! e moderatrice dell’incontro, ha ricordato come il Colore sia un elemento effimero ma allo stesso tempo “fondamentale” dell’architettura, citando la conversazione pubblica con Ton Büchner, presidente e CEO, Akzo Nobel e Rem Koolhaas, curatore della 14a Biennale di Architettura di Venezia, che ha inaugurato “Fundamentals”.
Simone Zaccaria
, Business Manager Interpon, annunciando con orgoglio l’inaugurazione a Cernobbio del Powder Technology Center, centro di ricerca europeo del Gruppo, ha sottolineato l’importanza della formazione e della ricerca costante nella filosofia di Akzo Nobel, indispensabili per offrire soluzioni tecnologiche innovative e sostenibili che possano rispondere alle necessità dell’architettura e dell’interior design.
Michelangelo Pajno, Business Manager Sikkens, ha toccato il tema della Sostenibilià, alla base della mission Akzo Nobel (azienda al primo posto, per il quarto anno consecutivo, nel Dow Jones Sustainability Index) e presentato il Manifesto di Akzo Nobel – lanciato in occasione dell’incontro alla Biennale di Venezia- con riferimenti ai futuri concetti di Sostenibilità e di Human Cities.

Tre grandi professionisti italiani del progetto cromatico e percettivo hanno poi proposto le proprie visioni ed esperienze: tre approcci assai diversi e complementari tra loro.
Lia  Luzzatto
, docente, saggista, e consulente cromatica, con un titolo che richiama alla mente il paradosso di Nelson Goodman, ha proposto un breve excursus sul significato dei termini utilizzati per indicare il verde e il blu nelle culture storiche; immagini e archetipi di un simbolismo fortemente legato alla natura, oggi bandiera di una coscienza eco sostenibile e di uno stile di vita. Verde e blu si ripresentano quindi come nuovo modo di pensare e di produrre creando un’unica categoria concettuale: il blerde.
Aldo Bottoli, perception designer, ha spiegato che ogni colore è “verde” quando è messo nella condizione di riproporre la ricchezza informativa presente in natura, con riferimento alle condizioni percettive che, per sintesi, chiamiamo istintuali. Alla luce di queste prestazioni complesse, appare chiaro come sia utile, almeno per il progetto colore di spazi comuni, affrontare il tema di una estetica biologica, quindi inter-soggettiva, capace di superare, quei significati generati dal vissuto personale e dal contesto socio/culturale del percettore.
Federico Lardera, architetto, ha raccontato il progetto della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma (Gnam) selezionata nell’ADI Index per il Compasso d’Oro 2012. In occasione del centenario del Museo con l’integrale riallestimento della Collezione dei secoli XIX e XX, è stato infatti affrontato il problema del colore della parete di fondo nell’esposizione delle opere pittoriche e scultoree che, da mero schermo architettonico, diviene complessa struttura sintattica in cui le opere dialogano per risonanza cromatica e percettiva.

Gli aspetti “tecnici” dei prodotti vernicianti sono stati affrontati da due esperti del gruppo Akzo Nobel.
Tullio Rossini
chimico Industriale e R&D manager europeo in Akzo Nobel per i prodotti vernicianti in polvere destinati ai settori industriali, ha esplorato i caratteri più tecnici del colore, una delle proprietà fondamentali e di più immediata percezione di ogni sistema verniciante. Illustrando come la tecnologia delle vernici in polvere permetta oggi di sviluppare un’amplissima gamma di tinte, di effetti e di finiture, entro le quali il “gioco” del colore può assumere anche caratteristiche di ecologia, economia e sostenibilità difficilmente ottenibili mediante altri tipi di processo.
Mario Contini, Coordinatore Team PSC Centro-Sud Italia Akzo Nobel Coatings, coerente con la visione di Green Economy, ha dimostrato in modo pragmatico come la sostenibilita’ degli edifici possa migliorare anche attraverso l’uso di materiali speciali e tecnologie mirate. Per esempio l’innovativo sistema a cappotto termico, associato al sistema di finitura Sikkens Renovatherm Energy, sviluppato in collaborazione con Eni Versalis che contribuisce al risparmio energetico;  oppure le pitture per esterni Alpha Aeroxane con proprietà fotocatalitiche attive nella riduzione delle sostanze inquinanti presenti nell’aria, fino alle idro-pitture per interno ad alta riflettanza Alpha LumiMax Mat SF, che garantiscono l’illuminamento ideale e la riduzione del consumo di energia elettrica.

Le conclusioni si articolano sul piano del rispetto per il nostro patrimonio storico e della cultura della sostenibilità grazie agli interventi delle due responsabili dell’Ordine degli Architetti di Roma.
Virginia Rossini,
responsabile del dipartimento “Beni Culturali” dell’Ordine di Roma, ha proposto alcune riflessioni legate agli interventi sugli immobili di valore storico, sottolineando la recente apertura da parte della Sovrintendenza sulla possibilità di applicazioni di nuove tecnologie e nuovi materiali anche nell’ambito di immobili vincolati, fatta salva l’attenzione alla scelta dei materiali utilizzati per i restauri e l’indispensabile sperimentazione per evitare il rischio di danni irreversibili.
Patrizia Colletta, responsabile del dipartimento “Sostenibilità” dell’Ordine di Roma, ha ricondotto l’attenzione al focus del convegno, ovvero al valore portante della sostenibilità ambientale, cuore della mission di AkzoNobel e del progetto architettonico di qualità, un elemento che può anche aggiungere valore al ruolo del progetto del progettista, purché non sia semplice Green Washing, per citare Lia Luzzatto, ma Sostenibilità come essenza del progettare di ogni architetto, figura leader nella filiera del costruire.
Chiude l’incontro Renata Sias con una considerazione che si ricollega alla conversazione tra Ton Büchner, e Rem Koolhaas, alla Biennale di Architettura di Venezia, dove si sosteneva che il colore che ha caratterizzato l’architettura moderna è il “béton brut”.
Una tendenza che è fortunatamente cambiata dato che il cemento armato ha vista ha indubbiamente impoverito le nostre città e periferie.
Ma se di colore si deve parlare e se deve essere introdotto nell architettura come elemento fondamentale, allora è necessario che sia affrontato nella sua complessità, proprio come come ha  fatto Akzo Nobel con questo convegno.