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Ikigai: il benessere che viene dal sol levante.

Per vivere in una vera condizione di benessere è necessario dare un senso alla propria vita, trovare il proprio scopo di esistere e questo vale anche nell’ambiente di lavoro.
Applicare concetto giapponese di Ikigai nell’ambito professionale, come ci dimostra KMSenpai, può aiutarci non solo a evitare la tipica “sindrome da lunedì mattina”, ma anche a migliorare i rapporti con i colleghi, ad essere più sereni e meno stressati. Ecco in pochi semplici passaggi come essere più felici al lavoro.

Secondo la cultura giapponese ognuno ha il proprio Ikigai. La traduzione suona più o meno “il senso della propria esistenza”, “la realizzazione di ciò che si desidera per la propria vita”. Ma quanti possono davvero dire di averlo trovato?
Possiamo scoprirlo rispondendo, senza barare, a 4 domande:
1) Che cosa ti appassiona e davvero desideri fare?
Ognuno ha una sua motivazione forte e forse i desiderata non sempre corrispondono a quello che fa per guadagnare.
2) Che cosa sai fare bene?
Ognuno ha una sua abilità, ma non sempre questa bravura corrisponde a quello che vorrebbe fare o che fa di lavoro.
3) Il mondo che cosa vuole da te?
Domanda importante che entra nella sfera della propria mission, nell’ambito dell’etica e della corporate social responsibility. Nell’ambito lavorativo riguarda anche le aspettative che gli altri hanno nei nostri confronti.
4) Qual è la tua professione?
Domanda molto pratica, forse non semplice in un’era multitasking, che può anche generare risposte in contraddizione con quelle delle domande precedenti.

E poi?
Trovare l’equilibrio è il trucco, come illustra l’immagine, anche se la ricerca interiore per riuscire ad applicarlo può essere lunga e certo non immediata.
Per esempio non è detto che seguire solo la propria passione renda felici, ma è molto probabile che possiamo provare benessere e soddisfazione se riusciamo a collocarci in quell’area centrale che si determina tra i diversi elementi.

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Come applicare l’Ikigai nell’ambiente di lavoro.

KMSenpai, società di consulenza nella gestione d’impresa che da 20 anni opera in Italia, applica questo approccio in azienda con l’obiettivo di rendere più piacevole il clima del luogo di lavoro.
Tra i casi di successo vanta quello di un’azienda del settore plastico che ha totalmente modificato il proprio stile di gestione con ottimi risultati.

In un articolo recentemente pubblicato nella sua newsletter, KMSempai propone una serie di domande che il manager può porsi per capire se il suo stile di gestione permette ai collaboratori e dipendenti di trovare il proprio Ikigai:
1) Puoi ritenerti un buon capo se rendi gli altri infelici?
2) Talento e passione sono stati criteri base nella selezione dei collaboratori?
3) Fai qualcosa per evitare che i tuoi colleghi e collaboratori siano infelici nel luogo di lavoro?
4) Intorno a te ci sono persone intelligenti costrette a fare lavori stupidi?
5) Personale demotivato può dare buoni risultati in termini di produttività?

Per essere più concreti KMSempai suggerisce poi una sorta di decalogo per definire i pilastri di un’azienda che genera benessere e Ikigai, I punti sono contestualizzati in tre diversi ambiti.
1) Individuazione e condivisione degli scopi da raggiungere espressi in:
risultati
attesi, in termini di obiettivi e performance (perché, quanto);
tempi da rispettare in termini di date fasi di processi (quando);
risorse materiali o immateriali da rendere disponibili e utilizzare (chi, cosa, come);
2) Individuazione e condivisione del metodo espresso in:
formazione
da effettuare e comunicazione da attivare;
fattori critici da monitorare e azioni correttive in caso di allontanamento dagli obiettivi;
analisi autocritica risultati e anche di eventuali fattori che abbiano portato al mancato raggiungimento degli obiettivi;
3) Design e ottimizzazione dello spazio fisico del workplace con l’obiettivo di:
evidenziare le disfunzioni
nel flusso delle attività, per poter risolvere immediatamente i problemi;
ridurre al minimo i costi fissi
e i tempi morti;
analizzare i costi
separandoli in base alla loro natura (interni, esternio, diretti, comuni);
eliminare gli sprechi e anche tutto ciò che non è utilizzato o che rende poco agevole muoversi nello spazio.

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Buone abitudini quotidiane.
Infine KMSempai ha stilato una sintetica guida di azioni che dovrebbero essere normale comportamento quotidiano tra colleghi, basato sul rispetto della persona.

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