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Ecomat: il pannello che nasce dagli scarti delle olive.

Ecomat è un materiale sostenibile, riciclabile al 100% e all’infinito. Realizzato nella Piana di Gioia Tauro dopo anni di ricerche, è il risultato di un mix di sansa esausta dell’olio di oliva e plastica riciclata. I pannelli possono essere utilizzati in interni ed esterni in edilizia, trasporti, arredi e altri settori.

Un materiale WOW! già sperimentato in importanti progetti quali la pavimentazione di Expo 2015, gli uffici L’Oreal e per linee di arredi per ufficio e scolastici.
Un pannello unico nel suo genere realizzato con un innovativo processo industriale, senza utilizzo di colle, che lo rende una valida ed ecologica alternativa al legno.
Non teme l’acqua ed è resistente agli agenti atmosferici, chimici e alla salsedine; disponibile in pannelli e lastre monostrato con spessore che può variare da 3 a 30 millimetri; perfettamente lisci e adattabili a qualsiasi esigenza creativa.
Il raffreddamento degli impianti avviene a ciclo chiuso, senza acque reflue e gli scarti produzione vengono nuovamente macinati, evitando così di creare rifiuti.
Ecomat è prodotto da Europlan e distribuito da Livingoffice, società di general contractor nei settori retail ed office con sede a Roma, fondata e diretta da Mirella Raccuja.
“In Calabria ogni anno si buttavano fino a 2,5 milioni di quintali di sottolavorati di olio di sansa. Mi sono messo in testa di riutilizzarli in modo creativo e, al tempo stesso, di fare qualcosa di utile per la mia terra – spiega Domenico Cristofaro, fondatore di Europlan. – C’è voluto molto tempo per mettere a punto il sistema produttivo, ma ora siamo in grado di realizzare pannelli ad alto rendimento”.

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Lavorare in una termobolla (Carlo Ratti Associati).

Nell’ambito della riprogettazione della sede di Fondazione Agnelli a Torino, Carlo Ratti Associati ha sviluppato un sistema personalizzato di riscaldamento, condizionamento e di illuminazione in grado di seguire, come una bolla personalizzata, gli occupanti mentre si muovono all’interno struttura. Un ambiente in grado di sincronizzarsi con le abitudini di chi lo vive, una flessibilità al quadrato.

Dopo aver esplorato varie forme di controllo climatico in progetti come Local Warming (Biennale di Venezia 2014) e Cloud Cast (Dubai’s Museum of Future Government Services 2015), e dopo il Future Food District di COOP a Expo 2015, Carlo Ratti Associati continua il design incentrato sull’Internet-of-Things (IoT).
La bolla termica e luminosa personalizzata pensata per la sede di Fondazione Agnelli a Torino si basa su sensori disposti nello spazio in grado di monitorare diversi dati tra cui la concentrazione di CO2, la temperatura o il numero di occupanti della stanza.
Queste informazioni vengono processate da un sistema (BMS) in grado di rispondere in maniera dinamica alle modifiche registrate, regolando la luminosità, il riscaldamento, il livello dell’area condizionata e anche la prenotazione delle varie stanze.
Ogni dipendente può impostare attraverso un’app le proprie condizioni ambientali preferite, creando una bolla termica che lo segue attraverso la struttura grazie a delle unità di ventilcollettori situate nel controsoffitto e attivate dalla presenza umana.

Indubbi sono i vantaggi che l’IoT può portare nell’architettura.
“Oggi molta energia va persa per il riscaldamento o il condizionamento di edifici vuoti”, spiega Carlo Ratti. “Sincronizzando l’uso dell’energia con l’occupazione umana dello spazio possiamo creare un’architettura più sostenibile e responsabile, abbattendo teoricamente il consumo energetico del 40%”.
Una flessibilità al quadrato, che si espande anche a elementi non palpabili: come le pareti mobili di vetro, le tende fonoassorbenti, o le partizioni scomponibili, così anche gli impianti di illuminazione e riscaldamento sono in grado di riconfigurare lo spazio, creando microambienti per tutte le necessità.
Testo di Gabriele Masi.

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II food design svizzero in mostra a Milano.

La creatività elvetica esce dai confini del padiglione della Svizzera di EXPO 2015. Dal 4 al 30 settembre, la mostra “Il Gusto del Design” presso l’Istituto Svizzero di Milano propone una selezione di oltre 30 prodotti industriali sul tema food design: prototipi, idee di packaging e progetti di grafica, legati al  tema di EXPO. Tra i pezzi esposti, alcuni si rivelano perfetti anche per il workplace.

La rassegna, promossa dal Cantone di Vaud, è un’edizione speciale de “Les Espaces du design”, selezione annuale di oggetti realizzati da designer svizzeri a cura del magazine Espaces Contemporains e Design Days, associazione culturale nata con la finalità di organizzare e sostenere esposizioni legate al design e alla cultura contemporanea.
Meritano una menzione Essenza, nota macchina per il caffè creata per Nespresso da Les Ateliers du Nord (studio di design industriale composto da Antoine Cahen, Philippe Cahen, Claude Frossard con il grafico Werner Jeker),
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Sodastream, funzionale apparecchio gassificatore domestico disegnato da Yves Béhar (famoso designer di Losanna, che da anni vive e lavora a San Francisco dove ha fondato Fuseproject, agenzia che collabora con Herman Miller, Puma e altri marchi internazionali),
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Ecal Terroir, banco mobile per alimenti progettato da Workshop Head & Ecal, adatto per ambienti interni e esterni.Ecal-Terroir-Workshop-Head- Ecal-wow-webmagazine
The Glass Project, edizione limitata di 250 esemplari edita da Sigg che impreziosisce con il vetro le forme della famosa borraccia in alluminio.
SIGG-TheGlassProject-wow-webmagazine
Titolo: “Il Gusto del Design”
Quando: dal 4 al 30 settembre (entrata libera, tutti i giorni dalle 11 alle 18)
Dove: Istituto Svizzero – Via Vecchio Politecnico 3, Milano 

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Priceless Milano: un’ala di gusto ( Park Associati).

Priceless Milano, situato al di sopra di Palazzo Beltrami, in Piazza della Scala a Milano, è un’installazione effimera, un modulo abitativo pensato per potersi spostare e adagiare su edifici preesistenti in situazioni di elevata visibilità. Progettato da Park Associati, Priceless Milano è uno spazio estremamente flessibile che ospiterà non solo un ristorante esclusivo, ma anche temi e tendenze diverse legati alla passione per il gusto e i sapori, connessi a EXPO 2015.

L’evento, inserito da MasterCard nell’ambito dell’iniziativa “Priceless Cities”, un ampio programma di promozione turistica su vasta scala nelle grandi metropoli internazionali, è stato gestito dalla società 4Ward Events.
Questa illustre location ospita già al suo interno le collezioni di arte moderna e contemporanea che furono della Banca Commerciale Italiana e che, insieme alle opere esposte negli adiacenti Palazzi Anguissola, e Brentani, dedicate all’arte del XIX secolo, costituisce una raccolta di grande prestigio e un richiamo per il pubblico internazionale.
Il ristorante è concepito come una sorta di teatro gastronomico ambulante, un carro di Tespi dove grandi chef provenienti da tutto il mondo sono invitati a esibirsi a rotazione in performance di show cooking davanti agli ospiti. Il risultato architettonico, a firma dello studio di architettura e design Park Associati, è quello di una forma caratterizzata ma non prevaricante, capace di confrontarsi senza collidere con le ambientazioni circostanti.
L’edificio è costituito da una struttura modulare composta da otto blocchi assemblabili in loco per accostamento, finiti e completi di tutto, compresi arredi ed elettrodomestici.
I singoli elementi hanno un’altezza inferiore a 3,30 m, una larghezza di 2,30 m ed una lunghezza variabile di 4,60m e di 5,90 m. Tali caratteristiche consentono all’installazione di essere trasportata e posizionata agevolmente.
Lo spazio è diviso in due parti: un’area cucina e un’area pranzo. La cucina è organizzata secondo le richieste della ristorazione professionale, con una zona cottura a vista caratterizzata da un isola centrale con piano in corian e un pavimento in gres in continuità con quello dell’area pranzo che si sviluppa, invece, intorno a un solo tavolo in grado di ospitare 24 commensali. All’occasione, le pareti scorrevoli possono dividere la zona cucina dalla zona pranzo, mentre il tavolo si solleva sul soffitto e lo spazio si libera completamente. In più sui lati lunghi dell’area pranzo sono state inserite delle porte-finestre che danno accesso al terrazzo.
Il padiglione è ultimato all’esterno da una pelle di rivestimento in lamiera di alluminio forata, pressopiegata e anodizzata con tinte bronzo/oro, che si poggia al di sopra dei moduli del ristorante, sostenuta nella parte centrale da 8 appoggi “invisibili”.
Questa “vela” ha il compito di proteggere la struttura dall’irradiazione solare garantendo anche l’ottima vivibilità della terrazza al di sotto di essa: la sua geometria ad ala spezzata conferisce all’insieme un senso di leggerezza e sospensione.
Testo di Gabriele Masi.

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Credits
Un progetto di
MasterCard
Con la collaborazione di
Banca Intesa SanPaolo
Un evento
4WARD.events – Milano
Progetto architettonico e design
Park Associati – Milano
Contractor
Fourproject – Paderno Dugnano
Illuminazione
Flos Lighting – Milano
Sedute interne
Driade – Milano
Arredi esterni
Saporiti Italia
Elettrodomestici
Electrolux-Zanussi
Pavimenti
Mirage Granito Ceramico – Pavullo (MO)

 

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Terrazza Triennale di OBR: design, food e meeting con vista.

Disegnato dagli architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi di OBR, il nuovo ristorante “Osteria con vista” sulla terrazza del Palazzo dellArte di Milano rappresenta una location perfetta come luogo conviviale anche per eventi e riunioni di lavoro, con una vista favolosa sulla città e una nuova esperienza dello spazio tra flessibilità e tecnologia.

Dopo aver restaurato la terrazza panoramica sopra il salone d’onore secondo il progetto originario di Giovanni Muzio, la Triennale di Milano offre al suo pubblico una nuova dimensione di ristorazione di qualità, curata dallo chef stellato Stefano Cerveni.
Il progetto di OBR, vincitore del concorso d’idee indetto dalla Triennale di Milano nel luglio 2014, interpreta la tradizione della Triennale con una soluzione leggera, rigorosa e dinamica.
Il ristorante è pensato come una serra trasparente immersa nel verde sospesa sul Parco Sempione, con una vista spettacolare del Castello Sforzesco e dell’intero skyline di Milano. Salendo sulla terrazza del Palazzo dell’Arte si viene accolti dall’orto aromatico concepito dal paesaggista Antonio Perazzi, dietro il quale si articola il padiglione vetrato del ristorante (33 x 5 m), arretrato rispetto ai portali della facciata storica.
“La Triennale è da sempre un riferimento della vita sociale e culturale di Milano. Il ristorante come serra sospesa tra parco e città nasce dall’idea di valorizzare la terrazza del Palazzo dell’Arte come luogo di forte socialità urbana, spazio sensibile in perpetua evoluzione che interagisce in virtù degli scambi dinamici tra interno ed esterno”, hanno dichiarato Paolo Brescia e Tommaso Principi.
La geometria del padiglione individua chiaramente tre aree funzionali: larea di accoglienza con il bar panoramico all’estremità sudorientale, larea dello show cooking all’estremità nord-occidentale e larea da pranzo al centro con diverse possibili configurazioni in funzione della flessibilità richiesta da performance ed eventi temporanei. Secondo questo approccio, il padiglione si propone come spazio sensibile in perpetua evoluzione, che interagisce in virtù degli scambi dinamici tra interno ed esterno.
Il padiglione, completamente apribile su tutto il perimetro mediante un sistema scorrevole sui lati lunghi e un sistema traslante sui lati corti, è caratterizzato da una leggera struttura modulare in acciaio inox che consente un facile e veloce montaggio e smontaggio direttamente in situ, combinando tecnologie industriali con una sapienza artigianale.
Nella sua configurazione aperta il padiglione si presenta come un telaio metallico senza soluzione di continuità spaziale con la terrazza, non avendo più angoli che ne delimitano lo spazio.
Nella configurazione chiusa, invece, una grande tenda mobile di 400 mq fluttua sospesa sopra il padiglione vetrato e aprendosi completamente su un lato, facendo funzionare il padiglione come una serra bioclimatica termoregolante, con modalità d’uso differenti tra giorno/notte ed estate/inverno, e permettendo agli ospiti di pranzare riparati dal sole o di cenare sotto le stelle.
Se di giorno la tenda assume una valenza prevalentemente energetico-ambientale, di sera essa diventa diffusore luminoso o videoinstallazione animata da proiettori posizionati all’esterno e sincronizzati tra loro, offrendo agli ospiti un’esperienza unica tra alta cucina e design, sospesa tra parco e città.
Testo di Gabriele Masi.

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Nutrire il Pianeta con il Colore: le sfumature dell’Italian Lifestyle.

Il designer e vicepresidente di IACC (International Association of Colour Consultants/Designers) Massimo Caiazzo presenterà Giovedì 21 Maggio all’Istituto di Cultura Italiano di Washington una lecture Nutrire il Pianeta con il Colore”, un titolo legato al tema di Expo 2015, proponendo un ex-cursus sul colore come “nutrimento per i nostri sensi”, dal rosso Pompeiano al nero Armani.

L’incontro, organizzato dall’Ambasciata d’Italia e dall’Italian Cultural Institute di Washington, prevede una lettura sui temi del patrimonio cromatico dell’umanità e, in particolare, sui colori dell’Italian lifestyle.
L’Italia ha sempre espresso in ogni campo una cultura originale che in millenni di storia ha generato un patrimonio cromatico notevole e diversificato che va dal rosso Pompeiano al rosso di Valentino, passando per Tiziano e la Ferrari; dal giallo di Napoli al giallo Versace o Lamborghini; dal blu di Giotto o di Capri a quello del Guercino o di Bulgari; dal verde di Paolo Veronese al verde veneziano; fino al nero di Caravaggio al nero Armani.
Si può affermare che in Italia il colore è nell’intelligenza collettiva, una delle molte sfaccettature di un modo di saper fare le cose e di saper vivere che rappresenta una preziosa eredità che andrebbe maggiormente valorizzata.
“Il colore nell’ambiente costruito è una delle più affascinanti espressioni dell’intelligenza collettiva. I colori evocano emozioni e causano reazioni inconsce, hanno un significato soggettivo e collettivo perciò contribuiscono a formare un vero e proprio meta paesaggio emozionale”, ha dichiarato Massimo Caiazzo. “Oggigiorno è urgente e necessario sviluppare una nuova consapevolezza del nostro modo di costruire il paesaggio, nel pieno rispetto della varietà e della singole sensibilità”.
“Il colore gioca un ruolo essenziale negli scenari metropolitani”, continua Caiazzo. “A livello urbanistico ed edilizio, ha prevalso negli ultimi anni la legge del livellamento collettivo, riducendo il colore a un elemento accessorio, completamente svuotato del suo valore sociale. La cultura del Colore è una risorsa preziosa per riqualificare e migliorare l’ambiente costruito e la qualità della vita, perché il colore è non solo una sensazione estetica, ma influenza la nostra percezione della temperatura, del volume, del peso, del rumore e del trascorrere del tempo”.
Testo di Gabriele Masi.

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Land Art e Real Estate: il campo di grano di Agnes tra i grattacieli di Milano.

Da marzo a ottobre 2015 a Milano, tra i grattacieli dell’area di Porta Nuova, crescerà Wheatfield, un campo di grano di 5 ettari ideato dall’artista Agnes Denes. Nel progetto, organizzato in occasione di Expo 2015 da Fondazione Riccardo Catella in collaborazione con Fondazione Nicola Trussardi e con il supporto di Confagricoltura, la natura si riappropria della città in una gioiosa celebrazione della propria potenza generatrice, un forte messaggio di ritorno alla semplicità e alla concretezza della terra, portatrice di vita e di prosperità.

Realizzato per la prima volta nel 1982 a New York in un’area di un ettaro a Battery Park City, Wheatfield è rimasto nella memoria collettiva come una delle opere di arte ambientale più celebri, un capolavoro dalla potente carica simbolica e dalla grande forza trasgressiva. Un’opera d’arte che invita a riflettere su valori e tematiche centrali di Expo 2015 come la condivisione del cibo e dell’energia, la salvaguardia del territorio e dell’ambiente, la crescita sociale ed economica nel rispetto della qualità della vita degli individui e delle comunità.
Wheatfield si estenderà per 5 ettari all’interno dell’area che ospiterà il futuro parco pubblico la “Biblioteca degli Alberi” per un totale di 15.500 metri cubi di terra da coltivo trasportati, 1.250 kg di sementi di grano della tipologia Odisseo (250 kg per ettaro) e circa 5.000 kg di concime.
“Fare arte oggi significa assumersi delle responsabilità nei confronti dei nostri simili”
spiega l’artista Agnes Denes. “Siamo la prima specie che ha la capacità di alterare consapevolmente la propria evoluzione, fino a porre fine alla propria esistenza. Abbiamo preso in mano il nostro destino, e il nostro impatto sulla terra è stupefacente. A causa del nostro incredibile ‘successo’ stiamo stravolgendo il pianeta, sperperando le sue risorse. Siamo giovani, come specie, e ancora più giovani come civiltà e, come bambini spericolati, avviamo processi che non sappiamo controllare. Credo che il nuovo ruolo dell’artista sia quello di creare un’arte che vada oltre la decorazione, l’oggetto e il suo uso politico; un’arte che metta in discussione lo status quo e le infinite contraddizioni che accettiamo e approviamo. Un’arte che inneschi e ravvivi il pensiero.”
Wheatfield, però, non è soltanto un’opera d’arte ma è soprattutto un concetto universale, un grande motore di aggregazione e impegno sociale, che coinvolgerà centinaia di cittadini nelle fasi della coltivazione in un’esperienza che si lega alla storia agricola del nostro Paese: dalla semina al raccolto e alla trebbiatura, grazie al supporto degli agricoltori di Confagricoltura, la più antica organizzazione nazionale di rappresentanza agricola “made in Italy”.
L’11 aprile il campo verrà ufficialmente aperto al pubblico in occasione di miart 2015, fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano, mentre per la mietitura l’appuntamento è per metà luglio quando nel rispetto della tradizione agricola e dell’idea dell’artista, cittadini e turisti di tutto il mondo saranno chiamati a partecipare alla grande festa del raccolto.
Testo di Gabriele Masi.

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Villaggio Expo Cascina Merlata di Cucinella.

Dove abiteranno le delegazioni internazionali che arriveranno a Milano per Expo 2015? È pronto il Villaggio Expo, progettato da EuroMilano nell’ambito del piano di riqualificazione dell’area di Cascina Merlata, in prossimità del polo fieristico di Rho-Pero. 7 torri residenziali per 397 alloggi progettati secondo i principi più avanzati di sostenibilità ambientale da MCA Mario Cucinella Architects, Teknoarch, B22 e P-u-r-a.

Temporaneità, informalità, sostenibilità, trasformabilità, flessibilità, uso di elementi di recupero, arredi riutilizzabili e materiali riciclabili, disassemblabili, low cost Sono queste le parole chiave che caratterizzano la realizzazione del Villaggio Expo a Cascina Merlata.
Il progetto è stato realizzato su misura sull’identikit dei suoi futuri abitanti: giovani tra i 25 e i 35 anni; di solito in viaggio da soli e raramente con famiglia al seguito; di diverse culture, religioni e lingue; con stile di vita informale e facilità alla condivisione e al vivere insieme agli altri. Ciò si vede soprattutto negli appartamenti, con tagli da due a cinque posti letto, suddivisi in tre categorie (top, standard e base), in funzione del livello di servizi di hotellerie offerti, e forniti di cablaggio in fibra 100, dotati di TV o Smart TV e wi-fi gratuito. La progettazione degli interni, la definizione degli spazi abitativi e la scelta degli arredi è stata affidata al Politecnico di Milano e ha tenuto conto dei due tipi di utilizzo e destinazione degli appartamenti: una fase temporanea durante i mesi dell’Expo 2015 e un uso permanente negli anni successivi, quando le strutture saranno convertite in residenze di Social Housing.
Gli arredi, studiati ad hoc insieme a Euromobil, hanno allestito, così, tutte le 397 cucine, 1334 letti, 249 divani, più di 2.600 sedie e 900 scrittoi, con finiture e arredi disinstallabili e riutilizzabili, studiati per dare colore e una identità precisa agli appartamenti.
Per le illuminazioni Artemide ha fornito al Villaggio Expo circa 6.000 lampade led a basso consumo, in linea con i principi di sostenibilità di un quartiere interamente a zero emissioni.
Con il contest internazionale AAAdesignercercasi sono stati interpellati anche giovani designer da tutto il mondo. Tra i 107 prototipi autoprodotti dai 500 makers che hanno partecipato al concorso, sono stati scelti dieci designer che stanno realizzando i complementi d’arredo che andranno ad arricchire gli alloggi.
Il Villaggio Expo di Cascina Merlata è uno spazio capace da una parte di accogliere culture diverse, interpretando le esigenze dellabitare temporaneo, dall’altra lasciare alla città di Milano, dopo Expo 2015, uneredità di valore.
Testo di Gabriele Masi.

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Padiglione N1 Intesa Sanpaolo di EXPO 2015 (progetto D2U).

D2U (Design to Users) è stato scelto da Intesa Sanpaolo per collaborare con il Polo immobiliare Lombardia alla realizzazione del Padiglione N1 di EXPO 2015. Questo progetto si inserisce nelle iniziative ed eventi sviluppati dal Gruppo Bancario  per la sua partecipazione all’Esposizione Universale di Milano 2015 in qualità di Official Banking Partner dell’evento.

Il Padiglione N1 rappresenta un importante punto di accoglienza e supporto per tutti coloro che, arrivando in EXPO, possono avere necessità di informazioni e operazioni bancarie di vario genere; avrà affaccio diretto sul Decumano (la via principale su cui si svilupperà la struttura espositiva) proprio in corrispondenza dell’accesso ovest. Per questo motivo, oltre a soddisfare alcune esigenze funzionali si è voluto attribuire al manufatto un aspetto architettonico iconico, che unito ai principi di sostenibilità potesse ben rappresentare l’impegno di Intesa Sanpaolo al servizio della manifestazione.
Con un effetto di grande impatto visivo, l’edificio esternamente appare come un volume dalla forma tronco-piramidale rivestito in doghe di legno.


Il verde compare come elemento chiave e di collegamento tra il livello del pian terreno e il livello della copertura a terrazzo su cui viene declinato, secondo il tema molto “scenografico”  e suggestivo del verde pensile.
Gli spazi sono organizzati su due livelli: piano terrapiano copertura, collegati internamente da una scala sagomata che segue l’andamento inclinato delle pareti perimetrali.
All’interno dell’edificio trovano spazio una reception, un’area dimostrativa, degli internet point e un’area di banca self-safe.
“Oltre a rappresentare un presidio bancario funzionale, crediamo che questo padiglione sarà apprezzato per la sua terrazza accogliente e informale come meeting point per chi si vuole dare appuntamento all’inizio del decumano e guardare giù curiosando tra i mille volti di EXPO” – commenta Jacopo della Fontana, fondatore e CEO di D2U.

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Pop Up Office, ambienti di lavoro urbani temporanei.

Pop Up Office: working in unexpected urban spaces” è il tema del workshop organizzato da Domus Academy con Haworth. I giovani designer studenti del Master in Interior & Living Design di Domus Academy a Milano sono stati invitati a riflettere sul concetto di temporary workplace, scenario in cui Milano si troverà immersa in occasione di Expo 2015.

Haworth ha chiesto agli studenti di creare “uffici urbani”, esplorando nuove modalità, forme e design inerenti agli ambienti di lavoro “del futuro”, per i quali tecnologia e innovazione hanno un ruolo cruciale. Grazie a laptop e smartphone, qualsiasi spazio cittadino pubblico può infatti diventare il proprio ufficio. Con l’arrivo a Milano di migliaia di visitatori di culture differenti, troveranno massima espressione le commistioni tra protezione ed esposizione, relazione e isolamento, interno ed esterno, personale e sociale.
Gli studenti del Master hanno dato spazio alla creatività pensando principalmente a soddisfare le esigenze di mobilità e dinamismo, strumenti digitali ma anche analogici, definendo nuovi ambienti di lavoro insoliti e cercando di trasformare ogni spazio in un luogo.
I progetti sono stati discussi con il senior designer di Haworth Nicolai Czumaj-Bront, Patricia Urquiola, mentor del Master in Interior & Living Design, il project leader Zac Jakub e Francesca Vargiu course leader.
Credits
Workshop Domus Academy “Pop Up Office: working in unexpected urban spaces” in conjunction with Haworth.

Workshop Domus Academy “Pop Up Office: working in unexpected urban spaces” in conjunction with Haworth.
Project leader: Jakub Zak
Project Advisor: Francesca Vargiu
Project Assistant: Elena Pefani
Mentor: Patricia Urquiola.

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1, Reverse
Reverse è un ambiente di lavoro sull’acqua, idealmente collocato sui Navigli. I professionisti presenti a Milano per EXPO che che vorranno lavorare o connettersi da questo workplace sperimenteranno le inconsuete sensazioni del lavorare in, su e sopra l’acqua. La varietà di spazi e livelli proposti creerà una nuova atmosfera immersa in uno degli elementi principali del vita Milanese: i canali dei Navigli.
Design concept by:
Abou-Hassan Leanne Adel
Smidi Lilwa Khalil
Rangel Mejia Juan Sebastian
El Chidiac Nour
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2, Work MI
Durante EXPO 2015 a Milano sarà probabilmente difficile per i visitatori trovare un spazio adatto a brevi attività di lavoro. Work Mi offre un comodo e funzionale spazio di lavoro dovunque. Anche in luoghi abbandonati, Work Mi è facilmente raggiungibile perché si colloca nelle vicinanze del sistema di trasporto pubblico Atm. Workmi è anche un modo per vivacizzare e arricchire la città riqualificando spazi inutilizzati.
Design concept by:
Dogukan Yilmaz
Oyku Ekin Guler
Liao Wan Chun
Rajadhananti Voravich
Shao Ya Chen
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3, Click + Work
Click + Work è un workspace site-specific e pop-up, collocato sulle banchine delle stazioni ferroviarie durante il periodo affollato di EXPO. Dal momento che la tecnologia offre la possibilità di lavorare in qualsiasi momento e ovunque, Click + Work è a disposizione dei viaggiatori busy working che hanno bisogno di sfruttare i tempi di attesa dei treni. Gli elementi di base necessari per lavorare (Wi-Fi, spine, sedie e tavoli) sono forniti agli utenti e, con un “click” il loro spazio di lavoro temporaneo è pronto per l’uso.
Design concept by:
Alafropati Konstantina
Noceda Roca Maria Isabel
Tsoukia Eleana
Miro Grau Nuria
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4, SMAP
SMAP è uno spazio di lavoro smart basato sulla  creazione di un modulo che integra le diverse posture di lavoro assunte da una persona durante l’utilizzo di strumenti come IPhone, tablet, computer portatili e orologi intelligenti. E’ progettato per rompere lo stereotipo di uno spazio di lavoro tipico e fornire un ambiente di lavoro flessibile. L’utente di tipo SWAP è qualcuno che ha fretta di trovare la spina più vicina o vuole lavorare in un ambiente più rilassato. Per individuare il modulo, l’utente deve scaricare l’applicazione sul proprio telefono cellulare e può anche acquistare un pacchetto che gli fornisce gli strumenti necessari per lavorare in una nuova città, come ad esempio mappa, convertitore, caricabatterie, note, linea metro e della carta SIM. Questi pacchetti sono disponibili nei distributori automatici negli aeroporti, parchi e stazioni della metropolitana.
Design concept by:
Mhaidli Mohamad Ali
Puripreecha Ratanatra
Ghnaim Salim
Srichainak Narakorn
Metha Namrata Kavan
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5, Urban Oasis
Urban Oasis è uno spazio di lavoro aperto pensato per essere collocato in Piazza Gae Aulenti a Milano, che sarà una delle zone più frequentate dai businessmen durante EXPO 2015. Si tratta di un intervento spaziale per creare un interessante contrasto con le fredde superfici degli edifici Unicredit. Questo lavoro inaspettato offre a qualsiasi tipo di professionista la possibilità di lavorare in un ambiente divertente e rilassante invece che in uno spazio convenzionale e banale, come è il tipico ufficio contemporaneo.
Design concept by:
Pyatitskaya Ekaterina
Tyasti Kinanti Anindita
Aldana Castillo Natalia
Chandra Parija

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Assufficio: Workplace, The Italian Way ti premia!

Assufficio ripropone a Orgatec 2014 “Workplace. The Italian Way” un percorso ideale che collega i più prestigiosi brand italiani presenti in fiera coinvolgendo in modo giocoso i visitatori che, al meeting point Assufficio presso lo stand FEMB (Hall 8.1-stand C41), riceveranno in premio un biglietto di ingresso gratuito per EXPO 2015 a percorso completato.

“Workplace. The Italian Way” è un’azione sinergica focalizzata alla valorizzazione dell’ufficio Made in Italy che crea un circolo virtuoso basato sulla non competitività  e punta a coinvolgere i visitatori più qualificati di Orgatec attraverso una modalità originale.
“Uno strumento efficace, finalizzato ad incrementare la visibilità degli espositori italiani e favorirne la raggiungibilità, premiando i visitatori che avranno completato il percorso di visite” spiega Marco Predari, Presidente di Assufficio”.

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Riva 1920: dal cucchiaio ..alla barca.

Dopo il grande cucchiaio realizzato per celebrare Expo 2015, Riva 1920 arriva al 54° Salone Nautico Internazionale di Genova (1-6 ottobre) dove all’interno del padiglione blu disegnato da Jean Nouvel sarà presente con una collezione di arredi.

E’ già un’icona il grande cucchiaio in legno di cedro (Design Maurizio Riva and AMeBE: Alessandra Mantovani ed Eleonora Barbareschi) che rimarrà esposto a Cantù fino al 31 ottobre di fronte alla sede di al di Riva 1920. Omaggio e reinterpretazione del tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, il cucchiaio simboleggia infatti lo strumento primo utilizzato per il nutrimento.

Dal 1 ottobre saranno in mostra le “Briccole” simboli del mare tra arte e design che Riva 1920 porterà a Genova insieme ad altri progetti.
E’ in questo contesto che Riva 1920 espone, a fianco della mostra Ytem allestita nella Terrazza del Padiglione B, una collezione composta da prodotti di design realizzati in legno di “Briccole” e firmati dai più significativi nomi del design: David Chipperfield, Andrea Branzi, Matteo Thun, Marc Sadler, Michele De Lucchi, Mario Botta, Claudio Bellini, Aldo Cibic, Enzo Mari, Alessandro Mendini, Pinuccio Sciola, Franco e Matteo Origoni e in Kauri, legno millenario della Nuova Zelanda, con uno straordinario tavolo di dodici metri, disegnato da Renzo e Matteo Piano per il progetto “Ground Zero… Ground Heroes” nato con l’obbiettivo di aiutare le famiglie delle vittime dell’11 Settembre 2001. Verrà inoltre esposta Cambiano, l’auto completamente realizzata da Riva 1920 in legno di Briccole della laguna di Venezia e nata da progetto di Pininfarina che coniuga gli aspetti peculiari del grande stile nel design inteso come modo di creare l’eccellenza e come modo di essere l’eccellenza in tutte le sue declinazioni dal mondo della nautica a quello dell’auto.
Riva 1920
Salone Nautico
Terrazza Pad. B
Genova, 1-6 Ottobre ’14

 

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L’orto in azienda favorisce il benessere.

A Michelle Obama, che nel 2009 ha introdotto l’orto alla Casa Bianca, va il merito di avere lanciato una tendenza attenta al cibo di qualità e a Km zero; ma molto prima che la coltivazione fai da te fosse una moda, qualche pioniere dell’era industriale già raccoglieva ortaggi del proprio orto, per esempio Sedus che dal 1966 somministra ai dipendenti cibi biologici coltivati in azienda.

L’orto aziendale è un fenomeno in costante crescita. Dopo numerose esperienze negli Stati Uniti (Google, Yahoo, Aveda, Toyota, Timberland, ecc.) anche in Italia diverse aziende tra le quali Diesel, Bottega Veneta, Kbs Italia, Unicredit, hanno creato spazi verdi che i dipendenti possono coltivare insieme durante le pause dal lavoro. Un’attività rilassante che contribuisce al benessere e alla socializzazione dei dipendenti e all’armonia nei gruppi di lavoro.
L’orto, tendenza perfettamente in tema con Expo 2015 “Nutrire il Pianeta”, ha ispirato anche Quantomais, un campo di 1500 piante di mais e erbe aromatiche sorto tra i due padiglioni di Expogate nel centro di Milano (cosa non si fa in nome di Expo…) e l’ H-Orto di H-Farm, incubatore d’impresa internazionale da cui è nata Grow the Planet, la start up che rende social l’antica arte del coltivare la terra.
Il WWF ha anche avviato il progetto “Coltiviamo la natura in azienda” con la partnership tecnica della Onlus Orti d’Azienda, associazione senza scopo di lucro nata nel 2012. L’obiettivo del progetto è “promuovere la creazione di orti aziendali a cui collegare programmi innovativi di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità. Condividendo momenti di piacere insieme a colleghi e collaboratori”.

Sedus: un case history esemplare.
Molto prima che fossero coniati termini come Corporate Garden, Health Management o Eco-sostenibilità, negli anni ’50 a Waldshut, in Germania ai margini meridionali della Foresta Nera, prendeva corpo una rivoluzione culturale che ha fortemente segnato la filosofia aziendale di Sedus.
Dorothea Scheidl-Nennemann, PR manager Sedus ed editor del corporate magazine Place 2.5, spiegaIspirati dall’antroposofia, Christof e Emma Stoll, la terza generazione al timone dell’impresa, decisero nei lontani anni 50 di somministrare ai propri dipendenti un pasto a base di prodotti integrali. La semplice mensa, che aveva garantito un’alimentazione nutriente e sana con l’apporto di verdure coltivate in proprio, si trasformò dal 1966 in una mensa aziendale sempre più professionale.
Ancora oggi le verdure provengono dai nostri orti, estesi su sei ettari, coltivati nella tenuta Eulenhof con tecniche biologiche e senza utilizzo di concimi artificiali e pesticidi. – continua Dorothea Scheidl-Nennemann- 200 galline forniscono le uova e talvolta diventano l’ingrediente delle minestre, mentre alcuni maiali provvedono allo smaltimento ecologico degli scarti di verdura. Per l’acquisto degli altri ingredienti si privilegiano soprattutto le produzioni regionali e la qualità. In genere si pianificano vivande poco elaborate con preparazioni o metodi di cottura atti a preservare i nutrienti. Ogni giorno lo chef Ulrich Rotzinger e il suo staff preparano circa 200 pasti; usufruiscono del ristorante aziendale Oase anche clienti e visitatori”.
Come ben sapevano i coniugi Stoll, lo stile alimentare ha un forte impatto sulla salute e se l’orto è coltivato dai dipendenti il benessere aumenta perché la convivialità favorisce il buon umore.


Didascalie

1, Orto aziendale Sedus in Germania.
2, Orto aziendale Unicredit a Milano.
3, Orti d’Azienda Onlus.
4, Quantomais.

 

La nuova e performante Forgiatura a Milano.

È un abito ultra-performante su misura per le antiche strutture industriali l’intervento architettonico di sviluppo terziario firmato da Giuseppe Tortato.

Quando ho chiesto al visionario architetto Giuseppe Tortato di raccontarmi la “sua” Forgiatura, il progetto che più di ogni altro lo ha imposto sullo scenario architettonico internazionale, mi sono dovuta ricredere sulla mia convinzione che il recupero industriale sia spesso solo mero citazionismo di forme del passato che, come scenografie, accolgono nuove destinazioni d’uso senza alcuna attenzione filologica per il passato che testimoniano.
La nuova Forgiatura, intervento di sviluppo terziario in prossimità della Milano in cammino verso Expo 2015, radica infatti la sua ragion d’essere nell’autenticità del recupero che la connota: le vecchie strutture rivettate degli ex capannoni di lavorazione dell’acciaio hanno dimostrato di sopportare il carico dei nuovi e ultra performanti tamponamenti degli edifici e sono realmente l’ossatura dell’intervento, riportate con cura e onestà a svolgere il loro compito strutturale.
Ciò che è completamente nuovo invece è stato inserito come fosse sospeso, di passaggio o visibilmente “altro” dalle preesistenze, come “l’UFO”, la sopraelevazione di un edificio uffici esistente, provocatoriamente appoggiato a sbalzo sulla palazzina.
Il verde interviene, infine, come grande elemento innovatore ed unificatore fra i loft: un verde “architettonico”, spigoloso com’è nello spirito dell’intervento, ora giardino in pendenza a insinuarsi fra gli ex capannoni della Meccanica, ora copertura della collina Raimondi, pensata per far fluttuare il nuovo edificio e sorprendere con prospettive inedite.
Testo di Aurelia Debellis

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SiExpo 2015: catalogo online di materiali ecosostenibili.

Remade in Italy e Material ConneXion Italia hanno presentato “SiExpo 2015 – Sustainability and Innovation for Expo 2015”, catalogo online siexpo2015.it di prodotti e materiali ecosostenibili e innovativi, realizzato con il contributo di Expo 2015 e Camera di Commercio di Milano. E’ stato inaugurato anche il Punto Informativo SiExpo nello Spazio Material ConneXion presso La Triennale di Milano. Siexpo è un database di materiali e prodotti per l’edilizia, l’arredo pubblico e privato, il packaging e complementi utili alla realizzazione di edifici e allestimenti innovativi e a ridotto impatto ambientale che si rivolge ai Paesi Partecipanti a Expo 2015 l’Esposizione Universale dal tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, che si terrà a Milano dal 1° maggio al 31 ottobre 2015.