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AntropoDesign al servizio dell’umanità e dell’ambiente.

Francesco Schianchi, autore del saggio “Quando l’uomo inventò l’uomo.” (Il Cigno edizioni, Roma) ha sintetizzato per WOW! il suo “Design Manifesto” una lucida visione che auspica la trasformazione del product design tradizionale in Antropodesign, ovvero una progettazione a servizio dell’umanità, dell’ambiente, del futuro, capace di produrre felicità. 

Design è una parola derivata dal latino: “de” (intorno a, proveniente da) e “signum” (segno, insegna, immagine, segnale, figura, ecc.,): la produzione di “segni,” distinzioni, elementi identificativi, elementi di stupore, di meraviglia.
Il Design non è una disciplina: è limitante ridurre il design a un termine inglese riferito alla progettazione di oggetti prodotti industrialmente e alle sue molteplici declinazioni (grafic, visual, fashion, town, light, ecc.).
Il Design è il linguaggio del pensiero, attività della mente, formazione di concetti,di idee,di prefigurazione e raffigurazione del mondo, di desideri, di memorie. Pensare è vivere, pensare “serve” a creare l’uomo, come persona, come artefice del proprio presente e del proprio futuro, pensare serve a “sentire la vita”: la propria e quella degli altri, del contesto, degli elementi naturali e spirituali; “serve” ad esprimere il senso, il sogno, il progetto, l’inutilità, il gioco, l’immaginazione.
Design è progettare, come sintesi di intuizione, immaginazione, invenzione, ragionamento, realizzazione di artefatti, narrazioni, relazioni, sensazioni, sentimenti: fin dalle origini è la cifra espressiva per l’uomo di inventare l’uomo.
Design è progettare “forme di vita” dell’uomo e per gli altri, proporre concetti e desideri che si concretizzano in forma di prodotti materiali e immateriali, reti, artefatti che si interfacciano con il corpo, la mente, il cuore, per esprimere, supportare, sollecitare sensibilità, gusti, aspirazioni, sentimenti, utilizzi.
Per questo il design “tradizionale” dovrebbe trasformarsi in antropodesign, il design chiamato a “progettare una vita buona, bella, utile, felice”. Perché la tecnica abbia un senso e con senso possa iscriversi nella storia dell’uomo, Prometeo sa che prima del dono della tecnica, è necessaria quella trasformazione antropologica profonda capace di congedare definitivamente l’uomo dalla nostalgia per aprirlo al progetto e alla previsione. (U. Galimberti).

Il design è anche il contenuto della società contemporanea, è il senso e il valore del progetto, paradigma di riferimento in quanto progetta le forme, le immagini, i racconti della cultura materiale e immateriale, dell’immaginario, del simbolico, proponendo uno sguardo, una fruizione, un’esperienza che modifica profondamente l’uomo, la sua conoscenza, i suoi saperi.
Il design ha un fine: produrre felicità. L’italiano felicità deriva dal latino felicitas, formato a partire da felix, che significa “fertile, nutriente”, con la stessa radice di fecundus, cioè “fecondo”. Nella radice latina c’è anche l’idea che la felicità nutra la vita, aiuti a vivere meglio, a  “stare bene al mondo”.  Il concetto di felicità può essere considerato sia come un sentimento dell’uomo tendente ad esprimere il suo desiderio di illimitata espansione/ realizzazione di sé, quindi come ricerca di una armonia, sintonia, convergenza con il mondo; sia come condizione essenziale della sua relazionalità: esperienza profonda che si concretizza in uno scambio con l’altro, alchimia di un incontro, di uno sguardo, di vissuti, di memorie condivise,di territori, di culture, di sapori, di riti, di vite convissute. Questa è la “materia progettuale” del design contemporaneo.

Testo di Francesco Schianchi
Laureato in storia contemporanea, Francesco Schianchi svolge da molti anni attività di docenza e consulenza aziendale per imprese pubbliche e private nell’area della cultura del progetto, della negoziazione, della comunicazione d’impresa e del management innovativo.

Nelle foto alcuni esempi di design al servizio dell’umanità e dell’ambiente:

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1,Safety Truck Samsung è stato creato da Leo Burnett / Buenos Aires per Samsung in Argentina con l’obiettivo di promuovere la sicurezza stradale. Si compone di una telecamera wireless fissata sulla parte anteriore del camion e collegata a una parete video composta da 4 monitor posta sul retro del camion. I monitor offrono ai guidatori dietro il camion la visione di ciò che sta accadendo davanti, anche nel buio. Questo permette al guidatore di avere una visione migliore per decidere quando è sicuro eseguire il sorpasso. Truck Safety può inoltre ridurre il rischio di incidenti causati da brusche frenate o da animali che attraversano la strada.

 

2, Lo studio dell’architetto olandese Daan Roosegaarde ha creato il più grande aspiratore di smog al mondo, recentemente inaugurato a Rotterdam; si chiama Smog Free Tower ed è un elemento di arredo urbano in grado di pulire l’aria nei luoghi pubblici dove viene collocato. Si tratta di una torre di 7 metri di altezza in grado di pulire 30mila metri cubi di aria all’ora, aspirando le micro particelle inquinanti, alimentato con risorse ecologiche e con un consumo energetico pari a quello di un bollitore d’acqua.

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3, Solar Bottle, design di Alberto Meda e Francisco Gomez Paz, è un un contenitore low cost capace di disinfettare l’acqua pensato per le popolazione che devono spesso bere acqua microbiologicamente contaminata. La tecnologia brevettata SODIS (Solar Water Disinfection), permette la disinfezione del liquido tramite i raggi solari, distruggendo i patogeni che causano malattie potenzialmente gravi quali tifo, dissenteria e colera. Le dimensioni ridotte facilitano sia il trasporto che lo stivaggio.