02-Torre Sassetti-L22-wow-webmagazine

Un’icona per il futuro: Torre Sassetti.

Spazi liquidi e dinamici, dove la massimizzazione dell’efficienza e della flessibilità degli spazi ufficio si inserisce nella ristrutturazione di una facciata che testimonia l’apertura alla città e la volontà di essere punto di riferimento. La ristrutturata Torre Sassetti a Milano, hub nel neonato Fintech District, secondo il progetto portato avanti da L22 Urban & Building, si pone come un ecosistema capace, attraverso ambienti di lavoro condivisi e dedicati, di promuovere la collaborazione tra i diversi player del settore finanziario.  

Secondo le intenzioni di L22 Urban & Building, che ne ha curato la ristrutturazione, la Torre Sassetti deve diventare un edificio iconico della nuova area urbana milanese dedicata allo sviluppo della finanzia, un ecosistema capace di unire diversi player del settore, aziende e istituzioni, già selezionati da Copernico, seguendo il fil rouge dell’innovazione tecnologica.

04-Torre Sassetti-L22-wow-webmagazine

Per questo motivo, la ristrutturazione della Torre in via Sassetti 32/2, voluta da Invesco Real Estate che l’ha acquistata nel 2015, ha avuto come primo compito quello di ripensare la facciata dell’edificio, secondo le parole chiave “eleganza” e “atemporalità”, per enfatizzarne la presenza all’interno della piazza antistante e della zona.

Partendo dal progetto strutturale originale degli anni ’90, firmato dagli ingegneri Franco Morini ed Emilio Pereira, L22 Urban & Building ha disegnato una vetrata continua, caratterizzata dalla sovrapposizione di una trama di sottili elementi orizzontali e verticali che sottolineano la scansione in piani e la griglia strutturale, estesa oltre il piano della terrazza, per enfatizzare la verticalità, in contrasto con le colonne in Santafiora lavagrigia che accentuano la solidità del basamento.

05-Torre Sassetti-L22-wow-webmagazine

La costruzione poggia su un ingresso completamente trasparente, a doppia altezza, che crea un continuum visivo tra l’esterno e la hall interna a doppia altezza.
I 6.000 mq dell’edificio sono occupati da Copernico per i primi otto piani, da Banca Sella fino all’undicesimo, mentre al dodicesimo e tredicesimo sono presenti rispettivamente uno spazio co-working e uno spazio eventi. I piani dedicati agli uffici, curati da Sellalab, sono stati totalmente rinnovati, puntando alla migliore efficienza e flessibilità,  mentre il pianto attico si caratterizza per un’ampia terrazza dotata anche di spazi chiusi di supporto.

Il progetto di ristrutturazione ha previsto anche l’efficientamento energetico della struttura, riguardo a materiali, illuminazione a bassi consumi e qualità dell’ambiente interno, candidandola per la certificazione LEED di livello Platinum.
Testo di Gabriele Masi.

09-Torre Sassetti-L22-wow-webmagazine

SalvaSalva

SalvaSalva

1-herman-miller-living-office-wow-webmagazine

Living Office, IoT e co-design: nuove visioni da Worktech17.

L’ufficio non come è pensato, ma come è vissuto. Questo è il punto in comune dei diversi approcci contemporanei al design dell’ambiente di lavoro, che uniscono tecnologia, benessere e cultura aziendale, partendo dall’esperienza e dalle necessità del singolo, come ha testimoniato il forum Worktech17 Madrid, a cui ha partecipato Herman Miller con aziende leader come Interface insieme a grandi studi di architettura come Zaha Hadid ArchitectsCarlo Ratti Associati e Studio Banana.

“We feel before we think”: prima di agire in modo conscio, il nostro corpo percepisce in maniera inconscia l’ambiente, un fattore che ha un potente impatto su di noi. Questa è una delle sette provocazioni contenute nello studio Living Office, condotto da Herman Miller in collaborazione con antropologi, psicologi e designer, che ha come scopo quello di studiare l’ambiente ufficio in un approccio olistico, definendo dei punti in grado di orientare la discussione tra progettisti e azienda.  I risultati della ricerca sono stati confermati dalle diverse realtà progettuali intervenute a Worktech17, un forum dedicato a tutti coloro che sono impegnati nel futuro del lavoro e dell’ufficio tra real estate, tecnologia e innovazione.

4-herman-miller-living-office-wow-webmagazine

Particolarmente interessante nell’intrecciare questi tre aspetti è la modalità di progettazione proposta da Ulrich Blum, di Zaha Hadid Architects nel suo intervento dal titolo già indicativo “The self-learning workplace”.  La disposizione degli elementi e delle persone all’interno dello spazio si deve basare, secondo Blum, sul monitoraggio costante di dati attraverso rivelatori e sensori IoT costantemente all’opera: bisogna pensare l’ambiente ufficio come un network vivo che si definisce in una attività quotidiana in grado di essere letta in base a parametri come distanza, visibilità e illuminazione.

3-herman-miller-living-office-wow-webmagazine

Attraverso i dati raccolti, il progettista può calcolare quali siano le necessità reali di ogni singolo dipendente e disporre le scrivanie e i diversi tipi di ambiente per ottimizzare la comunicazione, la concentrazione e il tempo di lavoro. Le stesse informazioni possono essere usate anche per creare algoritmi in grado di calcolare i gruppi di lavoro più efficaci e metterli nelle migliori condizioni: l’idea è quella di sovvertire l’idea di gerarchia: non più quella che pensa il boss, ma la gerarchia per come si forma nella realtà di ogni giorno. “Vogliamo inserire le persone in una reale gerarchia e non in una artificiale. Questo è il nostro metodo di lavoro: facciamo sedere una persona al desk e misuriamo la distanza che percorre, finché non raggiungiamo il miglior compromesso tra i diversi parametri. Dobbiamo mettere insieme arredo e intelligenza artificiale, in modo da aumentare la flessibilità che gli arredi possono dare”.

L’ufficio, dunque, è prima di tutto un’interazione reale tra persone: “you +me = 3” è un’altra provocazione di Living Office e così come “incontra una meravigliosa confusione”, che mette in luce come gli uffici debbano esprimere un caos controllato, base imprescindibile di un processo creativo. Questa interazione può essere guidata dalla tecnologia, un elemento fondamentale che è in grado di sovvertire il rapporto tra uomo e ambiente. “La tecnologia deve creare un ambiente resiliente. Dobbiamo pensare non come noi che ci dobbiamo adattare all’ambiente, ma come l’ambiente si possa adattare a noi. Dobbiamo sperimentare per progettare spazi che siano in grado di modificarsi per le esigenze che arriveranno tra vent’anni e l’unico modo di andare incontro al futuro è inventarlo, fare esperimenti, applicare i prototipi alla realtà e vedere come la gente reagisce ad essi”. È stato questo il cuore dell’intervento di Marco Maria Pedrazzo di Carlo Ratti Associati, uno studio che ha fatto del “management tecnologico” dell’ambiente il proprio campo di ricerca.

04-Fondazione Agnelli-termobolla-Carlo Ratti Associati-wow-webmagazine

Occorrono a questo punto due precisazioni. La prima è che la tecnologia diventa davvero efficace quando ci dimentichiamo della sua presenza: si realizza di avere una scarpa bella quando non la si sente addosso, e così deve essere per la digitalizzazione dell’ufficio: la sfida è quella di inserirla nel processo lavorativo come una cosa naturale.  La seconda invece riguarda l’ultima provocazione di Living Office: “The next thing isn’t for you”. L’innovazione, a qualunque livello e in qualunque ambito si presenti, deve rispettare la cultura aziendale, le reali necessità è i tempi del processo di evoluzione in atto. L’innovazione non deve, quindi, spaventare, allontanare i lavoratori o minare il senso di appartenenza, ma deve generare l’esatto contrario: l’intervento di Key Portilla dello Studio Banana è andato proprio in questa direzione.

studio-banana-wow-webmagazineCome inserire la tecnologia nell’ambiente di lavoro? Attraverso un processo che parte dalla sorpresa, in grado di generare una curiosità e apprendimento costante, anticamere della creatività. Può essere interessante costruire lo spazio attraverso sessioni di co-design, in cui i manager o i dipendenti prendono parte attiva alla realizzazione dell’ambiente di lavoro, facendo così aumentare loro il senso affettivo e di appartenenza. Infine, un’altra indicazione può essere quella di pensare agli ambienti di lavoro come dei campus universitari, basati su diversi ambienti in grado di favorire diverse attività e diversi stati emozionali.

studio-banana_env_rolex-wow-webmagazine

Per creare un senso di benessere in ufficio, però, la tecnologia non basta: non bisogna scordare l’attrazione e l’amore istintivo dell’uomo per la natura. Oliver Heath, di Interface, ha esposto una interessante ricerca che dimostra come un “design biofilico” capace di ricreare questo contatto con la natura, un “sense of nature”, attraverso il diretto contatto con elementi naturali (luce, piante, acqua) o riferimenti ad essi (colori, pattern, materiali) può ridurre lo stress e aiutare il benessere, migliorando la produttività, la felicità e il senso di appartenenza. Un design che tenga conto della naturale biofilia dell’uomo, inoltre, aiuta la creatività, offrendo spazi adatti al relax che permettono di calmare o ridare energie, essenziali durante una lunga giornata di lavoro.
Report di Mario Colombo (Herman Miller), editing di Gabriele Masi.

 

SalvaSalva

SalvaSalva

ASID-HQ-DC- first-building-WELL-certification-wow-webmagazine

Well: il benessere come focus dello sviluppo immobiliare.

Con la conferenza WellFerence è stato presentato a Milano WELL, il primo protocollo di certificazione della qualità degli edifici che mette il benessere delle persone al centro del processo. Un sistema di rating che sposta l’attenzione dal funzionamento dell’edificio a quello dell’organismo umano e che ha un forte impatto anche sull’aumento del valore e della rendita degli immobili.

WELL è il primo protocollo, basato su evidenze scientifiche, che certifica la qualità interna degli ambienti costruiti e il suo influsso sullo stato psico-fisico delle persone che li abitano, incrementandone il benessere.
E’ nato 3 anni fa dopo un lavoro di ricerca di 6 anni che ha coinvolto team multidisciplinari e si richiama ai crediti di altri standard (quali il LEED, con cui condivide i fondatori e l’ente certificatore, GBCI), ma –qui sta la vera novità– sposta l’attenzione dal funzionamento dell’edificio a quello dell’organismo umano.
Nel mondo si contano già 580 progetti certificati WELL (per esempio l’HQ ASID a Washington, la TD Bank di Toronto, lo showroom Haworth di Shangai o gli uffici di Sceneo in Francia).

Sebbene la sostenibilità abbia fatto molto per l’evoluzione dei green building, fino ad oggi non si è focalizzata abbastanza sulle persone. Ma ora è in atto la “seconda ondata della sostenibilità” come ha dichiarato il guru americano Rick Fedrizzi a WellFerence, in occasione della presentazione di WELL. Uno strumento per valutare e incrementare il livello di benessere dei nostri ambienti di vita, indispensabile anche per progettare città più resilienti.

Una visione innovativa nel panorama internazionale del rating immobiliare, che influisce su valore e rendita degli immobili, in particolare quelli destinati a uffici, spazi commerciali, alberghi e luoghi pubblici come scuole e ospedali, oltre che residenziali.

La conferenza organizzata a Milano da Apta Vitae, prima tappa di un tour europeo per la presentazione di WELL ha approfondito metodologie e finalità del nuovo sistema di rating immobilare.
Ha aperto i lavori Giovanni Fabris, fondatore della società Apta Vitae e pioniere della certificazione WELL in Italia, spiegando il neologismo del titolo “WellFerence” (parola inglese che assume nuovo significato affiancato a “ference”, evocazione del verbo in latino) che esprime in modo chiaro le sue finalità “che porta il Bene”e diffonde ricerche affinché le persona possano vivere nelle migliori condizioni.

Cosa vuol dire vivere in condizioni ottimali?
Lo ha spiegato Jessica Cooper: WELL Building Standard si fonda su 7 categorie di analisi e certificazione: aria, acqua, alimentazione, luce, fitness, comfort e mente.

Una recente ricerca di Harvard dimostra come la qualità dell’aria e della respirazione possano duplicare le abilità cognitive; come il corretto utilizzo dell’illuminazione comporto un miglioramento comportamentale e metabolico; come la gestione delle temperature influisca per 10% delle performance lavorative; come gli indicatori di stress reagiscano a determinati impulsi cromatici; come il sistema uditivo, se disturbato, comporti un rendimento professionale peggiore del 66%; come la sedentarietà sia un’importante causa di decesso (6-9%); ed è stata l’OMS a lanciare l’allarme: il 30% delle assenze lavorative è dovuto alla ‘sindrome dell’edificio malato’ (SBS). Non va inoltre trascurato come il design dei punti di ristoro possa influenzare la promozione dell’ healthy eating e l’educazione alimentare.

 

Kay Killman, managing director di GBC Europe ha portato il punto di vista europeo sul tema della salute degli ambienti costruiti, sottolineando come la certificazione WELL cambia il modo di interagire tra Real Estate e progettisti.
“Il 66% degli sviluppatori immobiliari internazionali fa ormai rientrare il benessere tra gli elementi di successo del mercato immobiliare, in stretta relazione con la crescita di valore e rendita dell’immobile. Anche gli affitti subiscono un’impennata e un’accelerazione”.

 

Dopo avere passato in rassegna le diverse certificazioni, tutte integrate con LEED, ha parlato della utilissima piattaforma Arc skoru.com che, integrando le varie certificazioni, permette di misurare le performance dell’edificio in base a 5 standard: energia, acqua, rifiuti, trasporti e human experience.

La mattina si è conclusa con l’intervento di Daniele Guglielmino, Senior Sustainability Specialist, che ha ampliato la visione dal WELL building alla WELL Community, spiegando che le 7 categorie si possono e si devono applicare anche agli spazi collettivi e all’area urbana perché la qualità della vita prevede anche l’aggregazione sociale, il verde pubblico, la presenza di elementi artistici, ecc.

Apparentemente questi elementi sembrano difficili da misurare, ma ora è possibile implementare il Community Design perché ogni categoria può essere declinata in metriche oggettivamente misurabili, come dimostra il pdf che si può scaricare gratuitamente da WELLcertified.com.

“Il benessere delle persone è una nuova declinazione del significato di sostenibilità. Il progetto di spazi urbani, di edifici e di interni, la loro realizzazione e le modalità di gestione in esercizio sono cruciali per influenzare positivamente la salute delle persone”.
Dunque WELL abbraccia la città, ma dà grande importanza agli elementi dell’interior design e agli arredi
“Gli arredi hanno influenza sulla certificazione WELL, per quanto attiene il contenuto di VOC, relativamente alle certificazioni Declare, HPD e in generale alla trasparenza sugli ingredienti – afferma Guglielmino che continua:
“La certificazione WELL riguarda il benessere dell’uomo all’interno degli edifici, pertanto qualsiasi elemento possa contribuire a migliorare le condizioni ambientali che influenzano la salute delle persone ha rilevanza ai fini di questo protocollo.
I materiali di finitura incidono sul  benessere e la salute degli occupanti, in relazione alle emissioni di sostanze in ambiente che possono influenzare la qualità dell’aria, alle prestazioni acustiche che possono mitigare o meno l’ambiente sonoro, alle finiture e fattori di riflessione che possono influire sull’ambiente visivo. Esistono molti requisiti, all’interno di WELL Building Standard, che riguardano specificatamente le prestazioni dei materiali di finitura“.

Quindi è possibile certificare anche le tecnologie e i singoli elementi di arredo?
Non esattamente, chiarisce Guglielmino: “WELL Building Standard, come anche LEED, non certifica prodotti o strategie progettuali, bensì solo edifici. Tuttavia, i prodotti – anche gli arredi – possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi definiti dal sistema WELL se in possesso di specifici requisiti quali ad esempio certificazioni esterne tipo Declare e HPD. I materiali da costruzione, così come anche gli arredi giocano un ruolo fondamentale nel garantire salute e benessere per gli occupanti”.

 

Nel pomeriggio il prof. Marco Filippi, ha illustrato gli elementi innovativi del sistema di rating WELL che va oltre la valutazione del benessere fisico e aggiunge anche il benessere intellettuale, emozionale e sociale.

Altro aspetto innovativo è la metodologia olistica che dà precise indicazioni per una valutazione complessiva dell’edificio (design, costruzione, gestione) mettendo in evidenza con una grafica chiara quale parte del sistema del corpo umano è direttamente interessata dalle diverse caratteristiche di un WELL Building.
La presentazione completa del prof Filippi si può scaricare qui.

Ha concluso la giornata Alfonso Senatore, fondatore del portale Ongreening che ha parlato dei materiali per la salute e il benessere negli ambienti costruiti.

Nella foto in apertura l’headquarter ASID a Washington.
La sede della American Society of Interior Designers (ASID) è il primo spazio al mondo a conseguire sia la certificazione di livello Platinum per il WELL Building Standard, sia la Leadership in Energy and Environmental Design (LEED), sotto il Sistema di classificazione LEED ID + C: il più alto riconoscimento assegnato dal Green Building Council  degli Stati Uniti e dall’International WELL Building Institute.
Il workplace, progettato da Perkins + Will, ha la sostenibilità come filosofia centrale e incorpora attraverso il design le più innovative funzionalità finalizzate alla salute e al benessere.

1-report-jll-wow-webmagazine

Real Estate per la human experience in ufficio.

Engagement, Fulfilment, Empowerment: è questa la triade di valori dell’ufficio del futuro secondo lo studio “Workplace powered by Human Experience” di JLL (brand name di Jones Lang LaSalle) . Il Real Estate si conferma ancora una volta essere un potente fattore di trasformazione aziendale, volto alla creazione di esperienze significative in un ambiente di lavoro sempre più umano.

“Un ambiente di lavoro alimentato dall’esperienza umana va ben oltre un buon work-life balance. Guida come le persone si sentono circa il loro ufficio, come sentono il controllo sul proprio percorso, il senso di dedizione verso l’azienda e quanto sono soddisfatti”. Con queste parole Marie Puybaraud, Global Head of Research di JLL Corporate Solutions, commenta il report “Workplace powered by Human Experience”, parte del programma di ricerca Future of Work lanciato da JLL.
Lo studio si basa su 40 aziende clienti della società professionale di consulenza americana, specializzata in servizi immobiliari e di gestione degli investimenti, e sui risultati di un’indagine condotta su oltre 7.300 persone comprese tra i 18 e i 65 anni. La survey ha interessato 12 paesi: Australia, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Sud Africa, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.

Partendo dalla concezione dell’ufficio come un ecosistema, per cui un ambiente di lavoro ben organizzato può portare a una maggiore diffusione di idee, prodotti e strategie organizzative ottimali, e dunque ad un vantaggio competitivo per l’azienda stessa, lo studio mette in risalto tre fattori chiave dell’ufficio del futuro, sempre più concepito come “creatore di esperienze”: engagement, cioè il senso di dedizione (traduzione italiana imperfetta per il sinonimo spesso usato “commitment”), fulfilment, cioè il senso di comfort e appagamento, ed empowerment, cioè il creare la sensazione di controllo da parte del dipendente del proprio lavoro e della propria formazione.

Tra i fattori maggiormenti determinanti il senso di engagement ed empowerment ci sono la fiducia, la gentilezza e la possibilità di prendere l’iniziativa, che si traducono a livello di organizzazione e di design in ways of working agili, in grado di creare le condizioni per sviluppare nei dipendenti uno spirito imprenditoriale.
Il senso di appagamento è dato principalmente, invece, dal vedere riconosciuto il proprio lavoro, dalla possibilità di sviluppare le proprie competenze e la propria creatività, e da un ufficio incentrato sulla continua sfida e innovazione, in grado di soddisfare gli standard di benessere.

-report-jll-wow-webmagazine-grande
C’è, poi, una relazione tra densità all’interno dell’ambiente di lavoro e l’efficacia dei dipendenti: gli uffici più innovativi prevedono un’alta percentuale di spazi comuni con un layout open-plan e favoriscono una bassa densità attraverso un approccio agile e flessibile.
Un ambiente di lavoro ideale deve, così, essere composto da un giusto mix di ambienti collaborativi e di incontro, come le “aree in between” ed aree break, spazi dedicati al co-working o project rooms. Utile è anche la presenza di incubatori, spazi dedicati in cui dipendenti e talenti esterni possono sviluppare progetti personali utilizzando le infrastrutture, il supporto e i consigli dell’azienda.

03-JLL-Workplace-human-experience-wow-webmagazine

Tra i dati più interessanti prodotti è da sottolineare come quasi il 70% degli intervistati concordi sul fatto che la felicità sul lavoro sia l’ingrediente principale di una buona esperienza del luogo di lavoro e circa il 54% è favorevole all’idea di una figura professionale come un ’Responsabile della Felicità’ dedicato al benessere dei dipendenti. La metà circa degli intervistati ha dichiarato, inoltre, di essere attualmente soddisfatto dell’attuale ambiente lavorativo e aspira ad un ambiente dinamico, stile start-up, anche se prevale un atteggiamento ancora di incertezza riguardo all’accettazione del cambiamento: solo il 42% ha rivelato, infatti, di sentirsi pronto a trasferirsi dal proprio desk personale ad una situazione di ufficio open space o postazioni di lavoro fisse, per avere accesso a nuovi luoghi di lavoro innovativi.
Il design e l’immobiliare assumono, quindi, un cruciale valore educativo, strategico e operativo.
“In un mondo sempre più guidato da dati e innovazione digitale, il futuro del lavoro in realtà si basa più sulle persone di quanto si possa pensare”, ha dichiarato Neil Murray, CEO EMEA di Corporate Solutions presso JLL. “Le società non possono più solo focalizzarsi sul fornire luoghi di lavoro, ma devono creare spazi che consentano alle persone di realizzare le proprie ambizioni. Offrire ciò che le persone desiderano può generare cambiamenti vantaggiosi per le imprese.”
Testo di Gabriele Masi.

01-JLL-Workplace-human-experience-wow-webmagazine


 

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

cloud-citta-sostenibile-wow

GBC Italia: La rinascita sostenibile delle città.

Tai Lee Siang, presidente del World Green Building Council ha partecipato alla tavola rotonda organizzata a Milano da GBC Italia per affrontare il tema della rigenerazione urbana e presentare l’esperienza di Singapore, modello di riferimento per l’edilizia sostenibile in Asia e dimostrazione di come la qualità della vita si possa raggiungere attraverso la sensibilità ambientale.

Una nuova Cultura della Sostenibilità sta emergendo e si diffondono esempi di riqualificazione urbana che spesso prendono vita a partire da building per uffici (ne sono un esempio Nuvola Lavazza e Unipol Sai, pubblicati in questo numero di WOW!).
Si sceglie la strada del recupero del patrimonio immobiliare esistente, spesso fatiscente, anziché l’occupazione di nuovo suolo e i progetti non riguardano il solo il singolo edificio, ma coinvolgono l’intero quartiere con un approccio integrato che mixa risparmio energetico, servizi collettivi, mobilità, scelta dei materiali, infrastrutture.

La rigenerazione delle città parte oggi dalle periferie e dalle aree suburbane rendendole vive attraverso destinazioni d’uso miste che mettono fine alla pratica dello zoning che ha disegnato fino a pochi anni fa le nostre città, separando i centri direzionali dai quartieri dormitorio.
La diffusione dei green building certificati sta notevolmente crescendo anche in Italia: gli edifici certificati e registrati LEED sono 466 e rappresentano una superficie totale di circa 5,4 milioni di mq, dove vivono e lavorano più di 300 mila persone.
Questo senso di concretezza ha guidato anche l’incontro di GBC Italia dove diversi rappresentanti delle amministrazioni locali hanno raccontato l’esperienza dei propri Comuni confrontandosi sulle strategie di promozione di progetti per la riqualificazione urbana orientati allo sviluppo sostenibile.

furla-gbc-wow-webmagazine

La seconda parte dell’incontro, moderata da Nadia Boschi, Vicepresidente di GBC Italia, si è svolta negli Uffici di Furla ubicati nello storico Palazzo Ricordi, sapientemente ristrutturato certificato LEED Core&Shell (progetto di ristrutturazione arch. Parisotto e Formenton; certificazione GBC arch Carlotta Cocco).
Nella foto: Andrea Varini, Facility Director Furla, arch Carlotta Cocco, arch Tai Lee Siang)

Tai Lee Siang ha dichiarato nel suo intervento: “Per raggiungere gli obiettivi fissati dagli accordi di Parigi e ridurre il riscaldamento globale di almeno 2°C, dobbiamo pensare in grande. Dobbiamo agire su scala urbana e di paese, non più sul singolo building”. Lee Siang ha poi messo a fuoco tre degli elementi fondamentali emersi nel confronto con i rappresentanti delle amministrazioni locali:
l’estrema diversificazione della realtà urbana in Italia che è stata considerata un aspetto positivo e segno di adattabilità rispetto al contesto sociale, culturale ed economico.
Un secondo punto di forza per l’Italia può essere la ricerca delle proprie radici storiche e culturali che dettano anche uno stile di vita sostenibile. Last but not least, ogni modello business non può più prescindere dal considerare gli aspetti sociali, economici e ambientali, incluso il settore del real estate che per troppo tempo ha avuto come obiettivo solo i profitti economici. Il settore immobiliare ha oggi nuove responsabilità e deve tenere in considerazione anche i benefici della collettività e dell’ambiente.

Tai Lee Siang è stato eletto a luglio 2016 presidente del World Green Building Council, la rete di GBC nazionali presenti in più di 70 paesi, che rappresenta la più grande organizzazione internazionale al mondo attiva per il mercato delle costruzioni sostenibili. Architetto e urbanista, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Singapore dal 2007 al 2009, è stato tra i fautori della rigenerazione green di Singapore, presiedendo le commissioni governative che hanno fondato lo sviluppo urbano sulla conservazione dell’ambiente e delle risorse. Una politica di centrale importanza è stata l’introduzione del Green Mark, uno strumento di rating modellato sulla base di LEED, ma con la differenza che è stato lanciato da un’agenzia governativa e progettato in gran parte per ridurre l’energia e il consumo di acqua. Singapore è un caso di eccellenza per la crescita esponenziale di green building certificati che rappresentano più di un quinto dell’intera area dell’isola città-stato e che interessano una popolazione di cinque milioni di abitanti.

2-airport-tower-istanbul-pininfarina-aecom-wow-webmagazine

International Architecture Award a Pininfarina.

La Torre di Controllo del nuovo Aeroporto di Istanbul, progettata da Pininfarina e AECOM, si aggiudica l’International Architecture Award 2016, premio organizzato dal Chicago Athenaeum: Museum of Architecture and Design e dall’European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies. I 130 edifici premiati, selezionati dalla giuria in una shortlist di 370 candidature provenienti da tutto il mondo, rappresentano l’eccellenza nel design, nella costruzione, nella progettazione e nella sostenibilità e promuovono le best practice nel Real Estate.

Nuovo successo per Pininfarina, società al 5° posto tra le Top 100 società di Architettura e Design che operano in Italia.
Il progetto dell’ATCT (Air Traffic Control Tower) del Nuovo Aeroporto di Istanbul, elaborato in collaborazione con AECOM, selezionato lo scorso dicembre tra sei soluzioni di studi internazionali di architettura (Zaha Hadid, Fuksas, Moshe Safdie, Grimshaw-Nordic e RMJM) ha ora ricevuto il prestigioso International Architecture Award 2016.
Questo edificio dalle linee fluide e aerodinamiche che segna la prima collaborazione tra AECOM e Pininfarina, ha un forte valore simbolico ed è destinato a diventare un punto di riferimento visivo per l’intera città e per tutti i passeggeri che transiteranno per il Nuovo Aeroporto di Istanbul, progettato per diventare il più grande del mondo in termini di capacità annua di passeggeri.
La forma dell’ATC Tower è ispirata al tulipano, simbolo di Istanbul per molti secoli e importante punto di riferimento culturale nella storia della Turchia. La sua architettura accoglie elementi dell’automotive design e del settore aeronautico.
La forma ellittica della torre influenza anche la geometria dell’edificio tecnico sottostante, entrambi studiati per rispondere alle esigenze delle persone che lo utilizzeranno.

3-airport-tower-istanbul-pininfarina-aecom-wow-webmagazine

Molte caratteristiche dell’edificio si ispirano all’architettura storica turca, per esempio l’atrio centrale a doppia altezza dotato di un lucernario impreziosito da un motivo a mosaico.
Oltre ai servizi di architettura forniti dal team interno di AECOM in collaborazione con Pininfarina, il team multidisciplinare di ingegneri di AECOM ha supportato lo sviluppo della progettazione dell’ATC Tower e dell’edificio tecnico.
IGA, un consorzio di cinque contractor leader turchi (Cengiz, Mapa, Limak, Kolin e Kalyon) che si è aggiudicata la costruzione dl Nuovo Aeroporto di Istanbul come contractor per l’ingegneria, le forniture e la costruzione e sarà anche l’operatore.

1-airport-tower-istanbul-pininfarina-aecom-wow-webmagazine

1-milano-contract-district-wow-webmagazine

Milano Contract District: piattaforma integrata per il RE.

Apre Milano Contract District, un progetto pensato per il Real Estate che unisce l’eccellenza produttiva di alcuni importanti aziende (tra queste BTicino, Ernesto Meda, Lema, Resstende, Florim, Lualdi, ecc.) in una piattaforma integrata di servizi esclusivi “chiavi in mano” dall’impiantistica agli arredi.

“Milano Contract District è il risultato di un pensiero strategico costruito per rispondere ad un deficit di offerta nel mercato immobiliare. Sono, infatti, molti i prodotti e i marchi aperti alla competizione sulle forniture Contract per il Real Estate, ma sono invece quasi inesistenti le strutture che, insieme a marchi e prodotti, sono in grado di offrire una superficie dedicata e un pacchetto di servizi ad alto valore aggiunto per i Developers prima, e per gli acquirenti finali poi” come spiega Stefano Bergamin, Amministratore Delegato di Milano Contract District.
Uno showroom inedito che occupa uno spazio polifunzionale di 1.700 mq per offrire servizi integrati di Consulenza, marketing, analisi, progettazione e servizio, oltre al coordinamento professionale per ogni fase sia del progetto di sviluppo che del cantiere. I vantaggi sono numerosi e immediati: ottimizzazione dei tempi, aumento dell’appeal dell’immobile e customer experience che accompagna gli acquirenti fino alla consegna dell’immobile.
Marco Fiorentino, media relations di BTicino, una delle aziende coinvolte, ci sintetizza nella videointervista i concetti base di questa iniziativa.

Un esempio concreto dell’operare di MDC è visibile all’interno dello spazio The Apartment, l’allestimento di una casa indoor permanente e completamente funzionante in scala 1:1.

2-milano-contract-district-wow-webmagazine

05-Jelly Session - Isola WOW! Lavoro Agile -presentazione-Chiara Bisconti-wow-webmagazine

Impatto del Lavoro Agile sulla città: #LavoroAgile16.

“Lavoro Agile: quale impatto sul settore immobiliare e la città?”, questo è stato il tema del seminario che si è tenuto nell’Isola WOW! Lavoro Agile 2016 presso la Piscina Cozzi, moderato da Paola Lunghini. Un tema che allarga l’orizzonte degli impatti dello smart working sullo spazio al di là dell’ufficio, in una implicazione reciproca tra scelte del privato e del pubblico. Il Modello UniCredit e le iniziative del capoluogo lombardo in tema di lavoro agile sono l’esempio di questa reciproca influenza.

La terza edizione della giornata del lavoro agile, voluta dal comune di Milano, ha posto l’accento sugli spazi pubblici e privati e sull’impatto che i nuovi ways of working hanno su di essi. Ospite del seminario “Lavoro Agile: quale impatto sul settore immobiliare e la città?” all’Isola WOW! Lavoro Agile 2016, Chiara Bisconti, (assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero, Risorse umane, Tutela degli animali, Verde, Servizi generali) ha aperto il dibattito testimoniando come lo smart working possa essere un modello da seguire anche per l’amministrazione pubblica, sfruttando diversamente le numerose sedi sul territorio e modificando l’organizzazione urbana. Prendendo spunto dalle esperienze del privato, anche le diverse sedi del comune, viste in ottica manageriale spesso come poco efficienti, possono quindi diventare un asset strategico per il lavoro agile, permettendo ai dipendenti di prenotare una postazione nella sede preferita con una apposita app,

L’amministrazione pubblica non è l’unica forza in grado di impattare sugli spazi della città, ma inevitabilmente anche l’azione privata imprime sui cambiamenti allo spazio circostante. Anna Maria Ricco, Head of real estate Italy di UniCredit Business Integrated Solutions, ha parlato del Modello Milano.

UniCredit ha riqualificato gli spazi interni secondo due grandi leve: il desk sharing, con un numero inferiori di postazioni rispetto ai lavoratori presenti, e la differenziazione dei work setting, formati diversi di spazi dove ognuno può fare una telefonata, video-call, meeting di dimensione diversa o concentrarsi. All’interno dello spazio la questione della privacy è stata risolta con dei locker e con l’introduzione di una clean desk policy. In ottica di lavoro agile, UniCredit ha introdotto anche degli “uffici di quartiere”, chiamati hub, con postazioni prenotabili attraverso una rete intranet.


Come testimonia la rivoluzione all’interno di UniCredit, i nuovi ways of working pongono quindi un problema: cosa fare degli spazi in esubero? Conviene ancora gestire nel real estate degli spazi lavorativi? E verso quali orizzonti si orienteranno? Barbara Polito, Presidente d’onore AREL (Associazione Real Estate Ladies), Partner di Real Consultant srl, nel suo intervento ha delineato tendenze e problematiche degli spazi co-working, sottolineando la necessità di una figura intermedia tra facility manager e utente: un direttore d’orchestra che necessita di nuove competenze che permettano di prevedere se l’immobile, uno spazio multifunzionale con un trend di ricavi altalenante, possa garantire all’investitore un reddito e in che modo.
Testo di Gabriele Masi.
Fonte foto 1-5: slide tratte dalla presentazione PPT di Chiara Bisconti (c)Comune di Milano


01-Jelly Session - Isola WOW! Lavoro -wow-webmagazine

 

 

gensler-workplace-forecast 2015

Modelli e fattori di sviluppo nel workplace.

Siamo a fine anno (del terzo anno di vita di WOW!) è tempo di inventario e di previsioni per il prossimo futuro e gli articoli di questo ultimo numero del 2015 vogliono esprimere in sintesi alcuni dei principali elementi di cambiamento in atto che stanno segnando con sempre maggiore chiarezza gli sviluppi dei prossimi ways of working e anche la configurazione dei workplace per i nostri figli o nipoti.

Già si guarda alla Generazione Z che, tutto sommato, non ha esigenze tanto diverse da quelle dei più individualisti nonni Baby Boomer. Con una grande differenza: la Gen Z si aspetta di trovare ambienti di lavoro che rispondano a queste esigenze e vuole condividerli con altri; lo ritiene un diritto e non tollera delusioni.
Il Design Forecast di Gensler sintetizza quali sono i fattori chiave per disegnare il workplace in un mondo frammentato, dominato dalle tecnologie e pervaso dalle informazioni. Il dominio del digitale porta alla riconsiderazione dei valori reali, dei bisogni concreti.
Alcuni tra i principali fattori chiave?
Lavorare dovunque. Sotto il nome di Smart Working o Lavoro Agile si delinea una filosofia che cambia radicalmente non solo il concetto di lavoro e luogo di lavoro ma gli stili di vita, le destinazioni d’uso degli immobili e gli sviluppi stessi del Real Estate, perché -come ha sintetizzato Paolo Gencarelli di Unicredit al convegno RE-Start- smart working è sinonimo di ibridazione e di flessibilità.
Elementi perfettamente rappresentati nel coworking che conferma la sua crescita e il valore forte della Community diventando un modello di riferimento anche per le grandi aziende.
Desiderio di natura e rispetto per la natura sono altri i temi che influenzano la progettazione in ogni grandezza di scala, dal prodotto all’interior design; dal progetto architettonico a quello urbano. Gli headquarters sono sempre più simili al modello olivettiano di campus e integrati alla natura, al territorio. Anche per le sedi di dimensioni minori è quasi un must avere un parco o un terrazzo per lavorare a contato con la natura.
Sostenibilità e benessere sono le parole chiave di un nuovo design thinking al servizio del Pianeta e capace di produrre felicità (AntropoDesign, per usare il neologismo di Francesco Schianchi).
La ricerca di benessere si esprime anche in una progettazione sempre più attenta all’esperienza degli utenti, agli aspetti sensoriali, al comfort ambientale (che include anche l’interior design acustico) e cambia l’accezione di Bellezza che nel progetto non è più solo una categoria estetica.
Forse non occorre guardare tanto lontano, basta tenere gli occhi puntati su questi temi per tracciare i contorni del prossimo futuro, ma ci aspettiamo grandi stimoli dalla prossima Triennale Internazionale di Milano “21st Century, Design after Design” che nel 2016 ci illustrerà cosa aspettarsi “dopo”.
Editoriale di Renata Sias, direttore di WOW! Webmagazine

social-workplace-TILT-coworking-wow-webmagazine

Il Social Workplace: di TILT ed European Coworking Conference (Londra,16 Ottobre).

Come è possibile fare del carattere comunitario il fattore propulsivo di un ambiente di lavoro? Questa è la domanda a cui European Coworking Conference e Studio TILT cercheranno di rispondere il prossimo 16 Ottobre all’evento inaugurale di The Social Workplace”, un’opportunità per ascoltare esperti del mondo del coworking, ragionando sulle più pressanti questioni di real estate, placemaking e benessere sul posto di lavoro.

Come possono i valori fondanti della mission aziendale, l’autenticità, connessione e interazioni sociali facilitate guidare la produttività, la collaborazione, l’innovazione e il benessere dei lavoratori?
A Londra oggi si contano 816 spazi di coworking: 10 anni fa non ce n’era nessuno. Una metodologia di lavoro che si è diffusa molto in fretta, insieme al drastico cambiamento dei valori del lavoro.
Il Social Workplace Forum è un dinamico evento di una giornata che riunisce il mondo del lavoro e del coworking per la prima volta attraverso un evento di confronto, con lo scopo di condividere il successo e le conoscenze sui diversi aspetti del coworking, per indagare più a fondo il lato umano del workplace moderno.
Alla conferenza interverranno diversi nomi del settore: Jean-Yves Huwart (Coworking Europe), Despina Katsikakis (Transforming Workplace expert), Oliver Marlow (Studio TILT), Sophy Moffat (DTZ London), Alex Hillman (Indy Hall), Edu Forte (Betahaus Barcelona).
Testo di Gabriele Masi.
Titolo: The Social Workplace.
Dove: The Office Group, Henry Wood House, 2 Riding House Street,  Londra.
Quando: venerdì 16 ottobre, ore 8:30.

social-workplace-TILT-coworking-wow-webmagazine

acustica-universal-selecta-wow-webmagazine

L’acustica e qualità ambientale nel workplace.


L’evento si svolgerà il prossimo 10 giugno presso Spazio US49 di Milano e vedrà la partecipazione di quattro attori del mondo della progettazione acustica, ognuno con un sapere e una caratteristica ben precisa nel modo di vedere e sentire il progetto sonoro ponderato per gli spazi di lavoro collettivi ed individuali.

Introdurrà la serata l’Architetto Marco Predari (Universal Selecta), precursore nella progettazione degli spazi a pianta aperta per ambienti di lavoro seguace, sin dagli albori, delle filosofie del Burolandshaft e delle prime applicazioni di Space Planning.
Nella parte centrale della conferenza un piacevole dibattito fra due filosofie progettuali: l’ingegnere e l’architetto.
L’ “incontro-scontro” fra tecnicità ed estetica, rappresentati dall’Ingegner Ezio Rendina (Viva Consulting), consulente e progettista impegnato nella valutazione, nella previsione, nella progettazione di sistemi di abbattimento dell’inquinamento acustico ambientale e del disturbo da vibrazioni prodotte da agenti esterni di contro l’Architetto Cristiana Cutrona (Revalue) specializzata nella progettazione di interni per grandi ambienti di lavoro, sostenitrice del pensiero dello Smart Working per cui cambiando il modo di stare nello spazio e di organizzarlo si può coniugare l’eccellenza del servizio alla missione dell’architettura.
Concluderà l’evento l’intervento dell’Ingegner Franco Mialich (MCM ): project manager nel settore Real Estate con pluriennale esperienza nella gestione di progetti immobiliari complessi in tutti i settori delle costruzioni civili ed industriali.
Con il patrocinio di AREL Italia ( Associazione Real Estate Ladies).
Titolo: L’acustica protagonista della qualità ambientale in ufficio.
Dove: Spazio US49 Eventi, Via Ettore Ponti 49, Milano.
Quando: 10 giugno 2015 ore 18,30, segue aperitivo.
Per informazioni:
marketing@universal-selecta.it

02-siemens-office-wow-webmagazine

Siemens: l’ufficio per il lavoro agile.

Introdotto nel 2011 in Italia, dapprima presso l’headquarter milanese con il coinvolgimento delle funzioni centrali, il progetto Siemens Office offre la possibilità di lavorare ovunque senza obblighi di orario. Un radicale cambiamento culturale per i circa 1.700 collaboratori di Siemens su tutto il territorio nazionale. Un concetto declinato su sei cardini: lavoro mobile e flessibile, nuovi layout degli uffici, lavoro per obiettivi, miglioramento del work life balance, postazioni di lavoro non assegnate e sostenibilità.

Alberto Cannistrà , membro del consiglio direttivo IFMA e responsabile real estate di Siemens ha spiegato il ruolo del FM nel processo di agilità” di unazienda e ha esposto il progetto smart working della multinazionale durante la conferenza di apertura dell’Isola WOW! Lavoro Agile alla Piscina Cozzi di Milano.
“Quello del Facility Manager è un ruolo chiave all’interno di un’azienda nel passaggio allo smart working; il FM è infatti la figura addetta al coordinamento e allintegrazione di spazi, servizi e persone di una organizzazione, cercando di trovare l’ambiente e la situazione più confortevole perché i colleghi possano esercitare le proprie funzioni nel modo migliore possibile”.
Nel caso di Siemens il Facility Manager ha collaborato strettamente con la direzione del personale perché questa filosofia fosse compresa dai dipendenti.
Abbiamo offerto a tutti i dipendenti la possibilità di accettare o meno la modalità smart working. A chi aderisce è fornito un cellulare, il pc,l80% del costo della connessione internet e tolto lobbligo di timbratura”.
Con la creazione di ambienti di lavoro confortevoli, che contribuiscono al benessere psico-fisico dei collaboratori, favorendone l’elasticità di tempo e di spazio, è possibile utilizzare la flessibilità della prestazione con ampi margini di autonomia personale, basando lorganizzazione delle attività per obiettivi.
“Il progetto ha modificato anche l’ufficio,- continua Cannistrà -.Non viene più assegnata, infatti, una postazione fissa, ma è il dipendente che si sposta nei diversi ambienti a secondo di quello che deve fare, in una serie di spazi con diverse funzioni. Ogni collaboratore sceglie, così, di volta in volta il posto che preferisce o che è più adatto all’attività da svolgere in quella determinata giornata lavorativa. Dopo aver completato le proprie attività, il posto diventa disponibile per un altro collega”.
“Lufficio diventa sempre di più un luogo di socializzazione. Il nostro lavoro singolo può essere svolto ovunque vogliamo, l’ufficio è perciò soprattutto un posto dove incontrare gli altri colleghi: così abbiamo creato nuove caffetterie e mense. La funzione principale è sempre più quella di un luogo di riferimento per il lavoro in team, e per tutti quei passaggi in cui è fondamentale la compresenza”.
Il lavoro agile, come dimostra il caso Siemens, presenta enormi vantaggi per i lavoratori, per l’azienda e anche per le città e l’ambiente: è gestita meglio la mobilità dei dipendenti per gli spostamenti casa-ufficio, il minor fabbisogno di spazi significa la riduzione importante di una voce che incide sui costi aziendali e insieme alla diminuzione degli spostamenti casa-ufficio contribuisce a contenere le emissioni di inquinamento.
Siemens Office è una sfida che abbiamo vinto -, conclude orgogliosamente Alberto Cannistrà -. “Ciò che a mio avviso è veramente importante è stato incontrare le persone, spiegare loro il progetto e lasciarle libere di decidere. Se qualcuno non accetta il lavoro agile va bene lo stesso, viene in ufficio tutti i giorni e questo tipo di scelta non ha effetti negativi da nessun punto di vista.
Testo di Gabriele Masi.

01-siemens-office-wow-webmagazine

 

Romeo-ifma-wowo-webmagazine

Alfredo Romeo nuovo presidente di IFMA Italia.

Secondo Alfredo Romeo, il nuovo presidente di IFMA Italia, il passaggio strutturale a un’industria dei servizi al territorio può rappresentare una sorta di Piano Marshall del terzo millennio con nuovi know-how, nuovi processi educativi e formativi, centri di produzione di idee, di sapienza, di valore in termini di economia reale sia di scala che di indotto.

Cambio al vertice per IFMA Italia: Marco Decio passa il testimone della presidenza all’avvocato Alfredo Romeo. Fondatore di Roma Immobiliare (1979), Roma Investimenti (1985), Roma Gestioni (1989), Roma Alberghi e Romeo Partecipazioni (2001), oggi Alfredo Romeo è a capo del Gruppo Romeo, la prima realtà in Europa nell’offerta di servizi integrati ai Patrimoni Immobiliari.
“Assumere la carica principale dell’associazione che da sempre rappresenta il punto di riferimento centrale per il mercato del Facility Management in Italia – commenta Romeo – è per me di enorme valore soprattutto dato il particolare momento storico. Sono infatti convinto che il mercato del FM possa rappresentare un importante volano per la ripresa dell’economia italiana, a patto che si riescano a creare nuovi percorsi e regole per le partnership pubblico-private, così da portare anche e finalmente una reale trasformazione della Pubblica Amministrazione”.
Tra i punti programmatici della nuova presidenza troviamo la promozione del Facility Management al territorio come elemento operativo determinante per la riqualificazione e valorizzazione urbana e territoriale; il coniugare l’economicità con la qualità, puntando nel mercato pubblico a gare aggiudicate con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa; il rilancio della specificità e della peculiarità di mercato delle aziende specializzate nei servizi che operano nel settore immobiliare per la gestione e la valorizzazione dei beni, inibendo l’accesso a tale segmento di attività delle aziende collegate o di diretta emanazione di operatori della finanza immobiliare.
Il nuovo consiglio direttivo sarà composto anche da Marco Decio, che resterà con il ruolo di vicepresidente, dal tesoriere Paolo Cavallo, e dai consiglieri Alberto Cannistrà, Gianmaurizio Cazzarolli, Domenico Cipolletta e Davide Pellegatta.
Testo di Gabriele Masi.

Didascalie
1, nella foto in basso Alfredo Romeo, nuovo presidente IFMA.
Alfredo-Romeo-IFMA-wow-webmagazine

4-torre-isozaki-citylife-wow-webmagazine

“Nell’ufficio che verrà!” Seminario Assufficio nella Torre Allianz (10 febbraio).

Il Seminario Assufficio “Nell’ufficio che verrà” si terrà il 10 febbraio (ore 14/16) al 35° piano della Torre Allianz a CityLife, la torre per uffici più alta d’Italia, progettata da Arata Isozaki e Andrea Maffei). Sarà presentata in anteprima La Passeggiata” di Michele De Lucchi e illustrato il progetto della Torre.
Interverranno: Michele De Lucchi (AMDL), Andrea Maffei (AMA), Armando Borghi (CityLife), Francesco Prennushi (General Planning), Marco Predari (Assufficio).

Dopo l’incontro nel cantiere della Torre Unicredit che ospitò nel 2013 il seminario “Smart and Happy Office” il percorso di Assufficio ne “L’ufficio che verrà” prosegue all’interno della nuova icona della Milano che cresce: la Torre Isozaki, che con i suoi 207 metri di altezza e 50 piani di uffici, rappresenta il futuro del Real Estate e del Workplace.

Nel corso del Seminario Assufficio, “Nell’ufficio che verrà” sarà presentato in anteprima il nuovo allestimento intitolato La Passeggiata,
la-passeggiata-michele-de-lucchi-workplace-3-wow-webmagazinel’installazione dell’architetto Michele De Lucchi
 per il Salone del Mobile 2015 nei padiglioni di Workplace3.0/Salone Ufficio.
Saranno inoltre raccontati dai  protagonisti il progetto in divenire della Torre Allianz e del Business District CityLife e affrontato il tema dello space planning negli edifici a torre.
Il seminario è gratuito. é richiesta la registrazione.
La torre si trova su un’area di cantiere e sarà possibile accedervi soltanto dalle ore 13 con servizio navette, da Piazza 6 Febbraio, ingresso Palazzo delle Scintille. Disponibile parking riservato

Per registrazione e informazioni: Segreteria Assufficio, Eleonora Perlini
tel 02 80604 304
assufficio@federlegnoarredo.it

2-torre-isozaki-citylife-wow-webmagazine

Titolo seminario: “Nell’ufficio che verrà” organizzato da Assufficio.
quando: 10 febbraio 2015 ( ore 14 /16)
dove: Torre Allianz , CityLife, Milano .

green-place-gas-goring-straja-wow-webmagazine

Facciate in bambù per Green Place, Milano (GaS Studio).

E’ il primo edificio in Italia che utilizza un sistema di brise solei in bambù. Questa scelta coraggiosa voluta dai progettisti, Goring&Straja Studio – non a km zero, ma sicuramente eco-sostenibile e dal design fortemente caratterizzante- è diventata uno dei punti di forza di Green Place, ora in attesa della certificazione LEED Gold.

Il complesso per uffici, a nord-ovest di Milano, è il primo sviluppo immobiliare italiano di STAM; si sviluppa su quasi 11.000 mq su 4 piani fuori terra impostati sulla massima flessibilità; tre corpi di fabbrica con un’area verde interna e  7.500 mq interrati adibiti a parcheggi. I piani terra sono destinati a laboratori, ingressi, uno show-room già occupato da Renault Auto, con eventuali predisposizioni anche per una palestra o un ristorante aziendale.
Quello di Goring&Straja (GaS Studio) un progetto “introverso” che definisce un isolato chiuso, tipico del disegno urbano milanese; l’interno della corte, impreziosito da un giardino con diverse essenze e fondo scenografico sul quale si affacciano le vetrate dell’edificio, è un altro forte elemento di appealing.
L’obiettivo del progetto era infatti  riqualificare e migliorare l’impatto con il contesto ricostruendo la logica dell’isolato chiuso e compatto.

Architettonicamente il progetto è caratterizzato dal diffuso uso di vetro e alluminio, dal cemento di strutture e marcapiani e dal bambù dei sistemi schermanti. In particolare questi elementi conferiscono all’immobile una componente naturale di forte impatto estetico e grande rilievo per il benessere dei suoi fruitori. L’immobile “disegnato dalla natura”, come dice Andrè Straja, prevede l’uso del vetro su tutto il piano terra, creando una sorta di basamento trasparente, e sui fronti est, sud e ovest, dove è schermato da un sistema di brise soleil in bambù che si dirada, si infittisce, si regola a seconda dell’inclinazione /irraggiamento solare, creando un gioco di densità e di rarefazioni che rende vibranti e mutevoli le facciate, già spezzate da cambi di direzioni.
L’ampia corte interna, delimitata sul perimetro da un filare di alberi, è scandita da una scacchiera che alterna, verde (bamboo, edera e prato), minerali (ciottoli bianchi e neri) e percorsi pedonali in pietra naturale.
All’interno una scala dal tratto grafico forte, crea prospettive alla Escher e connota la hall in tutta la sua altezza offrendo anche una bella vista sul giardino interno.


Progettista: GaS Studio
Nome Progetto: Green Place
Committente: STAM Europe
General Contractor: Immobiliare Percassi
Direzione Lavori: Tekne
Project Management: Prelios
Commercializzazione: JLL; DTZ
Photo: Stefano Gusmeroli

 

EIRE-expo-italia-real-estate-wow-webmagazine

EIRE: rigenererazione urbana e cambiamento tra i temi di punta.

Dal 24 al 26 Giugno, torna a Fieramilanocity, Milano EIRE -Expo Italia Real Estate il luogo di incontro del Real Estate italiano: progetti, convegni e professionisti del RE. Nell’ambito di EIRE, i protagonisti del retail real estate si confronteranno sul leitmotiv della decima edizione: la rigenerazione urbana. Un argomento strettamente legato a una tendenza che mira a individuare nuove aree nelle città nell’ottica di sviluppare aggregati commerciali capaci di attrarre investimenti nazionali e internazionali.

«Anche quest’anno, il mondo dell’immobiliare commerciale non mancherà all’appuntamento con la nostra rassegna – ha dichiarato il presidente di Gestione Fiere Spa (società organizzatrice dell’evento), Antonio Intiglietta -. Il nostro Paese, che racchiude potenzialità incredibili, costituisce, del resto, una fonte di grande interesse per gli operatori nazionali e internazionali. Penso agli immobili, spesso abbandonati, custoditi nei 20.000 centri storici italiani (dato Censis), che potrebbero essere restituiti alla collettività attraverso un grande piano di rigenerazione urbana. In quest’ottica riteniamo sia indispensabile lavorare all’offerta, valorizzando un patrimonio immobiliare inestimabile e riducendo burocrazia e incertezze».
Tra i molti incontri previsti dalla manifestazione, segnaliamo in particolare il convegno inaugurale “Cambiare per crescere: una nuova #destinazione d’uso per l’Italia” (promosso con Assoimmobiliare)  che si soffermerà sulle priorità di una società profondamente cambiata, anche a causa della crisi economica, e sulle nuove sfide del Real Estate italiano. Un comparto che va indirizzato sulla strada della rigenerazione urbana, attraverso l’individuazione di nuove destinazioni d’uso da assegnare agli asset patrimoniali esistenti (24 giugno ore 10,15, Blu Conference Room).
Da non perdere anche “Il new deal del turismo italiano” (sempre il 24 giugno alle 14,30) e “L’immobiliare commerciale e le città: 2014 e oltre”, (25 giugno, Red Conference Room, ore 10). L’evento, promosso da CNCC (Consiglio nazionale dei Centri commerciali), in collaborazione con EIRE, avvierà un confronto sull’argomento e sarà l’occasione per presentare alcuni dei più recenti progetti innovativi.

 

hines-porta-nuova-wow-webmagazine

Inaugurazione Porta Nuova Varesine, Milano.

Domani, 22 maggio, Hines celebra il completamento della riqualificazione urbana di Porta Nuova a Milano, un intervento di real estate durato 10 anni che è diventato l’iconico simbolo della rinascita di Milano.

Nel corso dell’evento, orgogliosamente intitolato “The Italian Way”, il lungo percorso di 900 metri che permetterà di passeggiare da Diamond Tower a Piazza XXV Aprile sarà inaugurato alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia.

3-Torre-Unipol-bologna-open-project-wow-webmagazine

Metodi, tecniche e strumenti per il settore Immobiliare.

Il Politecnico di Milano promuove la tredicesima edizione del corso “Metodi, tecniche e strumenti professionali per il settore immobiliare” progettato per le esigenze di professionisti e di operatori del Real Estate che necessitano di approfondimenti puntuali, ma contratti in poche ore. Il corso si articola in 13 moduli, ciascuno dei quali rappresenta un pacchetto formativo tale da poter essere frequentato singolarmente.

Ogni modulo del corso è stato organizzato in due parti:
1 inquadramento del problema dal punto di vista tecnico economico e gestionale;
2 casi studio ampiamente documentati e presentati da esponenti di grande aziende del settore.
Alcuni moduli della proposta formativa sono realizzati in collaborazione con la prestigiosa organizzazione inglese Royal Institution of Chartered Surveyors (RICS), con cui il Dipartimento ABC del Politecnico di Milano ha stretto un rapporto consolidato di collaborazione.
Il corso sarà tenuto da docenti del Politecnico di Milano esperti del comparto (Oliviero Tronconi, Andrea Ciaramella, Marzia Morena, Stefano Bellintani), da membri della RICS e fruirà del contributo di esponenti di spicco di alcune tra le più importanti imprese/organizzazioni operanti nel settore: Aedes BPM RE Sgr – Beni Stabili SpA – CBRE Valutation SpA – City Life – Clivet – Cordea Savills – Generali Real Estate SpA – Idea Fimit Sgr – Manutencoop – Mitsubishi Electric Europe B.V. – SIGEST Soluzioni Immobiliari s.p.a. – Unicredit Leasing.
Per informazioni: Antonio Invernale, Politecnico di Milano | Dipartimento ABC | Laboratorio Gesti.Tec
Via Bonardi, 9 – 20133 Milano. T. 02/2399.3382, M. 3480931482, F. 02/2399.2596
e-mail: antonio.invernale@polimi.it
web:  www.gestitec.polimi.it

 

 

 

Segreen-Lombardini22-wow-webmagazine

Riqualificazione: WOW! Seminar con Ordine Architetti di Milano.

WOW! organizza il ciclo di incontri WOW! Seminar  “Riqualificazione del patrimonio edilizio terziario” in collaborazione con l’Ordine Architetti di Milano . La frequenza ai seminari eroga tre crediti formativi per architetti! La partecipazione è gratuita.

Obiettivo dei WOW! Seminar è parlare di riqualificazioni in chiave di sostenibilità e delle opportunità che questo settore, uno dei pochi segmenti in attivo del mercato Real Estate, offre agli architetti. La sintesi dei seminari sarà pubblicata su WOW!
WOW! affronta il tema della riqualificazione del patrimonio immobiliare terziario in modo pragmatico presentando non sono case study eccellenti, orientati a smart building e smart city raccontati dai progettisti, ma anche approcci, metodologie di intervento e sistemi di valutazione delle prestazioni affinché il concetto di riqualificazione non si riduca a un superficiale maquillage d’effetto.
Se l’eco-sostenibilità è la priorità etica ed economica, l’efficienza, l’ottimizzazione delle superfici e le performance degli immobili sono fattori altrettanto indispensabili nel mercato immobiliare odierno. Oltre metà del patrimonio edilizio del terziario in Italia non soddisfa i requisiti di classe A, ma alla nuova città servono infrastrutture tecnologiche e non solo calcestruzzo.
Che ruolo ha l’architetto in questo scenario? Chi sono i nuovi attori coinvolti nel progetto? Con quali criteri deve essere riconvertito il patrimonio esistente? Come affrontare un progetto integrato di riqualificazione e adeguamento funzionale? Il green refurbishment è l’unico spazio “sostenibile” che resta al progetto architettonico?
Tre seminari per mettere a confronto il punto di vista e il ruolo dell’architetto e quello dei nuovi attori coinvolti nel progetto nel processo di riconversione sostenibile del patrimonio terziario esistente.

NOTA BENE: Il successo riscosso dai seminari ( oltre 400 iscrizioni in poche ore!) ha reso indispensabile spostare la sede dell’evento in una location che permettesse di ospitare l’alto numero di partecipanti non previsto.
I seminari si svolgeranno presso la prestigiosa sede Assimpredil-ANCE in via San Maurilio 21, Milano.
Si ringrazia ASSIMPREDIL ANCE per l’ospitalità.

Nella foto una vista di Segreen Business Park di Lombardini 22 vincitore del Premio REbuild 2013.

Titolo: “Riqualificazione del patrimonio edilizio terziario. Quali criteri? Quale il ruolo dell’architetto?”.
Dove: Sede Assompredil ANCE, via San Maurilio 21, Milano.
Quando: 16 gennaio, 20 febbraio, 27 marzo 2014 (17,30/19,30).

PROGRAMMA (aggiornamenti ed eventuali modifiche saranno comunicati via web)

Seminario #1 – 16 gennaio 2014 (ore 17,30/19,30)
Introduzione: arch Franco Raggi, Ordine Architetti di Milano.
Situazione immobiliare e esigenze del mercato Real Estate:
Arch Francesca Zirnstein, Scenari Immobiliari e Arel
Sistema LEED:
Ing Marco Mari, GBC Italia
Presentazioni Case study:
Arch Massimo Roj, Progetto CMR;
Arch Andrè Straja, Goring & Straja Architects;
Arch Marco Piva, Studio Marco Piva.
Moderatore: Renata Sias, direttore WOW! Webmagazine
L’incontro si concluderà con un aperitivo offerto da Akzo Nobel.
Il servizio tecnico audiovideo e di regia sono offerti da Sikkens.

 

 

Seminario #2 – 20 febbraio 2014 (ore 17,30/19,30)

Sistema BRaVe, Building Rating Value:
Prof Oliviero Tronconi, PoliMi dipartimento BEST
Tecnologie ICT e impianti integrati per smart e sustainable building:
Ing Paolo Dall’Oglio, BTicino
“Bytes,behaviors, bricks”: format di ristrutturazione per ambienti smart working.
Dr. Ilaria Santambrogio, Plantronics.
Presentazioni Case study:
Arch Jacopo della Fontana, D2U-Design to Users;
Arch Giuseppe Tortato, Giuseppe Tortato Architects.
Moderatore: Renata Sias, direttore WOW! Webmagazine.
Il servizio tecnico audiovideo e di regia sono offerti da Plantronics.
L’incontro si concluderà con un aperitivo offerto da Bticino.

 

 

Seminario #3 – 27 marzo 2014 (ore 17,30/19,30)

Il patrimonio esistente: costo o risorsa?
Alberto Radice Fossati, CBRE Global Investors
Presentazioni Case study:
Arch. Marco Amosso, Lombardini 22
Arch. Filippo Pagliani, Park Associati
“Pelli” intelligenti e sostenibili.
Pelli sostenibili per il comfort acustico ( arch Silvia Valdameri)
Pelli metalliche innovazione e nuove identità (arch
Cino Zucchi).
Conclusioni di Franco Raggi, vicepresidente Ordine Architetti Milano
Moderatore: Renata Sias, direttore WOW! Webmagazine.

L’incontro si concluderà con un aperitivo offerto da Caimi Brevetti.
Il servizio tecnico audiovideo e di regia sono offerti da De Castelli.